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Erotika
Noelle 8
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Racconto17 min di lettura

Noelle 8

Noelle scopre il bondage

MarSel
2 anni fa · 374 letture · 0

Sento che mi gira intorno, ogni tanto mi dà un colpetto col piede. Mi libera le caviglie: 《alzati e vai alla scrivania!》 ubbidisco, solo che non so dov'è la scrivania e prendo una ginocchiata contro la sedia. Mi guida con le mani finché non mi trovo con la figa a un angolo del piano. 《Masturbati!》 Come faccio, ho le mani legate dietro la schiena... aah capisco. Inizio a strofinare la mia fessura contro l'angolo del tavolo, e mi piace, ooooh se mi piace! Adesso ci siamo, 《si》, mi piego in avanti, 《siiii》, ma mi arriva dietro, lo appoggia all'ano, 《no, aspetta!》 cerco di finire prima che entri, 《lasciami finire ti prego》, 《ODDIO!》 sta entrando senza l'olio, fa male, 《ti prego lasciami finire!》, poi spinge, con forza! Al solito, il bruciore annulla tutto, rimango io da sola col mio ano a fuoco, lui continua a fottermi il culo ma non ho più fiato, resto passiva a subire. Dura un'eternità, infine mi sborra dentro, esce e mi lascia lì, con la pancia sulla scrivania. Lui è venuto, io no e il dolore è atroce; spero che almeno mi liberi e mi lasci andare in bagno. E invece mi gira intorno e me lo ritrovo davanti, mi prende per i capelli, mi strappa la benda e mi appoggia il pene ormai moscio sulla bocca, lo strofina per tutta la faccia. Ma non apro la bocca, adesso ho troppo male! 《La francesina fa i capricci...》 mi tira su la testa e mi arriva una sberla, poi tirando per i capelli mi toglie dalla scrivania e mi butta per terra. Mi ritrovo sdraiata supina sulle braccia, cerco di rialzarmi ma non riesco. Mi si mette a cavalcioni sul torace, infila il cazzo tra le tette e si muove. Sono tesa perché ho male ovunque e ho il terrore che mi faccia ancora più male ai capezzoli, ma me le tiene delicatamente ai lati, mi piace sentirmelo li, adoro vedere il suo cazzo che spunta dalle mie mammelle enormi, guardo la sua faccia e gli piace, gli sta piacendo! Lo vedo crescere piano, adesso è di nuovo duro e aumenta il ritmo, allo stesso tempo stringe di più i seni, mi fa male ma non troppo, lo adoro.... si ferma, si alza in fretta e resta sopra di me col pene eretto: 《francesina, alzati che ti scopo》 ... cerco di alzarmi in fretta ma ho i muscoli rigidi, muovo le gambe come uno scarafaggio sulla schiena, e lui mi guarda. 《Ti supplico Roman....》 vedo che raccoglie qualcosa da terra, si avvicina e mi infila di nuovo in bocca la pallina, ma non la lega, sa che non me la toglierò. Poi mi prende per i capezzoli martoriati e, mentre urlo di dolore mi tira su, di peso; mi sbatte con la schiena contro la parete e mi fotte così, in piedi.

Dura un tempo interminabile e, nonostante il dolore, vengo un sacco di volte, le gambe hanno ceduto già da un pezzo, mi sta sostenendo in piedi con le mani e col cazzo piantato dentro di me, ho già pisciato tutto quello che avevo, su di me, su di lui... e continua, come uno stantuffo, costante, eterno; e io continuo a venire! Alla fine mi sborra dentro e resta così, dentro di me, anche lui stanco e ansimante; e adesso sto piangendo e ridendo insieme, e vorrei abbracciarlo e baciarlo e ringraziarlo e.... ma ho le mani legate. Alla fine mi riprende i capezzoli, me li torce per l'ennesima volta e io per l'ennesima volta urlo, poi esce da me e resta a guardarmi: io scivolo lungo la parete e arrivo a terra, ma mi giro su un fianco perché il dolore all'ano e ai glutei non mi permette di sedermi. A quel punto si prende il pene in mano e mi piscia addosso, in faccia, sui seni, il pube, le gambe... dopo di che va in bagno. Ci sta un pò, sento che si sta lavando; poi viene di qua, si riveste e mi apre le manette: 《Francesina prima di andartene lava bene tutto e rimetti in ordine!》 e se ne va.

Rimango semisdraiata nel lago di urina, non ho la forza di muovermi e, tutto sommato, sento di essere nel posto che mi compete.... adesso che mi sto calmando inizio a sentire più forte il dolore al culo e ai capezzoli. Mi esamino, i glutei hanno i segni dello scudiscio, una decina di segni rossi molto marcati. Ma sono i seni che mi preoccupano di più: ho i capezzoli gonfi, scurissimi e tutti graffiati. Intorno alle areole anche i seni sono graffiati e sono quasi viola. La faccia mi brucia dove ho preso la sberla, devo essere rossa anche lì. Come faccio? Stasera torna mio marito, che gli dico? Provo ad alzarmi, fa malissimo ma devo resistere, barcollando arrivo ai miei vestiti.... merda sono scivolati per terra e adesso sono tutti bagnati di urina!

Raggiungo la borsa e chiamo Jezabel, e le dico tutto in un fiato che sono nella merda, ho bisogno di lei qui, subito, non so come fare.... Mi risponde che è all'aeroporto, sta per prendere un aereo per Marsiglia, si è presa una settimana di vacanza per passarla con la famiglia.... me n'ero scordata! Sono finita! Mentre metto giù scoppio in pianto.

Mi riscuoto quasi subito, devo fare qualcosa! In qualche modo riesco ad andare in bagno; prima i glutei: ci passo un asciugamano semipulito, vedo che non si sporca di sangue... bene! Ci vorrebbe del ghiaccio, ma non ne ho. Bagno l'asciugamano e lo appoggio dietro, lo bagno spesso per tenerlo fresco. Intanto mi guardo allo specchio la faccia e i seni: un disastro! Il seno adesso è quasi tutto blu, e ho un livido anche in faccia. Mi torna lo sconforto.... come faccio?? Va bene il seno, mi fa male solo a guardarlo ma posso nasconderlo, ma la faccia? Adesso uso l'asciugamano bagnato sulla guancia spero che.... si, dopo un pò mi sembra che migliori un pochino. Un pò di trucco e torno come nuova... mi giro per prendere i trucchi in borsetta e una fitta lancinante all'ano mi toglie il fiato! Mi sostengo al lavandino, respiro piano. Come cazzo faccio?! Calma! Mi siedo sul cesso, e inizio a mettermi il correttore con attenzione.... ce ne vuole parecchio, fondotinta non ne ho, metto del fard.... sembro una troia. Allora mi finisco di truccare, pesantemente. Adesso lo sembro veramente! Ma almeno si nota di meno il livido. Adesso mi alzo in piedi, piano. Devo togliermi questi..... vestiti, di dosso. Il collant è già strappato, finisco l'opera e lo tolgo. Tolto il collare resta solo il corsetto. Sfilarlo di sopra, strofinandolo sui seni, non se ne parla; inizio a sfilarlo di sotto, cercando di non sfregarlo sui glutei.... è una parola... con tante imprecazioni riesco a toglierlo, è ai miei piedi. Guardandolo mi torna in mente tutto e ... e sento che mi sto bagnando! Dio mio se adesso Roman entrasse da quella porta lo supplicherei di farmi di nuovo tutto! Ho un giramento di testa, devo sedermi sul cesso. Porto una mano tra le gambe, Dio mio sono di nuovo un lago! Inizio a muovere piano il dito sul clitoride, non mi basta, lo infilo dentro, poi due dita, tre, spingo, con forza, Dio sto venendo, non riesco a trattenere un urlo... gli spasmi dell'orgasmo mi fanno di nuovo dolere il retto e mi calmo. Non mi domando neanche più cosa sono diventata, ormai mi accetto e basta.

Riprendo l'opera di restauro, vado avanti per un'ora buona. Adesso sembro una troia dopo uno scontro con un bus.... basta, più di così è impossibile, mi alzo e tenendomi al lavandino barcollo di là.... e mi blocco: la porta del container è aperta, e sulla soglia... Jezabel! Non ha preso l'aereo ed e tornata da me!Non reggo e cado in ginocchio, inizio a frignare, dico qualcosa ma non so neanche cosa. Lei molla la borsa e corre ad abbracciarmi. Rimaniamo così per alcuni minuti, poi lei si riscuote e mi lascia dolcemente. Torna la Jezabel pratica, mi guarda, si guarda intorno.... chiude la porta e torna da me. 《Salvatore è già a casa, se vai in quello stato può succedere di tutto. Ho un idea! Ma prima.....》 ed esce di corsa. Dopo due minuti torna con dei vestiti e le onnipresenti salviettine umide: mi pulisce alla meglio con quelle 《dopo avremo tempo per pulirti bene》 e mi aiuta a indossare i capi: un paio di mutandine di cotone, morbide e larghe, una mia vecchia maglia e una sua gonna, anche questa bella larga. Per ultimo delle pantofole. Mi accompagna in macchina, per fortuna ha parcheggiato proprio di fianco al container, e mi lascia lì. Torna dopo mezz'ora, durante la quale mi studio qualcosa da dire. Esce dalla porta senza riuscire a nascondere la faccia schifata e con i miei vestiti bagnati di urina in una borsa. Appena sale in macchina inizio: 《Jezabel, io...》 《non dire niente Noelle, preferisco non sapere. Non m'importa cosa fai nè con chi lo fai. Io ti amo, e ti starò sempre vicina. Torniamo in Francia! ... per favore.... lo sai, la tua amica Annette può aiutarci. Ti prego!》 Nella mia testa le sto rispondendo si Jez! Portami via da qui, andiamo dove vuoi, solo tu ed io! ma quando apro bocca mi esce solo un 《no》, chiaro e definitivo.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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