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Inconsapevolmente cornuti. Nuove consapevolezze.
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Racconto24 min di lettura

Inconsapevolmente cornuti. Nuove consapevolezze.

In questo ennesimo capitolo della storia di queste due coppie prende forma una nuova intrigante verità. Il giorno successivo, quando di nuovo si trova faccia a faccia con Dario, il suo comportamento è esattamente uguale a quello di sempre, non tradisce nessuna emozione, nulla nel suo comportamento c...

pennabianca
3 anni fa · 357 letture · 0

Insieme siamo risaliti sulla barca, lo abbiamo messo a letto nella nostra cabina, dove lo abbiamo lasciato, per poi ritornare sul ponte.

Quando siamo risaliti sul ponte, guardando verso la spiaggia, mi sono accorta, che, sia la signora inglese, che quella francese, erano di nuovo completamente nude; la stessa cosa avevano fatto anche tutti i tre membri dell’equipaggio. Quella strana danza, molto sensuale, decisamente intrigante, li aveva eccitati tutti; ben presto ogni donna si è ritrovata con più di un membro fra le mani.

Io sono rimasta un attimo indecisa, se scendere di nuovo a terra, oppure tornare in cabina con Luigi. Improvvisamente ho sentito, dietro di me, il corpo di Giorgio, che premeva contro il mio e, soprattutto, la sua splendida dotazione in tiro, perfettamente incollata al mio corpo.

Ho avvertito forte il desiderio di avere quel maschio, così mi sono girata, mi sono seduta su uno dei divanetti, l’ho preso in bocca, cercando di ingoiarne il più possibile.

Per quanto fossi brava e ben disposta, non sono riuscita ad ingoiarne poco più della punta, da quanto quella mazza mi stava crescendo in bocca.

Lui è rimasto in piedi immobile, lasciandomi gustare il piacere di tenere fra le labbra quel membro dalle dimensioni ragguardevoli. Poi si è inginocchiato davanti a me e, dopo avermi sciolto il pareo, si è trovato il mio corpo nudo disteso e disponibile.

Ha sollevato le mie gambe, infilato la sua testa fra le mie cosce ed ha cominciato a leccarmi lungo il taglio della fica, facendomi giungere ad un primo orgasmo.

Ha continuato con quella tecnica fin a quando non ho raggiunto il secondo orgasmo, a seguito del quale gli ho spruzzato in bocca tutto il mio piacere.

Lui ha proseguito a raccogliere con la lingua, il nettare che sgorgava dalla mia vagina, poi, sollevandosi, ha appoggiato quella grossa cappella sul taglio del mio sesso esacerbato e, con due spinte decise, l’ha infilato tutto dentro.

Mi sono sentita aprire, dilatare, nel mentre qualcosa di grosso mi penetrava fino in fondo. Ho spalancato la bocca, ma nessun suono è uscito dalle mie labbra, mentre un rumore mi ha distratto solo per un attimo.

Mi son girata e, in piedi, davanti a me, appena di lato, c’era Luigi con il cazzo in mano, che mi guardava, con negli occhi, una concupiscenza senza fine.

Ho allungato la mano, ho afferrato anche il suo membro e l’ho portato alla mia bocca. Mi sentivo piena del membro che mi stava sfondando tutta, mentre sentivo quello di Luigi scendere sempre più in profondità, dentro la mia gola.

Ho goduto tantissimo, ma, questa volta, di un orgasmo a ripetizione, fin quando, improvvisamente, Luigi mi ha scaricato, direttamente in gola, tutto il suo piacere. Poi dopo che avevo ingoiato fino all’ultima goccia, si è spostato di lato, si è seduto accanto a me ed ha preso ad accarezzarmi il seno che sobbalzava sotto ogni affondo di Giorgio.

Dopo un ennesimo orgasmo, Giorgio si è sfilato, mi ha fatto girare, inginocchiata e con la faccia rivolta verso la spiaggia. È allora che ho visto le altre due femmine, alle prese, ognuna con i restanti maschi che le stavano scopando con impeto e passione.

Giorgio, mi ha stretto per i fianchi, ha appoggiato il grosso randello sulla figa, lo ha spinto tutto dentro, da dietro. Inginocchiata sul divanetto, ho appoggiato le mani al bordo della barca per cercare di reggere gli scossoni del suo corpo contro il mio. Mi scopava così forte, che godevo nel sentire il mio corpo devastato da quella spranga di carne umana, che mi ha fatto godere ancora.

Improvvisamente si è sfilato: ho subito sentito come un senso di vuoto, come se quell’arnese, grosso è devastante, fosse stato parte di me e strappato di punto in bianco.

Mi sono di nuovo inginocchiata ai suoi piedi, con la testa appoggiata sul divanetto, ho ricevuto in faccia ed in bocca, tanti di quegli schizzi che non finivano più di inondarmi il viso, con quel seme bollente.

Quando ha spremuto anche l’ultima goccia, ho sollevato una mano, l’ho afferrato e l’ho portato di nuovo in bocca, succhiando e leccando fino all’ultima goccia di quel nettare prelibato.

Lui mi ha sorriso, si è compiaciuto di quanto piacere aveva provato nel fare sesso con me, poi ha imboccato la passerella ed è sceso a riva, dove ormai le grida di piacere di Eleonora riempivano l’aria, mentre il capitano e il ragazzo francese la stavano scopando in doppia.

Sfinita, ho guardato Luigi, che mi ha sorriso compiaciuto, insieme, ci siamo rifugiati nella nostra cabina. Una volta dentro, lui, ancora eccitato, mi ha penetrato di colpo. Devo dire che, anche se quasi non lo sentivo dentro di me, lui ha preso a pomparmi con una vigoria eccezionale, per poi riversare, dentro di me, il suo piacere con un lungo gemito strozzato.

Il giorno dopo, appena ripresa la navigazione, ci siamo diretti verso una nuova destinazione; tutti a bordo si sono comportati in maniera assolutamente normale, come se quello che era successo la sera prima, non fosse mai avvenuto.

Siamo giunti presso un piccolo villaggio di pescatori, dove avremmo passato la sera, ormeggiati nel loro porticciolo.

Siamo scesi a terra, e ci siamo recati nell’unico bar del paese, dove abbiamo passato la serata a bere, ridere e scherzare. Quando siamo tornati a bordo, era anche abbastanza tardi, mi ero appena spogliata per andare a letto, quando improvvisamente abbiamo sentito bussare alla porta della nostra cabina.

Luigi ha aperto e ci siamo trovati davanti Giorgio e il capitano.

Giorgio mi ha guardato; con un sorriso ha spiegato a Luigi che, nella cabina affianco, c’era sua moglie che lo aspettava, insieme al cuoco, per passare la serata insieme, mentre loro due, si sarebbero occupati di me.

Lui mi ha guardato, cercando di capire se la cosa era di mio gradimento; io, memore di quanto aveva goduto la sera prima con Giorgio e, curiosa di assaggiare anche il capitano, l’ho esortato ad andare.

Per due ore, quei due maschi, mi hanno trapanato in ogni buco: mi hanno riempito e farcito così tanto, che ero ridotta a colare da ogni orifizio. Quando è ritornato Luigi, ha avuto solo il tempo di vedermi ricevere in faccia la loro ultima sborrata, poi se ne sono andati, lasciandomi con lui, che era, a sua volta, sfinito, dall'interminabile amplesso con Eleonora.

Il giorno dopo siamo ritornati a Bora Bora, poi, preparati i bagagli abbiamo preso il volo per tornare a casa.

Durante il volo di ritorno, ho ripensato molto a quello che era successo in quegli ultimi giorni e mi sono convinta che ho sposato un uomo fantastico, perché mi permette di godere con altri maschi, senza gelosie e, soprattutto, ne gode anche lui.

Forte di questa consapevolezza, sono convinta che il discorso con Alberto, probabilmente, non è ancora definitivamente archiviato».

Silvia e Lucia hanno ascoltato in silenzio le piccanti avventure della loro amica, poi le hanno raccontato quello che era successo loro la sera, in riva al lago, del gioco dello scambio di ruoli, di come entrambe erano desiderate, Lucia da Alberto e Silvia da Roberto.

Stefania, rimasta piacevolmente sorpresa nell’apprendere che anche le sue amiche avevano passato dei momenti oltremodo, esclamò:

«Mie care amiche, credo, allora, che possiamo ritenerci fortunate ad aver trovato dei maschi meravigliosi, che dobbiamo aver cura di tenerceli stretti.

Pensateci bene: quando ci ricapita la possibilità di fare le zoccole a piacimento, con la complicità e il benestare dei nostri maschietti»?

Tutte tre scoppiano a ridere, consapevoli che quello che ha detto l'amica è la pura e sacrosanta verità.

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pennabianca

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