Se ti riempivo di calci, mi beccavo una denuncia; se ti mandavo al diavolo, dovevo rinunciare all’amore di Angela; ma avevamo già messo in cantiere Nicolino; scelsi di sopportarti come una croce e la portai fino al mio personale Golgota; ho risolto rapidamente, coi finti viaggi; stavo con te un fine settimana, al massimo; poi venivo da Angela e vivevo con lei un mese; si era trasferita qui, per non rivelare la natura dei nostri rapporti e mi aveva stimolato a scegliere la libera professione … “
“Ho saputo che una donna del mistero era diventata la tua compagna, la guida, il pilastro, il faro; mi hanno detto che devi a lei molto del successo che hai come commercialista … io non lo avrei saputo mai fare .. sono troppo egoista, in fondo.“
“Chi ti ha indirizzato qui e ti ha parlato di Angela?”
“Quella giovane segretaria innamorata di te che mi presentasti a quella festa … “
“Ah, capisco; peccato che non possa venire con me … amore non fraintendere, dico come impiegata non come donna.”
“Pensi di divorziare?”
“No, Luisa; finora risulta che Nicolino è tuo e Angela lo alleva come nonna, anche se è chiaro a tutti che dorme con me, anzi dorme poco … Se ci separiamo, manca un piccolo alibi alla nostra convivenza.”
“Quindi, cosa pensi di fare?”
“Niente! E’ la cosa migliore per tutti; ti pago l’affitto come sempre e vivo la mia famiglia vera, questa qui.”
“Mamma, mi vuoi bene nonostante il male che ti ho fatto?”
“E’ la prima volta che te lo sento chiedere; l’affetto e l’amore non si danno a comando e non si spengono con un interruttore; ti sei fatta più male da sola, di quanto ne hai fatto a me; ma sei comunque mia figlia, carne della mia carne; ti ho voluto un bene dell’anima quando eri candida come un giglio; ti ho voluto bene quando ho saputo e visto le cose inenarrabili che facevi; è chiaro che, al di là dei rimproveri rabbiosi spesso esasperati, ti voglio il bene di una madre a sua figlia.”
“Mi credi se ti dico che voglio rinascere, ribaltare la mia vita?”
“E’ chiaro che voglio crederti; ma non vedo come potresti … “
“Luisa, se stai macchinando altre manovre per umiliarmi, forte anche di queste rivelazioni, bada che a un certo punto la pazienza salta e sono anche disposto a pagare qualcuno che ti ammazzi, per liberarmi di te ... “
“Marco, ho parlato a mamma ma era soprattutto a te che chiedevo, in ginocchio, implorando, di aiutarmi a uscire dalla mia stessa trappola; ho sbagliato da bambina quando vedevo mio padre scopare con le mamme dei miei amici e con tutte le ragazzine; lo adoravo, come ritenevo fosse giusto per una figlia; caddi nella trappola dell’incesto e mamma ha già rivelato come mi feci sverginare; scopai con mio padre pochi anni, finché morì col cazzo nella mia figa.
Quando ti conobbi, eri uno dei tanti con cui scopavo; avevo già perso ogni pudore; all’inizio ti ho ingannato, poi sono diventata arrogante, supponente e ti ho imposto il mio regime; ora mamma mi ha fatto vedere l’abisso di imbecillità in cui mi sono rotolata; tu ci metti il carico della fogna tra le mie cosce in cui non verseresti sborra per non infangarti; mi sbatti continuamente al muro rivelando i miei errori e le mie bassezze
Chiedo a te, mio marito, e a mia madre, se avete ancora uno spiraglio di umanità per credere che io voglio cambiare regime ed essere un’altra donna; sono, come al solito, confusa e imbecille; spero di ricucire rapporti che voi avete mantenuto in vita con la respirazione artificiale, con medicine continue, con la pazienza che solo persone che amano possono avere; purtroppo, non so cosa potrei fare per tamponare almeno provvisoriamente e poi cercare soluzioni definitive, se e quando sarete convinti di me.
Ce la fate a credere alla tua carnefice? Avete voglia di ricucire? Sapresti trovare un percorso di rinascita e di rieducazione? Mamma è tutta la mattinata che mi recita il manuale dell’innamorata; avrei dovuto conoscerlo prima di farmi sverginare, in testa e in figa; ma non è troppo tardi per imparare l’umiltà e il buonsenso; vuoi aiutarmi, senza essere obbligato a sporcarti con me ma solo per ritrovare un equilibrio in una vita di sbando?”
“Luisa, figlia mia, tu insegni a cinquanta chilometri; se lavorassi qui, ti proporrei immediatamente di venire a stare con noi, di imparare a coccolarti tuo fratello, o il tuo figlio legittimo se vuoi, e non esiterei a credere che vivresti in castità finché tuo marito ti riprendesse con se o tu trovassi un uomo per il quale lasciare questa vita ignobile che stai conducendo; ma la tua vita adesso è a cinquanta chilometri da qui; come potresti fare?”
“Angela, tua figlia ha l’abilità di distruggere in una frase discorsi difficili da sviscerare; adesso ti ci metti anche tu; Luisa, la cosa più semplice, nel tuo caso, è trasferirti qui; basta il certificato di matrimonio ancora perfettamente valido, la dichiarazione del comune che il mio studio è qua e non può essere trasferito altrove, una tua dichiarazione che vuoi ricongiungerti a tuo marito e al figlio legittimo, mio ed anche tuo; ti danno un’assegnazione provvisoria per quest’anno e quello prossimo chiedi il trasferimento.
Ma il problema vero sta da un’altra parte; che ci vieni a fare qui? Io da anni vivo con tua madre e non ho rapporti con te; Angela dice che puoi stare in casa con noi e posso essere d’accordo; ma … con chi dormo, chi mi scopo, la madre, la figlia o tutte e due? Nel pozzo di merda tra le tue cosce, dove chiunque ha pisciato sborra appena hai mosso il culo, io non voglio più entrarci per non sporcarmi, te l’ho già detto; con tutte e due non reggo più di una settimana.
Te la senti di impegnarti a stare in casa rischiando di vederci scopare e non azzardarti a portarci amanti o maschi occasionali? Ti cuci la figa? Entri in clausura e smetti di avere pruriti? Hai pensato a quest’ordine di problemi? Angela, tu ci hai riflettuto? Cosa potresti consigliare a tua figlia, per evitare che la merda si spanda su tutta la casa, se lei ricade nell’errore, o che si sfasci tutto l’edificio che abbiamo innalzato, per dare spazio ad una promessa di rinascita?”
“Marco, io torno a stare con mia madre, non chiedo niente a mio marito perché ho perso ogni diritto di parlargli; non ti disturberò in nessun modo; se me lo chiedi, mi cucio anche la figa; ma posso assicurarti che, a questo punto, è nella testa che sto cancellando la voglia di sesso; se un barlume ne rimane è solo per il tuo cazzo, quello che talvolta ho amato anche se tu adesso lo dimentichi nella rabbia; che ho disprezzato e lo sai perfettamente; che spero possa essere qualche volta ancora mio.
Vuoi le soluzioni concrete? Vi propongo la spartizione, se vuoi definirla così; io rimango in totale astinenza finché i muscoli del sesso non riprendono una dimensione e una funzione normali, visto che hai paura dello slabbramento e della prolassi; quando riterrai che puoi anche scoparmi, mia madre mi cederà il suo letto poche volte, quelle sufficienti a farmi sentire ancora viva; se non se la sente e vuole il monopolio, posso rinunciare.”
“Ragazzi, per favore non attaccate il carro davanti ai buoi; se è possibile che tua moglie torni con noi, fatelo senza esitare; penseremo poi a se, come, quando e quanto scopare; Luisa ha bisogno di un periodo di riposo neanche tanto breve; ma poi potrà benissimo riprendere ad avere una vita sessuale; la sborra si lava, i muscoli riprendono tono; resta solo da vedere se quello che non confessa mia figlia è l’amore non solo per sua madre ma anche per suo marito.
Sai bene che l’amore lo si legge anche nei gesti; quando saprai che si è scoperta innamorata come dice che è stata qualche volta in passato deciderai se vuoi scoparla; alla peggio, si trova un amante degno e se ne va a stare con lui; alla fine, la separazione si può anche rinviare finché non risulti inevitabile.”
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