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Le puttanelle
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Racconto35 min di lettura

Le puttanelle

Cercando tra gli annunci presenti sui siti, ero sempre più curiosa di vedere fin dove si sarebbe spinto mio marito e cominciai ad accarezzare l’idea di provare qualche esperienza nuova.

pennabianca
1 anno fa · 1.3k letture · 0

Quando ci siamo rivestiti e, prima di salutarci, Massimo ci ha consegnato un’altra piccola scatola e, una volta aperta, abbiamo visto che conteneva un altro plug, questa volta destinato a Marco.

«A partire da oggi, quando siete nella vostra intimità e per almeno un’ora al giorno, entrambi dovete tenere inserito quest’arnese. Voglio che i vostri culetti si abituino ad esser ingombrati da questi oggetti, cosicché, la prossima volta, sarà molto più agevole per voi accogliere e godere del mio cazzo mentre vi sfondo il culo, perché è questo il mio prossimo desiderio.»

Quando eravamo sulla via del ritorno, Marco mi ha chiesto delle sensazioni da me provate mentre ero inculata da Massimo. Dopo un attimo di riflessione, gli ho risposto che era stato qualcosa di veramente bello, molto appagante e soprattutto gratificante per la mia femminilità, in quanto ero stata capace di far godere anche un uomo esperto come Massimo. Ho però letto una lieve preoccupazione nei suoi occhi, ma, essendo davvero esausta, non ho indagato più di tanto su cosa potesse preoccuparlo. Nei giorni a seguire, le sensazioni che avevamo provato ci suscitavano nuove scosse di piacere indescrivibili e contrastanti: un misto tra emozione, eccitazione, timore, imbarazzo. Queste sensazioni persistevano in me, anche quando mio marito non c’era, perché ogni volta che indossavo il plug, sentivo dentro di me un piacere sconvolgente. Marco, invece, era restio a inserire il suo cuneo nel culo. Lo avvertiva come un fastidio, mentre io, più lo mettevo, più lo desideravo. Dopo una decina di giorni, sono anche uscita a far la spesa insieme Marco, senza nessun indumento intimo, ma indossando il cuneo che, per tutta il tempo che sono stata in giro con lui, mi ha trasmesso emozioni fortissime, sensazioni bellissime. Stare tra la gente senza intimo e, soprattutto, con il plug nel culo, mi davano sensazioni di piacere tale che, quando sono tornata, Marco mi ha scopato nello stesso modo in cui aveva fatto Massimo, facendomi godere tantissimo, perché, anche se il cazzo di Marco non era grosso come quello di Massimo, la presenza del cuneo dietro, mi suscitava quasi le stesse sensazioni provate con l’altro. Man mano che il tempo passava, desideravo sempre più trovarmi di nuovo fra le braccia di Massimo; chi, invece era un po’ preoccupato, era Marco, che sapeva benissimo che, la prossima, sarebbe stata la sua volta a prenderlo nel culo. Finalmente è stato organizzato un nuovo incontro. Appena giunti, ci siamo spogliati nudi e Marco ha indossato la solita tuta in rete, e questa volta, Massimo l’ha portato in camera assieme a me. Subito, l’ha fatto mettere in ginocchio e gli ha ordinato di leccargli il cazzo, mentre io, inginocchiata dietro di lui, dovevo preparargli il culo. Sentivo Marco teso, nervoso e, di questo, se ne è accorto anche Massimo, che l’ha esortato a rilassarsi.

«Puttanella, rilassati! Lasciati andare, perché comunque avrò il tuo culo. Se ti rilassi, riuscirai a godere, altrimenti ti sfondo il culo e per te sarà più difficile godere.»

Egli faceva dei profondi respiri, ma, quando spingevo il mio dito nel suo culo, sentivo che serrava le chiappe e questo non era certo rilassarsi. Alla fine, sono riuscita a mettergli due dita dentro e lui ha emesso un gemito. Allora Massimo si è posizionato dietro di lui, mentre io gli tenevo le chiappe allargate, e lui, dopo avergli cosparso il buco di gel, ha appoggiato la cappella: entrambi abbiamo ricevuto l’impressione che Marco non fosse ben disposto a prenderlo dentro.

«Guarda, puttanella, come ora sfondo il culo a quest’altra troietta. Guardami bene, perché adesso rompo il culo a tuo marito, e voglio che sia lui a chiedermelo.»

Marco era ancora teso, ma ciononostante, con voce tremula, lo ha pregato di sverginare il suo culo.

«Padrone, ti prego: rompi il culo a questa tua puttanella, che vuole tanto sentire la tua mazza dentro di sé.»

Massimo ha iniziato a spingere, mentre Marco inarcava la schiena quasi a voler ritardare l’intrusione. Massimo lo ha sculacciato ripetutamente e, poiché lui era restio a rilassarsi, mi ha ordinato di sdraiarmi sotto di lui e di prendergli il cazzo in bocca, cosa che ho fatto immediatamente. Quando ha visto che avevo il cazzo di mio marito in bocca, Massimo, con un affondo deciso, ha spinto una buona metà del proprio cazzo dentro il culo di Marco, che si è irrigidito all’istante, e ha emesso un grido di dolore, lo ha esortato a non spingerglielo tutto dentro. Massimo invece è scivolato dentro di lui, per poi restarvi immobile, mentre Marco si agitava, perché avvertiva un gran male. È rimasto immobile per lunghi istanti, mentre io gli succhiavo il cazzo cercando di farlo godere e questa attività ha un po’ alleviato il suo dolore. Massimo si è lentamente sfilato per poi riprendere ad affondare dentro di lui con più delicatezza e, quando si è reso conto che ormai scorreva abbastanza bene, ha preso a stantuffarlo con ritmo. D’improvviso il cazzo di Marco si è gonfiato nella mia bocca ed ha goduto con un gemito soffocato, perché aveva tutto il viso schiacciato contro il cuscino. Massimo ha notato che Marco era venuto ed allora ha preso a limargli il culo con maggior forza e vigoria.

«Lo sapevo che eri una puttanella! Hai appena goduto, mentre ti sfondavo il culo! Sei un’adorabile puttanella! Da oggi in poi, mi godrò i vostri culi a mio piacimento e farò in modo che restino sempre ben larghi ed accoglienti.»

Ha proseguito a pomparlo ancora per un po’, poi si è sfilato e, dopo avermi ordinato di inginocchiarmi al fianco di Marco, lui è uscito dal suo culo e con un affondo deciso è entrato nel mio. Mi sono sentita aprire, ma essendo ben allenata dal plug, il mio buco lo ha ricevuto agevolmente ed ho subito iniziato a godere, mentre Massimo elogiava la mia lascivia a prenderlo nel culo.

«Questa sì che è una puttanella ubbidiente! Lei ha tenuto il culo ben aperto, utilizzando il cuneo che le avevo dato, mentre tu, di certo, non ne hai fatto buon uso. Per questo ti punirò e, a partire da oggi, lo dovrai tenere almeno tre ore al giorno, tutti i giorni, ben piantato nel culo.»

Nel dire questo, si è sfilato da me e lo ha spinto con forza nel culo di Marco, che ha emesso un grido di dolore. Ci ha scopato entrambi, a lungo ed io ho goduto moltissimo, fin quando ci ha di nuovo fatto avvicinare i volti per scaricarci in faccia tutto il suo piacere.

Quando Marco ha avvicinato il suo viso al mio, ho visto che era rigato dalle lacrime per il dolore provato e, quando Massimo è venuto, glielo ha letteralmente ricoperto di sborra. Ha poi preteso che fosse Marco a pulirgli il cazzo, con il viso tutto impiastricciato del suo piacere. Io l’ho osservato e, sebbene avessi immaginato una sua tendenza alla sottomissione, non pensavo potesse essere così forte. Rimasti soli, ho leccato il viso di Marco con estremo piacere e con le labbra ricoperte della sborra di Massimo, l’ho baciato con immensa passione. C’era tutto l’amore possibile in quel bacio, oltre la profonda soddisfazione nel constatare che il mio uomo, dopo avermi regalato quella grande soddisfazione, era ancora capace di godere nel sentirsi umiliato, sottomesso, ma pur sempre innamorato di me. Dopo quella volta, anche Marco ha preso l’abitudine a tenere inserito il plug nel culo e questo ha agevolato moltissimo la sua sodomizzazione. Col passare dei mesi, la nostra esperienza è diventata una relazione. Lo desideravamo entrambi. Entrambi volevamo soddisfare i capricci di Massimo, che poi, in realtà, erano anche i nostri: godere con quel maschio stupendo che, ogni volta, ci regalava emozioni fortissime, che rimanevano presenti in noi per tutto il mese, fino alla volta successiva. È durato oltre un anno quel rapporto più che amicale, poi, improvvisamente, la moglie di Massimo si è ammalata di una grave malattia e lui ha dovuto dedicarsi a lei, tralasciando noi. Lo abbiamo incontrato una sola volta, ma ormai il gioco si era interrotto e l’alchimia delle volte scorse non c’era più, perché, come dice un vecchio adagio: il cazzo non vuol pensieri! Massimo, invece, era chiaro che di pensieri ne aveva tanti e molto più importanti di quelli di far godere noi, così lo abbiamo lasciato andare per la sua strada. Oggi siamo consapevoli che Massimo è stato un grande. Senza l’esperienza fatta con lui, probabilmente saremmo ancora a chiederci se farlo o meno. Aveva saputo guidarci con una certa autorevolezza, non avulsa da momenti di autentica lussuria, e, per questo, ne abbiamo avvertito moltissimo la mancanza. Ancora oggi siamo alla ricerca di un maschio maturo esperto, dominante quanto basti, che, con il suo modo di fare, il suo modo di stimolarci, ci faccia tornare a vivere quelle stesse intense emozioni che abbiamo provato con lui. 

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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