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Spiando mammina
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Racconto13 min di lettura

Spiando mammina

La confessione di @Giulia ragazza in calore e del complicato legame che la porta a spiare la madre e il nuovo compagno.

Giovanna Esse
1 anno fa · 3k letture · 0

"Adesso tocca a me giocare un po'".

Lo fece sdraiare sul letto gli sfilò il pigiama, si vedeva la sua eccitazione dentro i boxer ma non era preparata a ciò che mia madre estrasse.

Giorgio aveva il più bel cazzo che io avessi mai visto, lungo almeno 25 centimetri, forse più grosso, con una cappella gonfia e due coglioni grandi che sembravano gonfi.

Mia madre lo segò per alcuni secondi rimirandolo con un'aria di desiderio dipinta sul volto. Poi incominciò a baciarlo e leccarlo, la cappella le entrava in bocca a fatica, mentre con le mani continuava a segarlo o a giocare con le palle.

Lui apprezzava molto il lavoro che stava ricevendo, sembrava che il suo cazzo potesse crescere ancora. Mia madre cominciò a toccarsi la figa con la mano sinistra, poi velocemente montò a cavalcioni di Giorgio e si impalò, restò ferma un lungo attimo come a gustare le dimensioni del suo uomo. Era per me incredibile la facilità con cui quel grosso cazzo l'aveva penetrata, cominciò a cavalcarlo borbottando parole che non potevo sentire ma che eccitavano entrambi.

Io mi stavo masturbando quasi senza rendermene conto, tanto ero persa nelle immagini che si presentavano ai miei occhi, l'orgasmo mi sorprese violento e bellissimo, dovetti mordermi le labbra per non tradirmi. A questo punto tornai in camera troppo eccitata per dormire.

Seguirono altre notti così e molti ditalini da parte mia, ma l'immagine che più spesso mi tornava in mente era quella di mia madre che succhiava quel cazzo meraviglioso.

Incomincia così, all'inizio quasi inconsapevolmente, a lanciare messaggi a Giorgio, quando eravamo soli giravo in casa in canotta e pantaloncini aderentissimi, facevo battute piene di doppi sensi, quando eravamo in sala mi sedevo in posizioni che gli consentissero di risalire con lo sguardo fin quasi alla mia patatina.

Volevo eccitarlo e sedurlo per poter, almeno una volta, succhiare quel suo cazzo che non usciva dalla mia testa.

Quando mia madre ci disse che per lavoro si sarebbe assentata un paio di giorni decisi che era il momento di rompere gli indugi.

Il giorno della partenza Giorgio l'accompagnò alla stazione, anziché andare in ateneo mi preparai con attenzione, feci una lunga doccia, mi profumai ben bene.

Poi attesi.

Al rientro di Giorgio ero in sala con indosso un baby doll trasparente, feci finta di essere sorpresa del suo rientro ma non accennai nemmeno a coprirmi.

"Ma Giorgio non sei andato al lavoro? E' successo qualcosa?"

Con un'espressione di finto stupore.

Si bloccò un attimo prima sorpreso della mia presenza e poi del mio abbigliamento

"E tu perché non sei all'università? Stavi aspettando qualcuno? Qualche bel ragazzo?"

Non distoglieva lo sguardo e la sua patta dava segni di apprezzare, ormai ero in ballo e volevo andare fino in fondo.

"Bello sì. Ragazzo non è la definizione più adatta, e poi i giovani sono noiosi" e mi alzai andando verso di lui, se mi resisteva o era un santo o un finocchio, ma la seconda ipotesi sapevo già non vera.

Anche lui decise di rompere gli indugi e mi venne incontro senza che i suoi occhi si abbassassero.

"Cosa vuoi da me, piccola streghetta?" mi chiese con un sorriso sulle labbra.

"Prova ad indovinare. Vediamo come stai ad intuito"

Si chinò su di me e mi diede un bacio sulle labbra

"Ti rendi conto che sono l'uomo di tua madre?"

Eravamo arrivati al momento cruciale

"Non ti voglio portare via alla mamma, ma c'è una cosa che desidero, anche solo per una volta …"

"Portare via a tua madre? Voi giovani siete sempre così sicuri di voi. Pensi davvero di poter competere con lei?"

Mi ferì un po' ma mi spinse anche ad andare avanti

"Non lo so e non mi interessa. Non voglio sostituirla, vorrei solo almeno una volta ……"

"Cosa? Cosa ti spinge a comportarti da puttana con l'uomo di tua madre"

Erano parole dure ma dette con il sorriso sulle labbra, dovevo dire tutto e sperare.

"Non voglio che tu mi scopi, a me piace con i ragazzi usare le labbra e la bocca e vorrei farlo anche con te" e poggiando una mano sulla sua patta aggiunsi "e non mi pare ti dispiaccia ciò che vedi"

"Sei veramente una puttanella, ma non vedo niente di male ad accontentarti. Mettiamoci comodi"

Si mosse verso la sua camera senza neanche aspettarmi.

Arrivati in camera sua cominciò a baciarmi, era veramente bravo o io ero eccitatissima, mi tolse il baby doll e scese lungo il collo, poi più giù fino ai capezzoli. Ero un lago di eccitazione, sentivo gli umori che mi bagnavano ma volevo condurre io la danza. Lo scostai da me e baciandoli cominciai a slacciargli i bottoni della camicia, poi seguii il suo stesso percorso mentre con le mani gli calavo i pantaloni ed i boxer.

Il suo respiro aumentava e mi incitava sottovoce, mi comportai come avevo visto fare a mia madre spingendolo sul letto. Era già eccitato, lo segai un po' mentre estasiata lo guardavo. Un cazzo maestoso, lungo e grosso, una cappella che invitava a baciarla e due coglioni gonfi. Quindi abbassai la mia bocca, cominciai baciando e leccando la cappella, mentre le mani giocavano con le palle. Ero talmente eccitata da essere quasi sul punto di avere un orgasmo. Tentai di prenderlo in bocca, ma era veramente molto grosso. Lui mi incitava ormai apertamente

"Dai fammi vedere se sei brava. Succhialo tutto".

Continuai a leccarlo e baciarlo, poi finalmente riuscii a prenderlo in bocca, mi soffocava ma non volevo mollarlo.

"Sei bravissima … continua ti prego" i suoi sospiri e gemiti mi incitarono a continuare.

Ormai mi scopava in bocca e sentii le prime gocce uscire dal suo cazzo. Aumentò la velocità delle spinte

"Non resisterò ancora a lungo" mi avvisò.

Lasciai un attimo il suo cazzo

"Non ti preoccupare, voglio solo vederti godere" e ripresi a segarlo e a baciarlo. Con un dito ebbi l'idea di andare a stuzzicare il suo ano, un forte sospiro mi fece capire che apprezzava

"Sei più troia di tua madre …"

Ormai era quasi al culmine, volevo vederlo sborrare per cui allontanai un pò il viso e continuai a lavorare con le mani. Il suo orgasmo fu potente, tre, quattro schizzi di sperma uscirono dal suo cazzo per sporcargli il petto e la pancia.

Ero al settimo cielo, era andata come avevo sempre sperato. Con la bocca e la lingua ripulii prima il suo uccello poi raccolsi il suo sperma.

Giorgio si stava calmando e mi guardava sorridendo

"Sei stata bravissima, sei una gran donna"

Anche la mia eccitazione si stava lentamente calmando ma senza lasciarmi del tutto

"Mi hai fatto felice, ti ringrazio per avermi dato la possibilità di esaudire questo desiderio. Non ho intenzione di fare concorrenza alla mamma, per cui la cosa può finire qui"

"Concorrenza? No, con tua madre c'è amore, con te è stato solo sesso, bellissimo ma sesso"

Le sue parole mi causarono un misto di sollievo e di dispiacere, ma in fondo era quello che volevo.

"Quindi la mamma non né saprà mai nulla, vero?"

Giorgio fece una risata strana che mi causò una preoccupazione immediata.

"Tua madre …" disse senza finire e continuando a ridere.

"Cosa vuoi dire? Cosa hai in mente?"

"Ma ti credi che Luisa non si sia accorta che facevi la sciocchina con me negli ultimi tempi?"

Sentii le guance prendere fuoco, non riuscivo a dire nulla.

"Ma … cosa vuoi dire? Come sarebbe che si era accorta?" ero stupita.

"Il tuo tentativo di eccitarmi era molto evidente, e poi dopo quello che è successo in queste notti …………"

Il cuore si fermò per un lungo attimo ed un profondo gelo mi attanagliò

"A cosa ti riferisci?"

"Ma dai sciocchina, credi che non ci siamo accorti che ci spiavi? Quante sere sei venuta sulla porta della nostra camera per vederci?"

"Ma cosa stai dicendo? Di cosa parli?" il mio tentativo di negare suonava falso anche alle mie orecchie

"Sto parlando di te che spii tua madre ed il sottoscritto mentre scopano e ti masturbi. Guarda che la cosa ci eccitava molto. ENTRAMBI"

A quel punto scappai in camera piangendo, sentendomi scoperta e sporca e anche usata.

Mentre ero nel letto, chiusa in camera a chiave, quelle parole mi tornavano in mente in maniera ossessionante, ma lentamente una parte di me molto nascosta cominciò ad eccitarsi all'idea che quei due sapessero e che la cosa facesse loro piacere.

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Scritto da
Giovanna Esse

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