Mi chiamo Sara, ho 40 anni e sono una imprenditrice. Sono sposata e tradisco mio marito regolarmente, anche se, a volte, è lui stesso che mi fa scopare dai suoi amici o da dei stalloni che lui mi procura. Ama molto vedermi alle prese con altri cazzi. Io, però, amo molto anche cornificalo a sua insaputa, perché questa cosa mi eccita di più. Ma ciò che però mi sconvolge è la relazione che ho con mio padre. Lui è il mio padrone in assoluto. Lo amo e desidero sempre esser sua: mi lascio fare di tutto da lui. Gli ho anche permesso di ingravidarmi ed ho messo al mondo due gemelli, un maschio ed una femmina. Forse vi sembrerà stano, ma sono anche sposata in segreto con lui. questo per precisare il profondo legame che c’è fra noi due; perfino con mia madre non si sente cosi legato. In un precedente racconto, dal titolo "Una settimana di vacanza con sole, mare e... tanti cazzi", ho raccontato un momento di libertà che mi son presa da lui, mentre era ricoverato in clinica. Al rientro da quella vacanza e relativa ripresa del lavoro, lui mi ha subito convocato in ufficio. Alle sette ero in ufficio con Stefano mio padre. Ci siamo coccolati. Poi lui ha iniziato a toccarmi, riducendomi subito in un lago. Gliel'ho tirato fuori da pantaloni, aveva il cazzo duro come una volta. Senza tante menate, gliel'ho ammirato, stando in ginocchio, e leccato a lungo, per poi cavalcarlo. Abbiamo goduto come due ragazzini. Poi mi ha detto che gli piacerebbe vedermi, una sera, scopare e, se mi va, organizzerebbe un incontro nella nostra casetta, un luogo segreto dove io e lui andiamo a scopare in santa pace. È la nostra alcova, il luogo in cui lui mi fa provare tante esperienze, sempre diverse. Ci siamo organizzati, siamo partiti alle 19:00. Siamo andati in un ristorante a mangiare io e lui; abbiamo chiacchierato amabilmente. Dopo cena, siamo andati alla casetta, ci siamo coccolati e scopato bene per un po’. Poi mi ha chiesto se mi andava farmi vedere da lui mentre godevo con altri maschi.
«Per vederti di nuovo sorridere, sono disposta a far tutto ciò che vuoi.»
Lui ha sorriso e, mentre ci stavamo godendo una pausa, ha inviato alcuni messaggi; siamo rimasti ancora un po’ a divagarci, anche perché lui si era fatto una puntura di viagra ed aveva un cazzo mastodontico. Un dettaglio che non ho specificato è che lui ha una verga non umana: un cazzo di 28 cm di lunghezza e 12 di circonferenza! Non è umano! È un cavallo! È per questo che, alla sua età 65 anni, per farlo diventar duro, si fa delle iniezioni di viagra e questo lo trasforma in un mostro! Dopo un po’, sono arrivati due maschi sui trent’anni, già conosciuti e frequentati varie volte insieme a lui. Sono due camionisti, nostri clienti, molto devoti e complici con lui. Io indossavo una vestaglietta e basta, lui si era rimesso i pantaloni. Dopo aver chiacchierato e bevuto un po’ di vino, servito da lui, io ero fra loro due sul divano. Hanno iniziato a mettermi le mani addosso, dappertutto e, ovviamente anch’io mi son messa a giocare con loro. Entrambi avevano due bei cazzi; li ho masturbati e succhiati a lungo con molto piacere, sempre sotto lo sguardo ammirato di mio padre. Dopo mi hanno scopata davanti a lui, sul divano, in piedi, sulla tavola, per venti minuti. Poi però ha voluto partecipare anche lui e, per questo, avevo i tre buchi sempre pieni, con i due che hanno sborrato tre volte nell’arco di due ore. Stefano, mio padre, alla fine, mi ha riempito la faccia con il suo secchio di sborra: è un cavallo anche in questo! Fin qui tutto nella norma. Son andata a pulirmi e, di nuovo, mi son seduta sul divano e, alla fine, lui mi ha preso per mano. Era felice, io un po’ sconvolta, ma i suoi occhi brillavano. Mi ha ringraziato. Io gli ho lasciato fare tutto quello che voleva. Dopo la prima scopata con i due tipi, lui, ancora seduto, mi ha detto di eccitarli e farglielo tornare duro ad entrambi. Era una cosa per niente difficile per me amante del cazzo e i due veri tori da monta. Allora lui si è messo ad impartire ordini e, ad un certo punto, ha ordinato loro di prendermi in doppia. Non hanno perso tempo; io mi son girata verso di lui e, sorridendo, ho un po’ ironizzato.
«Grazie, papà, per avermi dato il permesso di dare il culo ad altri!»
Lui mi ha guadare con occhi duri ed ha dato nuovi ordini ai due.
«Sta zitta, troia! Inculatela assieme! Una bella doppia nel culo e, quando state per venire, ditemelo!»
Io ci ho scherzato ancora un po', senza rendermi conto che adesso in lui si era liberata una certa forma di sadismo. I due stalloni mi hanno scopato il culo in doppia, bene ed a lungo, facendomi anche godere molto; sono così troia che, a prenderlo nel culo mi fa impazzire, se poi è in doppia, ancor più! Essi, dopo avermi sbudellato alla grande, erano pronti a godere. Lui si è messo dietro di me, che ero in ginocchio per terra, ha afferrato la mia testa ed ha fatto in modo da farmi avere i due cazzi davanti alla faccia.
«Adesso riempitela assieme, questa troia!»
Mi reggeva la testa e mi obbligava a tenere la bocca aperta, dandomi della troia. Io sentivo il clitoride che fremeva e godevo come una matta. Non sentivo neanche male all’ano, per quanto quel gioco mi stava travolgendo. Una delle cose che mi ha fatto sballare di brutto, è stato il pensiero che stavo mettendo le corna a mio marito con mio padre e subire le porcate di lui, durante quelle che lui definisce “riunioni di lavoro”. Ho goduto come un'autentica maiala. A quel punto, i due si son rivestiti e lui ha fatto una cosa che mi ha davvero sconvolto: mentre ero distrutta, sfatta e piena di sperma, ha tirato fuori il portafogli e li ha pagati!
«Ecco qui, venti euro a testa. È una sgualdrina così sfasciata e sfondata, quindi è troppo facile farla sbrodolare e non meritate di più. Non avete dovuto faticare molto per farla godere!»
Li ha pagati facendomi vedere bene i venti euro. Loro se ne sono andati e lui mi ha detto di rivestirmi, che ce ne saremmo andati. Ero sconvolta. Distrutta e psicologicamente sconvolta. Mi aveva ceduto a quelli per venti sporchi euro? Peggio di una puttana da strada, magari nera! Non ho avuto la forza di replicare.
