Alle sette, quasi destata da un orologio interno, Lory è in piedi; si ficca sotto la doccia; in accappatoio, già in forma e pimpante, si dedica alla colazione; io mi sveglio che è vestita e sta preparando i documenti da portare in ufficio; passo velocemente sotto la doccia, trovo degli abiti del fratello di lei che mi possono consentire di cambiare i miei e mi siedo a sbocconcellare biscotti e caffè, ma soprattutto a scambiarci baci e dolcezze, presi in una vertigine di amore imprevedibile fino a poco prima.
Mentre andiamo in ufficio, le chiedo di regolarizzare le questioni in banca, chiudendo il conto comune e trasferendo i residui su quello mio personale; visto che siamo in tema, le chiedo anche di verificare, tra le nuove costruzioni in zona, vicino all’ufficio possibilmente, un appartamento utile; lei mi chiede se piccolo, per una sola persona; le ribatto che sto pensando ad un appartamento da vivere con lei e con un eventuale figlio.
Uscendo dal facile gioco delle allusioni, le chiedo formalmente se accetterebbe di essermi compagna, anche in una situazione di separazione di fatto da legalizzare, e se vuole prevedere di fare con me il figlio a cui ha accennato; lei si dichiara disposta, con la riserva che non vende e non affitta il suo miniappartamento, nell’ipotesi, che spera lontana, che mi dovessi stancare e lasciarla sola con il bambino; le rispondo sorridendo che resto un cane fedelissimo alla padrona meritevole.
Passando per il centro, noto che mia moglie sta entrando nel suo liceo; avverto quindi Loredana di lasciarmi davanti alla casa che abito con Maria, per prelevare almeno alcune cose urgenti, come vestiti e documenti; lei si avvierà allo studio e lo aprirà; lo facciamo e io rientro nella casa che è mia, di proprietà, e che è stato il nostro appartamento nei dieci anni di matrimonio; vado direttamente nello studio e mi siedo al computer per scaricare su una memoria esterna i documenti che ho in casa.
Mentre navigo tra i files, noto delle cartelle nascoste; sono state importate dal tablet di Maria e recano i nomi di lei e di sua cugina; mi prende il sospetto che si tratti di video delle loro performance; ne osservo uno, ricevo conferma e scarico tutto sulla memoria esterna; mentre il computer lavora, raccolgo in una valigia alcuni abiti e indumenti di intimo, la borsa per l’igiene personale che riempio con gli oggetti in bagno ed alcuni faldoni nei quali ho portato a casa lavori delicati.
Tornato al computer, per curiosità apro una delle cartelle che sta copiando; scopro, con autentico dolore, che la data indicata è assai precedente agli ultimi mesi e che il maschio con cui Maria si accoppia indecentemente è altro da quello mostratomi da Ortensia; prendo coscienza che mia moglie mi tradisce da molto tempo con diversi soggetti; in un raptus di ferocia, metto in valigia lo scrigno dei preziosi e dei gioielli di mia moglie.
Apro la cassaforte, prelevo quanto contiene di valore e lo metto in valigia, per depositarlo nella cassaforte d’ufficio; cambio la combinazione di apertura e la richiudo; devo attendere parecchio perché il computer scarichi tutte le cartelle che ho prelevato; ne approfitto per prepararmi un caffè, lo bevo con gusto e lascio, a bella posta, tazzine e caffettiera nel lavello; almeno, mia moglie sappia che sono passato come il vento e l’ho lasciata per sempre.
Quando il computer segnala che ha completato la trascrizione delle cartelle, recupero la memoria esterna, verifico che sia stato tutto copiato e chiudo l’apparecchio; do in giro un’ultima occhiata per accertarmi di non lasciare niente che mi possa servire e mi avvio all’ufficio; prendo un tassì alla postazione in piazza, perché la valigia pesa, e finalmente sono sulla mia poltrona di lavoro; appoggio il bagaglio in un angolo e scarico nella cassaforte i preziosi portati da casa.
Loredana è al suo posto, come sempre, e mi garantisce privacy e sicurezza; le chiedo del lavoro in banca; tutto è stato fatto e le carte di Maria riferite al conto comune sono ormai inservibili; l’indagine sulla casa ha dato buoni risultati; a pochi isolati dallo studio, un edificio ristrutturato dispone di un appartamento ideale per le nostre esigenze; le chiedo di attivare tutta la burocrazia necessaria e fare un giro per negozi per arredarla; oppongo la pigrizia ai tentativi di lei di coinvolgermi nelle scelte.
Avverto che ho bisogno di qualche tempo di solitudine per delicate incombenze e mi preparo a visionare le performance di mia moglie per costruirmi il palco di corna che mi ha regalato; la prima cosa che mi colpisce come uno schiaffo in piena faccia è la data che reca il più antico di video; risale a cinque anni prima ed è collocato in Calabria, in un villaggio turistico; ricordo bene quella vacanza ed anche il personaggio con cui mi tradì, un animatore assai prestante.
Viviamo una stagione assai felice della nostra esistenza; da poco ho ottenuto incarichi assai importanti da una ditta internazionale per dei rilievi sul territorio dove deve sorgere un importante complesso edilizio per abitazioni, negozi ed uffici; improvvisamente, il mio nome viene legato ad una realizzazione di risonanza internazionale; vista a posteriori, la vicenda spiega, forse, anche che lo scatto di Maria è stato determinato dalla mia crescita.
Fino a quel momento, socialmente e culturalmente, lei mi è stata superiore e si è sentita quasi una mecenate che protegge il suo ‘pupillo’ dall’alto della sua funzione di professoressa del liceo cittadino; in qualche modo, io sono il suo ‘paggetto’ che usa per decorare la sua bellezza e il suo ruolo; quell’incarico ribalta i ruoli e lei si trova ad essere ‘la moglie di’, quasi una figura di contorno alla mia celebrità e ricchezza.
Per tutti gli anni che abbiamo convissuto, mai mi sono posto il tema della presunta superiorità dell’uno sull’altro, ma ho inteso la nostra come la simbiosi di due persone legate dall’amore; solo adesso capisco che per lei non è stata la stessa cosa; si è adagiata nel ruolo dominante e, all’improvviso, l’esplosione professionale di suo marito la priva della possibilità di esibirsi; la reazione è passata dalla sessualità, l’unico terreno utile per umiliarmi, offendermi, ridurmi al ruolo di ‘cornuto’.
L’occasione l’ho fornita io stesso quasi su un piatto d’argento, quando ho insistito per passare due settimane in un villaggio turistico in Calabria; sin dall’arrivo, il bell’animatore l’ha ‘puntata’ e alla fine è riuscito a portarsela a letto, forse facendo leva sull’adulazione, in cui è un vero professionista; mentre io mi crogiolo al sole per recuperare qualche energia, lui la fa impazzare tra i giochi al villaggio, finché la stringe nel suo bungalow e lei è felice di cornificarmi.
La ripresa è stata effettuata forse con apposite webcam piazzate a bella posta dal seduttore in punti strategici per documentare le sue performance con le belle donne del villaggio; comincia con loro che entrano abbracciati e baciandosi; lui impiega un niente a sfilarle il pareo che copre un due pezzi ridottissimo su un corpo statuario come quello che Maria a quel tempo esibisce e che non è peggiorato negli anni; anzi forse è migliorato.
La mia quasi ex moglie è infatti abbastanza alta, oltre il metro e settanta, ed ha due gambe che sembrano colonne di un tempio greco, perfette per fattezza e bellezza, su esse poggia un sedere ampio ma disegnato straordinario per armonia, pienezza ed eleganza nel movimento; il seno ricco ma non eccessivo, forse una quarta misura, si fa ammirare agevolmente dagli scolli ampi e generosi e vi brillano due capezzoli da succhiare, autentiche fragole di bosco.
Il viso dolce, contornato da una chioma sempre perfettamente in ordine, corvina con effetti sapienti, voluti dalla sua estetista, è regolare, da quadro del quattrocento, con una bocca soave e da baciare, occhi grandi e luminosi, nasino all’insù, insomma un’autentica bellezza che, all’epoca, conta poco più di trent’anni; forma, oggettivamente, una coppia meravigliosa con l’animatore, autentico ‘bronzo’ classico per addominali scolpiti, muscolatura forte ed evidente, bellezza ‘saracina’.
Nel video, i due si dirigono rapidamente al letto e lui si lancia nella sua esperta e comprovata manipolazione della femmina da concupire; fa sedere Maria sul letto e si colloca di fronte a lei; il sesso arriva a sfiorarle il viso; è automatico, per lei, abbassare di colpo il pantaloncino e fare emergere il palo rigido che lo costituisce; non hanno molto tempo a disposizione, perché io, marito cornuto, aspetto disteso al sole ignaro delle corna che mi spuntano.
Si lancia nella fellazione più eccitante che abbia mai praticato; lei, quasi restia a prenderlo troppo in gola per paura di soffocare, fa scivolare dentro la mazza e assaggia con le labbra il pelo pubico, dimostrando a gemiti e gesti grande piacere nella manovra; copulano un poco in gola, lui spingendo e lei succhiando; poi la fa sdraiare supina, le sfila il mini slip e si fionda a leccarle la vulva con grande maestria; dopo pochi minuti sento che urla due grossi orgasmi consecutivi.
Lo prega di metterlo in vagina, perché ne sente il bisogno, la dolce mogliettina che di solito subisce gli assalti come una santa martire; lui l’accontenta e, salitole addosso, le infila di colpo una sberla di oltre venti centimetri a cui lei risponde con un orgasmo stellare; la monta per qualche tempo e, conscio sempre della pressione del tempo, la fa urlare di goduria più volte e infine le scarica nel ventre una lunga eiaculazione; si ripuliscono alla meglio e escono.
