La musica è alta e secondo me l'hanno messa perché pensano che io così non li riconoscerò. Lo chiedo con quello che mi tiene la mano che riconosco essere uno dei miei amici. Mi dice che si, così ho solo l'olfatto, ma sento invece molto bene. Il mio vicino dice che è da una vita che sognava di farmi il culo. Ne ho già un altro in bocca che viene letteralmente dopo dieci secondi. Poiché lo spinge fino in fondo mando giù tutto. Dice che è venuto ma non gli credono. Ribatto che si, è venuto. Riconosco anche lui ... collega di lavoro! In quella posizione ci rimango un po'. Vengo senza ritegno.
Mi fanno scendere, Cammino a quattro zampe sui tappeti. Mi sculacciano. Ne riconosco altri. Qualun altro mi dice come il vicino roma, che era da un pezzo che voleva fottermi. Gli dico che ora può farlo e lo ringrazio. Sai chi sono? Fico No. Ti scopo anche dopo, anche domani, sempre! Gli dico va bene, mi scappa da ridere. Mi mettono in ginocchio. I miei sette amici ci sono e ci parlo. Dico piano ad uno di loro che mi sembra che ci sia veramente tanta gente. Mi spiegano che con l'ultimo arrivato dei sette, che non è del paese, hanno deciso di spargere la voce anche in qualche paese vicino. In uno c'è una caserma, e una palestra nota in tutta la provincia. Sono allibita ma ormai sono in ballo si balla. In ginocchio mi sodomizzano uno via l'altro c'è l'ordine di non sporcare la modella quindi chi riesce arriva trafelato alla bocca. Sono una maschera di sperma. Le tette colano e ondeggiano vistosamente perché chi è dietro spinge forte. Sei stanca? No. Vuoi riposarti? Non rispondo. Mi sollevano.
Ora sono sul tappeto. Steso c'è un corpo su quale mi sistemo. Ha un bell'arnese. Lo chiamano Giovà, non lo conosco. Capisco comunque che è della palestra perché qualcuno lo dice. Un altro mi penetra dietro. Se durassero! Pensavo di averlo pensato e invece l'ho proprio detto! Mi rispondono che Giovà è inossidabile e gli altri si daranno il cambio tipo catena di montaggio, in bocca e sederino. È vero. Un'eterna doppia penetrazione con la bocca sempre piena. Ho orgasmi a catena. Urlo, grido si si si, ancora ancora ancora! Mi sembra di svenire ma non succede. Mi sembrava aver giocato un'oretta e invece spengono la musica. Uno dei miei amici mi dice che è l'alba. Non devo andare a lavorare dico, ma tengono famiglia mi rispondono. Stanno arrivando quelli della caserma che la famiglia ce l'hanno lontana. La stanza per ora è vuota. Tolgo la maschera. Molto disordine. Mi scappa la pipi. Quando ne ho avuto bisogno durante la "festa", l'ho dovuta fare davanti a tutti, non mi era mai accaduto. Mi ha fatto sentire come una che non ha proprio più nessun segreto.
Arrivano i soldati. I miei amici mi passano la maschera. Sorrido e non la metto. Insistono. Non voglio. C'è anche qualcuno del paese ... ho un attimo di perplessità poi chiedo, sono giovani? Si, allora niente mascherina. Mi dicono guarda che si bloccano, si imbarazzano. Tu hai il fatto il salto. Loro no. Temono che tu li riconosca. Ok. Mi rassegno. La metto. Entrano. Musica. Hanno molti arretrati, lo dicono subito. C'è gente che da un mese ... propongo di fare prima un giro di pompini. Si inizia.
Torno a casa che è pomeriggio tardi. Mi accompagnano due amici. Faccio la doccia, sto bene. Sono lievemente stanca. Non ho fame. Mi hanno nutrita abbondantemente loro. La macchina! È in centro. Devo andare a prenderla perché domattina mi serve. Sono le cinque e mezza di domenica pomeriggio e c'è il sole. Ecco il momento chiave. Ora uscirò e ... sono uscita. Jeans, maglietta e giubbino leggero. Il vicino mi vede. Mi saluta. Lui non sa che io so. Io so che lui sa. Sorride. Mi chiede come va. Rispondo benissimo! Tu? Anch'io. Ho passato una serata stupenda. Vuoi il caffè? Ora no! Sono sazia.
Sorride malizioso. Beh quando torni.
Ci penso! Ecco la gente ... mi sto avvicinando al centro. Ecco altri due che ho riconosciuti con la famiglia. Salutano. Sorridono. Di nuovo non sanno che so. Poi ecco altre persone che salutano. Ecco, di loro non saprei dire. Ogni saluto, ogni parola sono un'enigma e mi eccito di nuovo. Vicino alla macchina ci sono due dei miei amici. Sei contenta? Si. Lo rifaresti? Si ... lo hanno chiesto. Va bene. Meno male che non c'erano donne ... si meno male. Si avvicinano dei ragazzi uno mi chiede l'ora. Ha il telefono in mano. Non ha senso chiedermelo. Gli dico l'ora, mi sorride. Gli chiedo ci conosciamo? Mi dice di chi è figlio ma capisco che c'era. Salgo in macchina. Mi dai un passaggio? Rido e gli dico, così poi la gente dice guardala che carica i giovanotti! È imbronciato. Salgo più avanti. Dopo il fruttivendolo ... poi dice. Se saliamo in tre o quattro non pensano male! E gli ho detto va bene... poi in macchina, prima di caricare gli altri tre che erano più avanti, mi ha proprio detto che lui stanotte c'era, gli altri no, lo aveva raccontato ma non gli credevano quindi se per favore... perché ne andava della sua reputazione. Non sapevo dove andare. Lui mi ha detto andiamo da te. È buio ormai, hai i vetri scuri e scendiamo quando siamo dentro al garage.....
Sto vivendo una situazione strana, ho paura che crolli tutto, prima di tutto la mia reputazione. Ma non accade. Sono tutti gentilissimi con me. I ragazzi giovani non riescono a nascondere l'entusiasmo, spesso me li trovo di notte vicino a casa. Tirano i sassolini al vetro come gli innamorati. Meno male che dietro la casa c'è campagna. Il loro sano entusiasmo mi esplode ripetutamente in bocca e altrove ed è bello... non ha senso resistere.
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