Come sapete, cari lettori, sono in tanti che preferiscono inviare le loro confessioni "una tantum" direttamente alla redazione oppure alla mia posta privata, spesso lasciandomi la scelta di pubblicare o meno... questa confidenza mi ha molto eccitato, quindi ve la passo pari pari sperando vi piaccia...
Cara Giovanna... qui racconto in gran parte, i racconti della mia Assuntina e ciò che abbiamo poi vissuto insieme.
Premetto che mia sorella è sempre stata una ragazza molto piacevole, fisicamente e semplicemente arrapante, un fisico ben fatto, falsa magra e con un gran bel sedere, oltre ad un viso angelico con una bocca molto ma molto arrapante e seducente, all'epoca della sua adolescenza era fissata per la ginnastica artistica e a tal ragione era sempre in forma, con un fisico che si sviluppava in maniera delizio.
Io sono più grande di lei di 7 anni. Ero quasi sempre lontano da casa, vivevo in Francia per lavoro. Una delle volte che ero rientrato in Italia, a casa trovai una situazione per nulla piacevole. Uno dei miei fratelli di poco più piccolo di me, era molto incazzato con Assuntina, e mi disse che in giro in paese si vociferava che l'avevano vista diverse vite con persone diverse a fargli dei pompini.
Questa cosa non mi sorprese, anche io, nonostante vivevo lontano, avevo sentito cose più o meno uguali su di lei, ma cosa potevo farci? In un paesino piccolo, per di più al sud, una cattiva nomea era l'ultima cosa che ci si potesse augurare, ma avendo io viaggiato già un bel Po fuori da quel piccolo paese, sapevo che, quello che in un paesino è scandalo, fuori da quel contesto è la norma.
Altra cosa che lasciava basito il mio fratellino era la reazione di nostra madre, secondo lui, anche se sapeva che le voci che giravano fossero reali, lei faceva finta di nulla e anzi la difendeva dicendogli che doveva farsi i cazzi suoi. Di parlarne con nostro padre proprio non era possibile poiché non era un tipo con cui poter parlare di queste cose senza che succedesse qualche gran casino, allora, che fare?
I primi due giorni li lasciai trascorrere facendo finta di nulla. Il terzo giorno, la mattina sul presto, andai in camera di mia sorella, lei stava dormendo, era distesa a pancia in giù, un lenzuolo copriva solo i piedi e parte dei polpacci, il resto era scoperto. Osservavo ammirato quel corpo giovane e così ben fatto, la parte posteriore delle sue cosce ben tornite con le fossette nell'incavo delle ginocchia. Il suo sedere, appena lo guardai, mi diede un forte brivido di piacere e desiderio, sentivo il mio cazzo che si destava crescendo e forzando box e pantaloni.
Aveva solo un perizoma a dividere le due natiche, il solco che divideva i due promontori mi inducevano parecchio in tentazione, ma era mia sorella, una delle mie sorelle, l'altra sorella, AnnaLisa, era più grande di lei di due anni, 5 meno di me, anche lei era nella stessa camera, in genere Annalisa, quando io ero via occupava la mia camera. Osservai anche lei, era coperta dal lenzuolo, ma si notava la silhouette del suo corpo, stranamente, lei era meno alta di Assuntina, però aveva anche lei un corpo già ben sviluppato.
Ritornando ad Assuntina, il sedere era molto ben pronunciato donando alla sua schiena una curva deliziosa, si vedevano bene le due fossette. Dopo aver osservato ancora un po il suo corpo arrapante e il suo volto angelico, gli sfiorai il visi con le dita chiamandola a voce bassa. Si svegliò quasi subito, vedendomi, non provò alcun imbarazzo, gli feci segno di fare in silenzio per non svegliare anche Annalisa, gli dissi, “ vado a fare spesa in città, ti va di venire co me, così parliamo un po'? “ sorrise rispondendo di si, come una ragazzina gioiosa saltò su mettendosi in ginocchio sul letto davanti a me, mise le sue mani sulle mie spalle e mi diede diversi baci, non potei fare a meno di ammirare le sue poppe prime di reggiseno, erano due poppe a pera, poco più grandi di un avocado. Per levarmi dall'imbarazzo da solo, gli dissi, preparati, ti aspetto giù in auto. Quando mi staccai dal suo corpo, mentre ero sul punto di allontanarmi, vidi che aveva abbassato il suo sguardo verso la mia erezione che, a buon ragione, era quasi al massimo e non era possibile nasconderla.
"Ti ricordo che sono solo agli inizi di questo racconto in cui, raccontando vicende realmente accadute, racconto sia ciò che ho vissuto con mia sorella Assuntina, sia tutto ciò che lei mi ha raccontato facendo da contorno ai nostri rapporti."
Eravamo in auto, io e mia sorella Assuntina, ci aveva messo poco per prepararsi e raggiungermi in auto, ma nonostante questo, si era preparata molto bene, come se dovesse fare colpo su qualcuno, forse su di me. Aveva una minigonna, parecchio mini, era seduta sul sedile passeggero nel mio SUV e, sembrava fosse senza indumento poiché gli si vedevano le mutandine viola senza alcun problema, poi aveva una t-shirt rosa aderente e corta i capelli raccolti a coda di cavallo, un poco di rossetto sulle sue labbra carnose.
Gli dissi tanto per tastare il suo terreno: “ hai intenzione di sedurre qualcuno?” lei restò per qualche attimo ad osservarmi prima di rispondermi.” Vuoi dire che sono seducente, fratellone?” Che potevo dire, era parecchio avanti, altro ché se lo era, avanti e seducente.” Non vorrei dover trascorrere la giornata a farti la guardia, comunque, sei seducente Assuntina, lo saresti anche senza mettere quegli abitini striminziti”.
Diciamo che ero caduto spontaneamente nella sua rete, poiché alla mia, risposta lei iniziò con delle frasi non solo allusive, domande del tipo, allora ti piaccio fratellone? Mi trovi arrapante come le donne che porti in casa quando sei qui? Cose di questo genere. Potevo solo essere onesto e così glielo dissi.” Tu sei uno schianto Assuntina, sei davvero arrapante , ma sei pur sempre la mia sorellina”, lei mi spiazzo docenti, “ lo so, lo so che sei mio fratello, ma so anche che questa mattina in camera ti si è indurito il pisello stando a contatto con me"!
Aveva ragione, mi si era drizzato il cazzo e ancora non accennava a mettersi giù, al contrario, avevo un erezione bestiale ed ero certo che se lei voleva poteva farci caso senza problemi, infatti se ne accorse, “ Ho mio dio, li dentro devi essere munito di una sventola di cazzo"! “ che modi di parlare che hai, lo sai che circolano troppe voci sul tuo comportamento?”
Per un attimo si cheto’ , ogni tanto la guardavo, sembrava stesse scomoda sul sedile poiché si muoveva in continuazione, poi mi resi conto che era più eccitata di me, eccitata e non timorosa per il fatto che avevo sentito delle voci sul suo conto. Poi mi accorsi di sentire anche il suo odore, l'odore della sua figa, ero certo che fosse tutta un lago. Resistere alla tentazione non era una cosa facile, ma dovevo, dovevo resistergli o gli sarei finito tra le cosce, neanche sapevo se fosse vergine o meno..
Comunque ricominciò a parlare dicendo. “ io voglio andarmene da questo paese di trogloditi”. Come dargli torto, quel paesino non poteva offrire nulla. Aggiunse, “ perché non mi porti con te in Francia, mi piacerebbe tanto". Portarla con me proprio non se ne parla, pensavo, a fare che? Non potevo stargli dietro, non avrei avuto tempo per prendermi cura di lei, eppoi, era fuori luogo che la portassi con me. Tuttalpiù ponevo portarla per un breve periodo, qualche settimana, ma non in quel periodo.
Così glielo dissi. “ non puoi venire a stare con me, io non ci sono quasi mai a casa neanche li, tuttalpiù puoi venire per qualche settimana, magari con tua sorella Marialisa e tuo fratello più piccolo, che ne so, per una vacanza.” Non mi rispose, mentre gli dicevo quelle cose aveva cambiato più volte espressione, da felicissima per l'invito a poco convinta perché avevo accennato che poteva venire con gli altri. Però si riprese subito.
La giornata trascorse tranquilla, inizialmente l'avevo portata fuori casa perché volevo chiedergli spiegazioni su quelle voci, ma cambia i idea sia perche temevo di infilarmi in un ginepraio senza fine, sia perche, il suo modo di fare, tentare e riuscire a farmi arrapare, era la risposta, la dolce e arrapante sorellina era già una seduttrice e forse già una gran zoccola, come si vociferava in paese.
Gli feci un bel Po di regali e ne comprammo anche per l'altra sorella affidandomi a ciò che lei consigliava, non volevo scenate di invidia o gelosie.
