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Erotika
Le tettone della nonna
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Le tettone della nonna

A volte le tragedie non vengono solo per far soffrire. Orfano cazzuto troverà conforto con la nonna e sua sorella...

Giovanna Esse
1 anno fa · 3.312 parole · 15 min
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lappava delicatamente sulla cappella.

"Nonna succhi da vera maestra".

"Vuoi venire in bocca?" chiese lei tra una leccata e l'altra.

"Noo. Ti voglio tutta. Tutta!!".

"Allora datti da fare no" lo invitò lei.

Preso coraggio non ci mise due volte. Si chinò carponi sulla poltrona e poggiò la testa fra le gambe della vecchia. Esitò a fissarla un istante. "Che hai?" chiese lei impaziente che già bruciava di desiderio.

"Non l'ho mai fatto nonna non vorrei fare errori".

"Ma figurati. Devi solo leccare. Dai tira fuori la lingua vedrai che sarai bravissimo".

Ma George era ancora in grandissimo imbarazzo. Neanche in sogno aveva mai leccato la fica alla nonna.

"Aspetta facciamo una cosa. Sdraiati a terra sul tappeto".

Lui obbedì. Appena fu a terra la vecchia toltasi anche la gonna e rimasta con le sole calze autoreggenti chiare gli si accucciò sopra. "Vedi questo è un 69. Tu fai quel che senti che ti faccio io e vedrai che non sbagli".

"Nonna?" si bloccò lui rosso di vergogna ma appena sentì le labbra calde della

vecchia sulla cappella fu pronto ad obbedire a qualsiasi ordine.

Andarono avanti a sbocchinarsi per un tempo che parve infinito e sentì chiaramente che la nonna veniva un orgasmo dietro l'altro ad ogni suo colpo di lingua. Man mano che la sentiva gemere capiva dove la vecchia godeva di più e affinava la sua tecnica di leccata di fica rendendola sempre più perfetta finchè non potendone più esclamò "SBORRO!" e le venne dentro la gola con un unico fiotto rovente.

Stupendolo ancora una volta la nonna non accennò a staccare la bocca dal suo tubo di carne e anzi succhiò con ancor maggior convinzione. "Che buona la tua sborra".

"Nonna ma che dici?".

"C'è qualcosa di male se mi piace la sborra?".

"No nonna".

"E se mi piace il cazzo?".

"No anzi anche a me la tua fica piace tanto".

"E se ora ti dicessi che il tuo cazzo lo vorrei provare in fica?".

"Che se allarghi le gambe ti servo subito nonna" sosprirò lui e senza tergiversare ancora la fece mettere sotto di se e guidandoselo con la mano glielo infilò dentro un centimetro alla volta.

Da quel pomeriggio non smise più di fottere.

Gli piaceva. Era la cosa più bella del mondo specie con una vecchia porca assatanata come sua nonna.

Così da quel momento non faceva altro che cercare un occasione propizia per restar soli e tirasi fuori il suo enorme cazzo duro tanto più che avendo saputo che quella vecchia bagascia era sempre senza mutande gli pareva ancor più facile prenderla come e quando meglio voleva.

L'unico intrallazzo erano zia Vera che praticamente non usciva quasi mai di casa e quindi era sempre in mezzo ai coglioni nel momento meno opportuno.

Eppure voleva fottere Quindi doveva trovare un posto tranquillo per farlo. Il cesso gli parve ideale. Difficile credere che la zia entrasse a guardare la sorella che pisciava quindi erano soli.

Appena la nonna si avviava verso uno dei cessi della casa (per fortuna ce n'erano quattro) lui sgusciava subito dietro di lei chiudendosi la porta a chiave alle spalle.

La prima volta lo fece con una certa paura temendo che la nonna si arrabbiasse ma appena entrato quando la vide seduta con la tazza, senza gonna a gambe larghe con quelle eccitantissime calze a rete autoreggenti capì che lei lo aspettava.

"Pisci sempre mezza nuda".

"Solo quando mi guardano" disse lei e senza giraci tanto attorno gli si avventò fra le gambe iniziando a spompinarlo.

Soddisfatto la vecchia si girò di schiena con le mani poggiate sulla porcellana della tazza e si lasciò prendere all'impiedi mentre le strizzava i tettoni grossi e mollicci sotto alla camicetta. La porca soffocava a stento il suo orgasmo lui pompava e sborrava a raffica... Sapeva che fuori c'era la zia Vera che girava ma in quel momento non gliene fregava niente. Aveva solo voglia di farsi la nonna e non avrebbe smesso fino a quando non avesse raggiunto la sborrata.

Quando usciva dal bagno pareva soddisfatto ma dopo pochi minuti la guardava di nuovo.

Guardava le sue calze a rete, guardava la gonna sapendo che non c'erano mutande, guardava le grosse tettone mal celate dalla camicetta e gli tornava duro.

Peccato che li sul divano accanto a lei ci fosse Vera. Guardandola con ancora il cazzo soddisfatto dalla fica di nonna Irene non potè fare a meno di chiedersi se anche lei fosse altrettanto brava.

Le tette grosse parevano una caratteristica di famiglia, Nonna Irene aveva un bel balcone, con due ottime mele dai grossi capezzoloni ma era zia Vera il fenomeno della natura. Se quelle di Irene erano mele lei aveva almeno due angurie.

Le aveva così grosse che doveva farsi fare i reggiseni su misura e spesso neanche li metteva lasciando quel ben di dio spenzolare felicemente in giro.

Guardandole, guardando le tettone e la gonna molto corta che svelava ampie porzioni di coscie eccitanti non potè far a meno di desiderare di saltare nudo in mezzo a quel divano e chiavarsela senza pietà.

L'altro momento intimamente tranquillo era la notte, quando tutti dormivano.

Nonna Irene lo sapeva e non si faceva sfuggire l'occasione. Ogni sera passata la mezzanotte andava in bagno e sulla via del ritorno gli entrava in camera,

scivolava sotto alle lenzuola e trovatolo già nudo ed eccitato gli si sdraiava sopra cavalcando il suo cazzo fino a farlo venire.

Era una posizione fantastica dove lui poteva vedere e sentire in pieno le tettone della nonna sbattergli sul petto mentre la sua fica calda lo avvolgeva in un orgasmo bestiale.

D'altro canto era anche una posizione che faceva stancare in fretta la vecchia e quindi si passava velocemente ad una comoda pecorina dove lui poteva pompare senza sosta spaccandole la vulva ad ogni colpo.

Fu proprio mentre era in quella posizione, quando era già più di un mese che scopavano insieme che la vecchia senza peli sulla lingua gli chiese "Vuoi infilarlo nel culo?".

Era la sua prima volta.

Fino a quel momento era talmente preso dallo scopare in fica che neanche ci aveva ancora pensato.

Lei invece lo desiderava tantissimo.

Avrebbe dovuto farlo lentamente e con delicatezza dopo averla fatta bagnare un pochino ma non lo fece.

Preso coraggio poggiò la cappella tra le chiappe della vecchia ed entrò fino ai coglioni con due colpi secchi.

Meno male che la vecchia era una parecchio aperta dai vibratori che usava abitualmente.

Non si lamentò per niente. Anzi. Più lui le spaccava l'anello del buco del culo più lei veniva sgrillettandosi come una pazza.

Certo il suo uccello era più grosso del solito e la vecchia si aprì come una cozza ma la cosa pareva solo darle piacere.

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