Ad una settimana dalla mia partenza, mentre si era tutti a tavola, accennato all'idea del viaggio che potevano fare se volessero venire a trovarmi per qualche settimana, gli dissi che avrei fatto sapere il periodo più adatto così che anche io fossi libero di stare con loro. Fino a quel momento momento ero riuscito a non cadere nella trappola della seduzione di quella sorella in calore. E facendo la proposta di venire a trovarmi in Francia, sia a lei che agli altri pensai d'essere uscito indenne.
Fatto sta che 5 mesi dopo, quando comunicati che potevano venire e che gli avrei prenotato il volo, Assuntina era l'unica in attesa di poter venire, sia Annalisa che mio fratello non potevano partire perché ora erano fidanzati. Non ci rimasi male, erano passati dei mesi e non ero più in guardia verso mia sorella, e questo fu un errore.
Andai a prenderla in aeroporto, era sempre più bella e di sicuro più decisa che mai a provare a sedurmi. Mancava davvero poco all'inizio di ciò che si sarebbe trasformato in un continuo piacere sessuale sempre crescendo, superando limiti su limiti, e…
Assuntina, è ora che mi racconti come mai ci sono tutte quelle voci sul tuo conto.
Avevo iniziato cosi il primo discorso durante la prima cena dopo che mi aveva raggiunto a Parigi. Lei mi guardò facendo prima una smorfia, poi sorridendo in un modo ammiccante, disse “ però mi prometti che non ti arrabbierai mai con me, me lo prometti vero" dopo che aveva detto queste parole lasciò il suo posto e venne a sedersi sulle mie gambe. Avevo il suo viso vicinissimo al mio. Mentre osservavo le sue labbra così attraenti, mi bacio' in bocca. Non feci altro che aprire la mia bocca partecipando a quel bacio, il primo di tantissimi. Era più o meno seduta sulla mia erezione che cresceva rapidamente e mentre ancora eravamo a slinquazzarci come veri amanti lei si sistemo meglio così che la mazza era tutta tra le sue cosce bollenti. Iniziai ad accarezzare tra le cosce, risalendo fino ad arrivare a dove dovevano esserci le mutandine che guarda caso non aveva.Come avrei dovuto immaginare, era tutta bagnata, con le dita entrai all'interno della sua figa, quel tanto che basta per capire che non era più vergine. Con una mano nei suoi capelli allontanai un Po il suo volto dal mio, mi portai le dita piene dei suoi umori alla bocca deliziandomi del suo sapore. ero già in estasi, gli dissi “ vedo che qualcuno è già entrato in te, sei davvero una piccola zoccola, o sbaglio Assuntina, “ no fratellone, non ti sbagli, a me il cazzo piace molto, anche se fino ad ora non ne ho mai trovato uno che mi faccia sentire troia abbastanza, forse tu?” dicendo ciò scese dalle mie gambe e si è seduta sul tavolo, davanti a me, ha allargato le cosce tirandola su, così che mi offri la vista della sua fighetta depilata, due labbra sottili a dividere una fessura che mi attraeva molto da cui si vedevano uscire umori inebrianti. Poco più sotto gli si vedeva la roselline dell'ano roseo scuro, piccolo con quelle caratteristiche grinze che lo rendevano molto appetitoso.
“ fratellone, vuoi sapere chi è entrato in me? Lo vuoi veramente sapere promettendo di non arrabbiarti con me?”
Le confessioni dirette di mia sorella
Mi ero messo con la bocca sulla sua figa e mentre con le dita dilatavo le labbra la leccavo. Lei tra un gemito e l'altro iniziò a raccontare. “ il primo è stato il cugino Alessio, ma allora avevo 14 anni e lui 13, accadde nella sua camera da letto mentre studiavamo, in realtà non fu un gran che, non sentii neanche tanto male. Gli avevo preso il pisello in bocca perché mi ricattava, diceva di avermi vista a fare un pompino a uno dei miei allenatori, non sapevo se mi avesse realmente vista, ma i pompini agli allenatori della mia prima palestra li avevo fatti davvero, loro ci provavano e a me serviva poter andare in palestra anche senza pagare la retta, anche altre mie amiche facevano così. “Oggi siii .. dii come mi lecchi beneeehhhh.” “ Alessio mi svergino’ sul suo letto, solo che, grazie a quella scopata, suo padre ci sorprese. Lo zio Antonino ci fece una bella ramanzina, Alessio si becco diversi ceffoni, mentre a me, mi disse che in serata l'avrebbe detto a nostro padre. Infatti, la sera si presentò a casa nostra, io ero terrorizzata, sai come è fatto nostro padre. Però il marpione, era venuto solo per farmi capire che mi teneva in pugno. Si lasciò accompagnare alla porta da me e mi disse,” domani mattina salti la scuola e vieni a casa da me, ok?
Quella non era una domanda ma un ordine. Gli risposi che sarei andata. Fratellone non puoi immaginare che nottata che ho passato, sapevo che non voleva certamente parlare, passai la notte ad immaginare se avesse un pisello migliore di suo figlio, mi toccai masturbandomi più volte al pensiero di ciò che poteva attendermi all'indomani.
• Una volta entrata in casa degli zii, Antonio mi porto in salotto facendomi inginocchiare davanti a lui, chiese di tirargli fuori il cazzo e di succhiarglielo. Lo feci, era la prima volta ad essere io a tirare fuori il cazzo dalle mutande, mi piaceva e mi piacque anche il cazzo che mi si paro' davanti. Era grosso e scuro, con una capocchia a mo’ di fungo. Era già bello dritto e duro, il porco era certamente eccitato già dalla sera precedente, proprio come me. Lo circondai con il pugno che a stento riuscivo a cingere completamente.ci misi le labbra su e mentre lasciavo entrare la cappella tra lingua e palato, con gli occhi osservavo la sua espressione di puro piacere, ero certa che con i pompini ci sapevo fare anche perché il cazzo mi piaceva già abbastanza. Mise le sue grosse mani sulla mia testa iniziando a pomparmelo dentro con rittmo e con forza, mi piaceva tantissimo, mentre me lo stantuffava in gola mi chiamava zoccoletta in calore. Poi lo levo dalla mia bocca e senza neanche attendere che mi potessi spogliare, mi fece poggiare con le natiche su una credenza a muro tirandomi su le gambe, così che ero proprio con la figa a tiro del suo bastone ben lubrificato. Il piano di quel mobile non era più largo di 30 centimetri, ero con le spalle e schiena attaccata alla parete, io stessa avevo messo le mani dietro le ginocchia così che reggeva le mie cosce sollevate e spalancate. Lo fece senza tanti complimenti, senza perdere tempo, Poggio la cappella alle labbra della mia fighetta e me lo pianto' tutto dentro fino a farmi sentire le sue palle contro l'ano. Quel cazzo lo sentii eccome. Mi sentii lacerare del tutto l'imene.
• Mi dava delle botte profonde e intense, ad ogni affondo mi scuoteva tutta facendomi genere come una cagna, si può dire che guaivo di piacere, era davvero la mia prima scopata, per nulla paragonabile al pisello di suo figlio, già a quella prima razione di cappellate mi sarebbe piaciuto farmi pisciare la sua sborra calda dritta contro l'utero. Però non era prudente, mi fece mettere ancora in ginocchio e me lo pianto' in bocca, pochi movimenti e avvertìi gli schizzi violenti contro l'ugola. Fratellone mio, mi piaceva, mi piacque farmi scopare e bere quella sborra.
• Con lo zio Antonino non fu l'unica volta. Pochi giorni dopo, mi diede un passaggio tornando dalla palestra, ci si apparto' in una stradina di campagna, prima volle che gli facessi un pompino, poi scendendo dall'auto mi prese da dietro mentre ero con il busto piegata sul vano motore. Anche da dietro lo sentivo bene, mi dava degli affondi dal basso verso l'alto sollevandomi dal suolo, mentre io con la faccia sul cofano gemevo e lo supplicavo di continuare, “ oh ziohh, si si, ancora si, ancora, “. Lui non avrebbe mai smesso, quella volta, in preda all’enfasi di trapanarmi per bene e con piacere, lo zio si lasciò sfuggire che era molto più appagante scopare me che sua cognata, in pratica lui si fotteva anche nostra madre. Quando stava per venire, lo levo di dentro e mentre me lo dava da succhiare mi disse che avrei dovuto iniziare a prendere la pillola perché moriva dalla voglia di farcirmi di sperma.
• Mentre lei stava raccontando queste cose, le recepito continuando a leccare i suoi umori. Mi rialzai dicendogli di farmi vedere che sapeva fare di bocca. Si è seduta davanti a me e con frenesia mi ha messo fuori il pisello, Assuntina ha spalancato gli occhi restando senza parole. Poi ha detto.. “ accidenti fratellone, mioddiooo che mazza", si mise subito all'opera con la sua bocca. Assuntina è davvero molto bella, di natura lei è castano chiaro, ma si tingeva i capelli di biondo platino, somigliava molto a quell'attrice che in questi tempi ha interpretato il trono di spade, quella che comanda i draghi. Vederla con il mio cazzo nella sua bocca era bellissimo, una cosa favolosa. Ricordando quello che mi aveva raccontato dello zii Antonio, con le mie mani gli cenno ferma la testa iniziando a scoparla nella bocca, la grandezza del mio pisello rendeva la presa delle sue labbra molto ma molto stretta e questo era ancora più eccitante, specie per il fatto che lei pareva proprio che godesse molto a sentirmi arrivare nella sua gola. Volevo venirgli in gola e lo feci con molta violenza, ingoiava mentre ancora pompavo in lei, lo sperma che non riusciva ad ingoiare fuoriusciva dagli angoli della bocca quando la mazza usciva.
