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Noelle 6
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Racconto22 min di lettura

Noelle 6

Noelle scopre la perversione

MarSel
2 anni fa · 396 letture · 0

Mi vedo da fuori: disfatta, gambe larghe e caviglie unite dai pantaloni, seduta col culo nudo sul pavimento lurido, la vagina aperta che cola ancora, le braccia abbandonate e senza forza, le tette doloranti, coi capezzoli duri come chiodi, un filo di bava che mi cola.... e ... felice??? Si felice!... ma felice di cosa? Di questo schifo? Di essermi fatta fottere da un cinghiale?? Credo anche di avere un sorriso idiota stampato in faccia.. lo cerco con gli occhi, non lo vedo.... è già alla porta, si gira 《pulisci tutto, quando esci chiudi la porta》 e se ne va. Poi, come ripensandoci, si riaffaccia: 《bella francesina, domani, prima di venire qui, fatti un clistere che ti sfondo il culetto》 e stavolta se ne va davvero.

Resto seduta ancora un pochino, poi mi faccio forza e mi alzo. Mi rivesto al meglio ma sono senza mutande e senza reggiseno; non mi pulisco, voglio tenermi addosso la sborra di Roman più che posso. Poi cerco qualcosa per pulire, trovo degli stracci luridi e ci asciugo la pozza di pipì. Li butto nel bidone, cerco di sistemarmi al meglio, prendo la borsetta, il soprabito ed esco. Per andare alla macchina devo passare in mezzo agli operai, riconosco quelli che si erano scopati la ragazza, e sento l'eccitazione crescere di nuovo! Accelero il passo, ma quando arrivo alla macchina sono un lago, devo masturbarmi, non resisto! Ma c'è troppa gente in giro, non posso, quindi metto in moto e parto. A casa probabilmente non potrei chiudermi in camera, oggi è il mio compleanno, chissà che ci sarà da fare, quindi mi dirigo verso un centro commerciale a metà strada. Mi infilo nel parcheggio sotterraneo, a quest'ora non è pieno, e vado in fondo, dove non ci sono macchine parcheggiate. Non c'è nessuno intorno e comunque la mia landrover ha i vetri oscurati e quindi sono libera: infilo il naso nella camicetta e aspiro l'odore di Roman, è inebriante, ansimando mi tiro giù i pantaloni, allargo le ginocchia e mi masturbo frenetica, mi fermo solo dopo il terzo orgasmo..... guardo giù, ho sporcato il sedile, pulisco con dei fazzolettini ma rimane la macchia... e mi piace! Sono ancora eccitata, guido fino a casa senza tirarmi su i pantaloni, e quando arrivo sono di nuovo bagnata! Mi pulisco, mi rivesto e scendo, evito due o tre domestici che mi cercano per non so cosa e cerco di andare fino in camera di nascosto, ma mi si para davanti Jezabel!!!! Si stringe al petto un pacchettino, e in viso ha un sorriso dolcissimo.

Stamattina l'ho evitata, ma oggi è il mio compleanno e mi ha aspettata. Mi sta dicendo qualcosa sui miei occhi, su stasera, sulle mie labbra... non la sto ascoltando, voglio solo togliermela di torno per poter stare sola con il mio corpo, sporco di Roman, farfuglio qualcosa sul fatto che sono caduta, mi fa male il culo, non sto bene... lei si illumina, non desidera altro che potersi prendere cura di me, si avvicina speranzosa, ma la fermo con un gesto. So con certezza che se la lasciassi fare, se salissi in camera con lei, sarebbe bellissimo, ma non voglio, adesso desidero solo restare nella mia degradazione; voglio che Jez sparisca e divento cattiva, le dico di andarsene, di lasciarmi sola, non può pretendere di starmi sempre addosso, 《fatti una vita cazzo!》 Ho alzato la voce, ci sono due domestiche che ci guardano, Jezabel è arretrata verso le scale, balbetta delle scuse, mi mette in mano il pacchettino e scappa via. Silenziosamente ringrazio Dio e corro su, mi chiudo in camera, mi spoglio completamente e mi sdraio sul letto. Mi passo le mani su tutto il corpo, mi annuso, l'eccitazione sta salendo e inizio di nuovo a masturbarmi. Cerco di ricordarmi quello che è successo al cantiere, ma mi torna continuamente davanti agli occhi il viso spaventato di Jezabel, i suoi occhi, la sua bocca. Mi sforzo di pensare a Roman, al suo pene enorme ma vedo gli occhi di Jezabel quando mi bacia, torno a stamattina, come godevo, lo sperma sulla mia pancia ma riesco solo a sentire le labbra di Jez, il suo odore... no! Non voglio, lei non c'entra, non posso insudiciarla con questo, Jez è pura.... mi costringo a fermarmi, mi alzo, corro in bagno e faccio una doccia fredda! Mi calmo, resto nella doccia ancora un pò, poi mi lavo con cura, voglio togliermi tutto lo schifo dalla pelle. Vorrei chiamarla ma forse è meglio che resti un pò sola. Vado in camera, cerco il pacchetto, era finito sotto il letto, lo apro e trovo un piccolo pendente d'oro, a forma di sole sorgente. Insieme c'è un biglietto:

"Noelle, amore mio! Ho scelto questo piccolo sole per ricordarci sempre l'alba che abbiamo visto abbracciate insieme, quella mattina di novembre. È stato il momento più magico della mia vita: i baci che ci siamo date, le parole che ci siamo dette. Lì ho capito per la prima volta cos'è l'amore, quello che sta al di sopra di tutto. Ti amo Noelle e ti amerò per sempre!

P.s. il sole me lo sono fatto fare a Marsiglia, la nostra città, dove spero, un giorno, di tornare con te."

Mi accorgo di avere dei lacrimoni che mi scorrono lungo le guance, sorrido e mi vesto. Adesso so cosa fare, fanculo a Roman e al cantiere, domani prendo Jez e me la porto in campagna, voglio farle passare una giornata fantastica.

Passo la giornata a seguire i preparativi per la mia festa, con indosso il mio sole, ma non trovo Jez da nessuna parte. La sera arriva in fretta, Salvatore torna dal lavoro e presto iniziano ad arrivare gli invitati. Comincia la festa e finalmente vedo Jez, è insieme alle altre domestiche, capisco che sta lì perché ci deve stare ma andrebbe volentieri altrove. Cerco più volte di incrociare il suo sguardo ma mi evita accuratamente, e la serata scorre lenta e inutile.

Non riesco a stare sola con lei in nessun modo e in più mio marito mi ricorda che dovevo parlare con Roman, mi dice che è urgente, devo farlo assolutamente domattina!

Che compleanno di merda.... fanculo, vado a dormire!

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