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Moglie sfondata per 20 euro
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Racconto14 min di lettura

Moglie sfondata per 20 euro

Sono sposata e tradisco mio marito regolarmente, lui stesso che mi fa scopare dai suoi amici o da dei stalloni che lui mi procura.

pennabianca
1 anno fa · 2.5k letture · 0

«Ora, troia, ti cagherai addosso per una settimana e ti toccherà andare in giro con pannolini per incontinenti, come i vecchi!»

Io pensavo di morire da un momento all’altro, però, nel contempo godevo come una cagna. Alla fine, sono svenuta. Mio padre mi ha preso in braccio e mi ha portato sotto la doccia fredda e, quando mi son ripresa, lui mi ha preso per i capelli e messa in ginocchio. Lì c’è una vasca grande di quelle ad angolo. Io ero in mezzo a tutti e quattro, che mi hanno pisciato addosso, e devo dire che, sebbene ogni tanto ho rischiato di soffocare, ho goduto come una matta. La cosa sconvolgente era che questi pensavano di essere con una puttana vera, perché gli hanno detto la vogliamo ancora, perché in strada costano di più.

«State tranquilli; questa per sei mesi ve la do almeno due volte al mese e ci metteremo d’accordo sul prezzo. Se poi venite regolarmente, vi faccio lo sconto.»

Cioè gli cedeva sua figlia a venti euro a notte. Alla fine, se ne sono andati. Ero distrutta. Mi son fatta una rapida doccia e poi, in macchina, durante il ritorno, io non parlavo e lui ha precisato che questa era la seconda lezione.

«Non approfittare mai più di una mia malattia, perché la prossima volta ti vendo agli albanesi, affinché ti mettano ogni sera in strada, brutta puttana! E non credere che sia finita qui!»

Io che cercavo conforto, ho ottenuto solo questo. Ammetto però che ho goduto come una vacca, comunque non credo che sia finita così: del resto non è stato solo negativo. Credo che a vedermi godere per lui, ci sia rimasto male; non erano questi i suoi piani. Poi, però, due giorni dopo, ho capito cosa l’ha fatto incazzare così tanto. Mi ha chiamato in ufficio, mi ha dato quattro fogli intestati da un investigatore con i miei movimenti nei giorni in cui lui era all’ospedale. Ti credo che era incazzato come una bestia! Ci sono, in dodici giorni, sette fermate in campagna, fra pomeriggi e sere. Ci sono tre foto che ritraggono me che salgo a casa di Edoardo, uno dei miei bull segreti, in tre mattine diverse. Due volte il volto di Silvano, altro bull storico, ripreso dalle telecamere sul retro di casa. A vedere quei documenti ho pensato: ma quanto sono troia?

Poi mi è arrivata la terza lezione. Il mercoledì sera, siamo partiti. Mi ha fatto indossare un body, reggicalze e tacchi alti, con sopra un trench e basta. Appena cambiata, lui ha fermato l’auto e mi ha fatto inginocchiare; me lo ha messo davanti alla faccia e io l’ho succhiato. Il tempo di bere il suo seme che sono arrivati due con una macchina di grossa cilindrata e lui mi ha dato a loro. Abbiamo percorso l’autostrada, con i due che si alternavano alla guida, per scoparmi sul sedile posteriore. Mi hanno portato in un parcheggio per camion. Mi hanno fatto scendere e mi hanno fatto battere per un’ora.

«Chiedi 100 euro e noi saremo qui a controllare che tutto vada bene.»

Sono scesa e c’erano altre due come me. In quel momento ho pensato: cazzo, forse questo era il parcheggio per la punizione delle mogli troie? Una piangeva, mentre l’altra invece sembrava più tranquilla. Si era già formata una fila di auto e camionisti a piedi. Appena fuori dell'auto, una macchina arriva e mi carica subito. La macchina con i miei papponi segue e questo va in fondo al parcheggio. Bel tipo elegante. Mi ha scopato con preservativo e mi ha chiesto poi di poter venire in bocca; io ho accettato senza batter ciglio. Scesa da quell'auto, sono stata subito caricata da un’altra. Tipo grasso, un po’ rozzo. Ha voluto solo un pompino. Un po’ sporco e agitato è venuto appena mi ha toccato il culo e le gambe. Poi mi ha riportato lì e subito un’altra macchina mi ha caricato. In fondo, dove ci fermavamo, c’erano dei camionisti che aspettavano e guardavano. Il tipo ha aperto la porta mentre glielo succhiavo, stando inginocchiata sul mio sedile e lui alla guida. Quindi i camionisti hanno approfittato per mettermi le mani su culo, gambe e figa. Poi mi hanno presa così in due, mentre spompinavo. Questo è durato di più. Arriva la vettura dei miei papponi ed il tipo paga, ed io scendo. Mi prendono su e mi portano in fondo al parcheggio, dove non c’era nessuno. C’era mio padre con la sua macchina. Scendono tutti ed io rimango dentro con il vetro aperto.

«Allora? Com’è andata questa puttana?»

Uno dei due gli risponde che ho guadagnato 500 euro.

«Ok, sono vostri, ma la scopate davanti a me.»

Loro erano tre, quindi si spostano e lui ci segue. Io guardo e lo imploro.

«Ma non basta quello che ho fatto finora?»

Il tizio mi guarda e risponde per lui.

«Lui è il cliente e noi facciamo quello che vuole lui!»

Mi hanno portato in un motel a ore, di quelli dove si parcheggia direttamente davanti alla camera e, appena entrati, è arrivato anche il mio aguzzino. Si è seduto su una poltrona e loro hanno iniziato. Lui li incitava dandomi della troia e loro, ovviamente, lo hanno fatto. Io, tutto sommato non avevo male e, quindi, per ripicca, facevo finta di godere per fargli rabbia, ma comunque ogni tanto godevo per davvero.

Il tutto è durato una mezzoretta. Loro si son scaricati tutti su di me e poi mi hanno messo sul comodino trecento euro. Papà si è alzato, ha preso i trecento euro e glieli ha ridati, aggiungendo a quelli, altri venti euro.

«È una puttana: non merita di più!»

Usciti loro, mi sono rivestita e lui mi ha portato a casa.

Sono diventata il suo giocattolo. Mi usa a suo piacimento e, per quanto questo possa umiliarmi, non ne posso far a meno. Lo amo e, senza di lui, senza le sue perversioni, le umiliazioni che mi infligge, io non sarei nulla e per questo spero che escogiti una nuova punizione.

Al solo pensiero mi bagno come una fontana

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pennabianca

Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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