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Erotika
Moglie sfondata per 20 euro
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Racconto14 min di lettura

Moglie sfondata per 20 euro

Sono sposata e tradisco mio marito regolarmente, lui stesso che mi fa scopare dai suoi amici o da dei stalloni che lui mi procura.

pennabianca
1 anno fa · 2.5k letture · 0

La mattina dopo, al lavoro, alle sette e mezza, lui si è comportato come se niente fosse. Io camminavo a gambe larghe e non potevo sedermi, se non su un fianco per quanto mi doleva il culo, ma lui, pur vedendomi così, non ha mai accennato a nulla. La cosa è andata avanti così e mi ha fatto girare le palle questa sua assoluta indifferenza, come se non fosse successo nulla! Alla pausa caffè delle dieci con lui e mia madre, lei mi ha chiesto perché mi sedevo su un fianco ed io le ho risposto che avevo male alle emorroidi. Lui ha avuto un piccolo sorriso ironico, da sadico. Poi quando lei è andata via, lui mi ha preso per mano, mi ha baciato e messa sul tavolo a pecora; voleva incularmi.

«No! Ti prego, nel culo no! Mi fa ancora male!»

Lui non mi ha nemmeno ascoltata. Mi ha sfondato con il suo mostruoso cazzone e io ho goduto come una vacca! All’inizio, piangevo e urlavo, poi ho iniziato a godere e volevo che non smettesse più. Alla fine ha goduto e mi ha fatto ripulire il suo cazzo.

«Puliscimi il cazzo! Credo che ti organizzerò un po’ di sedute per tenerti in allenamento, così non frigni più, troietta!»

L’ho guardato e gli ho chiesto perché mi aveva fatto scopare da quei due maschi per poi pagarli. La sua risposta mi ha fatto capire che ero davvero nei guai!

«Bisogna pagare chi scopa una sgualdrina come te; ormai non vali più niente! Giusto venti euro, come una nera da strada!»

Quella risposta mi ha lasciato basita; siam tornati al lavoro, come se non fosse mai successo nulla fra di noi. Era chiaro che era adirato, anzi, incazzato e non capivo il motivo. Ma ho avuto poco tempo per riflettere. Il giorno dopo, alle 7:30, lo tenevo già piantato nel culo, mentre mi parlava di contratti da fare in giornata. In realtà ero io a pensare che mi fottesse. Lui ha sfoderato il suo cazzo e me lo ha messo nel culo.

Io mi son aggrappata alla tastiera del Pc e, quasi, la spaccavo. Avevo le lacrime agli occhi e poi ho preso a godere come una vacca, dicendogli: "Continua, maiale!" Mi dava colpi veloci, alternati ad altri che mi alzavano da terra. Mi ha scopato così, credo, per circa un quarto d’ora. Poi, dopo averlo tirato fuori, è andato al lavandino, mi ha chiamato e mi ha fatto pulire con l’acqua il suo membro durissimo; poi mi ha fatto sedere e mi ha scopato la gola. Appena mia ha riempito la faccia di crema, gli ho chiesto il motivo per cui mi aveva trovato due maschi e poi li aveva pagati per scoparmi. Lui mi ha fissato per un attimo e la sua risposta mi ha gelato il sangue.

«Ti sei divertita, mentre ero in ospedale e ti sei scopata mezzo mondo, senza il mio permesso. Con quel gesto, ho voluto farti capire che tu sei mia ed io solo posso darti a chi voglio e posso anche pagare per farti scopare, ma questa è stata solo la prima serie di punizioni cui ti sottoporrò a partire dai prossimi giorni, affinché tu capisca che non puoi farti i cazzi che vuoi tu, senza il mio permesso!»

Non ha aggiunto altro. Mi ha lasciato a terra con la faccia piena di sborra ed il cuore in tumulto. Adesso aspetto il resto e son ben sicura che non sarà una passeggiata! Sono sua e lui è tremendamente geloso, anche se poi, per puro divertimento, mi vende a chi vuole! Mi bagno al solo immaginare quali prove molto perverse ha in mente per me.

La mattina dopo, appena alzata, ho messo del ghiaccio nel bidet e ci sono rimasta per circa mezz’ora. Si consideri che io patisco molto il freddo e quella mia seduta nell'acqua ghiacciata l'ho accolta come fosse calda. Avevo gli orifizi in fiamme, da quanto me li avevano abusati. Dopo un po’ che ero lì, mi son sfiorata per lavarmi e mi son resa conto di avere i buchetti aperti, quasi avessi inserito un dilatatore. Ho passato due giorni, durante i quali ho inventato dei problemi con mio marito per non scopare con lui; dovevo riprendermi perché sapevo che non era finita. La sera del venerdì, mi ha portato di nuovo alla casetta ed abbiamo fatto una bella scopata solo noi due. Ero felice perché pensavo che tutto si fosse appianato, ma lui, dopo aver goduto, mi ha dato un ordine secco e preciso.

«Siediti sul divano, troia! Adesso ti prendi la seconda lezione!»

Dopo un po’ sono arrivati tre tipi giovani, sui trent'anni, abbastanza rozzi: forse dei contadini, tra l'altro anche sporchi. Lui li ha salutati all’entrata e uno ha chiesto subito dove fosse la puttana. Da quel momento mi hanno trattato come una puttana, anche perché lui ha preteso che mi pagassero prima, proprio come si fa con le puttane: venticinque euro a testa! Loro avrebbero voluto darmene cinquanta, ma lui non ha voluto.

«Non vale tanto questa sgualdrina! È una puttana sfondata di poco valore, ma che vi deve far divertire molto!»

Nelle prime due ore, mi hanno fatto di tutto e di più. Dopo una doppia nel culo, in cui ho goduto tanto, ad un tratto papà ha preso due cuscini e me li ha fatti mettere sotto al culo, per terra sul tappeto.

«Ma io voglio il letto...»

La sua risposta è stata categorica!

«Le sgualdrine come te non meritano un letto!»

Cosi sistemata, mi chiavavano a turno tutti e tre. Chi non mi scopava, si sedeva sulla mia faccia: palle in bocca o culo da leccare. Due erano solo sudati, ma uno veramente sporco, mentre l’altro mi torturava le tette e si scambiavano di posto in assoluta libertà di sborrare come e dove volevano loro. Dopo una pausa, mio padre mi ha fatto alzare. C'era un tavolino da due posti nella stanza; mi ha fatto mettere a pecora e mi ha legato le caviglie alle gambe del tavolo, obbligandomi a cosce aperte. Io, sfinita, l'ho implorato:

«Basta?»

Lui mi ha risposto molto duramente.

«Sei solo all’inizio, sgualdrina! Adesso occupatevi del culo della signora!»

Hanno ripreso a divertirsi con me. Mi hanno anche fatto una cosa che non avevo mai fatto: uno dei tre, che aveva le braccia da agricoltore, mi ha fistato, credo, fin oltre il polso. Giuro che temevo mi sfilasse le budella con le mani. Il maiale di mio padre, ad un certo punto, lo ha fatto togliere ed è entrato lui con il pugno chiuso.

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