- Hai voglia? - mi chiese, sapeva che ne avevo voglia.
- Sì, fallo con me ora, più volte, mi piace molto.
Sentii che si muoveva per togliersi le mutandine e mi disse di togliermi le mie, lo feci, stando sulla schiena aprii un po' le gambe per darle accesso, sorprendentemente cominciò a salirmi sopra mentre mi baciava, si mise tra le mie gambe, la sua figa contro la mia e cominciò a muoversi contro di me, i nostri peli pubici si sfregavano, seguii il ritmo spingendo contro di lei quando cominciai a sentire la sensazione di piacere, era più intensa. Ci muovevamo, entrambi gemevamo sommessamente, io tremavo contro di lei e non riuscivo a resistere, stretto contro la figa di mia cugina il mio orgasmo mi spaccò in due, lei venne contro di me e la sentii bagnare il mio pube con i suoi liquidi. Quella notte lo facemmo altre tre volte, con le gambe intrecciate che univano i nostri clitoridi e l'ultima volta io sopra di lei sfregammo le nostre fessure, la sua era scivolosa e venimmo. Mia sorella non si svegliò mai.
Con questo piacere ritrovato non riuscivo a smettere di farlo, mi piaceva troppo, durante il giorno cercavamo scuse per stare da sole, facevamo passeggiate nel boschetto che si trovava a pochi metri dal cortile e contro il tronco di un albero ci abbassavamo le mutandine e ci strofinavamo a vicenda a nostro piacimento, lo facevamo fino a 6 volte al giorno, sempre facendo attenzione che nessuno ci vedesse.
La sensazione del suo clitoride quando si ergeva contro il mio era la cosa più bella del mondo, non avrei mai pensato di godere di una cosa del genere in vita mia, era il paradiso per me e per lei che era sempre pronta. Cominciai a notare che dopo essere venuta il mio clitoride cominciava a spuntare tra le labbra vaginali, si stava sviluppando a causa dello sfregamento con mia cugina. Dopo due settimane a casa di mia zia e mia cugina ero curiosa di sapere come avesse imparato queste cose, all'inizio pensavo che non mi avrebbe detto nulla, ma dopo un po' mi confessò che lo faceva da molto tempo con sua madre. Mia zia e mia cugina facevano sesso, mia zia aveva insegnato tutto a sua figlia, ora non lo facevano perché c'eravamo noi, ma appena ce ne saremmo andati lo avrebbero rifatto perché gli piaceva, mi raccontò tutta la storia. Le promisi di non dirlo mai, e finora ho mantenuto la parola.
Qualche giorno dopo Damaris mi stava baciando nel retro del capannone e cominciò a toccarmi il clitoride e la fessura della figa, mi accarezzò il buchetto e tirò fuori la mano per mostrarmelo.
- Guarda, sei bagnata - mi mostrò la punta delle dita, erano lucide e coperte di bava - è perché adesso vuoi scopare, ti succhio la figa e ti faccio un ditalino.
Abbassò di nuovo la mano e continuò ad accarezzarmi il clitoride, dopo un po' si inginocchiò davanti a me, mi abbassò le mutandine e i pantaloncini fino alle caviglie, mi guardò e si avvicinò alla mia figa, tirò fuori la lingua e la passò su tutta la mia fessura, da dietro a davanti, Rabbrividii per questa nuova carezza, mi mostrò la punta della sua lingua imbrattata del mio liquido, sentii un formicolio nel mio buco, ma finora non avevo mai messo niente dentro, ero fiduciosa nel piacere che mio cugino mi avrebbe offerto. Fece scorrere di nuovo la lingua su tutta la mia fessura, fino a quando finalmente incollò le labbra al mio clitoride, con due dita mi aprì le labbra per arrivare al mio nodo del piacere.
- Il tuo pomello sta diventando duro - mi disse tra una leccata e l'altra - più andiamo avanti e più diventerà grosso - lecca - mia madre ce l'ha grosso - lecca - me lo mette dentro e io vengo con lui dentro - lecca - lecca.
Ultimamente Damaris usava con me un linguaggio più volgare e diretto, non mi dispiaceva, e ora che fremevo di piacere con la sua lingua ancora meno. Circondò il mio clitoride con la lingua, finché non iniziò a succhiarlo e io venni all'istante, sussultai contro la sua bocca e quando finii di sussultare per l'orgasmo tirò fuori i miei liquidi dalla figa per farmi vedere cosa era uscito da me, avevo eiaculato per la prima volta.
Quella sera i miei genitori annunciarono di aver trovato un ranch a diverse miglia di distanza, che era in buone condizioni e che entro due settimane avremmo potuto trasferirci. La notizia mi rese triste più che felice perché sarei stato separato da mio cugino, quindi volevo godermi al massimo la nostra intimità.
Il giorno dopo andammo a vedere la nuova casa, aveva bisogno di alcune riparazioni e dovevano finire di firmare l'acquisto, erano giorni impegnativi per i miei genitori, mia zia li accompagnò a sbrigare quasi tutte le pratiche, voleva quasi che ce ne andassimo subito, ed ero sicuro che fosse così, perché sapendo com'era il suo rapporto con mia cugina, doveva avere una voglia matta di fare sesso con lei, io lo facevo ogni giorno e volevo sempre di più.
Durante le notti io e mia cugina continuavamo a strusciarci e a succhiarci la vagina a vicenda, la prima volta che le succhiai la figa lo trovai molto strano, si stava bagnando molto e il sapore del clitoride imbrattato del suo liquido era strano, mi misi sotto il lenzuolo tra le sue gambe, mentre Ari russava dolcemente accanto a me, Leccai lentamente le sue labbra vaginali carnose e, a poco a poco, infilai la lingua tra di esse e toccai il suo clitoride, le sue gambe tremavano, lei mi teneva la testa per non farmi allontanare, mi aveva detto prima cosa fare e lo aveva fatto con me in due occasioni, quindi più o meno capii cosa dovevo fare. Feci scorrere la lingua su e giù per la sua fessura diverse volte e finii per leccarle il clitoride.
Quel nodo di nervi mi riempì la bocca, lo aveva grande e grosso, pulsava sulla mia lingua e i suoi liquidi mi bagnavano il mento. Muoveva i fianchi indicandomi di continuare, io sputai per metà i suoi liquidi, la leccai e poi iniziai a succhiare, alternando, il tremolio delle sue gambe e la quantità di liquido che usciva da lei indicavano che stava godendo e che era quasi pronta a venire, mi afferrò la testa e mi strinse più forte a lei e mi riempì con la sua eiaculazione mentre io tremavo. Dopo di che mi ha succhiato come un'esperta, mentre si concentrava sul mio clitoride ho sentito che toccava il mio buchino che era bagnato e mi prudeva, a poco a poco stava mettendo un dito dentro di me, ero sorpresa dall'intrusione ma non mi dispiaceva perché stavo godendo troppo di come stava succhiando il mio clitoride, quando si è accorta che non ero a disagio ha iniziato a muovere il dito da dentro a fuori, prima lentamente in modo che potessi adattarmi e quando lo faceva più velocemente la sensazione era la mia perdizione, Gemevo forte, miracolosamente non svegliai Ari, mi morsi la mano per non fare più rumore, Damaris mi scopava mentre mi succhiava il nodo del piacere, era disperato il piacere che provavo, il mio corpo si contorceva e tremava, quando sentii che era troppo Damaris si fermò, mi promise di finirlo il giorno dopo in un posto dove fossimo stati soli perché facevo troppo rumore, così si arrampicò su di me e ci strusciammo finché non venni, e così fece lei per la seconda volta.
Il giorno dopo non facemmo in tempo a trovare un posto nel boschetto che ci togliemmo tutti i vestiti, era la prima volta che non avevamo niente addosso, io ero pazza di farlo, la mia vagina pulsava e prudeva per l'attesa. Appena spogliate ci siamo baciate e strofinate, figa contro figa, spingendo l'una contro l'altra, senza smettere di baciarci ho messo il mio piede intorno ai suoi fianchi e abbiamo inarcato la schiena per unire di più i nostri clitoridi, abbiamo spinto e sforzato, entrambe siamo venute gemendo senza sosta, il piacere era indescrivibile. Damaris aveva le cosce bagnate, a volte veniva con molto liquido, io pensavo fosse piscio ma lei mi disse che non lo era, che era uno schizzo e che rendeva l'orgasmo più intenso.
Dopo mi sono buttata per terra, volevo che mi facesse quello che aveva fatto la sera prima, che mi succhiasse mentre mi metteva un dito dentro e lei l'ha fatto, prima mi ha accarezzato e mi ha fatto vedere che avevo eiaculato perché avevo il buco molto bagnato, ha approfittato di quei liquidi per mettermi un dito dentro e ha cominciato a pompare dentro di me e a scuotere il mio clitoride con la sua lingua bagnata, io gemevo ma controllavo che non fosse così forte, ero premuta contro la sua bocca e tremavo, A poco a poco mi infilò un altro dito e sentii una fitta di dolore, lei mi succhiò il clitoride per intensificare il piacere e farmi dimenticare il dolore, pochi minuti dopo ansimavo di nuovo, tremavo, sentivo il mio corpo fremere e contorcersi, e venni sulle sue dita, rilasciando liquidi dalla mia vagina e con il clitoride che pulsava nella sua bocca, ero nel paradiso del piacere con mia cugina.
