Rimasi sorpresa dalla sua iniziativa, ma più la sua mano saliva lungo le cosce, più io, forse inconsciamente, aprivo le gambe per aiutarlo in questa sua progressione. La sua mano arrivò fino all’inguine, e qui cominciò a massaggiarmi da sopra le mutandine. Era impensabile fino a qualche giorno prima che mio figlio prendesse l’iniziativa di accarezzarmi così intimamente. Sentivo che la mia vagina si stava bagnando abbondantemente. Le sue dita spostarono l’elastico e passando sui miei peli umidi e si infilarono tra le mie labbra aperte. Ebbi una scossa quando sentii il suo dito medio accarezzarmi il clitoride ormai esposto per l’eccitazione e scivolarmi nella vagina. Con le mani strette al volante, feci molta fatica a mantenermi calma.
Quando le sue dita si muovevano dentro di me, avrei voluto che mi scopasse subito lì, sul ciglio della strada. Ad un certo punto Lorenzo tolse lentamente la sua mano dalle mie cosce, mi prese la mano destra e l’appoggiò sulla sua patta. Sotto la sua tuta da jogging sentivo il suo cazzo duro e gonfio, capii subito cosa voleva. Glielo accarezzai un po’, poi Lorenzo allentò il cordone che chiudeva il pantalone della tuta e guidò la mia mano nei suoi slip, subito impugnai il cazzo duro. In quel momento mi scordai completamente di essere sua madre, e mentre lui ricominciava a sditalinarmi lo segai lentamente. Improvvisamente Lorenzo emise un lungo gemito alzando contemporaneamente il bacino. Sentii un liquido caldo e appiccicoso colarmi tra le dita: mio figlio aveva goduto nelle mie mani. Non ci scambiammo neanche una parola, solo mentre Lorenzo si stava pulendo con dei fazzolettini recuperati dalla mia borsa lo sentii sussurrare: “Mamma ti amo!” Arrivati a casa della zia la salutammo con gli immancabili convenevoli, la aiutai a preparare la cena.
Dopo, con l’aiuto di Lorenzo, riassettai la cucina ed accompagnai a letto la zia. Lorenzo fece la doccia per primo e alla fine ci ritrovammo sul divano a guardare la televisione insieme. Ma la tele non aveva niente di interessante da offrirci, le nostre menti e d i nostri pensieri erano da tutt’altra parte. Ci guardammo negli occhi senza parlare, nella penombra della luce diffusa dal video, Lorenzo si inginocchiò davanti a me, mi alzò la camicia da notte, mi aprì le cosce, e dopo aver scostato le mutandine affondo la sua lingua tra le mie labbra più intime. Con la testa piegata all’indietro lo lasciai fare senza dire una parola. Le sue labbra succhiavano il mio clitoride gonfio di desiderio, la sua lingua leccava le mie grandi labbra e si infilava nel profondo della mia vagina. Non ne potevo più dal piacere, dovetti mettermi le mani sulla bocca per non gridare. Ogni mio angolo intimo era esplorato dalla sua lingua, le sue labbra sul mio clito gonfio lo succhiavano delicatamente. Stavo per urlare. Presi un cuscino e me lo misi sul viso e inizia a morderlo per non farmi sentire. Lorenzo in pochi minuti, era riuscito ad innescare in me un orgasmo di una intensità che mai avevo provato. Dopo questi intensi momenti, mi ripresi e andammo silenziosamente nella mia camera.
Nella camera illuminata fiocamente da un abat-jour, seduta sul bordo del letto mi tolsi la camicia da notte, Lorenzo fece lo stesso con il suo pigiama. La mia mano subito corse al suo inguine, impugnai si suoi testicoli e cominciai ad accarezzarli prima di salire e prendergli in mano il cazzo ormai duro. Stavo facendo eccitare mio figlio e la cosa mi piaceva. Senza dire una parola le sue mani si posarono sulle mie spalle e mi spinsero dolcemente indietro. Mi sdraiò sulla schiena e aprendomi le gambe ormai totalmente offerte a lui, si stese su di me. Senza alcuna difficoltà, il suo cazzo bollente trovò la strada per entrare e, con una sola spinta, mi penetrò per tutta la sua lunghezza. Iniziò a scoparmi con energia ma anche con dolcezza allo stesso tempo, chiusi le gambe su di lui per tenerlo più profondamente dentro di me. La mia fantasia era diventata realtà, stavo facendo l’amore con mio figlio. Ricominciai di nuovo a gridare, Lorenzo mise una mano sulla mia bocca come un bavaglio per non svegliare la zia. Non ci volle molto, sentii un’ondata di piacere partire dal ventre fino a tutti gli angoli del mio corpo, ebbi un orgasmo come mai mi era successo in tutta la mia vita. Lorenzo arrivò all’orgasmo insieme a me. Ben piantato dentro di me, sentii il suo seme schizzare nel profondo del mio ventre. Fu un momento fantastico quando, ancora l’uno dentro all’altra mi abbracciò e mi disse: “Mamma, sei il mio grande amore, ti amo!” Restammo a lungo abbracciati l’uno all’altra accarezzandoci e baciandoci al punto che le nostre salive mischiate ci colavano dai lati della bocca.
Mentre gli accarezzavo i fianchi ed suo culetto sodo, le mia mani risalendo verso il suo inguine sentirono i suoi coglioni ancora tesi e gonfi, il suo cazzo ancora duro non aveva avuto neanche un minuto di “periodo refrattario”, la mia fica era tutta umida ed io ancora vogliosa. Mi avvicinai al suo orecchio e gli mormorai: “Amore prendimi ancora, entra nel grembo ti tua madre, ma fallo piano, dolcemente, ricorda che non siamo soli in casa.” Subito entrò di nuovo in me, si muoveva lentamente a volte rimaneva profondamente nella mia vagina fermo per diversi secondi, mi stringeva a lui, mi accarezzava i seni. Fu un momento meraviglioso, un momento di piacere che non avevo mai provato e che sicuramente non dimenticherò mai più. Fu molto difficile non piangere dall’emozione quando sentii Lorenzo godere di nuovo nel mio ventre dicendo: “Ohhhh.. Mamma ti amo!” Quelle parole furono per me qualcosa di esplosivo tanto che ebbi un nuovo orgasmo. Non avevo mai provato con nessun uomo quella sensazione di piacere, nemmeno con suo padre. Alla mattina presto Lorenzo mi prese un’altra volta. Mai mi ero donata ad un uomo in quel modo. Sia il venerdì sera che a sabato sera facemmo nuovamente l’amore, Lorenzo ed io eravamo diventati amanti. Rientrando a casa la domenica sera, mentre guidavo, continuavo a pensare di essere una depravata, una cattiva madre e completamente pazza per aver fatto l’amore con mio figlio, ma la sua mano che accarezzava le mie cosce scoperte mi ricordò che alla fine eravamo entrambi adulti e consenzienti allora, a quel punto, decisi di mettere le cose in chiaro. Io ero innanzi tutto sua madre, una madre che lo amava follemente, ma ero anche la sua amante quando lo desiderava e lui il mio amante quando lo desideravo a mia volta. Dovevamo avere due vite separate, quella pubblica di madre e figlio, e quella segreta di amanti.
Appena arrivati a casa, Lorenzo mi prese per mano e senza parlare mi portò nella mia, o forse nostra, camera da letto. Era la nostra prima notte soli, senza doverci preoccupare di nessuno. Ci spogliammo rapidamente senza staccarci gli occhi da dosso. Lessi il suo desiderio nel suo sguardo. Le mie mutandine erano già tutte bagnate, mi sentivo aperta, pronta ricevere Lorenzo un’altra volte dentro di me. Ormai nuda, mi distesi sul letto, aprii vergognosamente le cosce e gli dissi con un filo di voce: “Vieni tesoro, prendimi di nuovo, facciamo l’amore.” Il mio sguardo non si staccava dal suo cazzo già pronto e duro, il suo prepuzio si era ritirato lasciando bene esposta la sua cappella gonfia. La visione del sesso di mio figlio in quella guisa scaldava i miei sensi, non riuscivo più a controllare la mia eccitazione. Glielo baciai e leccai il bordo della sua cappella più volte prima di infilamelo in bocca come un chupa-chup. Le mie mani toccavano la carne della mia carne, era meraviglioso. Lorenzo si lasciò fare per qualche istante, poi si avvicinò a me si pose tra e mie cosce, io lo tirai verso di me tenendo il suo cazzo tra le mani per guidarlo nella mia fica ormai fradicia. Quando la sua cappella era ormai contro le mie labbra, si alzò sulle braccia guardandomi con desiderio, come se aspettasse il permesso di entrare. Allora io lo presi per le chiappe dicendogli: “Entra in me, non ne posso più dalla voglia. Entra nel ventre della mamma, presto scopami! Voglio sentirti fino in fondo e donami il tuo liquido d’amore.” A questo punto lo tirai a me e mi penetrò.
Con un potente colpo di reni mi impalò prendendo possesso di tutta la mia fica, dalle labbra fino all’utero. Io lanciai un grido di sorpresa ma anche di piacere sentendomi penetrata ed aperta in quel modo da mio figlio. Nessuno mi aveva mai scopata con quella foga, fu bellissimo! Lorenzo ormai dentro di me invoco il mio nome: “Mammaaaa..” Sentire la sua voce chiamarmi unitamente al suo cazzo dentro di me, aumentò il mio piacere. Cominciò a scoparmi con lungo e lento vai e vieni, era bellissimo sentirlo per tutta la sua lunghezza. Tirai la sua testa verso di me per baciarlo appassionatamente mentre con il bacino cercavo di accompagnare i suoi movimenti. Era talmente eccitato che non resistette molto. Lorenzo mi strinse a se, la respirazione ed il suo “va e vieni” andavano aumentando, lo sentivo tremare, stava per godere. La sua bocca si staccò dalla mia e mi disse: “Mamma, mamma, ti amo!” Gli strinsi le gambe attorno al suo bacino per tenerlo bene dentro di me, il suo sperma caldo inondo il fondo della mia vagina che si contraeva attorno al suo cazzo ad ogni suo schizzo. “Si.. tesoro, ti sento.. ti sento bene, è bello sentirti schizzare nel mio ventre.. anche io ti amo!” Restammo avvinti in quella posizione finché il sesso di Lorenzo non finì di avere contrazioni e finché non espulse anche l’ultima goccia di sperma. Io non avevo goduto, ero troppo attenta al suo piacere ed a gustare la sua sborrata dentro di me, ma ora volevo godere anche io, sentivo il piacere crescere dentro di me. Lorenzo era disteso al mio fianco, potei così costatare il vigore sessuale di un ragazzo di 18 anni, il suo sesso, nonostante avesse appena sborrato era ancora duro. Passando una gamba sopra di lui mi trovai a cavallo del suo bacino, presi il suo cazzo tra le mani e me lo infilai cavalcandolo. Iniziai a sfregarmi sul suo cazzo come una gatta in calore, me lo infilai il più profondo possibile.
