“Toglitelo proprio!”
“No...guarda e basta!”
“Toglitelo !...così la vedo tutta...,ormai fammela vedere tutta, dai!”
Restai immobile così, a tanga scostato, per cinque minuti affinché potesse intravedere il pelo oltre che la carne. Poi gli dissi:
“Avvicinati e toccala. Ti avevo promesso che potevi toccarla...”
Ferruccio si avvicinò e cominciò a toccarmela. Un brivido di disagio mi percorse tutta la schiena facendomi mandare un rantolo con il respiro, che si fece a sua volta più veloce...
“Ahnnnnnnnn...”
Decisi di restare immobile godendomi le carezze gentili che mio fratello mi praticava amorevolmente sulla vulva. Slacciai il tanga dal lato sinistro, e lo tolsi del tutto. Scostarlo non era più necessario. Mi piacevano quelle carezze. Mi stavo già bagnando. Lui aveva preso a massaggiarmi tutta la vulva e col pollice tramite il polpastrello mi sfiorava il fiore clitorideo. I miei seni si erano gonfiati per l’eccitazione. Cominciavano le sensazioni erotiche. Sbattei la caviglia a gamba tesa due volte sullo schienale, e la fica era già abbastanza zuppa e cominciava ad aprirsi. Mio fratello maggiore ci sapeva fare...un rivolo di piacere mi era sceso sulla coscia. Quel rivoletto attrasse mio fratello che subito senza chiedermi il permesso si chinò sul mio bacino. Sentii la sua lingua nella mia fica. Andava avanti ed indietro senza curarsi di cosa emetteva la mia passerotta ora investita dalla sua saliva calda. Le sue leccate erano ampie, e cominciavano ad essere penetranti. Cercava il mio pertugio d’ingresso dopo aver incontrato quattro volte il mio meato urinario. Me lo succhiò, e ci lasciò tre sfiorate in punta facendomi quasi svenire; perdetti la vista per un istante. Le sue linguate decise mi invadevano dentro fameliche, ed io ormai godevo e basta. Mi aveva afferrato le cosce come per bere da una coppa. Una coppa di carne umida e caldissima di femmina in godimento. In teoria, pensavo io almeno all’inizio, non si sarebbe dovuto muovere.
“Non smettere, ahnnnn, continua...uh!...continua...ahnnn, ahnnnn! Ummmmmmmm!”
Leccava la mia fica in tutti i modi possibili, senza mai staccare le labbra. Chissà da quanto tempo la voleva. La sua lingua me la investiva da tutte le direzioni. Chissà come faceva per respirare...io gli tenevo la testa sopra quel paradiso premendo sulla sua nuca. Niente al mondo poteva interrompere l’amore per la mia vulva. Saliva di maschio contro brodo di femmina. Ogni suo colpo di lingua faceva partire ondate di piacere che mi attraversavano il corpo, dalla fica al cervello, e poi di nuovo verso la fica che emetteva, emetteva, e così ringraziava del grazioso trattamento. Mio fratello m’introdusse all’improvviso due dita in passera, e ii cominciò a “chiavarmela” con garbo stimolando le pareti iniziali della mia vagina con la sua coppia di polpastrelli. Riuscii solo a dirgli:
“Attento all’imene !...ahnnnn...non mi sverginare!...sfogati piano...ahnnnn, sì...sìiii,...lingua, lingua! Metti la lingua! Fai piano! Uhuuuuuuu! Fammi un bell’assalto in fica! Dai...Ahnnnn!...Il cazzo te lo faccio sborrare dopo io...ahnnnn,...sto per venire...lingua Ferruccio! Lingua! Slinguami la clitoride che scoppio!”
Ferruccio aveva ripreso a leccarmi la fica più velocemente, doveva stimolarmi l’orgasmo con più decisione e anche con della veloce delicatezza dei tocchi linguali. Alternava gli stimoli con le dita, ma era lingua a comandare per lo più. La mia fica era gonfia e rossa. Sempre più calda. Un’onda istantanea di benessere mi attraversò tutta. Gli feci quattro abbondanti schizzi tutti sul viso. Mio fratello Ferruccio li accettò di buon grado. Se voleva sapere che sapore aveva la mia vulva all’acme del piacere aveva potuto soddisfarsi. Il suo viso era molto più zuppo di quello di Gianna al momento della nostra canna...mio fratello continuava a lavarsi la faccia con la mia fica ultrabagnata oramai solo tiepida e... sudata. Gli chiesi:
“Ti piace ancora?...non ti puzza?...”
“No. Mi piace, e tanto! Salata come la immaginavo,...sai di miele salato...che buon sapore!”
“Lecca, lecca...ahhhhhhh!”
“Uhmmmm..., ...buona!...buona, sì....!”
“Complimenti! La lecchi bene! Lo vuoi ancora il pompino?...te l’ho promesso poco fa...se poi la voglia di sesso mi passa...”
“...eh?!...sì fammelo, anzi facciamo un bel sessantanove!”
Continuava a toccarmi il culo con le mani, con decisione, ormai si sentiva padrone del mio corpo. Non mi aveva sverginata, tuttavia conosceva il sapore del mio sesso. Io, per quanto fossi eccitata, non desideravo certo dargli la verginità della passera, tantomeno quella del culo. Acconsentii per un 69; gli avrei dato l’illusione di possedermi poiché avrebbe afferrato il mio bacino comunque piazzato sopra la sua bocca. Se avesse gradito ancora la mia fica l’avrebbe avuta a portata di lingua. Mi piazzai sopra di lui e cominciai a odorare il suo cazzo; ero ancora esitante. Finora non l’avevo mai preso in bocca. Provai a baciarlo più volte a caso tra asta e cappella. Lo afferrai con la sinistra e proseguii con i miei baci. Lo avevo, come si dice?...un po’ risvegliato perché si stava ingrossando sotto i miei occhi. Continuavo a maneggiarlo incuriosita praticandogli una sega con baci. L’alito caldo del mio naso sulla sua asta lo faceva intostare nella mia mano. Incuriosita provai a tirargli fuori la cappella, era bella rossa e gli baciai anche quella a mano a mano che la scoprivo. Quando ne ebbi scoperta tutta la base il suo cazzo era diventato grosso ed era destinato ad indurirsi. Baciavo con un po’ di saliva i due lobi della cappella, ma ancora non mi decidevo a prenderlo in bocca, per me era un sapore nuovo; avevo paura che non mi piacesse, mentre a lui stava piacendo la mia fica da come aveva ripreso a leccarmela dietro lambendo anche l’inguine. All’improvviso presi coraggio e respirai a fondo prima, poi aspirata un po’ di saliva con cui lambirgli il glande la mia bocca calò sul cazzo di mio fratello, sempre carne della mia carne. Respiravo con calma, ferma, senza muovere la lingua anche se stavo assaporando quella pelle dal retrogusto amarognolo. Vedendo che non avevo problemi a respirare, tranne quando lui mi affondava la lingua in fica, presi a fare avanti e indietro cercando d’ingoiare la cappella e tornando indietro. La saliva ormai doveva aver fatto effetto, ma non sentivo niente di particolare col suo cazzo, mentre la sua lingua aveva già fatto ri-bagnare la mia passerotta facendomi godere di nuovo. Mi esaltai e cominciai a fare mulinello con la lingua sul glande e mordicchiando qua e là l’asta e la base del glande. Istintivamente mordicchiavo piano e frequentemente. Quando ri-poggiai le labbra mi sentii un istante felice, sentivo pulsare la sua vena cava,- sì mi pare si chiami così -, il mio primo pompino aveva fatto prendere vita a quel cazzo. Ora sì che diventava duro. La mia testa prese ad accelerare e l’ingoio della cappella era sempre più breve; afferrai il cazzo di mio fratello, che ormai aveva smesso di leccarmela dopo la sciacquetta di pochi istanti prima, e lo tenni verticale, fermo, ed in piedi con la mano destra. Lo tirai fuori dalla bocca e presi a leccargli tutto il glande da giù all’insù con la punta della lingua. L’aria esterna , più fredda della mia bocca, che però alitava sul glande, fece pulsare la cappella davanti ai miei occhi. Cambiai la direzione con cui gli lambivo il cazzo con la lingua e presi a leccarlo al centro. Mio fratello ebbe un paio di sussulti come risposta ai miei colpi di lingua:
“Ahhhhh...ahnnnn,...ahmmmm. Sì!....ahnnnn, ahnnnn,ohiiii, ihhhhhhh!”
“Glooooomm!,...uhmmmmf, glooom, uhmmmffffff, glooooom, uhmmmmmmm”
“Ahnnn, ahhhhhhh, ahhhhh, uhiiiiii!”
Rantolavamo entrambi, impegnati come eravamo a darci reciproco piacere. Con la sinistra gli feci l’amorevole gesto di carezzargli i coglioni che cominciavano a indurire. Mi veniva d’istinto. Per me le sue palle erano in quel momento più sacre della mia stessa vita. Quel pompino io l’avevo preso a passione. Avevo spedito mio fratello in paradiso. Ora si trattava di farlo godere come avevo goduto io.
IL tempo per noi non scorreva più. Alternavo la spippata dell’asta con la lingua sulla punta del glande, la sua regione più sensibile; ad ogni suo sussulto credevo che mi sparava lo sperma, ma il suo cazzo ancora non dava, ma era un palo di cui andavo orgogliosa. Lo avevo preso in simpatia. Mi ero resa conto, anche se sono una quasi somara in chimica, che la chiave della sborrata era nella differenza di temperatura tra la mia bocca e l’aria esterna condita col mio caldo alito che gli forniva tutto l’amore del mondo. Cinque, sei leccate, un paio di movenze a sega e ìl bacio del mio alito. Decisi di lambire i contorni della sua cappella con le labbra, lambivo stretta e quando le labbra mi si chiusero sulla punta del glande feci partire due delicatissime leccate leggere con la lingua e all’improvviso uno zampillo caldissimo mi colpì i lati della bocca. La volevo chiudere, ed invece la aprii e aspettai l’altro suo fiotto che mi finì sopra la lingua. Il terzo nella gola. Affamata chiusi la bocca su quel vulcanino d’amore e succhiai a tutto fiato cercando contemporaneamente di ingoiare; però ingoiavo goffamente. Mio fratello si liberò anche a voce:
“Ahhhhnnnnn! Ahhhhhhhhh! Sìììììììì!....tieni!,....ahiiiiii come succhi!....uhmmmmmm, ahn!”
Un po’ di sperma mi scese nell’esofago. Era amaro, caldo e appiccicoso, oltreché viscoso. Il sapore non me lo avrebbe fatto mai ingoiare; tuttavia il fatto che fosse caldo come crema in quei momenti roventi mi faceva desiderare di esserne affogata! Il resto dell’amore di mio fratello, parecchio comunque, mi restò in bocca. Decisi di muovere la lingua fino a quando non fosse uscito tutto. Sapeva un po’ di birra e non lo trovavo strano considerando che mio fratello ne beveva, specialmente in vacanza! Sentivo la propulsione partirgli dalle palle. Lui continuava a lambire la mia fica ed il mio ano, ma ormai avevamo goduto tutti e due. Eravamo alquanto scarichi. Staccai la bocca dal suo cazzo ripulito alla meglio, e mi voltai verso mio fratello con il viso tutto bagnato dalla mia sborretta femminea. Gli mostrai la mia bocca e lui me la baciò spontaneamente. Mescolammo i fluidi come due innamorati, ma ormai era la nostra tiepida saliva a scaldarli. Sapeste quanto è caldo lo sperma di un uomo quando lascia il cazzo!...Beh, altrettanto è freddo quando te lo rigiri in bocca qualche secondo dopo. Lo stesso doveva essere per mio fratello e il mio brodino di sesso. Mi staccai dal bacio e alzatami andai in bagno a lavarmi. Mio fratello non era mai stato soddisfatto meglio di come avevo fatto io. Mentre mi lavavo i denti sciacquando la bocca mi si era piazzato dietro e aveva cominciato a leccarmi le cosce e le natiche. Mi chiese:
