Vai al contenuto
Erotika
Amore di mamma
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto49 min di lettura

Amore di mamma

Madre, padre e figlio: un difficile rapporto

geniodirazza
1 anno fa · 2k letture · 0

Mi guardò quasi spaventata; ‘l’utero è mio e lo gestisco io’ le ricordai, aggiungendo che era stata una vera conquista quella riassunta in uno slogan; se lei si amava fino a volersi concedere il piacere del sesso, l’amore poteva viverlo al meglio; se però la storia si fosse conclusa, doveva avere almeno la coscienza di averlo fatto per se; si limitò a chiedermi se la nostra amicizia avrebbe superato l’eventuale rottura; le ribadii che importanti erano i suoi sentimenti non la vita di relazione.

Raggiunse Luca nella sua camera ed udii per qualche tempo rumori di eccitazione amorosa; accesi la radio per non sentirli, ma non era facile; d’improvviso, mi arrivò alle spalle lei alquanto sconvolta; mi riversò addosso una serie di domande che mi stordì, se avrebbe avuto male, se dovevano usare precauzioni, come dovevano fare in un letto a una sola piazza; lanciai uno sguardo feroce a mio figlio che era sopraggiunto.

“Porca miseria!!! Hai scopato come una scimmia e ti fermi imbranato davanti a una vergine?”

“Cazzo, mamma, è tutto così nuovo, difficile, incerto … “

Li presi per mano e li accompagnai alla mia camera; mi rivolsi apparentemente dura a Rosa.

“Hai deciso che lui è il tuo uomo? Allora fatti guidare dal cuore; salite su quel letto e non scendete finché non vi sentite svuotati completamente … Poi passiamo in farmacia e prendi la pillola del giorno dopo; poi andrai al consultorio e ti farai prescrivere la pillola quotidiana; non dovresti rischiare molto la prima volta e a ridosso quasi del ciclo; vi porto ancora per mano perché mi fate tenerezza; ma queste cose si fanno autonomamente.”

“E se ti chiedessi addirittura di starmi vicina e di tenermi la mano mentre trasformo il mio corpo radicalmente?”

“Temo che non te lo negherei, perché sono una stupida masochista; tu vuoi legare a te l’uomo che amo al di sopra di tutto, mi chiedi di essere sacerdotessa al sacrificio della tua verginità, di deflorarti io stessa in qualche modo, e io sciocca sto anche ad ascoltarti e ad eccitarmi all’idea … “

“Mamma, non credi che sia una nuova prova d’amore a me, a Rosa ed anche a te stessa?”

“Maledetto diavolo tentatore, cosa dovrei fare io, mentre voi vi amate? Masturbarmi come il ragazzino che spiava le mie scopate con suo padre?”

“Sai che è un’idea meravigliosa; tu e Luca mi aprite le porte dell’amore e del sesso, tu soffochi la gelosia perché mi prendo il tuo uomo, non solo tuo figlio, e intanto godi con me, per me, di me; ti adoro; fallo; tienimi la mano … “

Come potevo negarmi a tanta genuinità? Se avessi avuto un’amica a tenermi la mano mentre Carlo mi sverginava, non lo avrei certo dimenticato; ora potevo essere vicina a mio figlio e alla ragazza che lo amava, mentre decidevano di stare insieme, almeno finché reggesse il loro amore; spinsi Luca fra le braccia di lei e lo costrinsi a baciarla; lei scoprì il gioco meraviglioso del duello delle lingue che si inseguivano e si perlustravano; presi il cazzo di lui e lo appoggiai sulla figa di lei, da sopra il vestito.

Capì che la stavo guidando al sesso e mi prese la mano; sentivo la stretta frenetica ogni volta che un bacio, una carezza, una pressione del pube le scatenavano piacere; senza farli staccare, sfilai a lui pantaloni e boxer; il cazzo ritto si poggiò sul vestito; sollevai la minigonna e feci scorrere la mazza fra le cosce, spostai il perizoma e lei mi strinse con forza disumana la mano mentre il cazzo scivolava tra peli della vulva a titillare le grandi labbra.

Guardai il viso dolcissimo, lei girò lo sguardo e mi sorrise, si illuminò tutta e sembrava dedicare a me il piacere che la inondava; mi chinai a baciarla sulla guancia; ebbe un fremito ulteriore; Luca se ne stava fermo, quasi paralizzato dal piacere che la situazione gli dava; forse era davvero spaventato da quello che stava facendo; gli diedi un affettuoso colpo sulla testa, quasi a svegliarlo da una trance in cui sembrava caduto.

“Luca, che diavolo ti prende? … Non sai più come si fa?”

Mi sorrise sornione e si rivolse a lei; la avvolse in un bacio immenso, il cazzo gli si era gonfiato al massimo e premeva sulla figa cercando l’ingresso alla vagina; lo trovò e cominciò a penetrarla; Rosa ebbe delle smorfie dolcissime di piacere; si sentiva che l’amore la inondava a mano a mano che il sesso avanzava; quando incontrò l’imene, un leggero lamento segnalò che la stava violando; Luca era estatico e si perdeva negli occhi di lei; non la penetrava solo sessualmente, ma con tutto il suo essere.

Ero travolta dalla passione ma non ebbi la spudoratezza di infilarmi le dita in figa per masturbarmi; avevo una voglia terribile di cazzo, di sesso, di amore, di mio marito, a cui in quel momento sentivo di perdonare tutto, per averlo con me; in qualche modo, aspettavo di sentire i rumori del suo rientro; a costo di saltare in quattro il pranzo, mi sarei fatta travolgere fino a non averne più.

Rosa mi stringeva la mano con frenesia; ad ogni spinta di Luca contro il suo pube corrispondeva una stretta più forte della sua mano; seguivo la loro scopata, la prima per la mia sorella spirituale, la prima d’amore di una donna, per mio figlio, con l’ansia e la passione con cui avevo sentito le mie perdite di verginità, della bocca, della figa, del culo; accarezzai con dolcezza il viso di lei che catturò la mia mano, la portò alla bocca e la baciò sensualmente.

Proprio in quel momento, Luca esplodeva la prima sborrata in quell’utero intatto; anche Rosa urlò come un animale sacrificato; le strinsi le gote e mi guardò con occhi acquosi.

“E’ stato il mio primo orgasmo vero; sono felice di averlo avuto con te vicino e con la tua mano nella mia; sono certa che non lo dimenticherò mai, per quanti possa averne in futuro, con chiunque il destino mi assegni.”

“Rosa, il destino ti ha assegnato me; io sono come mia madre, fedele fino al sacrifico; avremo tantissimi orgasmi e li avremo insieme; mi dispiace, ma dovrò privarti della sorellona e riproportela come suocera; non voglio mezze misure; appena possibile ti sposerò e vivrò con te una vita spero lunga e felice.”

“Impegnativa, come promessa; io posso garantirti che non farò mai niente per turbare la nostra armonia.”

I rumori all’uscio mi dissero che Carlo era tornato per il pranzo; avvertii i ragazzi che mio marito era rientrato; cercarono di ricomporsi per venire a tavola; li obbligai a sdraiarsi.

“Ho detto che non uscirete da questo letto se non dopo avere esaurito tutte le energie per questa luna di miele; non state a preoccuparvi per Carlo; mi avete caricato di tanta libidine che lo ridurrò a mal partito; oggi non si mangia; tutti scopano ma io lo voglio fare meglio e più di tutti … “

“Quindi gli perdoni ogni addebito … “

“Luca, Rosa, uno dei segreti per far durare il matrimonio è usare la ragione per superare gli scogli; il buonsenso suggerisce di perdonare, quando è possibile; non mi ha portato via niente e sono troppo superiore per sentirmi derubata da una ragazzina. Vado a concupire mio marito; ci vediamo quando usciremo dal coma … “

Carlo era sorpreso perché non bolliva niente in cucina ed io uscivo dalla camera.

“Che ci facevi in camera nostra?”

“Assistevo mio figlio che sverginava la ragazza che lo ama … “

“Mi prendi per i fondelli?”

“No, amore mio; Mariarosa si è dichiarata; Luca è esploso d’amore; hanno deciso per la luna di miele e io li ho guidati per un poco … ora hanno bisogno di scopare tanto … E io mi sono sovreccitata …. “

“Mariarosa è la secchiona del gruppo?”

“La prossima volta che l’incroci, attento alla vista, di fronte alla donna straordinaria che incontrerai … “

“Dici che è come la secchiona che conobbi io?”

“La copia conforme, in tutto … “

“Ieri ti ho trovato che scopavi con tuo figlio; oggi eri a fare la paraninfa alla sua ragazza; hai detto che sei eccitata e non c’è niente per il pranzo; aspetti un maschio?”

“Sì; confido nel mio maschio alfa … “

“Io non so se sono alfa o zeta; se ti accontenti, prometto di portarti in paradiso.”

Si sentirono urla che venivano dalla camera; la forza dei giovani stava esplodendo.

“E’ questo il paradiso che prometti?”

“Posso impegnarmi; vista l’età forse ci terremo più bassi … “

“Io lo farò con tutto l’amore del mondo; e tu?”

“Ce ne vorrà un poco, per farmi perdonare; ma ce la faremo, vedrai … “

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
geniodirazza

64 racconti, 29 libri.

Altri racconti di geniodirazza

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Sono diventata l'amante di papà

    Fin da piccola, vedendo nudi i miei genitori, rimasi soggiogata dal cazzo di mio padre. Crescendo è diventata un'adorazione a cui non posso rinunciare.

    1 anno fa 22 min 2 mi piace
    Libro20 capitoli · completo

    COSE DI FAMIGLIA

    Storia di una famiglia allargata che ha per protagonisti: Anna, sua figlia Oriana, architetto, e madre di Patrizia, una ragazza assolutamente disinibita e disinvolta, ed è sorella di Mario Senior. La vicenda si svolge intorno al lavoro dei…

    1 anno fa 587 min 0 mi piace
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Mamma vera

    "ebbe un attimo di esitazione, poi prese a succhiarmi la verga con grande amore; sentivo il cuore scoppiarmi mentre l’asta si gonfiava nella sua bocca"

    11 mesi fa 22 min 1 mi piace
    Pagina 7 di 7 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista