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Una sorellina insaziabile
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Racconto19 min di lettura

Una sorellina insaziabile

Una sorellina estremamente libera, forse ninfomane e le sue avventure... incluse quelle più trasgressivo col fratello.

Giovanna Esse
1 anno fa · 2.9k letture · 1

Lei fu felice di vedere che il cazzo continuava a restare duro. Vi si mise i salotto, la feci sedere su un tavolino basso di vetro, stesa di schiena tirò su se stessa le gambe con le cosce spalancate, dopo che mi ero posizionato su di lei, gli puntai la cappella tra le labbra e dolcemente iniziai a spingerlo in lei, lentamente e con un'unica avanzata. Assuntina, per tutta la durata della lunga e lenta penetrazione resto con la bocca e gli occhi spalancati, credo che facesse del suo meglio per non urlare poiché penetrandola sentivo che doveva essere abbastanza doloroso per una fighetta giovane come la sua. Gli toccai l'utero con la cappella mentre fuori ne restavano ancora diversi centimetri, reggendomi con le mani nel tavolino ai lati del suo corpo, mi piegati su di lei con il mio viso a poca distanza dal suo. “ era questo che volevi Sorellina, volevi essere scopata da me? “..” oh si, mio dio come mi sento pienahh, ho sempre saputo che avevi questa trave tra le gambe e sono anni che lo desideravo anche per me “. Presi a fare su e giù con il bacino chiavandola con intensità, mi piaceva troppo per poter resistere a lungo, mia sorella, intuendo che ero sul punto di esplodere, circondo' il mio bacino con le sue cosce così che ero incastrato dentro lei è fu in quella posizione che pisciai la mia sborra tutta nella sua pancia. Mentre ero in preda all'orgasmo anche lei venne tremando tutta e urlando dei lunghi siii di piacere.


Mentre ero in preda all'orgasmo anche lei venne tremando tutta e urlando dei lunghi siii di piacere.
Eravamo andati oltre qualunque genere di limiti, anche se sapevo che poteva verificarsi. Non mi ero opposto, non con convinzione almeno. I rapporti, con i miei familiari, non erano ma stati semplici, sempre conflitti e discussioni  andavo raccordo solo con i miei fratelli e sorelle, anche se non ero mai presente, era per loro che ritornavo in paese.
Ora che avevo fatto venire Assuntina a trascorrere qualche settimana da me, era stato per fargli vivere qualcosa al di fuori da quel mondo chiuso, anche se non prevedevo in maniera concreta che saremmo finiti ad accoppiarci con tanta passione. Avevo scoperto la natura zoccola di Assuntina che, anche se aveva poco più di 16 anni, pareva essere ben avviata per avere una vita sessuale molto, ma molto, attiva. 
In doccia, subito dopo che ci si era staccati da quella prima scopata intensa, esplorai il suo corpo delizioso in ogni parte, la insaponai tutta e mi presi cura di essere  io a lavarla e asciugarla. Una volta nel letto, ricominciai ad amare il suo corpo, baciai e leccai ogni centimetro della sua pelle, mentre lei aveva ripreso a raccontarmi delle sue esperienze, raccontandole con l'esatta cronologia.
“ fratellone, il problema delle voci che si sono create su di me, in gran parte sono dovute alla mia ingenuità, e in parte a persone che sono dei veri stronzi. Lo zio Antonio, non poteva scegliere posto peggiore per scoparmi, quella stradina di campagna, su quella collina, e un posto dove si appartano le persone che generalmente tradiscono i loro coniugi, questo poi l'ho scoperto dopo. Fatto sta che, dopo quella sera con lo zio. Il giorno dopo, mentre rientrato a casa dal mercato, nel portone del palazzo ho incontrato Enzo, l'amico di nostro padre, mi ha semplicemente detto. “ ciao Assuntina come va? Piaciuta la scopata co  tuo zio?” capirai la mia sorpresa. Mi guardava mangiandomi con gli occhi,, lui è molto più alto di me, mi osservava dall'alto verso il basso, in quel momento ero disarmata, non sapevo che dire o fare, e lui decise per entrambi, rientrò nel portone facendomi dirigere verso le scale che scendevano alle cantine. Eravamo entrati nella sua cantina. Mi fece segno di non parlare poiché vi era una piccola finestrella che dava proprio sul cortile posteriore del palazzo e qualcuno poteva essere lì a giocare, in genere ci andavano i bambini. Mi fece mettere in ginocchio e mi offri il suo cazzo davanti al viso, mi diede appena il tempo di vederlo, cazzo, quello già enorme dello zio non era nulla a confronto, avevo aperto la bocca dallo stupore e lui me lo ha ficcato dentro spingendolo subito fino in gola, con una mano si reggeva su le braghe e con l'altra tra i miei capelli dirigeva la mia testa avanti indietro, così che l'asta faceva continuamente dentro fuori, dentro fuori, aveva un sapore forte, e quando mi venne in gola, mi pigio' la testa così che i primi schizzi li sentii in gola e uñ po mi uscì anche dal naso, ero venuta già una prima volta appena me lo infilò profondamente in gola e quando mi scarico in gola la sua sborra calda, venni nuovamente. Così che tra le cosce ero tutta zuppa. Il porco  mi disse che ero brava, una gran bocchinara e che sarebbe stato felice di provare il resto del mio corpo arrapante.
Per due giorni lo incontrai varie volte e si comportava come se non fosse successo nulla di strano. Poi, sia lui che la sua famiglia erano a cena da noi per il compleanno di nostro padre. E durante la cena mentre eravamo a tavola, lui disse che il principale della fabbrica dove lavorava, stava cercando una persona per badare ai suoi gemelli. Lo disse rivolgendosi a nostra madre, proponendo di farci andare me almeno in quei mesi estivi, capirai che nostra madre, sempre attaccata ai soldi, acconsenti dicendo che almeno con ciò che avrei guadagno mi ci potevo pagare anche le spese per la palestra. Fu l'unica cosa che non mi piaceva perché avevo già trovato da tempo un modo per pagarla senza spendere i soldi che lei mi dava proprio per la palestra. Una cosa che nessuno notò quella sera, o almeno, nessuno diede segno di notare, era che il compare Enzo, anche se aveva due figlie femmine, di 14 e 16 anni, aveva proposto il lavoro a me e non a loro, eppure anche a loro potevano far comodo dei soldi in più.
La storia si faceva interessante, il personaggio principale era proprio lei, la mia sorellina Assuntina, una ragazza tanto arrapante quanto zoccola. Mi misi seduto sul bordo del letto facendola salire a cavalcioni su di me, prima che si sedesse per farsi entrare il cazzo nella figa, resto’ a baciarmi in bocca. Poi, mentre gli ero ben conficcato dentro, mi sollevai dal letto prendendola letteralmente in braccio, impalata sul cazzo. Gemeva come un ossessa lanciando gridolini di piacere, incitamento e approvazione, lei si reggeva con le braccia intorno al mio collo e le sue gambe avvolte al mio bacino, la feci danzare per un bel po', sentivo i coglioni e le cosce bagnate dai suoi orgasmi e il suo squirtire di continuo, poco prima di venirgli in pancia, la poggia di schiena contro un armadio tenendola alla giusta altezza con le mani sotto le cosce. È fu in quella posizione che scaricai tutto il mio piacere in lei. Titornati prima in doccia e poi a letto, riprese a narrare.
“ la sera dopo il compleanno di nostro padre, scesi al piano di sotto dove abitava il signor Enzo, avrei iniziato quella sera a lavorare. Ma non avevo la minima idea di dove stavo andando e cosa sarebbe accaduto. Come ti dicevo fratellone, l’ingenuità, anche se con il senno di poi devo dire che proprio l'ingenuità ha contribuito a farmi vivere attimi di intenso piacere e scorpacciate di tante sode cappellate.

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Scritto da
Giovanna Esse

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