“Ma nessuno si prende cura di questi due bei cazzi ?” dissi dopo averli presi entrambi in mano.
“Guarda che hanno bisogni di ben altro che una carezza.” mi rispose mia madre avvicinandosi con la bocca a quello di Moa.
“Questo le pensavo anch’io, vorrà dire che farò come te.”
M’accucciai davanti alla possente mazza di Greg per iniziare a leccarla, e assaporarne il gusto di vero maschio africano.
Mi ritrovai così con mia madre di fianco che non paga di succhiare la nerchia di Moa, allungò una mano sul mio sedere per palparlo delicatamente, per poi farla scivolare fra le gambe trovando un vero lago d’umori.
“Vuoi assaggiare questo ?” mi domandò con una naturalezza sconvolgente.
“Certo !” le risposi trovando la sua bocca prima del bastone di Moa, che era praticamente uguale a quello dell’altro ragazzo, se non per il fatto che era già ricoperto di saliva.
Per un attimo ebbi una profonda gelosia verso mia madre, che era chiaro non si faceva alcun problema a portarsi a casa due ragazzi la cui età era forse la metà della sua, ma poi pensai che li stesse condividendo con me e che ne era ben felice.
Continuammo a scambiarci le mazze senza però mai smettere di toccarci a vicenda, facendo così eccitare tantissimo i due ragazzi, che già non si sarebbero mai aspettai di trovarsi davanti non solo due donne, ma che erano anche madre e figlia. Quando però entrambi ebbero voglia di scoparci, non fecero altro che sollevarci di peso per farci mettere carponi sul letto, una davanti all’altra, per poterci prendere da dietro.
Vedere il volto di mia madre contorcersi per il piacere fu un’esperienza sconvolgente, ma non appena Greg finì di penetrarmi facendomi assumere un’espressione molto simile alla sua, non ebbi alcun problema ad allungarmi quel tanto che bastava per poterla baciare, come se la volessi ringraziare di quello che stava succedendo.
Capii ben presto perché mia madre si era portata in casa quei due ragazzi, se non altro perché erano due veri tori da monta, anche se forse godevo di più dei suoi baci e di come mi toccava fra le gambe, come se quel bastone di carne non fosse sufficiente a farmi godere.
Moa e Greg ci scambiarono diverse volte, facendoci godere tantissimo, ma mi resi conto che volevo dar sfogo ad ogni mia più perversa fantasia sessuale, e che quella era forse un’occasione unica per farlo.
“Sdraiati.” dissi a mia madre che pur non capendo le mie intenzioni non si fece alcun problema a ubbidirmi.
Non appena si mise al centro del letto, io le salii sopra nel più classico dei sessantanove, per poi aprirle la passera come se fosse un fiore e leccare ogni sua goccia di piacere. Mia madre fece lo stesso con me, ma ben presto fummo piacevolmente interrotte almeno in parte, dai due ragazzi che ripresero a scoparci ancor più eccitati rispetto a prima, ma sempre senza alcuna esagerazione nonostante non mostrassimo alcun pudore o vergogna, ma soprattutto stavamo consumando un rapporto incestuoso.
Vedere la mazza di Moa entrare in continuazione nella fica di mia madre mi dava un sottile piacere, ben diverso da quello che mi stava facendo provare Greg martellandomi senza sosta, ma di nuovo fui presa da un’assurda gelosia come se dovessi essere solo il centro di ogni attenzione. Così spinsi Moa dicendogli di sdraiarsi per poi salire sopra di lui, ed impalarmi sul suo scettro ben bagnato dagli umori di mia madre, che però fece mettere Greg vicino al suo amico per fare esattamente quello che avevo fatto io, credendo che fosse solo un nuovo gioco che m’era passato per il cervello di realizzare.
“Non mi dire che hai il culo vergine perché non ci credo.” mi disse mia madre poggiandoci sopra una mano.
“Perché il tuo lo è ?” le risposi avendo ben capito dove voleva andare a finire.
“Tu che dici…”
Vidi mia madre alzarsi un po’ per prendere la mazza di Greg e dirigerla verso la sua porta posteriore, dove entrò senza cha almeno all’apparenza lei provasse anche un minimo dolore.
Nello stupido desiderio d’emularla feci esattamente come lei ma non con la stessa velocità, visto che la nerchia di Moa era troppo grande per poterla prendere nel retto tutta d’un fiato. Lei però invece di ridermi dietro, portò una mano sulla mia passera per stimolarmi il clito, e facendo sì che quel piacere bilanciasse il dolore che stavo provando, facendo sì che riuscissi ad impalarmi come aveva fatto poco prima lei.
Da quel momento in poi fu solo un cercare il massimo del piacere anche nel più piccolo, con loro due che ripresero in mano la situazione per poterci scopare, facendoci assumere sempre contemporaneamente la stessa posizione, neanche fossimo due gemelle da scambiarsi senza rendersene conto.
L’orgasmo arrivò mentre eravamo carponi una vicina all’altra, con quei due stalloni che ci sodomizzavano senza sosta, e noi due che ci scambiavamo languidi baci mentre ci masturbavamo a vicenda.
Per me fu una vera e propria frustata che partendo dall’ano arrivò al cervello con la forza di una scossa elettrica, tanto che quasi non m’accorsi che Moa continuava a scoparmi per poter venire anche lui. Poco dopo arrivò anche lui all’orgasmo schizzandomelo direttamente nello sfintere, e quasi spingendolo sino in fondo con gli ultimi colpi che aveva ancora in canna.
Mia madre e Greg vennero di fatto insieme, e anche lui non tolse la mazza dal suo retto che quindi inondò di sperma.
Ci ritrovammo tutti e quattro sfiniti sul letto senza nulla da dire, e fu forse una fortuna che i due ragazzi ad un certo punto s’alzarono per andare in bagno a lavarsi.
Io invece non trovavo una sola parola per iniziare una qualunque discussione con mia madre, così quando loro due tornarono per rivestirsi, andai in bagno portandomi dietro quello che avevo indossato a casa mia.
Non dissi nulla neanche quando tornai da mia madre per salutarla, se non un banale “Ciao ci sentiamo” che forse la deluse, ma del resto dovevo ancora rendermi ben conto di quello che era successo, anche se il giorno seguente sarebbe bastato ben per poco per farlo.
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