Sono rimasta colpita dalla forza erotica e dalle descrizioni eccitanti di questo racconto. Selezionato per voi dalla nostra @Key7
Era sempre stato diverso dagli altri.
Orfano di madre che lo aveva lasciato solo dandolo alla luce e di padre che non aveva mai conosciuto. Così adottato amorevolmente dalla nonna materna e da sua sorella, George era cresciuto tra le braccia di queste 2 donne mature che parevano fare a turno per coccolarsi il piccolo e bellissimo George.
Certo era davvero un bel ragazzo con quegli occhioni azzurri e i capelli neri e soffici ma questa era solo una delle sue particolarità. L'altra più nascosta ma anche più intrigante stava nelle proporzioni del suo pene. Un tronco di carne decisamente fuori dal comune.
E poi c'erano gli istinti. Di giorno in giorno osservava sua zia e sua nonna sempre con maggior attenzione.
Zia Vera con le tette così enormi che spesso vedeva i suoi capezzoloni pulsare da sotto come se volessero esplodere. Nonna Irene che ogni volta che si sedeva in poltrona divaricava così tanto le gambe da far sollevare la gonna quanto bastava per vedere gli elastici del reggicalze provocandogli delle immediate erezioni.
Insomma il modo di fare delle 2 tardone era quantomeno sopra le righe.
Basti pensare che la sera avevano l'abitudine di spogliarsi quasi completamente l'una dopo l'altra in salotto e solo quando restavano praticamente nude andavano poi in bagno a lavarsi e a infilarsi pigiami o camicie da notte. Lo spettacolo di zia Vera che lentamente si calava le calze nere davanti a lui o di nonna in reggiseno e mutandine con quelle boccione dondolanti. O peggio quando Vera il reggiseno se lo toglieva proprio restando con le sole mutandine di pizzo e solo un braccio a coprirgli i seni non potevano lasciarlo indifferente. Così, cresciuto abbastanza da esser uomo attento a questi spettacoli e con un cazzo cresciuto altrettanto in fretta tanto che ormai da duro superava di molto i trenta centimentri e pareva più quello di un toro che di un ragazzo George eccitato si addormentava segandosi allegramente fantasticando sulla zia e sulla nonna.
Dopo la sborrata se ne vergognava un poco ma l'impulso era troppo forte, troppo impellente per potervi resistere.
Un giorno poi che lui e nonna erano soli in casa accadde un fatto strano. Nonna Irene si era assopita in poltrona di fronte alla tv e lui seduto sul divano aveva iniziato a sentirla russare, così si era voltato a fissare quel rumore fastidioso e l'aveva vista...
La nonna si era sdraiata così malamente che la gonna le si era quasi del tutto sollevata sui fianchi e le gambe erano così spalancate che poteva vedere tutto.
Certo dal divano ne notava appena l'ombra ma se solo si fosse avvicinato qualche metro.
Lo fece, cercando di essere il più silenzioso possibile e piano piano la sua curiosità ebbe soddisfazione.
Per dio! Sbottò stupito rendendosi conto di cosa aveva di fronte. Non riusciva a crederci.
Nonna Irene non aveva le mutande. Sotto la gonna c'era solo una bella ficona pelosa.
Era la prima volta che ne vedeva una tanto da vicino e iniziò ad eccitarsi come un matto. Quel pelo nero rado con alcuni ciuffetti bianchicci era quanto di più bello avesse mai potuto vedere. Aveva un irresistibile voglia di toccargliela e se non fosse stato per la paura lo avrebbe anche fatto.
Si contentò di toccare se stesso.
Delicatamente si tirò fuori il cazzo super indurito per l'eccitazione e con colpi sempre più veloci prese a segarsi come un pazzo senza perdere un dettaglio della fica della vecchia. Oltre ad avere una fica tanto vicino agli occhi era l'idea stessa che sua nonna non portasse biancheria intima a farlo eccitare quasi che quella mancanze ne sottolineasse in parte la sessualità o perchè no anche una certa disponibilità...
Era quasi al culmine e sentiva lo sperma salirgli dai coglioni per esplodere.
Ben conscio che, proporzionalmente alla grandezza del cazzo, le sue sborrate erano sempre piuttosto fluenti si mise una mano a coppa davanti alla cappella continuando a segarsi con l'altra.
Doveva stare attento se non voleva che gli schizzi piovessero addosso alla vecchia.
Per quanto l'idea lo eccitasse non era propio il caso.
Sentì che stava venendo.
Un orgasmo fantastico, inarcò le gambe per il piacere pronto a metter via il suo grosso attrezzo appena compiuta l'opera.
Proprio in quell'istante Irene aprì gli occhi.
Lui se ne accorse e provò velocemente a nascondere il cazzo. Ma era tardi, troppo tardi. Sotto gli occhi inespressivi di sua nonna George sborrò come un cavallo da riproduzione senza poter più fare nulla. "George ma che cazzo fai?" sbottò la nonna mentre la sborra le schizzava addosso. Lui pietrificato dalla vergogna sperò solo che fosse un sogno.
Fissava la nonna e lei fissava il ragazzo. Aveva ancora il cazzo in mano umido e pulsante. Vedeva chiaramente lo sperma in terra senza sapere cosa aspettarsi o augurarsi.
E non si era ancora reso conto della cosa peggiore.
La notò solo quando vide nonna Irene passarsi un dito sulla guancia umida. "Ma ti piace proprio sborrarmi in faccia?".
"Nonna io...".
"Certo dall'ultima volta che l'ho visto è cresciuto parecchio".
"Si nonna è grosso vero?".
"Il più grosso che io abbia mai visto" sgranò gli occhi la vecchia e quasi d'impulso aprì anche le gambe. Ora non era un caso poterle vedere la vulva.
"E vorresti toccarlo?" ammiccò lui.
"Farei di peggio te lo prenderei anche in bocca per sentire che gusto ha".
"Si chiama pompino nonna".
"Si lo so benissimo."
"Sapessi le seghe che mi tiro immaginandoti...."
"Lo so bello di nonna guarda che le tue lenzuola le lavo io".
"Scusa".
"Ma figurati. E' normale che con quell'uccellone da cavallo ne sborri secchiate".
"E comunque ci sarebbe un bel modo per smettere di segarsi" ammiccò lui mentre ormai aveva raggiunto la massima erezione.
Fece un passo avanti.
"Nonna io non so come dirtelo".
"Non dire nulla" lo tranquillizzò lei mentre con la mano iniziò a massaggiarlo
delicatamente.
"Oddio nonna".
"Ti piace?".
"E' una sega bellissima" mugugnò lui mentre le sue mani scivolavano pian piano sul corpo della vecchia.
Timidamente ma poi sempre con maggior decisione George le infilò la mano sotto alla maglia e le afferrò un seno. "Posso?" domandò dolcemente strizzandole un seno.
"No. Aspetta" disse Irene e sfilatasi in un lampo la maglia e il reggiseno bianco gli mostrò le grosse bocce in tutto il loro splendore.
"O nonna" sospirò lui afferrandole i seni mentre lei aveva ripreso a segargli il
cazzo.
"Ti piacciono?". "Si nonna sono belle, belle come la tua fica".
"Perchè tu è quella che vuoi vero?".
"Si nonna la voglio si" ululò mentre lei si portava il suo uccello alla bocca e lo

