Si trova per caso una sera al bar con una vecchia amica, che non vede da mesi, e che lavora nella stessa azienda di suo marito; a sorpresa, si sente chiedere dove sia finito Marco dopo che si è licenziato dal lavoro; non sa proprio che cosa rispondere, balbetta frasi sconnesse e corre in bagno, ufficialmente per improvvise esigenze intestinali, in realtà perché si sente ribollire il sangue ed avrebbe voglia di spaccare qualcosa.
L’immagine di sua madre e suo marito davanti alla gelateria, l’estate appena passata, la tormenta adesso con mille interrogativi senza risposta; sa che deve informarsi per sapere dove Marco si trovi e perché fosse con sua madre; ma, se davvero si è licenziato, la prima cosa da appurare è dove sia andato a lavorare e come faccia a garantirle lo stipendio sul conto comune; il resto verrebbe da se e forse potrebbe anche capire se è ancora sua moglie o se qualcosa è cambiato; capire anche se ha chiesto la separazione.
Prova a mettersi in contatto per telefono; riesce a sapere che sei mesi prima suo marito ha ritirato la spettanza del TFR e si è licenziato; sul destino successivo, non sono in grado di fornire notizie e, a norma di legge, non potrebbero darne anche se ne avessero; Luisa riesce a ricordare il nome di una ragazza, segretaria dell’ufficio da cui Marco dipendeva, che forse qualcosa poteva conoscere, visto la familiarità con cui suo marito ne parlava, tanto da farle sospettare che fosse il suo amore segreto.
Individua la ragazza, l’attende all’uscita dai cancelli e le chiede, piegandosi alla massima umiltà che la tigna le consente, di fornirle qualche traccia del marito scomparso completamente dai suoi orizzonti; l’altra esita molto, perché non ritiene di poter impunemente violare la privacy del suo amico ed ex collega; si limita a comunicarle che Marco, con il sostegno di una donna che ama e che è il suo riferimento fisso, ha scelto di lavorare come libero professionista.
Le suggerisce di provare attraverso l’albo nazionale dei commercialisti; forse può almeno conoscere la provincia in cui si è trasferito, se non addirittura l’indirizzo dello studio; Luisa si appiglia a questa indicazione e, con molta pazienza, riesce a sapere che Marco si è trasferito nella provincia limitrofa alla loro, a poco più di cinquanta chilometri di distanza, che ha uno studio assai ben avviato e che abita lì con una persona.
Ha un rigurgito imprevedibile di interesse all’uomo che ha ritenuto suo per tanti anni e che l’ha amata davvero per tutto quel tempo, anche se è stato maltrattato, offeso e umiliato a morte; decide di dover affrontare direttamente e personalmente la questione, faccia a faccia con suo marito, che adesso non intende trattare con alterigia, dall’alto in basso, ma che non può sottrarsi, una volta almeno, ad un confronto chiaro e leale; la presenza di un’altra donna le dice che forse il suo tempo è scaduto.
Raggiunge l’indirizzo che ha ricavato da un elenco telefonico e bussa allo studio; le aprono in automatico, entra e si blocca sulla soglia; dietro la scrivania in anticamera c’è sua madre che ha l’aria di dirigere la baracca.
“Ciao, mamma!”
“Qui non c’è nessuna mamma; lei chi è; per quale motivo è qui; ha un appuntamento col dottore?”
“Mamma, per un momento cerca di ricordare che sono tua figlia … “
“Io ricordo solo una puttanella di quindici anni che si fa sverginare da quel farabutto di suo padre; ricordo la troia che lo teneva tra le sue cosce quando ebbe l’infarto che mi rese vedova, dieci anni fa, e che scappò come una ladra, perché quello era tra le altre cose, prima che io potessi accorgermi che mio marito era morto scopando con una vacca.”
“Mamma, cosa dici?”
“Non chiamarmi più mamma, se non vuoi ancora mentire a te stessa, prima che a me, a tuo marito e al mondo intero!”
“Hai tutti i motivi per avercela con me; è vero; sono stata una troia sin da bambina; non ho e non cerco né scuse né attenuanti; posso chiederti, per favore, di farmi parlare con mio marito per sapere dove è sepolto il nostro matrimonio?”
“Non sai che è affogato nella sborra di cui la figa di sua moglie è piena giorno e notte e che neppure una goccia di quella melma è sua? Non sai che la tua turpitudine ha ucciso il matrimonio, il suo amore e le speranze che aveva?”
“Anche ai condannati a morte per i crimini più efferati si offre uno spiraglio per riconoscere le proprie colpe e ravvedersi … “
“Vorresti farmi credere che dopo dieci anni di nefandezze inenarrabili, dopo le esplicite dichiarazioni che non hai mai amato quell’uomo, lui dovrebbe spiegarti perché si è allontanato da te? Non riesci a renderti conto almeno che neppure la separazione ha chiesto, pur conoscendo tutto il lercio che ti riempie?”
“Mamma, ti prego; è proprio questo che vorrei sapere; se è finita davvero, perché non ha chiesto la separazione; se ha un’altra donna come mi dicono, chi è questo suo pilastro nella vita, nel lavoro e nell’amore … “
“Sei così imbecille che fai tenerezza, mentre meriti solo disprezzo e odio … Marco, c’è qui la troia; vuole parlarti; che faccio?”
“Falla accomodare e aspetti che interrompo per il pranzo; andiamo a mangiare qualcosa insieme e parliamo; per favore, oggi ti puoi occupare tu, di andare a prendere il bambino a scuola? Io ho alcuni appuntamenti che possono andare per le lunghe … “
“Va bene, amore; mi occupo io di nostro figlio; tu pensa al lavoro ... tu siediti e aspetta; tra poco andiamo a pranzo; mi dice che anche lui vuole parlarti.”
“Mamma, che significa ‘amore’, ‘nostro figlio’? Sei tu la donna che vive con mio marito?”
“Ragazza, anche fare le corna può essere un’arte raffinata; mentre tuo padre si scopava le ragazzine e sverginava nostra figlia quindicenne, io stavo zitta perché lo amavo e mi imponevo pazienza; poi tu presentasti Marco come tuo fidanzato; non mi ci volle molto a capire che lo riempivi di corna già da allora; mi fece tenerezza, glielo dissi e cademmo fra le braccia l’uno dell’altra; se vuoi fare ancora la puttana per amore di dio, scandalizzati; diventò il mio amante, quella volta.
Ci scopavo assai più di te e assai più di quanto tuo padre mi riempiva di corna; ero giovane, allora, e la differenza di età si annullava con la passione, perché tuo marito è uomo di grandi sentimenti, di entusiasmi straordinari; quando tuo padre morì, pace alla sua anima sporca, tu comunicasti a Marco che non volevi figli per non deturpare la tua bellezza con una maternità; fu allora che decisi che il figlio glielo avrei dato io.
Sarebbe stato figlio di un grande amore, non di un certificato di matrimonio o dei capricci di una stronza incapace di amare; Marco fu subito d’accordo con me; nostro figlio è il tuo fratellastro perché è stato partorito da tua madre; ma per la legge è figlio legittimo di tuo marito e quindi anche tuo, per tua disgrazia; ora ha otto anni e frequenta la terza elementare; è un bambino meraviglioso, dolcissimo e intelligente.
Non potrai mai capire quanto lo amo e ucciderei chiunque volesse strapparmelo; la più pericolosa sei tu perché, te l’ho detto, se tu lo chiedi, la legge ti riconosce la legittimità di un figlio nato fuori dal matrimonio; ma se pensi di distruggere, dopo tua madre e tuo marito, anche la vita di tuo fratello o di tuo figlio, come preferisci considerarlo, sappi che ti uccido con le mie mani; sono stata chiara?”
“Mamma, vostro figlio è quel bambino che stava con te a prendere il gelato l’estate scorsa in quella cittadina dove spesso siamo stati in vacanza noi?”
“Forse sì; eravamo in vacanza lì e andavamo spesso a prendere il gelato sul lungomare! Tu come fai a saperlo?”
“Ci ha visto coi suoi occhi, da quella spider rossa sulla quale viaggiava con l’individuo più turpe che esista in regione; scommetto che ti ha fatto passare un’estate in bordelli e privè … “
Marco era uscito all’improvviso e si era inserito nel dialogo.
“Mi avevi visto?”
“Certo! Non passa inosservata una bella troia con occhialoni da sole e foulard in una spider con un farabutto alla guida!”
“Perché non me ne parlasti?”
“Angela, perché volevi amareggiarti per una puttana che passa davanti al marito con un amante sfoggiando la sua estrema depravazione? … Andiamo a mangiare qualcosa; tra due ore devo essere di nuovo qui; ho altri appuntamenti.”
“Mamma, mi fai conoscere vostro figlio ... anzi, mio fratello?”
“Non sarebbe il caso, per non turbarlo; è molto intelligente e non gli sfuggirebbe la situazione strana, anche se un pizzico di voglia ce l’ho, per quel tanto di esibizionismo di madre con un gioiello come suo figlio, ma anche perché è ancora, in parte almeno, qualcosa di tuo, specie se non divorziate ancora.”
“Marco, perché non hai mai pensato di separarti legalmente?”
“Angela, le hai detto che la nostra storia è cominciata quando neanche eravamo fidanzati, io e lei? Vedi, signora bella, all’inizio ti amavo troppo e non pensavo nemmeno per errore a lasciarti; poi tua madre mi rivelò le tue pecche, ma ci eravamo già scoperti innamorati io e lei … e scopavamo … oh sì, se scopavamo … e con amore infinito; era il periodo in cui avrei voluto massacrarti di botte o mandarti a diavolo; ma non volevo finire in galera né rompere il rapporto suocera - genero.
