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Tale padre, tale figlio.
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Tale padre, tale figlio.

una nuora trascurata fa scoprire un inganno avvenuto tanto tempo prima.

pennabianca
1 anno fa · 2.655 parole · 12 min
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Un attimo dopo, ero nudo, ci siamo sdraiati sul letto ed abbiamo iniziato un meraviglioso 69. Ha preso a succhiarmi il cazzo in una maniera bellissima: lo leccava e ricopriva di saliva, poi, se lo infilava giù tutto nella gola, fin in fondo. Mi son reso conto di avere una nuora che era un'esperta bocchinara! Naturalmente le ho ricambiato il piacere, facendo scorrere ripetutamente la mia lingua tra le pieghe della sua vagina e martellando e succhiando con vigore il suo clitoride, alquanto pronunciato, che sporgeva come un piccolo cazzetto da quelle sue labbra: era simile ad una pesca succosa. Ha avuto un orgasmo sconvolgente, che mi ha urlato a bocca piena, mentre riempiva la mia di nettare dolcissimo, che ho raccolto ed ingoiato fino all'ultima stilla. L'ho lasciata godere ancora un po', poi mi son rigirato e mi son posizionato tra le sue cosce ben aperte e, dopo aver appoggiato la punta della verga sul suo spacco, completamente fradicio, con un solo affondo gliel'ho affondata tutta dentro. Lei ha avuto un sussulto e mi ha guardato a bocca aperta. «Accidenti, che mazza che hai! Mi sfondi! Sì, la voglio, ma… dai, fa piano... mi stai aprendo tutta. Mi spacchi la fica. Cazzo mi sembra di perdere adesso la verginità! Dai, fottimi... fottimi, toro meraviglioso! Dai, che hai trovato la tua puttanella; da oggi in poi, solo il tuo cazzo mi farà godere! Scopami fortissimo! Dai che …oddio: già vengo! Pazzesco! Mi fai già godere?» Ho preso a pomparla con un ritmo molto sostenuto e lei ha iniziato a godere di continuo. Poi l’ho mesa di lato, le ho infilato la bestia da dietro e, mentre la chiavavo, con una mano, le massaggiavo il clitoride e con l’altra le torturavo i capezzoli. Ha avuto altri due orgasmi sconvolgenti. «Vengo! Sei un meraviglioso stallone! Mi fai godere! Vengo! Ancora, non ti fermare che… oddio, già vengo?» Ero anch’io molto contento. Da tempo non scopavo con una puttanella giovane; avevo della carne fresca e tenera, che si squagliava sotto i miei colpi, sempre più profondi e scomposti. La stavo devastando senza nessun riguardo. L’ho pompata ancora per diversi minuti e lei ha goduto di nuovo, poi, mi son scaricato dentro di lei, schizzando tutto il mio sperma in quella fica goduriosa.

«Piccola troietta, sto sborrando! Lo senti come te la farcisco? Senti il mio seme che ti inonda?» Ha serrato le gambe dietro di me, mentre godeva ancora. «Sì, ti sento! Oddio, che bello! Sei bollente! Dai, ancora, riempimi tutta! Schizzami dentro tutto il tuo seme. Vengo! Pazzesco! Non ho mai goduto così tanto in vita mia!» Mi son svuotato, rimanendo abbracciati; poi il sonno ci ha sorpresi. Stranamente non abbiamo dormito molto. Poche ore dopo, mi son svegliato perché provavo un piacere immenso nel sentire la sua bocca succhiare il mio cazzo, che stava già diventando di nuovo duro. Ho aperto gli occhi e le ho sorriso. «Buongiorno, adorabile puttanella! Sembri molto affamata, questa mattina!» Lei si è sfilata il mio cazzo dalla bocca e mi ha sorriso. «Buongiorno, magnifico stallone! Certo che sono affamata: ho a disposizione un bel cazzone come il tuo? Su, dammelo ancora. Scopami ancora forte. Lo vorrei anche nel culo, ma temo sia un po' troppo grosso per il mio buchetto.» Subito dopo è salita su di me e si è impalata sulla mia verga. Ha preso ad oscillare su e giù, iniziando ben presto a godere, ancora molto intensamente. Ha avuto due orgasmi in rapida successione, mentre io le impastavo i seni e le torturavo i capezzoli. Dopo il secondo orgasmo, l'ho messa di nuovo sotto di me. L'ho girata di lato e, sollevato una gamba, ho iniziato un po' a scoparla da dietro, poi, quando il mio membro era ben lubrificato dai suoi stessi umori, mi son sfilato ed ho appoggiato la punta al suo culetto. Si è girata e.… mi ha pregato di far piano. «Va bene, proviamoci! Però ti prego, fa piano!» Ho iniziato a spingere lentamente, lasciando che i suoi muscoli anali si allentassero lentamente e, con un po' di pazienza, le sono entrato per metà nel culo. Contemporaneamente la masturbavo davanti e questo ha, in qualche modo, alleviato il fastidio della mia intrusione. «Piano, che mi spacchi! Sei enorme! Quando mi incula tuo figlio, non sento questa sensazione di pienezza! Però mi piace, spingi! Spingilo dentro! Tutto, fin in fondo! Oddio, mi squarti!» Le sono arrivato tutto dentro. Poi ho cominciato a limare il tuo buchetto, facendo molta attenzione a non farle male e, ben presto, lei si è rilassata ed ha preso a godere anche con il culo.

«Fantastico, bellissimo, sconvolgente! Non ho mai goduto così tanto nel culo.» Ho continuato a pomparla per parecchio tempo, facendo sì che lei venisse altre due volte, poi mi ha pregato di uscire, perché cominciava ad avvertire un certo dolore. «Mi brucia un po'! Per favore, esci; mettimelo di nuovo davanti, che mi piaceva tantissimo. Non nascondo che mi è piaciuto tanto anche nel culo, ma sei troppo grosso!» Ho ripreso a scoparla davanti e lei ha iniziato a godere ancora in continuazione. Poi l'ho fatta inginocchiare a pecora davanti a me e, mentre la tenevo per i fianchi, ho preso a chiavarla da dietro: lei ha urlato ancora di piacere. «Mi stai sfondando. Sei un toro meraviglioso: mi hai trasformato in una vacca; sì, Lucio, sono la tua vacca, VENGO!» Ero al limite anch'io, così le ho lasciato il tempo di godere ancora e poi mi son svuotato dentro di lei, schizzando in profondità tutta la mia crema. È stata una bella sborrata lunga e completa, che mi ha svuotato completamente. Dopo di che, abbiamo fatto una doccia veloce e siam tornati a casa; nessuno si era accorto della nostra assenza. Circa due settimane dopo, per le feste di Natale, è rientrato mio figlio. Li ho visti molto felici e contenti, e tra noi due nulla ha fatto immaginare quello che era successo. C'era stato come un tacito accordo, che entrambi abbiamo rispettato. Né una parola, né un gesto, hanno tradito il nostro comportamento, certamente riprovevole. Dopo un mese, a fine gennaio, mia nuora ci comunicò di esser incinta e che saremmo diventati nonni. In un momento, eravamo soli e lei mi ha sorriso e ringraziato. «Grazie, Lucio! Quella notte mi hai farcito a dovere! Ero nei giorni fecondi ed ero certa che mi avresti ingravidato, ma non mi son creata problemi, anzi ne sono stata più che contenta. Adesso, però, voglio ancora scopare con te in tutte le occasioni che ci capiteranno: d’accordo?» Certo che ero d’accordo. Adesso capivo l’interesse di mio padre per Luigi e mia moglie. Bene eravamo pari e ne ero contentissimo.

 

Fine
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Scritto da
pennabianca
Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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