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Le tettone della nonna
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Le tettone della nonna

A volte le tragedie non vengono solo per far soffrire. Orfano cazzuto troverà conforto con la nonna e sua sorella...

Giovanna Esse
1 anno fa · 3.312 parole · 15 min
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Da quella sera il giochino notturno iniziò a prevedere una prima fase con lei in braccio a lui a leccarle le tette e una seconda a pecorina prima in fica e poi in culo dove si concludeva con la sborrata finale.

Il brutto era solo che quella chiavata notturna non durava mai più di un oretta scarsa e dopo un po che la nonna era andata via a lui tornava duro.

Una sera, proprio mentre la stava inculando la nonna gli chiese "Ti piace zia Vera?".

Lui non capì la domanda.

"Si insomma ho visto come le fissi i tettoni. Vorresti fartela vero?".

George avrebbe voluto far finta di niente. Normalmente sarebbe stato molto più pudico e riservato, specialmente con sua nonna ma in fondo sua nonna era lì col suo cazzo nel culo. Perchè quindi non confessare...

E lo ammise. Ammise quanto gli piacevano i tettoni grossi e di quanto lo fossero oscenamente quelli di Vera. Anzi, raccontare la cosa lo fece arrapare e finì per riempire di sborra la nonna mentre le parlava della cara zia.

Alla fine se ne scusò "Ti da fastidio se parlo eccitato di tua sorella".

"Ma no perchè. E' normale che ti ecciti con quelle angurie che ha. Solo che mi sei venuto troppo in fretta e io ne volevo ancora un po".

"Ma questo non è un problema nonnina" sorrise lui e presale una mano se la mise sul cazzo che era si umido di sborra ma era anche duro e sodo e pronto a fottere ancora.

Così col pensiero di zia Vera in testa e la mano calda della nonna sul cazzo in pochi istanti si sentì di nuovo operativo e finì per montare a ripetizione la nonnina per una buona oretta. Alla fine esausti e sudaticci si sdraiarono nudi l'uno accanto all'altro e la nonna tornò ai suoi discorsi. "Sai anche a me piacciono le tette grosse".

"Nonna ma che dici? Tu sei una donna".

"Bhe è con questo?".

"Se ti piacciono le donne sei lesbica".

"La parola giusta è bisex" sorrise lei.

"E tu lo sei?" chiese lui iniziando ad eccitarsi.

"Diciamo che una bella fichetta la lecco volentieri" ammiccò maliziosa mentre le sue dita le scivolavano nella vulva.

"Cristo nonna me lo fai tornare duro".

"Bhe che c'è di male" strizzò l'occhio la vecchia e scoparono ancora con ancor più foga alternando culo, bocca e fica della vecchia che si godeva un orgasmo dietro l'altro.

Sua nonna adorava le tettone.

Anche se dell'argomento non parlarono per parecchi giorni George aveva chiaro ed evidente questo fatto e così fra una scopata e l'altra iniziò a mandare sul videoregistratore alcuni dei suoi porno preferiti dove le donne avevano davvero dei seni enormi.

La vecchia Irene non si fece problemi anzi pareva che guardare i porno mentre il nipote la montava come una vacca gli desse ancor maggior stimolo spingendola a bagnarsi tutta di piacere.

Non parlavano mai apertamente di una persona precisa anche se Vera era stata nominata da Irene per sottolineare a George quanto una sorella fosse attratta dall'altra ma non c'era bisogno di essere dei detective per accorgersi di quanto durante il giorno Irene fissasse con attenzione le enormi bocce della sorella.

Così una sera lui glielo chiese. "Hai mai visto le tettene di Vera al naturale?".

"Ovvio siamo sorelle, capita spesso di vestirci assieme".

"Già" annuì lui senza smettere di pompare.

"Vestirvi o svestirvi nonna?".

"Certo che sei malizioso bello della nonna".

Lui non commentò continuando a pompare come un mulo.

Dopo un pò lei confessò "Tua zia Vera ha i capezzoli così grossi che sembrano dei cazzetti in miniatura".

"Ma dai" annuì lui sentendo subito dopo la mano della nonna che gli si poggiava sul cazzo.

Lo fece mettere comodo per riprender fiato dopo la chiavata e massaggiandogli l'uccello iniziò a raccontare che le lesbiche con le tette grosse si ficcavano i capezzoli nella fica l'una con l'altra usandoli come sostituti per la masturbazione e che zia Vera era abilissima nel fare quel bel giochino.

"E tu come fai a saperlo?".

"Perchè me lo sono fatto fare".

"Ti sei fatta mettere i capezzoli della zia nella fica? Ma sei lesbica davvero allora".

"Anche... Prendo tutto. Cazzi nel culo e fiche in bocca...anche quella di mia sorella. Ti da fastidio?".

Lui le rispose sborrandole in mano....

"E bravo il mio nipote porcellone".

Passarono altri giorni e tutto tornò alla normalità quando un pomeriggio che erano tutti e tre in salotto a guardare la tv nonna Irene disse "Fa così caldo oggi".

"Davvero caldo" disse Vera e ancor prima che lui potesse rendersene conto si sfilò la maglia.

Non aveva reggiseno e le sue tettone gigantesche erano li a ballonzolare in tutto il loro splendore. Il cazzo gli era venuto duro. Fissava quei meloni con sguardo eccitato anche se tremava per l'emozione.

Irene intanto aveva iniziato a spogliarsi. Senza dire una parola sfilò tutto ed in un attimo fu con addosso le sole calze autoreggenti nere. La sua ficona pelosa era li splendida e pronta e fu il segnale che invitò George a calarsi le braghe.

"Che cazzone!" sbottò Vera togliendosi a sua volta la gonna.

Anche lei (porca) non aveva mutande ma solo una bella fichetta dal pelo nero e rado...

Si accucciò bene sul divano come una cagnolina e porgendogli la fica disse sbrigativa "Dai che aspetti non c'è mica solo tua nonna sai".

Non se lo fece ripetere due volte.

La penetrò in un sol colpo "Zia ma sei strettina sai".

In quel mentre nonna Renata posò la vulva in bocca alla sorella.

Eccitato da quel mare di tette, da quelle due porcone arrapate, dalle loro fiche calde, dai reggicalze sensualissimi scoparono per quasi tre ore senza smettere.

George era un fiume in piena. Sborrava in culo a Irene, sulle tette a Vera, in fica alla nonna, in bocca alla zia.

Perse il conto dei suoi orgasmi come le due vecchie persero il conto dei propii.

Smisero che era ora di cena.

Quella notte, anzichè nonna Irene, nel suo letto si presentò zia Vera col le sue enormi tettone.

"Facciamo una sera per una ti va?" disse la zia.

Lui le stava già succhiando le tette e rispose annuendo.

"Al pomeriggio un bel giochino in famiglia e la sera una bella chiavata normale.

Oggi io domani Irene. Se ce la fai".

"E me lo chiedi" sbottò lui mentre con uno spintone la faceva chinare a pecora e glielo infilava dritto nel culo con la forza di un toro.

Ancora, ancora e ancora...

Fine
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Scritto da
Giovanna Esse
Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]
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