Jez mi ha detto che è contenta della sistemazione, ma si vede lontano un miglio che mente. Si è trovata catapultata in mezzo a gente che non conosce, diffidenti verso di lei, e ha avuto poco tempo per prepararsi.
Il mese trascorre in fretta, tra preparativi e baci rubati con Jez. Dato che non siamo ancora sposati, io continuo a stare nella stanza al terzo piano, e riesco varie volte a far svicolare dentro Jezabel. E allora le notti diventano bollenti: stando ben attente a non far rumore facciamo l'amore disperatamente, godiamo ognuna del piacere dato all'altra. A volte passiamo semplicemente la notte abbracciate a baciarci.
In ogni caso arriva il matrimonio: romanticamente è stata scelta la data del 21 di marzo, inizio della primavera; ma il romanticismo è tutto di facciata: la data, il vestito, la quantità assurda di fiori.... in realtà è una giornata ad uso e consumo della stampa, con Salvatore scambio a malapena una decina di parole, compreso il "si lo voglio".... cerimonia, foto, pranzo protratto fino a cena, brindisi, balli .... infine il liberi tutti, saliamo in camera tra le ovazioni e gli ammiccamenti degli ospiti ancora presenti e io mi rifugio nel mio bagno per "prepararmi". Adesso sono agitata, in fin dei conti sarà la mia prima volta. Mi spoglio completamente nuda, mi guardo allo specchio: ormai non ho più insicurezze riguardo al mio corpo, grazie ad Annette e Jezabel, e il trucco e l'acconciatura che mi hanno fatto per le nozze sono superbi. Sarò imbranata, ma in fondo è proprio quello che vuole Salvatore, quindi va bene. Mi metto una camicia da notte sexy, quasi trasparente, svuoto completamente la vescica ed esco. Lui è già nel letto che aspetta. Gli sorrido timidamente e mi infilo sotto le coperte. Sono impaurita ed eccitata, aspetto. Lui si gira verso di me e lo lascio fare, cercando di partecipare. La deflorazione è un pò dolorosa, ma quasi subito inizio a sentire piacere. Chiudo gli occhi e mi piace di più, adesso partecipo con più trasporto, mi muovo sotto di lui, gli avvolgo le gambe intorno, mi sfuggono gemiti, sento che accelera e anche io sono vicina, adesso sono proprio aggrappata a lui, gli sto infilando le unghia nella carne mentre lui sta diventando frenetico, ci sono quasi.... non ci riesco, lui mi viene dentro e si blocca di colpo, esce e si sdraia di fianco. Sono sdraiata ansimante con le gambe spalancate, ho la vagina aperta che pulsa, mi sento colare fuori il suo sperma... e voglio godere, cazzo! Ho 21 anni, avrò diritto ad avere un orgasmo la prima notte di nozze?? Senza dire niente mi alzo e vado quasi di corsa in bagno, mi chiudo dentro, mi tolgo la camicia da notte e mi siedo sul cesso: mi guardo lì sotto, c'è pochissimo sangue e sono spalancata, il clitoride è disperatamente eretto, pulsante, in attesa. Lo sfioro con un dito e devo trattenere un urlo. Mi infilo un pugno in bocca e mi faccio un ditalino da manuale: mi ritrovo quasi subito seduta per terra tra il water e la parete, con le gambe strette e tremanti per l'orgasmo. Sto ansimando forte ma attutisco i suoni con un asciugamano. Aspetto che mi torni forza nelle gambe e mi alzo, uso il bidet per lavarmi dal sangue e dallo sperma, mi asciugo ed esco. Devo essere rimasta in bagno un sacco, lui sta già russando. Rientro nel letto e lo abbraccio da dietro, vorrei dormire così, abbracciati, in fondo è mio marito... ma ho una mano birichina che scende lungo il suo corpo e si ferma proprio là: lo prendo in mano e inizio a segarlo, molto piano, impacciata. Prima che si svegli è già quasi duro, si gira, mi prende la testa e fa per avvicinarsela al membro. No, mi fa schifo, non l'ho mai fatto, non voglio.... mi ritraggo, mi giro dall'altra parte, non ne ho più voglia, ma lui adesso è duro, mi si appoggia da dietro, solo che è il buco sbagliato, faccio per dirglielo ma lui spinge, forte! Qualcosa è entrato, forse solo la cappella ma fa un male boia! Tiro degli schiaffi dietro di me a caso e mi ritraggo, praticamente cado dal letto, mi rialzo e torno di corsa in bagno.... mi sciacquo di nuovo, stavolta con acqua fredda.... rimango in bagno finché sono sicura che stia dormendo di nuovo e poi torno silenziosamente a letto, il più lontana possibile da lui, e piano piano mi addormento.
Il giorno dopo a colazione metto bene in chiaro che di me può avere tutto quello che vuole, quando vuole e come vuole, tranne il culo e niente pompini. Per il resto sarò la moglie perfetta, sia dentro che fuori casa. Mi sembra contrariato ma non dice niente, continua a mangiare come se niente fosse.
Così, dopo la rapida luna di miele in polinesia, dove abbiamo fatto poco l'amore e preso tanto sole, inizia la mia vita coniugale: un paio di scopate alla settimana (quando mio marito non è fuori per affari) e parecchie cene dove devo fare la figura della mogliettina innamorata. I miei compiti inoltre, comprendono la direzione della casa e del giardino e la cura della mia persona. Ho parecchio tempo libero che trascorro in genere con Jezabel: un pò in giro, come la padrona e la sua domestica, e un pò nel letto come amanti indiavolate, dato che mio marito spesso va all'estero o comunque fuori Palermo per lavoro.
Intanto riesco a conoscere Vanessa, l'architetta, che ovviamente non si è presentata al matrimonio per "improrogabili impegni di lavoro". Quando ci incontriamo, la mia prima impressione è quella di un uragano: molto bella, bionda, vestiti larghi e appariscenti, un cappello enorme, trucco sempre perfetto, mani continuamente svolazzanti. Ha 37 anni, sempre un'opinione su tutto, è un vulcano di idee, una risata rumorosa e contagiosa, appare quando meno te l'aspetti e scompare senza salutare. Quando sono con lei l'impressione è di essere sempre a corto di fiato. Quando è a Palermo ha molto tempo libero che passa sovente con me: "devi conoscere tutto di questa terra stupenda e dei suoi angoli piu segreti!". Poi senza preavviso va via per giorni o settimane. Nel complesso mi piace la sua compagnia anche se credo che non potrei sopportarla per periodi prolungati. Invece Jezabel l'ha odiata dal primo istante che l'ha vista: non so se sia gelosia o cosa, non me lo vuole dire. Quindi quando Vanessa è in giro, Jezabel magicamente scompare, e quando riesco a vederla ha il muso lungo. E allora mi diverto a cercare di fare pace con lei, se siamo con altre persone le parlo in francese riempiendola di complimenti. Poi, quando siamo sole, la riempio di baci e carezze finché non scoppia a ridere. Se non basta questo recito la parte della sottomessa: mi inginocchio ai suoi piedi e glieli bacio o le carezzo le gambe, le dico che sono la sua schiava e ubbidisco a ogni suo ordine. Ho scoperto che mi eccita sottomettermi ma Jezabel è a disagio nel ruolo della padrona e quindi questo gioco dura al massimo una decina di minuti. Non ho mai osato provare l'opposto, ma la conosco e so che se mi azzardassi a trattarla da schiava si infurierebbe. L'ho già vista quando è infuriata per colpa mia, al suo compleanno, e non voglio ripetere l'esperienza.
Dopo alcuni mesi di matrimonio posso tranquillamente escludere l'ipotesi che Vanessa e mio marito siano amanti, il loro rapporto è effettivamente solo d'affari: a parte la cura della villa di Salvatore, Vanessa è sposata a un imprenditore edile rumeno, Roman qualcosa, che sta costruendo un altra villa per mio marito, più grande e un pò isolata, su delle colline a mezz'ora da Palermo. E riguardo a questo Salvatore mi ha detto che dalla fine dell'estate dovrò visitare frequentemente il cantiere, perché lui ha in vista un grosso progetto di non so che cosa e non potrà più occuparsene.
L'estate passa in fretta, troppo in fretta: il sole estivo è tremendo ma il mare qui è stupendo, più che da noi, nuotare in quest'acqua è un paradiso. Jezabel viene da una famiglia di pescatori e grazie a questo e al fatto che sta imparando il dialetto locale, è riuscita a fare amicizia con alcuni pescatori di qui vicino. Ci hanno mostrato una caletta piuttosto appartata con una grotta semisommersa e poco frequentata. Ci andiamo di sera, all'imbrunire, in genere non c'è nessuno. Qui dentro il mare non è scaldato dal sole, le tolgo il costume e la faccio sdraiare su di una roccia a pelo dell'acqua: viene percorsa da brividi di freddo e di eccitazione, i capezzoli si induriscono, lei non riesce a star ferma, la sento ansimare dalla voglia. La bacio lentamente su tutto il corpo fino a che non inizia a mugolare, cerca di muoversi, di alzarsi, ma la tengo ferma. Adoro baciare il suo corpo reso bollente dal sole, sentire il sale sulla sua pelle. Il mare è il mio ambiente, qui detto io le regole e allora Jez si lascia fare, docile. Quando vedo che non ne può più dal desiderio, inizio a usare la lingua e le mani, sento i suoi gemiti ripetuti e amplificati dalle pareti della grotta e mi sembra di far l'amore con dieci Jezabel, con cento! Quando viene lo fa con un verso prolungato, belluino, animale! Allora la abbraccio e restiamo così, abbracciate strette, finché il freddo non ci costringe a rientrare.
