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Le puttanelle
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Racconto35 min di lettura

Le puttanelle

Cercando tra gli annunci presenti sui siti, ero sempre più curiosa di vedere fin dove si sarebbe spinto mio marito e cominciai ad accarezzare l’idea di provare qualche esperienza nuova.

pennabianca
1 anno fa · 1.3k letture · 0

«Bravo, cornuto, vedo che hai perfettamente capito cosa intendo, quando ti chiedo di offrirmi la tua troia in abbigliamento da vera puttana. Oggi faremo qualcosa di nuovo che, di certo, non avete ancora sperimentato. Per prima cosa, voglio che tu indossi questa tuta catsuit nera da donna, intera, senza cavallo, a rete e poi ci raggiunga in camera da letto.»

Senza aggiungere altro, mi ha preso per mano e insieme siamo entrati nella camera da letto e, come la volta precedente, ho iniziato a spogliarlo lentamente e con lo sguardo basso, dopo di che lui si è disteso sul letto. Io ho preso ad adorare il suo corpo, facendo scorrere la mia bocca e lingua su ogni centimetro della sua pelle. Quando ero sul punto di prendere di nuovo in bocca quella splendida mazza, che dura e vogliosa svettava davanti ai miei occhi, Marco è entrato nella stanza ed entrambi ci siamo girati verso di lui.

Vederlo con indosso quella tuta da donna, con un perizoma così striminzito che a mala pena gli copriva il membro, mi ha lasciato alquanto sorpresa, mentre Massimo ha mostrato totale compiacimento per quel che vedeva.

«Brava puttanella! Così sei esattamente come ti volevo. Da oggi in poi sarai la puttanella che farà compagnia a quest’altra troia che mi sta leccando il cazzo. Vieni, avvicinati, perché per te ho un incarico molto importante. Apri quella piccola scatola che vedi sul comò, poi ti inginocchi dietro di lei e prepari il culo di tua moglie, perché oggi è giunto il momento che provi quanto piacere può ricevere una donna nel prendere un bel cazzo nel culo.»

Sono rimasta decisamente sbalordita, ma, nello stesso tempo, intimorita, però anche desiderosa di vivere questa esperienza che aveva un che di perverso. Marco si è subito dato da fare per realizzare questo progetto. La sua lingua ha preso a scorrere lungo il solco delle mie natiche e, per un attimo, mi sono irrigidita, ma poi ho iniziato a rilassarmi nel concentrare la mia attenzione sul cazzo di Massimo: sentivo dietro di me Marco che mi lubrificava il culo, inserendo prima un dito e, di certo, anche del gel, perché ho avvertito qualcosa di fresco che, delicatamente, blandiva il mio forellino posteriore.

Delicatamente mi ha introdotto prima un dito e, dopo averlo fatto scorrere bene dentro, ne ha raggiunto un altro con altro gel. Se all’inizio provavo un po’ di fastidio, dopo ho cominciato a sentire che mi stavo rilassando ed ero pronta a ricevere dentro di me quella mazza che stava lievitando nella mia bocca. Ero pronta e sentivo la mia intimità completamente bagnata per l’emozione ed il piacere che stavo per provare, quando Massimo si è alzato e, allungata una mano, ha preso un’altra piccola scatola e l’ha data a Marco.

«Cornuto, apri questa scatola e prendi ciò che vi trovi dentro. Dopo averlo ben lubrificato, fallo scivolare dentro il culo di tua moglie.»

Mi sono girata di scatto a guardare ed ho visto un cuneo lucente nelle mani di Marco e, poiché era poco più piccolo del membro che stavo tenendo in mano, mentalmente ho provato uno strano brivido, associato ad un po’ di timore di non esser in grado a prenderlo nel culo. Marco, molto delicatamente, dopo averlo lubrificato, ha cominciato a spingerlo e, lentamente, ho sentito che nell’entrare, mi dilatava il culo. Quando è scivolato oltre lo sfintere, ho avuto una strana sensazione di pienezza e, per un attimo, non ho capito quale fosse lo scopo di Massimo, perché ero convinta che, una volta pronta, mi avrebbe aperto il culo senza tanti complimenti, mentre invece ora mi trovavo con quello strano oggetto dentro, che mi dava sensazioni contrastanti. Nello stesso momento in cui Marco ha espletato ciò che gli era stato ordinato, lui mi ha fatto salire su di sé facendo sistemare lo spacco della mia fica sopra quella splendida trave, e poi, sorridendo, mi ha ordinato di prenderlo tutto in corpo. Per un attimo sono rimasta titubante: avevo qualcosa che mi ostruiva il culo e l’idea di accogliere quella splendida mazza, che la volta precedente mi aveva aperto in due, mi sembrava eccessiva. Lui ha notato la mia esitazione e, facendo una faccia un po’ contrariata, mi ha spinto di lato e, dopo aver ordinato Marco di tenere le mie gambe ben in alto, ha appoggiato la cappella fra le labbra della fica ed è scivolato dentro con decisione. Ho sentito la mia fica tendersi e questa volta ancor di più, perché avvertivo anche quell’altro intruso nel culo. Lui mi ha guardato fisso negli occhi e, con estrema soddisfazione, ha commentato la lenta penetrazione a cui mi stava sottoponendo.

«Brava la mia puttanella! Lascia che ti sfondi per bene la fica e tu, cornuto, guarda questa puttana come lo prende nella fica con in culo un cuneo che, in questo caso, potrebbe essere un altro membro. Sicuramente, fra poco, avrà ancora un orgasmo devastante.»

Era vero, sentirmi riempire davanti e dietro mi aveva sconvolto così tanto che immediatamente il mio corpo ha preso a tremare per un orgasmo incredibile.

Era esattamente quello che aveva annunciato lui; mi sentivo completamente piena. Lo sentivo scorrere dentro di me e strisciare sul cuneo che avevo dietro, e questo mi dava sensazioni impensabili in entrambi i buchi. Marco ci osservava estasiato e, dopo l’ennesimo orgasmo, Massimo si è sfilato da me e mi ha fatto rigirare, facendomi sistemare inginocchiata davanti a lui. Ha chiesto a Marco di sdraiarsi sotto di me, come la volta precedente.

«Ora, cornuto, voglio che tu faccia due cose. La prima è di togliere il cuneo dal culo di tua moglie, poi afferrare il mio cazzo ed appoggiarlo al suo culo; devi pregarmi di sfondare il culo di questa troia e di farla godere come non hai mai provato in vita sua. Dopo dovrai distenderti sotto di lei, per assistere, anche questa volta, da una posizione privilegiata, alla messa in culo di un vero cazzo. Cerca di essere una brava puttanella e di osservare con attenzione come le spacco il culo, mentre dovrai leccare la sua fica, perché voglio che goda tantissimo. Guarda bene, perché, la prossima volta, sarà tuo il culo che sfonderò.»

Appena finito di esporre il suo programma, ho sentito quel membro poderoso scivolare dentro di me ed ho sentito i muscoli anali tendersi al suo passaggio. Mentre all’inizio era un vero fastidio, subito alleviato dalla lingua di Marco che, ubbidiente, ha preso a leccarmi il bottoncino sulla fica, onde distrarmi dal lieve dolore che provavo nel sentirmi sfondare il culo. Quando ho sentito il suo corpo aderire al mio, mi è pervenuta la sua voce pacata che mi invitava a rilassarmi.

«Brava la mia puttanella! Lo hai tutto nel culo! Ora rilassati e non pensare a niente. Concentra la tua mente sulla lingua che ti sta leccando la fica e, ben presto, sentirai tutto il piacere possibile nel prendere il mio cazzo in culo.»

Fatto un respiro lungo, mi sono lasciata andare e, ben presto, ho sentito quel membro scorrere lentamente dentro e fuori il mio culo. Ad ogni affondo lo sentivo aprirsi sempre più, consentendo un passaggio sempre più agevole, finché l’iniziale dolore o fastidio, si sono trasformati in un piacere nuovo ed intenso, mai provato in vita mia. Lui mi stantuffava il culo con estremo vigore, mentre la lingua di Marco mi faceva impazzire. La sentivo scorrere lungo lo spacco della mia fica e, quando Massimo era tutto dentro di me, quella lingua scorreva anche sulle grosse palle di lui che, compiaciuto, mi pompava con maggior vigore. È stata una lunga cavalcata, durante la quale ho provato tre orgasmi, poi, sfinita, mi sono girata verso di lui e con voce implorante ha supplicato di sborrare.

«Ti supplico, padrone, riempi il culo di questa troia, perché sono così sfinita che non riesco a resistere oltre ai colpi che la tua splendida mazza mi sta dando nel culo.»

Lui ha sorriso, poi, compiaciuto, ha chiesto a Marco di sfilarsi da sotto di me e di sdraiarsi supino al mio fianco, cosa che lui ha fatto immediatamente. Massimo mi teneva ancora per i fianchi ed ha preso a limare il mio culo in maniera molto più energica, finché, d’un tratto, tenendomene dentro poco più della sola punta e, con un grido per niente umano, mi ha schizzato due getti nel culo, per poi sfilarlo di colpo e, spintami di lato a Marco, ci ha ordinato di avvicinare le nostre facce. Un attimo dopo, lui sferzava i nostri visi con tre getti poderosi di sborra, che ci hanno colpito, oltre le guance, gli occhi e la bocca, mentre lui, ansimante di piacere, gioiva a far questo.

«Brave le mie puttanelle! Guardate come vi battezzo! Da oggi voi due sarete le mie adorabili puttanelle.»

Quando l’ultimo schizzo ha ricoperto il nostro viso, lui si è avvicinato ulteriormente e, subito, le nostre bocche, ancora impastate del suo seme, sono andate a pulire quella splendida mazza, leccando fino all’ultima stilla di piacere che sgorgava. Infine, soddisfatto, ci ha intimato di ripulire i nostri visi, leccando la sua sborra fino all’ultima goccia, nel mentre si è allontanato per fare la doccia. Allora, come sempre, io e Marco abbiamo preso a ripulire i nostri visi da quel nettare, per poi baciarci con tutto il trasporto possibile. È stato bello afferrare quel momento tutto per noi: essere soli nella nostra intimità, e guardarci negli occhi è servito a radicare in ognuno di noi la certezza che l’esperienza appena vissuta era stata artefice di emozioni tanto intense, quanto impensabili.

Prima di andare avanti…

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