Se ne va senza dire o fare nulla. Mi lascia lì, in sospeso. Sto uscendo dall’ufficio quando si avvicina.
«Domani sera vieni all’inaugurazione del locale del ragazzo di Francesca. Scoprirai cosa devi fare.».
Mi allunga un rossetto rosso acceso. Uno di quei colori che mi stanno da dio e lui lo ha capito.
«Mettilo domani!».
Mi fa un ironico saluto militare e sparisce dentro l’ascensore.
A casa cerco ancora una volta di fare l’amore con mio marito, ma ancora una volta trovo una risposta negativa.
Aspetto che si addormenti per masturbarmi ancora e ancora nel bagno, nell’attesa della sera successiva.
Il dress code per l’occasione impone giacca e cravatta per gli uomini, mentre abito da sera per le donne. È un locale abbastanza in della città, uno di quei posti dove trovi gente di una certa classe sociale.
Siamo in primavera e la temperatura permette di indossare un abito ad altezza ginocchio rosso in tinta con il rossetto che Alessio mi ha detto di indossare. Il tutto completato con un bel tacco che slancia la mia figura. Sono in molti a fissarmi. “Chi è quella bella bionda?!” immagino che pensano. E gli occhi addosso mi fanno uno strano effetto, positivo.
Lui non è ancora arrivato, ma passo una bella mezzora a parlare con i nuovi colleghi e a conoscerli un po’ meglio di quanto non si possa fare in ufficio.
Finalmente eccolo. Non è solo: con lui c’è una graziosa moretta, carnagione chiara, occhi da cerbiatta e un fisico snello e ben proporzionato. Vederli insiemi mi dà fastidio, anche se non ho ragione di essere gelosa.
I due si recano subito al bar e io resto così indecisa sul da farsi. Delusa per l’essere stata ignorata.
Non passa molto da che questi pensieri mi balenano in testa, che ecco il bip-bip del telefono. La suoneria dei messaggi personalizzata che ho impostato per Alessio.
Alessio: Entra nel bagno riservato allo staff e chiuditi nella penultima cabina wc. Alza i piedi in modo che sembri non esserci nessuno. Hai 5 minuti.
Il messaggio mi dà una scossa di eccitazione incredibile. Non si è dimenticato di me. Non mi ha ignorato.
Mi dirigo in fretta al bagno dello staff e guardandomi intorno per non essere vista sgattaiolo dentro, come mi ha detto di fare.
Metto il telefono in silenzioso e mi rannicchio in piedi sul water perfettamente pulito. Fisso il telefono in attesa di un altro messaggio, ma nulla. Vedo il display con l’orologio che segna i minuti che trascorrono senza che io abbia sue notizie.
Allo scadere perfetto dei cinque minuti sento la porta del bagno aprirsi e qualcuno entrare.
«Sei sicuro che non ci sia nessuno?».
È la voce della ragazza. “Cazzo! Anche la voce è figa!” penso tra me e me.
«Sicuro. Andiamo nell’ultimo in fondo.».
Proprio quello in fianco al mio.
Cala il silenzio. Mi ritrovo a trattenere il respiro, mentre sento la porta della cabina accanto chiudersi e bloccarsi. Sento il respiro dei due che immagino si stiano baciando.
“Come vorrei esserci io!”. Un’altra volta mi ritrovo a pensare a cose che non dovrei.
Sento una zip abbassarsi. Lei indossa un abito nero, deve essere per forza quella dei pantaloni di Alessio.
«Cosa aspettavi a mostrarmi questo tesoro?!».
La ragazza sta chiaramente parlando del suo pene. Muoio dalla curiosità.
Non riesco più a stare accovacciata sul water e senza fare il minimo rumore mi siedo con tutte e due le tavolette abbassate.
«Piano con le mani. Ora, TOCCATI!».
Allunga le mani! Che invidia!
«Agli ordini!».
“Agli ordini!” rispondo anche io nella mia mente; e inizio ad alzarmi il vestito e mi massaggio da sopra le mutandine.
Si inumidiscono subito.
Ricordo perfettamente la sensazione di essere osservata da lui, mentre mi tocco. È esattamente quello che sto immaginando, mentre le mie dita spingono il cotone del mio intimo contro le mie labbra nascoste.
«Posso?».
Sento la voce della ragazza, ma non capisco subito a cosa si riferisce.
«Mmmm».
Riconosco chiaramente il suono della gola che si adatta al membro di Alessio. Sento il risucchiare della ragazza. Istintivamente porto due dita in bocca e inizio a simulare un pompino.
«Sei brava!».
“Grazie!” rispondo nella mia mente. So che quel complimento è diretto anche a me.
Sento Alessio gradire e avvisare la ragazza dell’imminente eiaculazione.
«Ingoia!».
Cala qualche attimo di silenzio poi è ancora lui ha prendere la parola.
«Togliti le mutandine e mettile in bocca! Ora tocca a te!».
Faccio come comanda alla giovane fortunata. Tolgo le mutandine e le metto in bocca. Sono bagnate dai miei umori. Mentre immagino la lingua di Alessio in mezzo alle mie gambe continuo a toccarmi e assaporo i miei umori.
Chiudo gli occhi e mi lascio trasportare dal ritmo dei gemiti della fortunata nel bagno accanto.
Non ho la nozione del tempo. Vengo più volte, ma ogni volta ho sempre più voglia.
«Hai fatto questi giochi anche con la tua capa?».
«No, non l’ho mai leccata e lo stesso vale per lei.».
«Oggi c’è alla festa?».
«Curiosa?».
«Da morire!».
«Ti ricordi la bionda con il vestito rosso che abbiamo visto quando siamo arrivati?».
«Quella con il rossetto rosso da paura?».
«E’ lei!».
«Wow! Sai che…».
«A suo tempo!».
«Non sai nemmeno cosa stavo per dire!».
«Che è una gran figa e che ci faresti volentieri quattro salti insieme a me. Sbaglio?».
Sento la ragazza rispondere con una risata. “Ho fatto colpo!” penso contenta.
«Esci ora. Ti raggiungo al bar.».
Sento la porta aprirsi e i passi allontanarsi.
L’ombra di Alessio si vede da sotto la porta della cabina. Bussa.
«Apri!».
Sblocco la porta. Lui apre. Mi trova con l’abito alzato in vita, le gambe aperte, la mia passerina con il pelo biondo arruffato e bagnato e le mutandine bianche ancora in bocca.
Sorride.
Mi passa il suo telefono in modo che possa dare l’invio al comando di cancellazione della foto che ho mandato il giorno prima.
«Sei uno spettacolo! Divertita?».
Sono completamente inebetita. Faccio di sì con la testa.
Alessio allunga la mano e afferra le mutandine. Apro la bocca per permettergli di prenderle. Le porta al mio sesso e asciuga gli umori prodotti dalla mia continua stimolazione.
Se le mette in tasca e se ne va.
Di colpo mi ridesto come da un sogno. Mi sistemo l’abito e torno di là. Saluto tutti e me ne torno a casa.
Sono frastornata, confusa e appagata. Spero di non dover dare spiegazioni a mio marito del mancato ritorno a casa del mio intimo, ma se ho fortuna starà già dormendo.
Sono davanti alla porta di casa quando sento il bip-bip del telefono. Apro il messaggio e vedo la foto delle mie mutandine sul sedile della sua auto.
Alessio: Le mutandine restano in mio possesso fino a che non avrai compiuto la prossima sfida! Buona notte, capo!
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