Il matrimonio
Abbiamo davanti circa tre mesi prima del matrimonio. Affrontiamo subito l'argomento, la mattina dopo, ancora stanche per la nottata travolgente: Jezabel sa qualcosa ma mi chiede di spiegarle bene tutto: 《Jez io sono orfana. I miei genitori sono morti in un incidente quando ero piccola, me li ricordo a malapena. Quando sono mancati sono stata affidata ai parenti più stretti, i miei zii. Erano già anziani e senza figli, hanno accettato di crescermi come se fossi loro figlia, mi sono affezionata a loro anche se non erano proprio affettuosi. Ho tutto, lo vedi anche te, si può dire che navigo nell'oro. Quando avevo intorno ai 12 anni mio zio mi ha combinato un matrimonio con Salvatore, un ricco imprenditore siciliano, in questo modo vuole unire le famiglie e creare una sorta di impero commerciale. Quando me l'ha detto ero ancora piuttosto giovane e ho accettato subito, pensavo a una vita di avventure e di viaggi e in ogni caso ero molto attaccata a mio zio.... e così la cosa è andata avanti ed è diventato sempre più difficile tirarmi indietro. E adesso eccomi qua, ancora vergine, prossima a partire per sempre per l'Italia e innamorata perdutamente di te. Non so che fare, vorrei mandare tutto a monte ma distruggerei mio zio e chi mi è intorno》 Chiedo a Jezabel se vuole accompagnarmi in Italia, se vuole restare con me. Sarebbe la mia "domestica personale", un'assurdità da medio evo, che però è già stata accettata dal mio futuro marito. In questo modo potremmo stare vicine e rubare qualche momento di intimità. 《Come amanti?》 Annuisco, so che per lei tutto questo è molto difficile da accettare ma, lo stesso, mi permetto di sperare. E non mi delude, la vedo pensare, so che sta valutando tutto e, dopo alcuni minuti di silenzio, mi dice di sì, verrà con me. Urlo di gioia e le salto addosso e, mentre le bacio tutto il viso, le giuro che non se ne pentirà, starò con lei tutto il tempo, saremo felici! I baci lasciano presto il posto al sesso e ci ritroviamo di nuovo a far l'amore.
Inizia così il più bel periodo della mia vita, tre mesi di felicità pura. Tre mesi di sesso frenetico. Tre mesi di baci. Jezabel dorme con me nel mio letto e passiamo praticamente tutto il tempo insieme.
Lascio perdere l'università, tanto non avrò il tempo di laurearmi e comunque ne so già abbastanza della lingua e della cultura d'Italia. Decido invece di fare parecchie gite oltre frontiera in modo che anche lei possa abituarsi alla lingua e alla gente del "bel paese". Andiamo soprattutto nei paesini sul mare oltre Mentone, ma alcuni weekend prendiamo l'aereo e visitiamo le principali mete turistiche: Roma, Firenze, Pisa, Venezia. Jezabel è affascinata da tutto quello che vediamo, adora il cibo e si scopre portata per le lingue, soprattutto riesce a capire le sfumature di quelli che qui chiamano "dialetti" ma che per me sono proprio lingue diverse. Il sesso in albergo è stupefacente e rumoroso, esploriamo e sperimentiamo ogni centimetro dei nostri corpi, con le labbra o le lingue o le mani. Dato che qui non mi conosce nessuno, siamo libere di baciarci anche in mezzo alla gente e, un paio di volte, sono riuscita a vincere la sua naturale ritrosia e abbiamo fatto l'amore nel bagno di un ristorante. Viviamo questi tre mesi come se fossero una luna di miele e, a proposito di miele, a Jez piace molto spargermelo sul corpo nudo e poi leccarmelo via. Cerco di tirare fuori il suo lato animale e allora mi sembra davvero una pantera: nera, flessuosa, spietata. In quei momenti adoro abbandonarmi completamente al suo volere, ai suoi giochi, e anche alla sua crudeltà, come quando mi nega l'orgasmo per tutto un pomeriggio per poi farmi venire selvaggiamente la sera.
Più si avvicina la data della partenza più i nostri "giochi" diventano disperati. Allora ci prendiamo più rudemente, quasi violentemente. Mi lascio torcere i capezzoli mentre lei mi cavalca, oppure io le tiro i capelli o la graffio sulla schiena mentre mi lecca tra le gambe.
L'ultimo weekend lungo lo facciamo a Venezia, una settimana prima della partenza per Palermo. Siamo a metà febbraio, durante il carnevale: la città è inondata di gente, la ressa è asfissiante. Siamo alloggiate in una suite a due passi da piazza San Marco, dovrebbero essere quattro giorni super romantici ma siamo nervose, affaticate e di cattivo umore. Iniziamo a litigare appena entrate nell'albergo, mezze frasi dette a denti stretti. Continuiamo anche nel tragitto verso l'ascensore, dentro l'ascensore e mentre apro la stanza. Entra prima lei mentre le sibilo 《puttana!》 Io chiudo la porta, mi giro e mi arriva un ceffone che mi attacca alla parete. Me lo merito, lo so, ho detto troppe cattiverie. Resto imbambolata un secondo e poi Jezabel mi schiaccia contro la porta e, baciandomi, mi strappa letteralmente i vestiti di dosso, cosi come anche i suoi. Resto ferma, alzo le mani ma mi limito a sfiorarle i capelli, mentre lei mi passa le sue su tutto il mio corpo. Si ferma, si stacca e mi esamina il viso. Mi sfiora la guancia arrossata provocandomi un brivido, me la bacia, rude, poi me la lecca. Sono un lago, credo di star gocciolando per terra, lei scende a baciarmi e a leccarmi il collo poi scende in mezzo ai seni, poi giù, lo stomaco, l'ombelico, il pube. Si ferma! 《Santo cielo Jez scopami non ce la faccio più!》
Mi guarda negli occhi, maliziosa: in quegli occhi riconosco la mia pantera, ardo di desiderio ma ho paura di lei, non so cosa vuol fare, non resisto più. 《Ti prego Jez!》 E mi bacia e mi lecca tutto intorno al clitoride, poi scende alle cosce, alle ginocchia e alle gambe, ormai si muove in maniera animalesca, come un felino. Allunga un braccio, mi afferra i peli del pube e mi tira giù a sedere. Sto ansimando, cerco di avvolgerle le gambe intorno al corpo ma mi prende per le caviglie, mi toglie le scarpe e strappa quello che rimane delle calze. E inizia a leccarmi le piante dei piedi, dovrebbe farmi schifo invece sento prima un solletico, poi piacere e infine una sensazione enorme che mi sale su dai piedi, lungo le gambe, le cosce, la pancia e mi arriva nel petto, e lì esplode! Esplode letteralmente, non riesco neanche a gridare, sono totalmente senza fiato. Dura un eternità e quando finisce mi trovo a tremare come una foglia. Jezabel mi abbraccia stretta e mi culla finché mi calmo e lascio andare l'inevitabile pipì.
Sono nelle sue braccia, con il viso affondato nel suo seno, sto respirando piano. Siamo entrambe bagnate ma non posso muovermi, non voglio muovermi! Alla fine, continuando a carezzarmi, mi porta in bagno dove ci laviamo insieme. Le chiedo scusa, 《è che sono nervosa per il matrimonio e me la prendo con te. Non voglio che le cose cambino, non voglio sposarmi!》 Lei non dice niente, mi bacia e mi accompagna nel letto, dove si infila insieme a me. Passiamo tutto il pomeriggio nel letto, baciandoci e facendo l'amore. I tre giorni successivi continuano in questo modo, una di noi fa arrabbiare l'altra e poi viene "punita" fino all'orgasmo, diventa quasi un gioco. E così riusciamo a smorzare il nervosismo e la tristezza per il giorno che sta arrivando.
E il giorno arriva: è il mio compleanno e siamo in viaggio, io, Jezabel e mio zio. Andiamo a Palermo, dove potrò conoscere Salvatore. La notte prima io e Jez abbiamo fatto l'amore per tutta la notte, ma non è bastato a calmare l'apprensione, sia mia che sua.
L'incontro all'aeroporto è superformale, e così anche il resto della giornata. Con mio grande disappunto Jez viene mandata a sistemarsi in una stanzetta a piano terra, nel "quartiere dei domestici", mentre io e mio zio siamo in due camere al terzo piano, il piano degli ospiti. Non la vedo per tutto il giorno, ma d'altronde ho un sacco da fare: conoscere gente, vedere la casa....
Ho più o meno un mese prima del matrimonio, cerco di farmi accettare sia dalle persone di casa (parenti e personale di servizio) che dai pochi amici che incontriamo. La villa è enorme, oltre all'edificio principale di tre piani, c'è la tenuta, vastissima, non so quanti ettari di giardino, macchia mediterranea e edifici annessi. Il tutto è cintato da un muro irto di telecamere e guardie private. In confronto la villa di mio zio a Marsiglia è una bettola. Mi viene subito detto dal mio futuro marito che il mio compito sarà di occuparmi della casa e della gestione del personale di servizio, domestici e giardinieri, mentre per la sicurezza provvede l'intendente. Per la casa potrò avvalermi della consulenza di un'architetta: Vanessa qualcosa, ex compagna di università di Salvatore. Sono rimasti amici da allora e lei ha sempre pensato a tutto. Sento puzza di amante, ma non mi interessa, anzi, se si scopa un'altra donna avrò più tempo per Jezabel. Adesso Vanessa non è a Palermo, è via per lavoro, ma ha detto che tornerà in tempo per il matrimonio.
