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Erotika
Infedeltà - 1
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Racconto20 min di lettura

Infedeltà - 1

Una moglie insaziabile sposa il giusto cornuto per poter trovare il tempo e le soddisfazioni adatte alla sua infedeltà.

pennabianca
2 anni fa · 710 letture · 0

«Siete in viaggio di nozze?»Ho annuito con il capo.«E lui si ubriaca con una moglie bella come te? Io ti avrei scopato per tutta la notte!»

Lo guardo e gli chiedo:«Lo faresti per davvero?»Non mi risponde. Mi prende per mano e, usciti dalla nostra camera, mi infila dentro la porta dell’altra camera davanti alla nostra. Ci avviciniamo al letto e, sia io che lui ci siamo spogliati in un baleno. Mi fa distendere sul letto e, messa a 69, mi tira su di lui. Sento subito la sua lingua infilarsi fra le pieghe della fica. Mi trovo davanti un bel cazzone lungo e grosso che comincio a succhiare, sentendolo crescere ancor di più. Lui mi lecca divinamente, mi passa la lingua dal clitoride al buco del culo. Mi sconvolge. Devo venire e subito gli scarico in bocca il primo di una lunga serie di orgasmi. Non contento gli sento succhiare i miei abbondanti succhi, che sgorgano copiosi dalla mia fica in fiamme. Mi succhia ed io godo di nuovo; più chiavo e più lo desidero.«Scopami, ti voglio!»Lui non si fa pregare. Mette un cuscino sotto la schiena e si posizione fra le mie cosce. Sento la punta del glande, appoggiarsi fra le labbra, mi apro il più possibile, lo voglio, ma lui indugia: io sto quasi raggiungendo il delirio.Porto le gambe in alto, dietro la sua schiena e mi aggrappo a lui, cercando di infilarmi dentro quel palo. Lui inizia ad entrare dentro di me, con una lentezza esasperante. Contemporaneamente sento il cazzo scorrere lungo le pareti della fica, che man mano si dilata per permettergli di entrare; lo fa molto lentamente e sembra non finire mai, da quanto lo sento lungo. Lui ha appena finito di piantarmisi dentro, che già vengo. Sento tendersi ogni muscolo del mio corpo. Godo.«Sì, … vengo! Sì, adesso!»Mi lascia il tempo di gustarmi l’orgasmo e subito dopo incomincia a pomparmi. Si muove con un ritmo marcato, non troppo veloce me neanche piano e, soprattutto, continuo. Mi manda via di testa, mi sconvolge, perdo il conto di quante volte vengo. Poi, ad un tratto, gli sento aumentare il pompaggio e, poco dopo, mi inonda la fica con caldi getti di sborra. Io lo sfilo da dentro, mi rigiro ed accolgo, sia in viso che in bocca, le ultime due bordate di sperma. Non ancora sazia, lo riprendo in bocca e comincio a succhiarlo, come un’ossessa. Lui mi mette due dita nella fica, da cui cola la sua sborra; raccoglie un po’ di quel liquido e lo porta verso il buchetto posteriore.Mi sorride e chiede: «Sei aperta, qui?»

Annuisco. Lui insiste nel lubrificare il proprio arnese. Mi rendo conto che fra poco avrò quel meraviglioso palo nel culo e, al solo pensarlo, mi bagno ancor di più. Mi rigira, si posiziona dietro di me. Siamo distesi di lato, lui insinua la cappella dentro il buco, che si dilata subito, mi lascia qualche secondo che a me sembrano eterni, mi spingo indietro, lo voglio e lui mi spinge tutto il cazzo dentro. Con la mano mi tocca davanti, resta fermo per un po’, poi si scatena. Mi pompa con forza ed io godo senza ritegno.«Sì, dai, che meraviglia! Vengo!»M’incula da vero esperto, limando il buchetto con forza. Mi abbandono al piacere. Poi dopo l’ennesimo orgasmo, lo prego di venire, voglio sentire la sua sborra che mi riempie il culo.«Sì, dai, vieni, riempimi il culo!»Lui aumenta e schizza.«Eccomi, ti sborro nel culo!»Restiamo per un po’ abbracciati.«Credo che tu sia una femmina stupenda: sei nata per il sesso e farai la felicità, oltre che di te stessa, di quanti vorranno goderti. Sei pronta a godere ogni volta che se ne presenti l’occasione: sei una gran troia.»Prendo quelle parole come la più grande lusinga. Mi alzo, prendo i miei vestiti e, nuda, rientro in camera mia. Faccio una doccia e vado a letto. Al mattino, mi sveglia mio marito. Gli sento mettere le mani fra le mie gambe, vuole scopare ed io lo accolgo dentro di me. Lui si scatena velocemente, senza rendersi neanche conto che sono più aperta e, quasi subito, viene; mi copre di baci, lo lascio fare e lo assecondo. Usciamo in giro per la città e, verso sera, quando decidiamo di tornare in albergo, ci fermiamo in un bar: ho bisogno di servirmi della toilette. Lo lascio al banco ed ordina due aperitivi. Quando torno, parlava di vini con due ragazzi. Lui mi presenta a quelli che sono Nicola e Franco, due pugliesi che si trovano a Venezia per un corso di non so cosa. Mentre si parla, Nicola mi scruta ed avverto che mi sta spogliando con quegli occhi da marpione. Tra un brindisi e l’altro, ci invitano a casa loro posta lì vicino, per mangiare qualcosa e continuare a parlar di vini. Sono convinti che i migliori vini del mondo siano quelli della loro terra. Così ci incamminiamo verso casa e mi rendo conto che quei due hanno in mente qualche cosa di particolare. Giunti al loro appartamento, aprono una bottiglia di vino, rosso, fortissimo. Io fingo di bere e lo verso dentro il lavandino della cucina, mente mio marito lo beve tutto d’un fiato. Ho capito subito che vogliono ubriacarlo. Mi sono simpatici e mi piacciono, quindi li assecondo nella realizzazione del loro piano. Dopo alcuni brindisi, lui è completamente partito, quindi si è addormentato, appoggiato al tavolo.

Gli rivolgo uno sguardo interrogativo come a dire: “Ed ora?”. Essi mi dicono che hanno una cameretta dove metterlo a dormire e subito vi provvediamo. Appena chiusa la porta della cameretta, io mi avvicino ad essi e sento i loro bozzi che denotano una forte eccitazione. Io? Non sono da meno. M’inginocchio davanti a loro, che aprono i pantaloni tirando fuori due cazzi veramente consistenti, lunghi e grossi. Li prendo in bocca alternandoli e poi ci mettiamo tutti nudi sul grande letto matrimoniale di quella camera. Mi toccano, leccano, succhiano e poi m’infilano i loro meravigliosi cazzi dappertutto. Godo come una vacca, mi lascio scopare con forza e vengo a ripetizione. Dopo aver goduto abbastanza, li prego di accompagnarmi in albergo, assieme a mio marito. Mi aiutano. Quando sto per lasciarli, mi chiedono di rivederci la sera dopo. Alcuni loro amici danno una festa speciale, ma, ovviamente, senza il mio lui.«Se fosse necessario, lo possiamo portare a casa nostra e lo facciamo bere di nuovo.»Ci rifletto un momento e rispondo che ho un’altra idea. Se va tutto come penso, ci vediamo nel bar vicino all’albergo, alle venti e trenta. Entro nell’albergo e il portiere di notte, lo stesso della sera prima, mi sorride, capisce tutto e mi aiuta con l’ascensore, poi mi augura la buona notte. Io lo metto a letto, mi faccio una doccia e mi metto a dormire. L’indomani lui si sveglia, mi vuole scopare, io mi giro e gli offro il culo, lui ne gode di più e, contento, mi infila il cazzo dentro, pochi minuti dopo è tutto finito. Passiamo tutto il giorno in giro per le isole. A pranzo, gli proibisco di toccare un solo goccio di vino. Quando decidiamo di tornare in l’albergo, facendo finta di sbagliar strada, passo davanti ad un negozio che avevo visto il giorno prima. Un’enoteca e, in vetrina, era esposta una bottiglia di grappa dal nome che è tutto un programma: “GRAPPA BOCCHINO”. Gliela faccio notare conscia di quanto gli piaccia la grappa, per aver fatto il militare in Friuli. Lo invoglio a comperare una bottiglia, prendendola a ridere sul nome. Lui ne compera tre. Tornati in albergo, io gli dico che non mi sembra il caso di regalarla: tanto sarà uno schifo, la venderanno solo per il doppio senso che ingenera quel nome. Lui ne apre una bottiglia, me ne versa un po’, ma, per lui, mezzo bicchiere. Lo beve tutto d’un fiato ed io fingo di assaggiarla.«Ma fa schifo: hai visto che è come ti dicevo io?»Lui, ovviamente, mi risponde che non ne capisco nulla e se ne versa ancora un altro mezzo bicchiere. Mi è chiaro che lui non regge la grappa ancor più del vino ed io conto proprio su questo. Mi spoglio per fare una doccia. Lui si siede sulla poltrona e continua a sorseggiare il liquore, mentre io vado in bagno. Lascio la porta semi aperta e vedo che ne beve ancora, mi faccio la doccia velocemente e, quando esco, lui è già partito. A fatica riesco a metterlo a letto, non prima di avergli fatto bere ancora un goccio, fingendo di essere ubriaca come lui. Poi indosso una mini, le mie inseparabili autoreggenti, tacchi alti, una camicia ed una giacca che arriva appena a coprire il culo, niente intimo, tanto, da quello che ho capito, non mi servirà e vado al bar a trovare i miei amici. Essi nel vedermi sola, mi fanno i complimenti. 

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