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Arroganza
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Racconto33 min di lettura

Arroganza

Scoparsi uno studente ed esserne felice

geniodirazza
1 anno fa · 450 letture · 0

Lo blocca, ad un certo punto, e vuole essere inculata mentre lo guarda negli occhi; si stende supina sul bordo del letto, col culo leggermente in fuori, e lo invita a incularla così; guarda il cazzo che va avanti e indietro e si eccita; legge le sue smorfie di piacere e gode; si sposta al centro del letto, si mette tutti i cuscini sotto le reni e si fa inculare ancora da sopra; dopo una lunga monta, lui la fa girare bocconi sulle lenzuola e la incula disteso sulla sua schiena; muovendosi avanti e indietro, la scopa con tutto il corpo.

Luisa trova molto sensuale quella scopata a schiena intera; gli prende le mani e se le porta sulle tette, una, e sulla figa, l’altra; lui coglie al volo e titilla sapientemente capezzoli e clitoride; infine, la scopa ancora nel culo, dall’alto, con le spalle appoggiate sul letto e le gambe al collo di lui; la sensazione che lei prova, di esser sventrata come un animale al macello, col cazzo che perfora il ventre dall’alto, è di lussuria infinita.

Tornato ad incularla da dietro, scivolando sulla sua schiena per chiavarla con tutto il corpo dalle spalle alle natiche, raggiunge la terza sborrata della giornata, intensa, lunga, sazia; la scarica nel culo con il massimo piacere possibile e si abbatte sulla schiena di lei ansante e al limite della resistenza; convinta della sua capacità di ripresa, lei lo lascia sdraiato e si manipola la figa per prolungare il piacere infinito che ha provato.

La puttana non ha nessuna voglia di porre fine a quella performance di ottimo sesso con un cazzo giovane e potente; nelle ore successive che passa con lui nel letto matrimoniale, si fa scopare tra le tette, nella più classica spagnola, lo prende in figa per quasi un’ora, impedendogli di sborrare; si fa violentare il culo ancora due volte, con sempre maggiore enfasi e voglia; sa che non accetterà più di scopare con questo ragazzo per non esporsi a rischi; vuole quindi prendersi tutto quello che è in grado di darle.

Se non lo prosciuga completamente, certamente lo usa a lungo e molto volentieri; scoparsi un torello così giovane e voglioso le da quasi la sensazione di aspirare dal suo corpo una nuova giovinezza, che ogni scopata sia per lei una carica che la riempie; è ancora molto giovane, solo 28 anni, ma ha già una lunga esperienza di sesso e il terrore della vecchiaia si è già affacciato, in qualche modo, specialmente quando suo marito, che non ama, le ha proposto di fare un figlio.

La sola idea di trovarsi a trascinare un pancione deformante, col pericolo che i suoi tessuti possano rilassarsi e lasciare delle tracce di gravidanza che non avrebbe mai più cancellato, la terrorizza e si rifiuta categoricamente di cedere alle sollecitazioni di Marco che vorrebbe, con un figlio, cementare un rapporto d’amore in cui crede solo lui; per lei, il marito è solo uno dei tanti da cui si lascia scopare; gli ha già detto chiaramente che deve arrendersi alle sue convinzioni, se ci tiene tanto a salvare il matrimonio.

Quel pomeriggio si da molto da fare per godere allo spasimo; passano tutte le ore disponibili a scopare come mandrilli, fino al momento in cui lei prevede che il marito tornerà; lei non è mai sazia, lui riesce a spremere dalle palle tutta la sborra che lei gli chiede; in quella sola seduta, il giovane apprende quanto avrebbe imparato in anni di sesso, con un’insegnante della troiaggine della sua prof puttana che lo ha provocato e se l’è portato a scopare.

Alla fine, quasi si deve rassegnare a licenziarlo, perché non vuole arrivare al clamore di una sorpresa troppo grossa per l’anima candida che lei considera Marco; già sarà duro da ingoiare il boccone che gli ha preparato, con il ‘sacro talamo’ ridotto a campo di battaglia da due amanti veramente scatenati; farsi sorprendere a letto sarebbe il colmo; decide di porre fine alla giostra e manda lui a pulirsi con una doccia le scorie della battaglia del sesso che ha combattuto con onore.

Mentre accompagna l’amante alla porta, questa si apre e lascia entrare suo marito che non ha nessuna reazione visibile di fronte allo spettacolo di lei in vestaglia trasparente sull’intimo che accompagna alla porta un ragazzo decisamente cresciuto; quando entra e vede lo stato della camera a letto, si limita ad andare nello studio e a depositare la borsa di documenti che ha con se; sedendosi a tavola, le fa con un tono pacato e sereno.

“Stai attenta perché stai rischiando l’accusa penale per pedofilia; anche se mi pare che possa essere maggiorenne, il fatto che sia uno studente della scuola comporta la convinzione che vi sia stato plagio; comunque, rischi grosso anche col lavoro, se il tuo comportamento viene considerato contrario alle finalità didattiche ed educative.”

“Perché non pensi alle tue corna invece di preoccuparti della mia garanzia sul lavoro?”

“Ognuno deve preoccuparsi delle sue, di corna; se resti senza lavoro, diventi ancora più parassita; questo sì che mi deve preoccupare!”

Chiudono lì; lui, dato un nuovo sguardo alle condizioni del letto, indossa di nuovo la giacca che aveva appoggiato all’attaccapanni ed esce per andare a cena; non lo rivedrà fino alla sera seguente, solo il mattino dopo, svegliandosi, capirà che ha dormito nello studio, sul divano letto; ma non è che un episodio della guerra che si stanno combattendo; il sabato successivo, lei si presenta in casa con un marcantonio raccattato chissà dove e si mette a limonare sul divano davanti a lui.

Marco borbotta qualcosa che lei neppure ascolta, su viaggi di lavoro che lo impegneranno; non si incontrano per due settimane; il sabato pomeriggio lui entra inaspettato e la coglie che si sta preparando a ricevere un ulteriore amante; le chiede se è stato accreditato lo stipendio, ripete qualcosa sui suoi viaggi di lavoro ed esce, forse per andare a cena o per non essere costretto ad assistere alla scopata che lei si farà.

Prima che sia uscito, lo ferma per sbattergli in faccia che non ha nessun sentimento particolare per lui; è uno dei tanti con cui ha scopato e con cui scopa; se vuole, può restare con lei e accontentarsi di quel che gli offre; se no, vada dove gli pare; non riesce a trattenere un urlo di stizza quando lui se ne va senza neppure degnare di uno sguardo lei che lo sta mettendo alla porta; non sa se abbia acqua nelle vene, se sia un cornuto contento o un omosessuale che va a cercarsi cazzi per il suo culo.

Passano addirittura mesi in quella condizione di sospensione della vita; suo marito si è fatto vivo, prima a scadenza quindicinale, il sabato sera per un rapido week end ed è scomparso la domenica sera; poi la scadenza si è fatta mensile, solo per accertarsi che fossero pagate le pendenze della casa; negli ultimissimi mesi, non si è fatto proprio vedere; Luisa è felice, perché il vitto le viene garantito dal carico delle spese sul conto comune; per se stessa, fa aggio sullo stipendio di insegnante.

L’assenza del marito le consente di cambiare i maschi nel letto anche ogni sera; ormai è una troia conosciuta da tutti e non ha difficoltà a trovare stalloni pronti a saltarle addosso e scoparsela con furia animalesca; in giugno, si fa spedire, per gli esami di stato, in una località marittima dove si gode la vita, il sesso e il sole mentre fa la commissaria d’esame senza impegno; in agosto, accetta da un amante provvisorio di andare in vacanza in Puglia; viaggiano sulla spider di lui.

Stanno attraversando un paese della costiera, prendendosi beatamente, sulla macchina scoperta, il sole e il vento tra i capelli, lei e il marcantonio palestrato che le sta a fianco e che passerà con lei una vacanza da sogno; ad un tratto, sulla litoranea cittadina, che lo stronzo ha voluto percorrere a passo d’uomo per esibire l’auto fiammante e la bella donna al suo fianco, vede seduta davanti ad una gelateria sua madre con un bambino di una decina di anni.

Deduce che forse è andata a villeggiare presso amici con un figlio piccolo; vedova da ormai dieci anni, ancora giovanissima, perché aveva avuto lei quando aveva solo diciotto anni, è rimasta sola; non le garantisce niente la figlia troia che pensa solo a cornificare il marito; lei non se ne cura perché il suo amore era il padre; morto lui, si era esaurito anche il rapporto con la madre, della quale ignora il tenore di vita, i mezzi di sostentamento e insomma tutto.

Quello che la fa sobbalzare, è che sull’altra sedia del tavolino è seduto Marco, suo marito, che quasi stenta a riconoscere perché non si vedono da mesi; l’unica spiegazione che sa darsi è che lui, nei viaggi di lavoro imposti dalla ditta, sia capitato proprio lì in contemporanea con la suocera e si siano fermati a prendere un gelato; non ha nessuna voglia di essere riconosciuta; inforca gli occhialoni neri da mare, chiude i capelli in un foulard e passa via ignorata e ignorandoli.

Prima di andare avanti…

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