Il giorno dopo torno al cantiere, devo dire a Roman quella benedetta cosa, non so come farò a guardarlo in faccia. Entro nel container e lui non c'è, è appena uscito, ma sulla scrivania c'è ancora una rivista con sopra sborra fresca... e anche oggi, lo stesso di ieri, ingoio lo sperma e mi masturbo. Vado avanti così per quattro giorni; il venerdì però vengo sorpresa da Roman mentre mi infilo le dita in bocca! Rimango di sasso, non riesco a muovermi per la vergogna e lui ne approfitta: in due passi mi raggiunge, con una mano enorme mi prende per il collo e mi sbatte contro la parete, mentre con l'altra si slaccia i calzoni. Sono in panico, non so cosa vuol fare ma allo stesso tempo sono un lago! Con la coda dell'occhio vedo che se l'è tirato fuori, un pene enorme e flaccido che gli dondola davanti... avvicina lentamente la faccia alla mia, Dio come puzza! Con la mano ormai libera mi ha preso un seno sopra il maglione e lo stringe, con forza, per fami male 《ti piace la sborra del tuo Roman, vero francesina?》 mi lascia il collo ma sono nel panico e nella vergogna più totali, non oso muovermi né dire niente. Mi prende una mano e se la mette sull'uccello, è ancora bagnato dalla sega di prima, mi fa schifo ma sono sempre più eccitata, quasi non mi accorgo che dice 《era ancora calda? Dovresti provarla direttamente alla fonte che ne dici?》 Sento il suo alito rancido, la sua puzza di sudore: lo schifo ha la meglio sull'eccitazione e, farfugliando non so neanche io cosa, mi divincolo e sguscio via. Vado alla porta, la apro ed esco, tutto mentre Roman sta ridendo a crepapelle!
Arrivo alla macchina quasi correndo, metto in moto e filo a casa! Per cinque giorni, con la scusa di un pò di febbre, non mi faccio vedere al cantiere, ma oggi tornano sia Salvatore che, soprattutto, Jezabel e non voglio farmi trovare a letto. Decido che non le dirò niente, quindi vado a prenderla all'aeroporto e cerco di essere normale. Ovviamente si accorge che c'è qualcosa che non va ma svicolo le sue domande con la scusa della febbre. Spero se la sia bevuta, non potrei confessare questa cosa, ho troppa vergogna!
In ogni caso domani è il mio compleanno, ne faccio 22, mi dico che ormai sono una donna adulta e decido quindi di affrontare Roman! È stato un errore sia da parte mia che da parte sua, io mi sono comportata male ma lui peggio, ci metteremo una pietra sopra e nessuno dei due dirà niente a chicchessia. Questo è più o meno quello che voglio dirgli, limpido, semplice, diretto.
Arrivo al cantiere più presto del solito, per le 9 ho già parcheggiato. Mi dirigo dritta verso l'ufficio, busso ed entro senza aspettare risposta. Lui è lì che guarda dei fogli, mi vede e, con un gran sorriso si appoggia allo schienale e allontana la sedia dalla scrivania:《uuuh la francesina ha deciso di tornare a farci visita eh? Adesso la vuoi la sborra calda del tuo Roman?》 mi sento come se mi stessi osservando da fuori, mi vedo rispondere 《sì per favore》 e mi muovo, mi avvicino alla a lui, mi infilo tra la sedia e il piano e mi inginocchio; con le mani gli allargo le ginocchia, e poi cerco di aprirgli il bottone, ma sto tremando e non ci riesco, lui me le scosta bruscamente e se lo slaccia da solo. Lo guardo da sotto e lo ringrazio timidamente, poi tiro giù la zip, infilo una mano dentro e lo tiro fuori. Stavolta non è proprio flaccido, ed è unto e puzza... di sudicio... e per qualche diavolo di motivo la cosa mi eccita! Non so bene cosa fare, è la prima volta che lo faccio... inizio a dargli dei baci sopra ma lui mi prende per i capelli e mi gira la testa in alto per guardarlo: 《che cazzo fai! La lingua! E la bocca! Devi farmi un pompino, non mettermi a nanna!!》 Nessuno mi aveva mai parlato così, è umiliante.... ed eccitante! Gli rispondo come gli rispondono i suoi operai: 《si signore, mi scusi signore》 Per qualche ragione umiliarmi così mi eccita a dismisura! Inizio a leccarlo, impacciata, il sapore è peggio dell'odore, lecco così per un poco ma vedo che il cazzo invece di indurire si sta ammosciando. Vado nel panico, lo lecco con più foga e intanto sbircio la sua faccia, Dio mio mi sembra annoiato! Non so che fare, non ho mai neanche.... 《con la lingua non ci sai fare, apri la bocca e prendilo dentro!》 mi affretto a ubbidire, ma ho la bocca secca e faccio fatica. Però una volta che è dentro inizio a salivare, e riesco a farlo scivolare di più... mio Dio è enorme! Respiro dal naso, cosi ho sentito dire che si fa. 《Occhio ai denti se non vuoi guai francesina!》 Mi appoggia una mano sulla testa e me la spinge più giù, io mi ritraggo e lui spinge ancora. Iniziamo così un su e giù che gli piace, me lo sento crescere in bocca. Ormai la saliva è tanta, sta anche colando fuori e questa cosa mi riesce sempre meglio, lui cresce sempre di più. Quando mi sembra abbastanza duro per potermi scopare faccio per togliere la testa ma lui me la tiene lì, bloccata. Lo guardo da sotto e vedo un espressione cattiva, tento di uscire con più forza ma è una morsa, non mi muovo di un centimetro! Mugolo qualcosa di incomprensibile e Roman mi prende per i capelli con entrambe le mani, molto forte, e mi muove la testa su e giù a suo piacimento! Adesso ho la mascella indolenzita e inizio a far fatica a respirare perché ormai è enorme e in più mi spinge fino a tapparmi la gola, ho dei conati di vomito che trattengo, mi puntello con le mani sulle sue gambe ma è inutile, adesso sta accelerando e va più a fondo, inizio ad avere veramente paura. Spingo con le braccia con tutta la forza che ho e per risposta mi ritrovo col cazzo veramente in gola e Roman mi tiene lì. Non respiro, mi aggrappo alla poltrona e alla sua camicia, mi inarco, spingo con le gambe ma è tutto inutile, finché grazie a Dio mi tira su la testa e io prendo un respiro a pieni polmoni. Ansimo cosi forte che lo sento a malapena: 《devi ubbidire francese del cazzo hai capito?》 Ansimando farfuglio un 《s-sissignor..》 e mi rispinge giù, me lo infila a forza di nuovo in bocca e riprende a scoparmi la faccia. Devo resistere a tutti i costi, ma è difficile finché mi accorgo che il ritmo sta accelerando, sempre più veloce, ci siamo sta per finire.... quando viene mi tiene la testa giù, ma non tanto da sborrarmi direttamente in gola; è tanta e continua a uscire, mi riempie la bocca e persino il naso, cerco di nuovo di uscire di lì ma mi blocca, qualcosa ingoio e qualcosa cola fuori, ho bisogno di respirare, cerco di ingoiare tutto quello che posso e alla fine mi lascia, mi tiro all'indietro e sbatto la schiena contro la scrivania, cado a quattro zampe e tossisco fuori saliva, peli e sperma! Rimango un pò lì, poi mi alzo in ginocchio, e gli pulisco il cazzo e le palle con la lingua e le mani. Quando mi sembra che sia pulito mi fermo e gli sorrido: 《sono stata brava?》 lui si alza ma mi risponde solo 《adesso vattene che ho da fare》 e intanto si abbottona. 《No ti prego non mandarmi via! Scopami!》 Allora lui mi guarda, mi prende di nuovo per i capelli e mi solleva in piedi di peso, poi sempre per i capelli, mi sbatte di schiena contro la parete. Ha la faccia a due centimetri dalla mia, sento il suo alito fetido e puzza di sudore. Mi bisbiglia serio 《vuoi scopare con me? non ti piacerà...》 Ho il cuore a mille e sto grondando. Mi esce un 《si... si... ti prego...》 con la sinistra mi prende il collo, e mette la destra alla scollatura della camicetta. Uno strappo improvviso e la camicia è aperta, la maggior parte dei bottoni sono saltati, ma non mi importa, sento la vagina spalancata, fa lo stesso col reggiseno, rotto pure quello. Poi con uno strattone mi tira giu i pantaloni e infila la mano nelle mutandine: 《mmmm la francesina ha tanta voglia vero?》 e me le strappa via! Poi si asciuga la mano sulla mia pancia. Adesso con due mani mi afferra il seno, con forza, mi fa male. Appoggio le mie mani sulle sue e spingo, voglio che stringa di più, che mi faccia più male! Mentre con le dita sale ai capezzoli e li torce, mi bisbiglia nell'orecchio: 《tiramelo fuori》. Sto tremando ma stavolta riesco a sbottonarlo alla prima e glielo tiro fuori. È già quasi duro, me lo strofino sulla fessura, sento che lo sto bagnando, non resisto, lo appoggio all'entrata per farlo entrare. Ma lui mi fa abbassare a forza, adesso ho la cappella davanti agli occhi, so cosa devo fare ma non voglio, lui mi strofina il cazzo sulla faccia finché cedo e apro la bocca. Di nuovo comincia a scoparmi la faccia, non posso ritirarmi perché ho la testa appoggiata alla parete, mi aggrappo ai suoi pantaloni e cerco di resistere, ma dopo poco lo tira fuori, adesso è duro e pronto per entrare. Mi afferra per i capezzoli e mi tira su in piedi, strappandomi in urlo di dolore, poi gira con la faccia contro la parete, ormai sono un burattino nelle sue mani, mi tira indietro il sedere ma ho le caviglie imprigionate nei miei pantaloni, rischio di cadere, così mi appoggio cin le mani alla parete. Mi rendo conto di essere nella stessa posizione di Maruska quando si faceva scopare dagli operai pochi giorni fa, con le tette che ormai mi sembrano delle mammelle da vacca appese e dondolanti. Il pensiero mi eccita tanto che mi sento colare lungo le cosce. Adesso Roman appoggia la cappella, la sento enorme, non so se mi entr...《AAAAAHIA!》 Mi ha sfondata, con un colpo violentissimo mi ha penetrata fino all'utero facendomi male, la mia vagina non è abituata a quelle dimensioni! Lui sembra leggermi nel pensiero: 《non preoccuparti francesina è elastica, vedrai che ti abitui》. Poi mi prende per i capelli e mi tira la testa indietro, e comincia a fottermi, subito fa male ma sono così bagnata che rapidamente il piacere aumenta. Il palo enorme in vagina, le mammelle dondolanti, la testa tirata indietro per i capelli... mi sento come una troia e godo come una troia, rapidamente vado fuori di testa e spingo furiosamente, facendo dei versi sconnessi, e vengo, un orgasmo abnorme, mi tremano gambe e braccia, cado in ginocchio, continuo a tremare come una foglia, non respiro. lui mi rialza di peso e cerca di penetrarmi di nuovo ma lo respingo a pugni e urla e torno per terra, con le cosce strette, voglio restare sola con il mio orgasmo, la vagina mi pulsa a lungo. Dopo alcuni minuti mi calmo e, come al solito, mi piscio addosso; adesso lui mi alza ancora e stavolta lo lascio entrare, ma vengo quasi subito, ormai non mi reggo più in piedi allora mi prende, mi porta alla scrivania e mi ci appoggia di schiena, poi mi tira su le gambe e ci infila la testa in mezzo. Adesso ho una gamba su ogni sua spalla, le caviglie sempre bloccate dai pantaloni; allargo le ginocchia piu che posso e mi lascio penetrare, ormai entra facilmente. Ma una volta entrato lui si ferma, e con le mani mi afferra le tette: le stringe, le pizzica, le schiaffeggia, mi torce i capezzoli, li tira con forza. Mi fa male, tanto, alzo le mani ma non cerco di fermarlo, ansimo e piango ma non gli chiedo di smettere. Infine mi afferra per le cosce e riprende a muoversi, mi fotte più forte e più veloce di prima, io per tutto il tempo che mi scopa mi stringo i seni e i capezzoli con forza, voglio il dolore, e continuo ad avere orgasmi; gemo, mugolo e credo di aver anche urlato qualcosa e alla fine, dopo un'eternità, grugnendo come un cinghiale, esce e mi sborra sulla pancia. Mi lascia andare e cado per terra, procurandomi un livido su un gluteo, ma non m'importa, con le dita prendo lo sperma dalla pancia e lo spalmo sui seni,sui capezzoli, sulle labbra. Alla fine mi appoggio con la schiena alla parete e respiro...........
