Si ferma solo quando ho già smesso da un pò di urlare, di piangere, di supplicare. Sono in ginocchio, mi sono pisciata addosso, sto mugolando. Vanessa mi tira il frustino in faccia, è furiosa, pensava di farmi cedere oggi. Mi libera, mi trascina davanti allo specchio grande, 《Guardati》 mi dice con crudeltà: sono devastata, la faccia è una maschera informe di trucco slavato e lacrime, il corpo pieno dei segni rosso scuro delle scosse elettriche, l'interno delle cosce sporco del sangue che mi è uscito dal culo, i seni...... i miei seni.... non resisto alla vista, indietreggio 《no no no no no no no.... 》 Si cambia in fretta, ancora furiosa. 《Adesso devo andare, continuiamo domani, tanto prima o poi cederai》 Mi limito ad annuire, con gli occhi chiusi per non vedere il riflesso del mio seno, ma ho l'immagine stampata in testa. Vanessa se ne va e mi lascia qui, in ginocchio, a singhiozzare. Non posso, non posso portarle Jez! Ma prima o poi cederò, lo so, già oggi è stato difficilissimo. Devo farla andare via! Ma come? Non accetterà mai, la conosco troppo bene.
La soluzione me la dà Maruska. È venuta a cercare di sistemare come può il mio corpo e, mentre si prendeva cura di me, mi sono sfogata con lei, le ho detto tutto, vergognandomi da morire. Dopo avermi ascoltata, con in mano la collana che avevo portato: 《Signorina Jezabel è francese.... se ruba.... Signor Salvatore è potente, può .... come si dice ... expulsare sì?》 e mi porge la collana. Guardo la collana, poi Maruska, poi di nuovo la collana... e nonostante il dolore a tutto il corpo, salto al collo della ragazza, la riempio di baci e di lacrime, rido con lei! 《Espellere! Si dice espellere Maruska. E io ti sono debitrice!》
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Molto bello il racconto mi piaciuto davvero ! Spero di leggere presto altri racconti della serie !
Grazie 🤗