Infine siamo a fine ottobre. L'estate qui in Sicilia dura a lungo, ma ormai fa troppo freddo per il mare. E con l'autunno ricompare anche Vanessa che per tutta l'estate è stata in sudamerica e arriva anche il famoso progetto di Salvatore.
La prima visita al cantiere è stata quasi una gita. Salvatore è via per lavoro quindi mi è venuta a prendere Vanessa intorno alle nove, con la sua landrover: 《 Oggi sarai mia ospite, prima ti mostro il cantiere, poi ti porto a mangiare il pesce come non l'hai mai mangiato e il pomeriggio vedrai la parte migliore di Palermo》.
Chiacchiera per tutto il viaggio e appena parcheggiamo vedo che ci viene incontro un uomo. Vanessa me lo presenta subito, è Roman, suo marito. Rimango di sasso, non me lo aspettavo così: basso, tarchiato, estremamente volgare, rozzo. Ha mani enormi e callose, sporco di calce e.... puzza! Puzza di alcool, di sudore. Puzza di... sperma?? L'idea di dover venire tutti i giorni a parlare con quest'uomo mi dà il voltastomaco, oltretutto ha preso subito la sgradevole abitudine di chiamarmi "francesina". Eppure dovrò farlo, Salvatore è stato chiaro. Vanessa deve aver notato il mio sguardo perché quando siamo sole, come a giustificarsi, mi dice che 《le mani non sono l'unica cosa enorme di mio marito》 !!
Dopo un lungo giro del cantiere torniamo verso il container/ufficio di Roman per un caffè. Il container rispecchia il padrone, è lurido e sciatto come lui. Sorseggio il caffè, fortissimo, che mi prepara e, appena usciamo fuori, sentiamo la sirena della pausa pranzo. Vedo arrivare alcune donne e Vanessa mi spiega: 《guarda Noelle, quelle sono le mogli di alcuni degli operai, gli portano il pranzo caldo. Non sono carine?》 Guardo affascinata queste donne, sono dell'est Europa come gli operai. Sono tutte molto simili, sui trent'anni, bionde, vestite leggere, qualcuna ha appresso o in braccio un bambino. Mi colpisce il fatto che siano tutte ben fornite di seno. Tra le donne ce n'è una che non porta nessuna borsa, sembra più giovane delle altre ed è anche più scollata. È visibilmente incinta, sarà di 8 o 9 mesi, ha delle mammelle veramente grandi, più grandi delle mie! Roman segue il mio sguardo: 《francesina, quella che stai guardando è Maruska. Non è sposata ma qui le vogliono bene tutti》 e si lascia andare a una risata sguaiata! La ragazza ci sente e si volta verso di noi, vede che la sto guardando e mi sorride. Sembra simpatica, ha un visino dolce.
Infine io e Vanessa salutiamo Roman e ci dirigiamo alle macchine per andare a pranzo. Passiamo il pomeriggio insieme a visitare il centro storico e a sera decidiamo di andare a prendere un aperitivo e poi a cena. Il vino è ottimo e va giù che è una meraviglia quindi, quando arrivo a casa, sono un pò ubriaca. Jezabel è scontrosa, non mi perdona la giornata passata con Vanessa. Per fortuna Salvatore è in viaggio quindi possiamo dormire insieme; sono nuda sotto le coperte e la aspetto ma Jez ha una camicia da notte lunga fino alle caviglie e, appena entra nel letto si gira dall'altra parte. Ma io voglio farmi perdonare e in più sono eccitata: mi avvicino a lei e le passo un braccio intorno. Me lo scosta, me lo aspettavo. Mi avvicino ancora e aderisco col corpo al suo, lei si sposta ma io mi avvicino ancora. Sbuffa, si gira e mi affronta, brusca: 《Senti Noelle stasera non ne ho voglia! Ho mal di testa...》 La guardo negli occhi e avvicino lentamente il viso al suo, le sussurro: 《mal di testa? Dove? Dietro agli occhi?》 e le do un bacio leggero su un occhio. Poi l'altro occhio. Sul naso, la fronte e inizio a carezzarla delicatamente. Scendo a baciarle lo zigomo, la guancia, il mento. Con un dito le sfioro le labbra e poi la bacio piano. Sento che ha un brivido allora scendo a baciarle la mandibola e poi il collo. A questo punto trema leggermente e il respiro sta aumentando. Gentilmente la giro supina e inizio a baciarla sulla camicia da notte, scendo dal collo al seno, alla pancia, al ventre e poi giù lungo le gambe fino ad arrivare alle caviglie. La sento ansimare, allora sollevo l'orlo della camicia e, infilo la testa dentro: riprendo a baciarla al contrario, caviglie, gambe, pancia, seno. Qui sul seno sento il suo cuore, batte come un tamburo, le sfilo la camicia dalla testa e mi sdraio su di lei. 《Hai ancora mal di testa?》 Ha la bocca aperta, ansima, non mi risponde. Ma allarga le gambe! Le sussurro un grazie e inizio 《non voglio...》 a muovermi su di lei, 《... che la vedi...》 mi circonda con le gambe e mi abbraccia, 《... più....》 ci muoviamo insieme, 《... la odio....》 il piacere sale per entrambe 《.... è una troia.....》 ho le sue unghie nella schiena 《.... ti prego.....》 sta godendo e mi graffia 《.... stai con me Noelle....》 la sento vibrare... mi stringe con forza e viene, continua a stringermi anche dopo, non mi lascia. 《Ti prego non lasciarmi Noelle!》 Non le rispondo, sarebbe inutile: questo abbraccio vale più di mille parole, rimaniamo così finché non si addormenta.
Nei mesi successivi Vanessa la vedo poco, più perché lei non c'è che per far piacere a Jezabel. Visito il cantiere tutti i giorni e le notti le passo quasi sempre con lei, perché mio marito deve spesso stare via per seguire quel suo progetto. Il 18 novembre, compleanno della mia Jez, organizzo una gita delle nostre, andiamo a visitare Agrigento e la valle dei templi, solo io e lei. Sono tre giorni fantastici, ci sembra quasi di essere tornate a prima del matrimonio! Certo delle rovine vediamo ben poco, passiamo quasi tutto il tempo in albergo.....
A fine novembre nasce il bambino di quella ragazza, Maruska, e il giorno di Santo Stefano c'è il battesimo. Io e Salvatore siamo invitati ma lui ovviamente non può venire e quindi mi porto dietro Jezabel. Il bambino è bellissimo e vedo come lo guarda Jez: le si accende una luce dolcissima negli occhi, è nata per fare la mamma! La neomamma è radiosa,ha già perso tutti i pochi chili che aveva preso in gravidanza ma ha sempre tutte enormi, sta allattando. Non c'è traccia di marito o compagno, è lei da sola. Ha un cipiglio determinato, si vede che è abituata a cavarsela.
Arriva capodanno, la festa è sontuosa, ci sono più di cento invitati che girano per la villa. Riesco anche a fare in modo che Jez sia la prima persona che bacio a capodanno anche se stavolta rischiamo veramente di farci scoprire.
A gennaio Roman inizia un nuovo grosso lavoro quindi, con mio piacere, quando vado al cantiere spesso non lo trovo, e allora guardo i lavori da sola, chiacchiero con gli operai e con le loro mogli, soprattutto con Maruska: parla pochissimo italiano ma riusciamo a capirci; non mi vuol dire cosa faccia per vivere, non è sposata con nessuno e non ha neanche un compagno. A pranzo è sempre qui, forse lavora in qualche ristorante la notte. Ho preso l'abitudine di andare al cantiere più tardi, generalmente arrivo quando suona la sirena del pranzo o poco dopo. Al cantiere Jez non mi accompagna quasi mai, dice che quel posto è inquietante, soprattutto Roman. Come sempre ha ragione da vendere ma lo scoprirò troppo tardi.
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