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Erotika
Noelle 8
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Racconto17 min di lettura

Noelle 8

Noelle scopre il bondage

MarSel
2 anni fa · 374 letture · 0

Gli anelli.

Quando arrivo a casa trovo Jezabel sulla porta della mia camera, mi sta aspettando. Dalla mia faccia e da come cammino capisce subito che ho bisogno di lei, senza una parola si volta e va verso il mio bagno a prendere quello che serve. Quando torna in camera ha le mani cariche di pomate, garze e non so che altro. Mi guarda e si blocca, sorpresa: sono completamente nuda, in piedi davanti al mio letto, i vestiti per terra. Abbassa gli occhi e si avvicina, lascia tutto sul letto e, evitando i miei occhi, inizia a esaminare il mio corpo. La fermo con le mani e finalmente mi guarda.

《Ho bisogno di te Jezabel! Non dei tuoi occhi o delle tue mani. Ho bisogno di te!》

E prima che possa impedirmelo la bacio! La sento sciogliersi, piano piano risponde al bacio e scivoliamo sul letto...... facciamo l'amore, con furia, di fretta, come se avessimo paura di rompere l'incantesimo. Ci abbeveriamo dei nostri corpi e del piacere che riusciamo a darci l'una all'altra. E quando abbiamo finito restiamo sdraiate a baciarci. Rimaniamo nel letto tutto il giorno, lei mi sistema il didietro e io mi faccio portare su dei panini. Verso sera mi telefona mio marito, è dispiaciuto perche dovrà stare via tutta la settimana, e per una settimana io e Jez non usciamo praticamente dal letto. Facciamo continuamente l'amore ma parliamo pochissimo, lei non mi esige promesse e io non voglio ingannarla. La amo ma sappiamo entrambe che prima o poi tornerò in quel maledetto cantiere.

Il mattino che deve tornare Salvatore mi sveglio e lei non c'è, è tornata nell'ombra discretamente, ma so che continuerà a vegliare su di me.

Resto nel letto. Mi sento come all'ultimo giorno di vacanza prima di tornare a scuola. E sto già pensando al cantiere. So bene a cosa servono quegli anelli, Roman ha un sacco di riviste sadomaso nel suo ufficio, spesso me le mostra tutto compiaciuto, a volte le sfogliamo insieme. Domani. Domani vado, mi arrenderò a lui e ai suoi maledetti anelli, e saprò dargli tutto il piacere che devo. Adesso voglio riposare, voglio restare immersa nell'odore di Jezabel, voglio sentire il mio corpo che per una volta non è martoriato. Domani sarà il ritorno alla follia. Domani.

Sono al cantiere. Ho parcheggiato da un quarto d'ora ma non riesco a scendere dall'auto. Ho paura. So che se entro in quel container i nostri giochi saliranno di livello. Lo desidero tantissimo, voglio essere là dentro, sotto le sue mani, ne ho bisogno. Ma ho paura! È una paura fisica, che mi prende allo stomaco e non mi fa respirare. Potrei andarmene.... Alla fine mi decido e scendo.

Arrivo al container di Roman. Mi fermo davanti alla porta, mi liscio il vestito e appoggio la mano alla maniglia. Esito... fanculo! Ed entro......

Il container adesso è quasi vuoto, rimane solo la scrivania con la sua sedia, un altra sedia con sopra quelli che sembrano vestiti, un grosso baule e, in un angolo, un secchio di ferro con dentro uno spazzolone. E ovviamente gli anelli, quello grande al soffitto e sotto quelli piccoli al pavimento. Non so bene perché ma la scena mi mette i brividi. Di Roman non c'è traccia. Mi avvicino: il piano della scrivania è vuoto, non guardo nei cassetti e mi avvicino alla sedia. Appoggiati sopra ci sono: un paio di scarpe rosse, eleganti, tacco altissimo, sembrano del mio numero; un paio di collant a rete, neri; un corsetto, di pelle, rosso e nero, senza reggiseno, a prima vista molto stretto; un collare di quoio nero, borchiato, da cane ma senza guinzaglio; una benda, nera; una pallina di plastica, rossa, piena di buchi, con attaccato un laccio di pelle nera.

Niente mutandine, niente vestiti, niente altro. È ovvio cosa vuole che faccia. Quello che è meno ovvio è: lo faccio? Se lo faccio non potrò tornare indietro. Perché so che mi piacerà! Lo odierò, ma non potrò più farne a meno. Diventerà la mia vita. Un motivo per non farlo, per favore Dio, me ne basta uno solo... ma intanto mi sono già spogliata! Ho buttato i vestiti in un angolo e sono nuda davanti alla sedia. È aprile, non fa più tanto freddo, ma ho i capezzoli duri come chiodi. E ovviamente sono bagnata. Tanto. Mi decido e mi vesto in fretta, tranne che per il corsetto: è veramente troppo stretto, faccio fatica a respirare. Mancano solo la pallina e la benda. La pallina non ho idea di cosa sia, a cosa serv.... un momento! Vado alla scrivania, apro i cassetti finché trovo le sue riviste. Ne prendo una e la apro, la sfoglio in fretta.... ecco! Oh! Va in bocca e devo legarla dietro. Tipo bavaglio. Va bene, completiamo l'opera, pallina e benda.

E adesso? Immagino di dover aspettare. Chiaro, sono a sua disposizione, lui viene quando vuole.... a tentoni cerco la sedia, e mi siedo. No non credo.... no, meglio alzarsi. Mi metto davanti alla scrivania, appoggio il sedere sul piano, attenta alla porta, se lo sento arrivare mi metto dritta. La pallina mi obbliga a tenere la bocca aperta e sto sbavando, mi cola fuori dalla bocca sui seni. Aspetto.... .... .... .... mi sta provando.... .... .... .... più aspetto e più mi bagno. Mi sfioro... Dio si! Un pò più decisa... si ... così.... mi siedo di nuovo, allargo le gambe. Ecco... oddio! Devo rallentare, manca poco, se vengo senza di lui s'incazza.... non ci riesco Dio mio! Ci sono ci sono ci sono... La porta si apre di colpo, sbattendo forte contro la parete, e io faccio un salto e mi ritrovo col culo per terra, sto ancora ansimando. 《la francesina ha tanta voglia che non può aspettare 5 minutini.... 》 gli chiedo perdono ma con sta palla in bocca non si capisce niente, provo a rialzarmi ma sta sedia ha le ruote e ricado per terra. Arriva lui e mi prende per i capelli, mi alza di peso. Bofonchio di nuovo scusa. Sempre tenendomi per i capelli mi sposta di un paio di metri, immagino di essere sotto l'anello. Mi porta le mani dietro la schiena e mi mette delle manette. Ho il cuore come un tamburo! Sento le sue mani sulle caviglie, con altre manette me le fissa agli anelli sul pavimento, adesso ho i piedi distanti mezzo metro. Mi tira su le braccia da dietro, facendomi male, e le fissa con una corda al soffitto. Devo piegare il busto in avanti per non lussarmi le spalle, sono quasi a 90 gradi, sento le mammelle che pendono sotto di me. Aspetto... . Rumore dal baule... 《AHAAAA!》 mi ha colpito sui glutei con uno stecco o un frustino o qualcosa, fortissimo! 《AAAAAH》 Di nuovo! E ancora! E ancora e ancora e... smetto di urlare e lui smette di colpirmi. Brucia. 《Hai imparato una lezione francesina: più urli e più ti colpisco》 Sto ansimando e sbavando, il bruciore ai glutei è fortissimo e la mia eccitazione non è da meno! Sento una mano tra le gambe, strofina e fruga, Dio si! Adesso mi avvicina la mano al naso, sento il mio odore, me la strofina sulla faccia. Sono al limite, se mi sfiora ancora vengo! Dov'è adesso? Ancora rumori dal baule. ... 《NGGG》 mi sta attaccando qualcosa alle piccole labbra, sembrano pinze, non so, ma fanno male. 《AAAHAAAA》 Lo stesso ai capezzoli! Ma queste devono avere dei pesi, Cristo li sento pendere sotto, me li tirano, mi sento strappare! Adesso si è messo dietro di me, strappa i collant tra le mie gambe, sento che... OOOOOO! appoggia il glande alla fessura.... lo muove piano e lo riempio di umori. Mi prende per i fianchi e mi allarga, sta entrando, lentissimo. Sto godendo come una scrofa in calore, ma muovendomi i pesi che mi dilaniano i capezzoli si mettono a dondolare e mi fanno più male. Adesso comincia a scoparmi, piano, cerco di non muovermi ma è impossibile, figlio di puttana, più godo e più mi fa male, è uno strazio! Adesso sta aumentando il ritmo, e aumentano anche il piacere e il dolore, gemo e ansimo ma attraverso la pallina suono come una vacca che muggisce..... continua a scoparmi, non si ferma e lo sento, sta salendo, nonostante il dolore, sta arrivando, eccolo, si ci siamo..... Sarebbe un orgasmo potente ma tremo talmente tanto che cado dai tacchi, i pesi ai capezzoli si mettono a dondolare così forte che mi sento strappare dentro, il dolore è intollerabile, anche le spalle! Per fortuna lui mi tiene su con le mani, e mi rimette in piedi se no veramente me le rovinerei. Grido di frustrazione e di dolore, e lui esce, sento colare lungo le cosce, continuo a urlare. Mi calmo un poco e sento che mi libera le mani dalla corda ma mi lascia le manette, mi metto dritta; lui mi tira le pinze della figa fino a che si staccano, urlo ancora, poi tira anche quelle dei capezzoli finché si staccano anche quelle e io cado in ginocchio, senza fiato dal dolore. La benda sugli occhi è bagnata di lacrime, sento che mi infila un dito in bocca e mi toglie la pallina. 《FIGLIO DI PUTTA....》 approfitta della A urlata per infilarmi il cazzo in bocca, dritto fino in gola, e mi scopa, non respiro, e infine mi prende per i capelli e mi butta per terra. Resto sdraiata per prendere fiato. So che alla fine mi verrà nel culo, spero solo che usi l'olio stavolta.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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