Vai al contenuto
Erotika
Giorni di sesso, notti di fuoco
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto39 min di lettura

Giorni di sesso, notti di fuoco

Mi ha colpito molto questo affascinante crescendo di sesso condiviso, senza tabù e senza limiti... una vera maratona scopatoria.

Giovanna Esse
1 anno fa · 737 letture · 1

Per qualche minuto la stimolai così, vagina sfintere e clitoride contemporaneamente, aspettando quasi con devozione che esplodesse: dalla mia posizione dietro di lei (col cazzo ritto da farmi male proteso verso il suo culo) vidi il ventre tremare convulso ed agitarsi un poco; poi una marea di umori mi esplose sulle dita e scivolò verso il pavimento mentre Consuelo urlava tutto il piacere che stava scaricando. Continuai a tenerle la mano aperta tra culo e figa, dopo aver ritratto le dita, accompagnando l’orgasmo che si placava. Si alzò in piedi, mi abbracciò e la sua bocca tornò a mulinare nella mia mentre il mio cazzo si appoggiava quasi naturalmente tra le sue cosce, strofinando i peli della vulva: “vogliamo farlo così?” mi chiese “tutto quello che vuoi” risposi. Abbassò la mano fra i nostri corpi e abbrancò il cazzo; se lo strusciò più volte sulla figa, come se avesse ancora bisogno di eccitarsi; poi, senza mollare la presa, ruotò su se stessa facendo aderire la pelle di tutto il corpo alla mia, si sistemò il cazzo fra le chiappe, si chinò di nuovo sulla poltrona e appoggiò la cappella alla vulva, poi mollò la presa sul cazzo, spinse il culo indietro ed io fui dentro di lei, fino in fondo; per accrescere le sensazioni, allargai le natiche e spinsi il pube finché i peli del cazzo incontrarono quelli del culo e della figa e si mescolarono con gli umori vaginali copiosi. La afferrai per i larghi fianchi e cominciai il movimento avanti e indietro guardando con sensuale gusto la figa dilatata e il cazzo che la percorreva, le pieghette contratte del culo e le natiche rotonde che mi accarezzavano il ventre. Pompai così per un poco, lentamente e dolcemente: ogni tanto, mi giravo verso la vebcam e strizzavo un occhio o facevo un sberleffo; una volta, salutai anche con la manina. Sapevo che Maria stava a guardare e, stavolta, ero io che le dedicavo la scopata. Quando sentii che non avrei resistito ancora molto, chiesi a Consuelo “posso venire dentro?”; si ritrasse col corpo quasi spaventata e mi disse che, non prendeva la pillola e dentro non potevo e non dovevo venire; stavo chiedendomi come potevo risolvere, quando sentii la sua mano che afferrava il mio cazzo, lo sfilava dalla figa e lo spostava decisamente verso l’ano: “qui puoi” si limitò a dire. Ebbi un attimo di entusiasmo che si trasmise al cazzo e lo fece diventare, se possibile, ancora più grosso e duro; cominciai a penetrare dolcemente e lentamente: non avevamo neanche lubrificato un poco il forellino. Altro che forellino!; il cazzo penetrava che era un piacere vedere come andava dentro “sai, lo faccio spesso così perché è meno rischioso” mi disse la ragazza: che risponderle? Che ero felicissimo di questa sua abitudine? Mi pareva fin troppo chiaro.
Entrai letteralmente in un pane di burro, in una caverna di piacere accogliente e morbida, ancor più di quanto risultava l’esterno; affondai il cazzo fino alla radice e mi fermai, gustandomi la stretta dei muscoli anali intorno al cazzo, il calore delle natiche contro il ventre, il piacere delle mani che artigliavano le anche e, perché no, la coscienza che una spettatrice interessata ci stava ammirando. Purtroppo, con mio grande rammarico, non ressi a lungo: con alcuni colpi ben assestati, dopo i lunghi preliminari, la sborrata mi esplose incontenibile; sentii sei o sette schizzi spararsi nel suo intestino e irrorarla di piacere e di gioia, sentii le mie palle scaricare l’anima in un piacere infinito e sentii la ragazza urlare tutto il piacere di molti orgasmi consecutivi nel volgere degli attimi di una sborrata. Mi adagiai col ventre sul suo culo, la presi per le spalle e, senza staccarmi, la sollevai verso di me. Stemmo un poco, lei appoggiata culo e schiena al mio corpo, io afferrato alle sue tette, con la testa nell’incavo tra nuca e spalla. Lentamente sentii il cazzo perdere vigore e scivolare lentamente verso l’esterno; lei favorì la fuoruscita con leggere pressioni dell’intestino; poi con un sordo suono il cazzo fu fuori, mentre lei si precipitava a tamponare l’ano con un fazzolettino per evitare fuoruscite di sperma.
Il bagno microscopico consentiva a malapena una doccia arrabattata e la usammo solo per toglierci di dosso il grosso di sudore e di umori sessuali. Poi Consuelo mi disse che doveva scappare, perché aveva una lezione. Ma mi promise che ci saremmo ancora visti e che l’avremmo fatto ancora, perché le era piaciuto molto. Mi salutò sulla porta di casa con un bacio sulla punta del naso. Tornato al computer, riattivai il monitor e riaccesi il microfono: Maria era seduta sulla poltrona con le gambe oscenamente spalancate sui braccioli, e si pastrugnava violentemente la figa; le chiesi se le era piaciuto “moltissimo” disse lei e aggiunse che dovevo prometterle di farlo ancora; disse anche che aveva registrato il tutto (ormai era una mezza maga del computer) e che quando ci fossimo ritrovati avremmo dovuto riguardare insieme tutti i filmati, i miei e i suoi, che lei avrebbe conservato in cartella.

Dopo avermeli ovviamente mandati in visione. Non pensai neanche per un attimo a contraddirla. La salutai e spensi il computer.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
Giovanna Esse

Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]

Altri racconti di Giovanna Esse

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Perché mi faccio fare da mio figlio

    Oltre le righe e le regole della società. Non sta a me giudicare... ma solo informarvi dei fatti attraverso questa confidenza di una signora.

    7 mesi fa 6 min 1 mi piace
    Libro Molto eccitante 13 capitoli · in corso

    I sogni inconfessabili di mamma T.

    Una mamma calda e piena di desideri scopre che il suo ragazzo la desidera arrivando a masturbarsi pensando a lei, il rapporto ora è appeso a un filo tra amore filiale e desiderio carnale. Tutti i personaggi citati in questa relazione sono…

    3 giorni fa 62 min 5 mi piace
    Racconto Molto eccitante

    Il culetto chiuso di mia zia

    Questa confidenza, così spontanea ed eccitante mi ha colpita: vi ripropongo i sogni di Massimo diventati realtà... forse?

    1 anno fa 9 min 3 mi piace
    Pagina 4 di 4 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista