La ragazza del video aveva intensificato la sua azione; aveva tirato fuori dai pantaloni il cazzo di Carlo, di cui conoscevo benissimo la consistenza e la grossezza, e aveva cominciato a succhiarlo dalle palle fino alla cappella, passando più volte lussuriosamente e golosamente la lingua su tutta l’asta; di colpo, lo fece sprofondare in gola e si vedeva benissimo, dalle smorfie, che godeva come una scimmia ma doveva anche combattere con la mole dell’asta che le ingombrava la bocca fino alla gola.
“Però!!! … per essere una ragazzina ha una gola bella profonda, è riuscita in un colpo a prendersi dentro il tuo cazzo che non è un pisellino; ti ha fatto godere molto?”
“Luca, scusami; quando Maria ti succhia, ha difficoltà ad ingoiare il tuo cazzo che non è un pisellino? Ti fa godere molto? Che razza di domande fai; la ragazza ha fatto molte esperienze e con bestie assai più grosse della mia; è naturale che sia una grande pompinara; tu, invece, che in tutta la vita hai succhiato solo il mio, ti rendi conto di che sberla ti prendi fino in gola, senza badare a niente? Credo che sia assai più notevole quel che fai tu con nostro figlio.”
“Senti, stronzo, io non ho fatto incetta di cazzi; ne ho preso in bocca due, tutti per amore, prima quello del mio ragazzo che poi è diventato mio marito, poi quello che è stato partorito da questo utero e che ho ripreso dentro di me perché mi apparteneva per una legge d’amore; ho messo solo amore sia con te che con Luca; con lui, poi, è stato l’amore materno che è tracimato nel sesso, quando abbiamo visto che ci hai fatto cornuti tutti e due in solo colpo … “
“Senti, Maria, puoi risparmiarmi la visione integrale del video? Ormai il senso della tua accusa è chiaro; io vi ho traditi; voi avete scelto di rendermi pan per focaccia e, anziché tradirmi, vi siete donati reciprocamente perché da anni il vostro desiderio di fare l’amore era evidente; non sono né geloso né invidioso; sono quasi felice di sapere che ho innescato il vostro amore fino a farlo esplodere nelle forme più alte possibili.
Adesso vorrei sapere da te se consideri questo pomeriggio di sesso e d’amore l’inizio di una storia importante dalla quale intendete escludermi; oppure se vi è bastato riconoscervi ed amarvi limitando tutto ad un incontro, per cui mi cacci via dal letto stasera ma poi mi consenti di ricominciare e di ricostituire l’integrità della nostra famiglia conservando nel cuore e in una scatola di ricordi questa esperienza che vedo meravigliosa per voi che la vivete con tanto trasporto.”
“Vuoi dire che ti tiri fuori da ogni responsabilità, dopo che per anni mi hai riempito di corna con minorenni da tribunale?”
“No, amore mio; e non c’è nessuna ironia nella frase; sei ancora e sempre il mio amore vero; ho già riconosciuto di avere colpe enormi; non voglio che tu passi un cancellino su tutto; se credi che meriti ancora punizioni, posso chiederti, per favore di comunicarmelo? Vuoi che divorziamo? Vuoi farmi tante corna quante te ne ho fatto io? O vuoi provare a sotterrare l’ascia di guerra e decidere una pace duratura tra tutti e tre?”
“Ho già detto a Luca che questa esperienze rimarrà un episodio unico e irripetibile, se io e te troveremo una piattaforma di dialogo per ricucire il rapporto; non ho dimenticato e non voglio dimenticare che sei stato tu a sverginarmi dappertutto quando ero adolescente; quello che non avevo capito era che la tua fosse una patologia per cui continui a cercare ancora adolescenti; non ci sto più a recitare l’angelo del focolare, prono ai capricci di un caprone pronto a scatenarsi per una figa giovane benché spanata.
Sei tu che devi farmi sapere se intendi cambiare registro e tornare ad essere il compagno disponibile, il partner leale e fedele che sei stato per quindici anni; per quel che riguarda Luca, lo amo, anche con la figa, con il culo, con la bocca, con tutto il corpo; e soffrirò molto a dirgli che non posso più abbandonarmi alla lussuria, alla passione, alla libidine, perché non voglio inquinare le fondamenta della mia vita.
Ma se tu fai un solo gesto per tradire la fiducia che voglio ancora concederti, sappi che il primo amante a cui mi rivolgerò sarà mio figlio, almeno finché non mi presenterà la ragazza che davvero merita di essere la sua compagna di vita; so bene che il destino della nostra storia è questo, aspettare che entri nel suo cuore la donna che prenderà il mio posto; in quel momento sarà davvero finita e sarò io ad imporgli di troncare; ma se tu continui la tua vita di bagordi, non chiederò divorzio o separazione.
La mia educazione, la mia cultura, i miei credo non mi consentono di rompere quello che ho promesso di mantenere unito ‘finché morte non ci separi’; per questo, non andrò mai via da te, anche se ti dovessi odiare a morte per il male che mi fai; al massimo, mi adeguerei alle tue scelte se fossi tu ad andartene; ma mio figlio sarà sempre presente in me, finché potrò avere il ruolo di primo grande amore; se non lo hai capito, la scelta è tua, se vuoi ricucire o se devo cominciare a guardarmi intorno … “
Di fronte alle colpe evidenti, Carlo era sceso a più miti consigli.
“Io non voglio divorziare; la mia educazione è la stessa tua; neppure io dimentico il ragazzo che tremava con te mentre si prendeva tutto quello che l’amore ci portava a dare con trasporto vero, di testa e di cuore; ho avuto una sbandata lunga e difficile, mi sono spaventato all’idea di invecchiare; ho visto e capito che la mia donna, mia moglie, è in grado di far vibrare d’amore un ragazzo che ha la metà dei suoi anni; le sciacquette che mi sono sbattuto io, non hanno un briciolo di questa capacità.
Se ritieni che la visione del video sia sufficiente come punizione, sappi che il senso di colpa mi ha già soffocato, non tanto per il rischio della galera, che a questo punto conta poco, ma per la coscienza che non ho capito di avere un gioiello nella teca di casa e sono andato a prendere pietre dure ritenendole preziose mentre erano solo un inganno; se per te può andare bene,vi lascio a godervi l’amore che vi scoppia da tutte le fibre del corpo e mi cerco un posto dove cenare.
Se al ritorno vi trovassi ancora presi dalla voluttà del vostro amore, non è un problema dormire nella camera di Luca; ma spero che da domani mattina possiamo salutare un giorno veramente nuovo ed una vita diversa, prima di tutto per le mie scelte ma poi anche per le vostre.”
“Aspetta; avevo già approntato delle bistecche per noi tre, prima che Luca mi mostrasse il video che ha avviato il pomeriggio; lasciaci il tempo di concludere una meravigliosa inculata e poi ci sediamo a cenare insieme; dopo cena decidiamo chi dorme in cameretta … Luca, sei d’accordo?”
“Per me va benissimo; alla peggio, decidiamo il lettone unico per tre e spostiamo un poco l’asticella in alto … o è troppo azzardato per te?”
“Scopare insieme il primo e il più grande amore della mia vita? Per me, sarebbe un sogno che si realizza; ma non credi che per Carlo sarebbe un premio immeritato, il posto di terzo nel letto di cui ha blaterato spesso, mentre dovrebbe essere cacciato come un appestato?”
“Te l’ho già precisato; dipende da quanto trasporto hai per tutti e due; a me è bastato prendermi il tuo amore; il resto è convivenza pacifica; tu hai ancora bisogno di escluderlo dal nostro mondo?”
“Chiaro che no; sei anche suo figlio e lo amo come amo te, anzi forse di più, perché con lui non ho il vincolo di sangue che ho con te, ma solo quello di un amore infinito.”
“Mentre vi amate alla follia, anche dal culo, vado a preparare un poco di insalata per il contorno.”
Carlo andò in cucina e si diede da fare per lavare della lattuga; noi ci dedicammo finalmente all’ultimo assalto rimandato fino a quel momento; io mi sistemai a pecorina e Luca mi leccò a lungo culo e figa; aiutandosi col lubrificante, preparò il buchetto alla violenza anale; quando lo sentì pronto, accostò la cappella, afferrò le anche e tirò a se il corpo; il cazzo scivolò dolcemente, centimetro per centimetro, nel retto; infilai una mano fra le cosce e mi masturbai mentre mi godevo la mazza nell’intestino.
La cavalcata durò a lungo e fu molto varia; volli sentire il cazzo penetrare nel canale rettale, stimolare l’utero da dietro e penetrare fino nell’intestino, ma in modi diversi; prima mi feci possedere classicamente a pecorina, poi, trattenendo il cazzo nel culo, mi ruotai a cucchiaio davanti a lui, stesa su un fianco, e mi feci scopare prima da destra poi da sinistra ogni volta godendomi una lunga monta nel culo, che accompagnavo con orgasmi a dir poco squassanti.
Lo feci penetrare profondamente dall’alto, quasi, perché avevo alzato i piedi sulla testa e lui, leggermente piegato, mi infilava, guardandomi negli occhi, mentre mi teneva poggiata con le spalle sul letto; a conclusione della grande scopata, mi fece stendere supina sul bordo del letto e mi inculò di fronte, guardandoci negli occhi mentre lui titillava i capezzoli e io mi manipolavo il clitoride bene in vista.
L’orgasmo arrivò sconvolgente anche se atteso e travolse i corpi di entrambi con sferzate di piacere che ci fecero esaltare di sensuale gioia; dovemmo stare fermi un bel po’ ed attendere che la respirazione, dopo lo sconvolgimento della scopata, ritornasse abbastanza normale, prima di andare in bagno, rinfrescarci sotto la doccia e uscire in accappatoio.
