Mi giro verso di lui, sentendo con fastidio il materasso e le lenzuola bagnate di urina e infilo una mano sotto il piumone, sul suo pacco. Ha il pene quasi eretto stranamente, mi avrà mica vista masturbarmi? Ma no, sta russando, deve essere un'erezione mattutina, tra poco gli suona la sveglia. Allora inizio a carezzarlo, molto delicatamente, fino a che lo sento più eretto e pulsante. Con un piccolo gemito di soddisfazione, mi infilo sotto al piumone e, stando attenta a non svegliarlo, mi infilo tra le sue gambe. Senza usare le mani prima lo bacio e lo lecco qualche minuto, poi spalanco la bocca e inizia a pomparlo. Sto morendo dalla voglia, lo sento crescere tra le labbra, inizio a mugolare, finché lui tira giù il piumone e mi guarda: 《sei proprio una troia affamata!》 Mi fermo, mi sfilo il pene di bocca, alzo la testa e lo guardo negli occhi cercando di fare una faccia innocente 《oddio amore scusa, ti ho svegliato, non volevo! Sono una stupida ingorda, volevo ancora un pochino del tuo seme...》 poi abbassando lo sguardo per simulare vergogna 《ma ... adesso che sei sveglio ... pensavo che ... non so... mi piacerebbe tanto averti dentro di me... vorrei il tuo seme dentro di me...》 e guardandolo di nuovo negli occhi: 《ti prego amore, posso salire su di te?》 Lui fa un cenno della mano e mi concede il permesso, e io, con un sorriso smagliante, mi alzo veloce e gli salgo a cavallo. Mi mette in posizione per la penetrazione, gli sto già gocciolando sul glande. Al che lui mi prende per la vita e mi sposta di fianco mentre fa per salire sopra. Io sempre ansimando: 《amore no, ti prego lo facciamo sempre così, fammi stare sopra, ti sento di più》 ma lui mi prende per i capelli, e tira verso di lui 《mettiti a quattro zampe sgualdrina, che ti fotto da dietro!》 Ubbidisco subito eccitatissima, questa versione "padronale" di mio marito mi sconcerta ma mi piace, e tanto. Mi metto carponi sul letto, allargo le ginocchia e spingo in fuori il bacino. Sono completamente spalancata e rimango in attesa. Salvatore mi si posiziona dietro, sento che mi appoggia la cappella all'entrata della vagina, la muove per aprirla bene e, lentamente, spinge fino a far penetrare il glande ma qui si ferma. Io ormai sto gemendo e sbrodolando, dimeno il bacino per farlo entrare di più, ma lui mi tiene ferma con le mani. 《Ti prego amore.... ti supplico ... per favore.... non ... resisto, prendimi... ti prego!》 e Salvatore stringendomi forte i fianchi, entra molto lentamente fino in fondo e lì si fema di nuovo. Non riesco a respirare, ho occhi e bocca spalancati in un grido silenzioso, ma lui riprende il movimento e, sempre lentamente, esce quasi tutto e si ferma di nuovo. Inizio a tremare di piacere, boccheggio, finalmente riesco a prendere una boccata d'aria, me lui adesso con una mano mi prende per i capelli e, tirando violentemente mi fa inarcare all'indietro, mentre con l'altra mano mi prende un seno o lo stringe forte, con cattiveria, facendomi male. Inizio a gemere forte. Ma non mi muovo, aspetto, ormai sono completamente sottomessa, e adesso mio marito inizia a scoparmi davvero, con un movimento regolare, dapprima lento ma aumentando gradualmente la velocità e la forza dei colpi. Dal piacere perdo il controllo del mio corpo, tremo, mugolo e gemo nello stesso tempo, e finalmente ho un devastante orgasmo che mi lascia senza fiato. Cerco di spingere via mio marito ma non ho più forze, le gambe e le braccia mi cedono, mi accascio sul materasso ma lui mi tiene il bacino sollevato e continua a scoparmi, adesso con più forza. Ho i muscoli della vagina talmente contratti a causa dell'orgasmo che il pene di mio marito lo sento come se fosse un pezzo di legno enorme che entra ed esce: mi fa male, ma allo stesso tempo godo, godo tantissimo della sensazione fisica ma anche della situazione mentale: mi sento sottomessa, umiliata, usata e anche in ansia perchè so che non potrò trattenere la pipì ancora a lungo... ma all'improvviso un altro orgasmo, e subito dopo un altro mi scuotono, non ho più neanche la forza di gemere, con la bocca spalancata cerco di inspirare più aria possibile ma è sempre poca, tremo come una foglia. Salvatore continua, avanti e indietro, sempre più veloce il piacere è insostenibile, ne sento arrivare un altro, basta non ne posso più. Con voce flebile 《basta ... amore.. non posso più... ti prego... non .. ce la ... faccio... più.... 》 e dopo un ultimo colpo violento lui esce all'improvviso. Con un sospiro abbasso il corpo sul materasso, provando a respirare, cerco disperatamente di trattenere la pipì, non voglio pisciare addosso a mio marito, morirei dalla vergogna. Ma Salvatore: 《non è finita zoccola ...》 mi riprende per i fianchi, mi tira su di nuovo, mi appoggia il glande sul buco del culo. Mii rende conto di avere tutti i muscoli contratti per gli orgasmi, non riesco ad aprirmi 《no amore no! ti prego, non riesc.... AAAAHA!》 Troppo tardi, con un colpo deciso mio marito cerca di entrare, ma è troppo stretto, riesce a infilare solo il glande. 《Lasciami entrare troia che sto per venire!》 e, tenendomi per i fianchi, dà un colpo di reni più forte e riesce a penetrarmi fino a metà. Salvatore è al limite, vuole venirmi dentro al culo e dà gli ultimi colpi con tutta la forza che ha, tanto che vengo sbattuta contro la parete. E finalmente si svuota dentro di me. Non ho la forza di reagire, ma il dolore mi fa perdere definitivamente il controllo della vescica: mi svuoto completamente con un grosso getto che, data la posizione, colpisce in parte le gambe di mio marito. 《Ma che cazzo fai?!?! Fai schifo!》 Esce da dentro di me e corre in bagno a farsi la doccia. Io mi lascio andare sul materasso, con le lacrime agli occhi per l'imbarazzo, abbraccio il cuscino e me lo stringo al corpo, mentre con una mano mi tasto delicatamente l'ano. Mi brucia da morire, dovrei sciacquarmelo con acqua fredda ma non riesco ancora ad alzami. Rimango in questa posizione finché non torna mio marito, nudo, lavato e profumato. Vestendosi: 《dì a Rosario di andare a comprare un altro materasso uguale a questo, e chiama Carmela e Carla per far pulire bene tutto. Io starò via una settimana, vado in Francia. Divertiti con Vanessa e quando torni mi aspetto di trovarti maiala come oggi!》 Io, senza più forze, annuisco, sottomessa, docile. Resto sdraiata nella mia pipì, non riesco ad alzarmi, quando Salvatore esce lo saluto appena.
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