È un locale molto esclusivo, entrando vediamo solo tre tavoli occupati: nel primo ci sono tre uomini, che mi divorano con lo sguardo, nel secondo due donne, una più giovane e l’altra le sta elargendo carezze sul volto. Il terzo è occupato da una coppia che, dall’aspetto, direi che stanno velatamente litigando. Ci sediamo di lato, un po’ in disparte e, fatte le ordinazioni, io gli sorrido e parto all’attacco.«Ne è passato di tempo, vero? Allora: come te la passi? Sei sposato? Figli?»Lui mi risponde pacatamente: sposato, un figlio, se la passa bene, e mi rivolta la domanda: “tu?”Resto sul vago, risposte banali, semplici, che non stemperano il sottile disagio che serpeggia fra noi.GiorgioLa vedo arrivare, bellissima. Mi fa salire sulla sua auto, mentre guida sicura, le si apre un po’ la gonna, mostrando il pizzo delle calze. Mi giro verso il finestrino. Che faccio? Amo mia moglie, perciò che ci faccio ora qui? Ho mille dubbi, mille domande, ma nessuno dei due parla. Entriamo nel ristorante, c’è poca gente, solo da un tavolo, con tre uomini, ci perviene una interessata occhiata. Lei mi guarda quasi con nonchalance, come me ordina del cibo quasi meccanicamente, ma è palese il desiderio di parlare più che mangiare. Arrivano le pietanze, mi fa due semplici domande, molto banali, scontate, replico, ma ottengo, le stesse risposte. Mangiamo un po’ con scarsa convinzione, la guardo dritta negli occhi.«Andiamocene.»Lei mi guarda, senza aggiungere altro, si alza, insieme ci dirigiamo fuori, entriamo in auto, nessuno dei due parla. Mi giro, la bacio con impeto, con furore. Come se il tempo, avesse ripreso a scorrere dopo tanto che si era fermato, lei risponde al bacio, spingendo con forza la sua lingua dentro la mia bocca. Limoniamo un poco, poi la guardo e le dico che la voglio. Non risponde, mette in moto e, in assoluto silenzio, si dirige verso casa sua. Una bella costruzione, con annesso garage, che lei apre e vi entra con la vettura. Da un corridoio, accediamo direttamente in casa. Appena dentro la stringo a me, la voglio. Lei mi spoglia con molta impazienza, nudi ci adagiamo sul suo letto matrimoniale, mi stringe a sé. La bacio, inizio dal viso, scendo lentamente giù fino al suo ventre, ne sento il profumo, il desiderio, lei si gira, con destrezza prende il mio cazzo tutto in bocca. Geme, succhia come una furia scatenata. Mi reclama dentro di sé.«Dai, non tirarla per le lunghe… Ti voglio! Prendimi.»Mi rigiro, mi distendo sopra di lei, che apre le gambe per ricevermi al meglio.
Appoggio la cappella fra le pieghe della sua bollente e succosa ostrica, che non aspetta altro che di essere penetrata, ma io indugio e lei mi supplica.«Dai… scopami… ti voglio!»Con un colpo deciso affondo tutto in lei. Spalanca la bocca per parlare, ma le parole le si spengono in gola.Lo sento scivolare dentro, fin quando non sbatto in fondo. Lei trema, scossa da un improvviso orgasmo. Mi guarda stupita, per quanto son riuscito a farla godere velocemente. Accidenti! Appena messo dentro, le ho fatto subito raggiungere un orgasmo. Si scuote in preda al piacere. Mi fermo immobile, le lascio assaporare il suo piacere, poi lentamente mi muovo e comincio a pomparla come si deve. Lei gode a ripetizione. Mi spinge di lato, sale su di me. Si impala sul mio cazzo, sollevo le gambe e la pompo dal basso, con impeto e passione. È una cavalcata tremenda, bellissima. Si scuote, sbatte la testa come in trance, mentre gode a raffica. Sfinita, si distende su di me. Reclama il mio piacere.«Voglio il tuo piacere. Sborrami dentro, lo voglio! Mi fai venire ancora?! Dai, vieni anche tu.»La metto di lato e la scopo con ancora più forza, fin quando sono all’apice del piacere e schizzo dentro di lei. Mi svuoto con getti potenti, che lei sente ed apprezza. Sfiniti, con il fiato corto, la bacio. Lei piange e mi chiede scusa per tutto quello che mi ha fatto. Mi spiega il perché se ne era andata. L’ascolto in silenzio, mi alzo, mi rivesto. Sono incazzato. Lei mi viene vicino.«Comprendo il tuo risentimento. Sono certa che mi merito tutto il tuo disprezzo, ma vorrei chiederti di rifletter su tutta la vicenda. Son passati tanti anni, siamo cresciuti, adesso potremmo ancora passare dei momenti bellissimi insieme. Se per te, non son degna di tutto questo, se per te, merito il tuo disprezzo, ebbene ti capisco. Ora mi rivesto e ti riporto al tuo albergo.»
La guardo. Nuda è ancora bellissima, poi, con i capelli spettinati, il viso triste, e con l’aria di chi aspetta una sentenza che dà quasi per scontata, è da infarto. Sento il mio cuore battere prepotentemente per lei. Allargo le braccia, lei ci si infila dentro, è un attimo ed asciugo le sue lacrime con tanti baci.«Basta, hai ragione. Basta farci del male. Non so come faremo in futuro, ma adesso ti voglio, non lascerò che tu te ne vada ancora.»Sento prepotente la mia erezione crescere di nuovo. La metto sul letto, ricomincio a scoparla e lo faccio per tutta la notte. Solo all’alba, mi desta il suono del mio cellulare: è mia moglie. Le parlo, poi è lei che chiama suo marito. Entrambi abbiamo ascoltato in silenzio le conversazioni, che abbiamo avuto con i nostri rispettivi partner, ma nessuno dei due ha mostrato gelosie, o altro, mentre scambiavamo i classici “ti amo”, “baci”, ecc.Dopo di che mi son vestito, sono scivolato silenziosamente fuori casa, ho preso un taxi e son tornato in albergo.
Alle undici, puntuale, ero davanti al suo ufficio ed ho concluso un prezioso affare. Da allora, ogni due settimane vado da lei. Ci incontriamo di nascosto, è un momento che lei definisce “la sua parentesi del cuore” ed è quanto si concede con me, che, per ora, mi soddisfa ed appaga.Non abbiamo molte speranze per un futuro prossimo; al momento viviamo alla giornata; fra una parentesi e l’altra, ci sono le nostre rispettive vite.Per il momento va bene così.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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