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Io e mia sorella siamo amanti
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Racconto21 min di lettura

Io e mia sorella siamo amanti

Questa storia non è nota a nessuno, a parte mia sorella Ariadna, più giovane di me di un anno, e mia cugina Damaris. Ora siamo tutti sposati e abbiamo figli, ma io e mia sorella facciamo ancora sesso di nascosto la maggior parte delle volte.

Michelle
1 anno fa · 4.1k letture · 1

Il resto dei giorni fu pazzesco, Ariadna voleva unirsi a noi in ogni passeggiata che facevamo, dovevamo intrattenerla e poi scappare a nasconderci, in qualsiasi posto nascosto Damaris mi faceva un ditalino e mi faceva venire, oppure mi abbassava velocemente le mutandine e mi succhiava la vagina, Si divertiva a fare dei cerchi con la lingua sul mio clitoride in modo che sentissi che era già più grande e lo vedevo tra le labbra vaginali, mi faceva notare che mi stavano già crescendo i peli sul pube e le mie tette si vedevano di più, poi le infilavo anche le dita e le succhiavo la figa, finivo sempre per riempirmi dei suoi liquidi e dovevo andare a fare un bagno prima che i miei genitori o mia zia mi vedessero.

Quando mancavano pochi giorni al trasloco Damaris mi disse che quel pomeriggio lei e sua madre avrebbero fatto una passeggiata nel boschetto dove facevamo sesso, mi disse che sua madre non riusciva più a sopportare la voglia di fare sesso con lei e che visto che i miei genitori si sarebbero trasferiti quel pomeriggio avrebbero colto l'occasione per toccarsi un po'.

- Vuoi vedere come lo facciamo? - mi chiese all'improvviso, forse era questa l'idea visto che aveva iniziato a raccontarmi cosa avrebbe fatto con sua madre, io rimasi fermo, senza sapere cosa dire, mi sentivo un po' geloso, non sapevo come reagire - Allora, vuoi vedere o no? Così impari per quando lo faremo noi.

- Ok - accettai nervosamente - e se mia zia mi vede?

- Se ti vede non dirà nulla, semmai ti chiederà di non dire nulla - mi spiegò molto sicura.

Alla fine accettai, non sapevo se perché volevo vederla fare con sua madre quello che aveva fatto con me o se perché avevo paura che mia zia mi scoprisse, mi spiegò dove sarebbero state esattamente, molto vicino a dove lei aveva fatto con me, e mi preparai per quando sarebbe stato il mio turno di seguirle.

Nel pomeriggio mia zia prese una piccola borsa di stoffa e disse ad Ari e a me che sarebbe andata a fare una passeggiata con mio cugino, che non dovevamo uscire di casa perché avremmo potuto perderci o ci sarebbe potuto succedere qualcosa. Questo è quanto. Uscirono dalla porta del patio, qualche minuto dopo uscii dietro di loro, andai piano per dar loro il tempo di iniziare, a metà strada volevo tornare indietro ma continuai perché volevo che Damaris vedesse che non ero un vigliacco e che non avevo paura di nulla per quanto riguardava il sesso e che lei poteva fare qualsiasi cosa con me. Mi sentivo un po' geloso. Man mano che mi avvicinavo sentivo dei gemiti intensi ma bassi, era quasi un grido di piacere, mi nascondevo dietro gli alberi finché non riuscivo a vederli. La scena era impressionante, la ricordo ora e mi eccitava, ma in quel momento era troppo grande per me. Mia zia e mia cugina erano nude, Damaris era rivolta verso di me e potevo vedere la schiena di mia zia.

Mia zia aveva partorito Damaris quando aveva 20 anni, all'epoca 35, ed era molto ben curata, aveva tette sode e un addome piatto, Damaris era in piedi con un piede appoggiato su un albero e mia zia era in ginocchio a succhiarle la figa come un assetato che beve acqua dopo diversi giorni di siccità, Mia cugina aveva gli occhi chiusi, la bocca aperta e la testa inclinata verso l'alto con un'espressione di piacere che ti porta sull'orlo dell'orgasmo, si muoveva contro la bocca di sua madre che la stava sditalinando. Sentivo i suoni umidi che producevano.

- Sto venendo mamma - sospirò e gemette mia cugina - ah mamma sì, sto venendo!

Urlò mentre sussultava contro il viso di mia zia, dopo quell'orgasmo mia zia si alzò e cominciò a baciare Damaris, si baciarono molto profondamente, con molto desiderio, cominciarono a muoversi l'una contro l'altra, lo fecero con forza, era come se non avessero troppo l'una dell'altra, strofinarono le loro vagine insieme, potevo vedere come mia zia stesse gocciolando tra le sue gambe, sentii il prurito iniziare nel mio buchetto, probabilmente mi stavo bagnando perché quella era la sensazione che provavo quando mi eccitavo. Ascoltai con un certo imbarazzo le cose erotiche che venivano dette.

- Avevo una gran voglia di succhiarti il culo, morivo dalla voglia di scoparti per bene - diceva mia zia a mio cugino - Ti andava?

- Sì mamma, ne avevo proprio voglia, voglio che mi scopi come piace a me.

Dopo qualche minuto di gemiti e orgasmi si separarono con un bacio, mia zia prese la borsa che aveva portato e ne tirò fuori un oggetto di gomma nero, lungo e con due estremità smussate. Essendo supina, potevo solo immaginare quello che stava accadendo quando vidi che una delle estremità scompariva nella vagina di mia zia, intuii che l'altra estremità era stata messa dentro mia cugina quando la sentii gemere.

Entrambe sospirarono mentre si abbracciavano per le natiche per unirsi di più e quel fallo le penetrò più a fondo, dopo qualche secondo si baciarono e cominciarono a muoversi con forza l'una contro l'altra mentre il fallo entrava e usciva da entrambe contemporaneamente, Ogni volta che entrava in loro gemevano e squittivano, si muovevano più forte e un getto di liquido usciva dalla vagina di mia zia, entrambe squittivano, rimanevano ferme, unendo i loro peli pubici e poi riprendevano a muoversi, quando ebbero avuto almeno altri 3 orgasmi me ne andai. Oltre all'euforia del sesso, si stavano dicendo cose molto intense, per capire quanto avessero goduto.

Arrivai a casa e mi sedetti con mia sorella, due ore dopo tornarono mia zia e mia cugina, con gli occhi che brillavano di soddisfazione.

Quella sera pensai che non avremmo fatto nulla, che lei sarebbe stata stanca o che non avrebbe voluto di più dopo quello che aveva fatto con sua madre, o forse lo pensai perché mi sentivo strano dopo averle viste.

Quando spegnemmo le luci per dormire, lei mi parlò.

- Ci hai visto?

- Sì, ci ho visti.

- Ti è piaciuto? Hai visto il dildo che ci abbiamo messo dentro?

- Sì, ma non sapevo cosa fosse, ti piace? - Parlavamo sottovoce.

- Sì, è bello, te lo farò, ma non per ora perché mia madre lo tiene sotto chiave.

Continuavamo a parlare sottovoce.

- Hai voglia di farlo? - mi chiese mentre iniziava ad accarezzarmi una coscia e poi l'altra.

- Non so - era la verità, non ero sicura - se la cosa mi avesse eccitato un po', ma allo stesso tempo mi sentivo strana a guardarli.

- Farlo con te è molto bello”, disse e mi baciò, ”vuoi strofinarti ora?

Non volevo dire di no, perché tra pochi giorni sarei andata nella mia nuova casa e non sapevo quando avrei potuto farlo di nuovo. Ci siamo abbassati le mutandine e ci siamo baciati, lei è salita sopra di me e ci siamo strofinate fino a venire.

I due giorni successivi è stata una follia tra noi, non abbiamo smesso di farlo, per un momento Damaris mi ha proposto di metterci dentro un cetriolo, ma mi ha subito detto di no, che sarebbe stato meglio per lei vedere come fare, che per penetrarci con un vero dildo, avrebbe dovuto comprarne uno in qualche modo.

L'ultima notte insieme l'abbiamo fatto 4 volte, tra strofinamenti, ditalini e succhiate di vagine, siamo venute entrambe molto bene.

Il giorno dopo partii per la mia nuova casa. In quella nuova casa ci siamo sistemati e abbiamo iniziato ad adattarci, era a 30 minuti di distanza da casa di mia cugina, non era così lunga ma quando andavamo a trovarci la casa era piena di gente e non saremmo riusciti a farlo. Cominciai a sentirmi frustrata, volevo davvero farlo, ero bagnata tutto il giorno con il desiderio di stare con mia cugina, quando passò il primo mese cominciai a masturbarmi, quando scoprii che potevo darmi piacere cominciai a farlo ininterrottamente tutte le sere, mi infilavo le dita, oppure salivo sul cuscino e mi strofinavo contro di esso fino a venire, era bello, ma non era la stessa cosa, tre mesi dopo non eravamo ancora riuscite a ripetere i nostri incontri nemmeno una volta, avevo una voglia matta di avere una figa da strofinare.

Da qui inizia la mia storia con mia sorella, se siete interessati ditemelo e ve lo racconterò.

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Michelle

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