Arroganza
Luisa sta scopando alla grande con uno studente di una sua classe, un ragazzo poco più che diciottenne, assai scarso nel rendimento scolastico ma decisamente valido a letto; titolare della cattedra di italiano nell’Istituto Superiore della sua città, a ventotto anni, è una donna decisamente calda; per la verità, lo è stata sempre, favorita anche dalla debolezza di carattere di Marco, l’uomo che sposò a diciotto anni già pieno di corna.
Lui conosce la sua passione per i cazzi giovani e forti; ormai non le dice più niente e sopporta pazientemente; da sempre è stato troppo innamorato per protestare e sembra godere del piacere che lei prova quando si lascia sbattere da uno degli amanti fissi, da un amico, da un collega o, appunto come in quel momento, da un ragazzo della scuola abbastanza prestante e fidato da scoparsela nel letto coniugale, nella loro casa; il marito lavora fino a tardi e lei ha il pomeriggio libero.
Quando il giovane torello le ha fatto assaggiare, in classe, la mazza dura contro le natiche, lei ha avvertito il solito brivido correre lungo la spina dorsale, ha deciso immediatamente che voleva quel cazzo molto promettente e gli ha suggerito di raggiungerla a casa subito dopo pranzo; appena entrato, lo ha avvolto in un dei baci sensuali che sono la sua specialità e lo ha sentito immediatamente fremere di piacere infinito.
Sente che le mani si muovono nervose ad afferrare le natiche, le palpano, le stringono ed esaltano la sua voglia; muove la mano ad afferrare il cazzo da sopra i vestiti ed ha la certezza che lo spessore e la lunghezza sono quelli che in genere la soddisfano ampiamente; lo guida verso la camera, sempre allacciati nel bacio vorace che divora la lingua di lui e la succhia come un piccolo cazzo; ai piedi del letto, si siede e slaccia la cintura del pantalone.
Lo manda giù abilmente trascinando insieme il boxer; mentre lei afferra il cazzo finalmente nudo davanti ai suoi occhi, lui si libera, scalciandoli, degli indumenti e delle scarpe, le prende le tempie tra le mani e comincia a scoparla in bocca; non è delicato, il torello, e rischia di soffocarla; afferra l’asta e regola la penetrazione in bocca mentre la lingua fa il suo dovere deliziando la cappella e la mazza tutto intorno.
Il pompino è da manuale; Luisa è troppo esperta perché un ragazzo di diciotto anni possa reggerle; con linguate e risucchi, affondi in gola e manipolazioni varie, lo porta all’orgasmo più rapidamente di quanto immaginasse; sente lo spruzzo della sborra esplodere e viene anche lei, urlando come un animale scannato; continua a succhiare il cazzo che scema e si fa barzotto; le sue leccate, come sperava, fanno risorgere rapidamente la mazza.
Lo spoglia completamente e gli succhia a lungo i capezzoli, eccitandolo oltre ogni dire; lo rimprovera sensualmente che non ha neppure accennato a spogliarla, eppure è già in intimo con sopra una vestaglia; si spoglia rapidamente, si stende sul letto e porta la testa di lui fra le cosce; deve guidarlo a succhiare, leccare e mordicchiare la figa, perché è completamente a digiuno di cunnilinguo; contrariamente che a scuola, apprende in fretta.
In pochi minuti è in grado di succhiarle l’anima; sente che sempre più abilmente lecca le grandi labbra, stimola quelle piccole ed afferra con la bocca il clitoride, provocandole sferzate irresistibili di piacere ed orgasmi; si abbandona languida al giovane amante e si fa succhiare avidamente tutto il sesso; si gira carponi e lo invita e riprendere a leccare, ma da dietro, stavolta, e a stuzzicare soprattutto il buco del culo che freme dalla voglia di una forte inculata.
Infoiato come un animale, il ragazzo si scatena a succhiare, mordere, tormentare tutto, figa culo e circondario, finché ha lo sprazzo giusto; si stende sotto di lei, a sessantanove, e spinge in basso la testa perché si prenda in bocca il cazzo; più esperta, lei si organizza a fermarlo con le cosce quando vuole succhiarlo e a liberarlo quando vuole essere succhiata; per molto tempo si alternano nella doppia fellazione e si fermano solo quando le mandibole dolgono ad entrambi.
Adesso vogliono ambedue scopare come dio comanda; si stende supina sul letto, divarica le gambe e tira su le ginocchia, invitandolo a salirle addosso a montarla; non ci pensa due volte e con irruenza le sbatte i venti centimetri del cazzo dentro la figa; sente un urto violento e dolcemente lo invita a muoversi cautamente su e giù; ad ogni colpo, i suoi orgasmi si scaricano; quando sente la voglia di avvertirlo dentro tutto intero, gli cinge i fianchi con le gambe e, con i piedi intrecciati dietro la schiena da il ritmo della scopata.
Sente l’orgasmo montare con grande lussuria nel ventre a mano a mano che il ragazzo la scopa al ritmo imposto ed a cui si adegua rapidamente; quando esplode, le sembra che il ventre si apra per accogliere tutto il corpo del giovane amante occasionale; contemporaneamente il calore degli spruzzi che sente scaricarsi nell’utero la avverte che anche lui ha sborrato, con grande lussuria e abbondantemente.
Si fermano ansanti; lentamente lei si divincola dalla presa che aveva realizzato sul corpo di lui; aspetta che il cazzo, per naturale riduzione dopo la sborrata, si sgonfi e scivoli dolcemente dalla figa rilassata e slabbrata dalla monta violenta; sposta dal suo il corpo del ragazzo e si stendono supini sul letto a riprendere fiato; non serve molto tempo al partner del momento; la giovane età gli consente di recuperare rapidamente e facilmente il massimo della possanza.
Non vuole che tutto si riduca ad una scopata veloce e unica; si è ormai abituata a consumare in una sola seduta certi rapporti problematici, se non pericolosi; sa che, dopo di allora, quel ragazzo non avrà più occasione per godersi la sua figa, la sua voglia, il suo corpo; intende però offrirgli anche il massimo che la voluttà le suggerisce e consiglia; prima di liquidarlo, un passaggio nel culo se lo vuole concedere; se restano tempo e energie, si farà scopare alla spagnola; per ora, si prepara all’inculata.
Mentre lui quasi si appisola godendosi il languore conseguente alla grande monta e a due sborrate consecutive, lei va in bagno, in parte per lavare dalla figa la sborra e le scorie della scopata, ma soprattutto per prelevare dal cassetto dei medicinali il tubo del gel lubrificante che ha felicemente sperimentato per tante inculate, anche con cazzi di taglia decisamente maggiore di quello che si sta spupazzando al momento.
Rientrata in camera, si dispone di nuovo gattoni sul letto e indica al ragazzo di andarle dietro e leccare; esegue prontamente e per un lungo tempo si dedica a titillare con dita e lingua tutto il perineo, dal pube all’osso sacro soffermandosi, su indicazioni della donna, sul buco del culo e sulla figa, nei quali infila la punta della lingua per una sollecitazione anale molto efficace; sempre guidato da lei, infila nel culo le dita, prima una e poi due tre e quatto, chiuse a cuneo, per allargare l’accesso.
Il ragazzo intuisce che lei si sta facendo preparare ad una grossa inculata e si eccita ancora più bestialmente, se è possibile; prende il gel che lei gli ha passato e, intanto, lo spalma sulle dita che infila nel canale rettale trovandolo aperto e disponibile; quando lei lo incita, unge per bene col lubrificante culo e cazzo, appoggia la cappella al buco e spinge; la mazza scivola dentro come un coltello caldo in un pane di burro; tira a se le natiche, prendendola per le anche.
Comincia per lui un viaggio imprevedibile, insperato e travolgente nel culo della profia zoccola e arrapata; si lascia guidare alla nuova esperienza con la voglia di godere alla morte e di imparare tutto quello che è possibile conoscere sull’inculare; lei lo avverte che, se da quella posizione spinge il culo contro il ventre, il rumore dei corpi che si scontrano è eccitante; se poi si afferra alle tette che, in quella posizione, pendono inutilizzate, può aggiungere altro piacere stimolando i capezzoli.
Il giovane amante rivela ancora una volta prontezza e capacità di adeguamento; anche di fronte ad un’indicazione nuova e per lui inedita, immediatamente coglie il senso delle indicazioni e si dedica all’inculata con l’abilità di un amante maturo e smaliziato; Luisa attiva tutte tutte le sue abilità, maturate in molte esperienze, per serrare il cazzo nello sfintere e ‘obbligarlo’, in qualche modo, a scopare senza lasciarsi andare alla sborrata finale.
Con l’ormai acquisita prontezza nel mettere in pratica lei indicazioni, lui comincia a scoparla nel culo in maniera travolgente; si gode a lungo la pecorina; quando lei lo spinge di lato e piombano ambedue sul letto, capisce che può continuare a scoparla da dietro, prima sdraiato sul lato destro, poi su quello sinistro; tenendole sollevata la gamba libera, si bea dello schiocco del ventre contro il culo e delle palle contro la figa; infila una mano e tortura il clitoride.
Lei ormai è in paradiso, con la grossa mazza che scivola lussuriosamente nel canale rettale, avanti e indietro, procurandole continui orgasmi di varia intensità; lui impara a montarla velocemente in alcuni momenti e a soffermarsi in altri per godere e farle godere la penetrazione lenta e profonda fino all’intestino, tirando via talvolta il cazzo fino alla cappella; la alterna con scopate veloci che esaltano il piacere di entrambi.
