«La sera delle nozze Luigi era, come il tuo Marco, ubriaco fradicio, talmente sbronzo da non essere in grado di guidare la sua vettura fino all’hotel, situato nei pressi dell’aeroporto, da dove, la domenica, avremmo dovuto imbarcarci sul volo che ci avrebbe portato a passare la prima settimana di luna di miele a Tokio. Alberto, allora, si offre gentilmente di accompagnarci; io ho accettato volentieri, perché di lui mi fido, inoltre, quando gli ho detto che mi sarei sposata, lui, era rimasto un po’ sorpreso, perché, pur avendo tanti più anni di me, mi aveva fatto sempre sentire importante per lui.
Avevo creduto che fosse dovuto al fatto che eravamo colleghi di lavoro, invece si era reso conto che, forse, svaniva per sempre l’idea che si era fatto di poter godere fra le mie braccia.
La sua reazione mi aveva colto di sorpresa. Per tutto il viaggio fino all’aeroporto, Luigi, rimasto seduto sul sedile posteriore, mezzo addormentato, mentre io ero seduta davanti con Alberto, parlavo di quanto ero contenta per come si era svolta la cerimonia e di altre banalità.
Giunti all’hotel, lui mi ha aiutato, insieme a personale dell'hotel, a portare in camera le nostre valigie e mettere Luigi disteso sul letto.
Dopo che l’abbiamo spogliato, Alberto mi ha guardato e mi ha stretto forte al suo petto; solo in quel momento ho sentito forte il desiderio di alleviare il dispiacere che gli vedevo dipinto sul volto, per aver convolato a nozze.
Allora, senza proferir parola, ho spinto il mio ventre contro il suo corpo, ho fatto aderire il mio bacino, spingendolo contro il suo pacco, che, in breve, ho sentito crescere fra le gambe.
Mi sono abbassata, l’ho tirato fuori e mi sono trovata fra le mani un membro di ottime proporzioni, che ho iniziato a succhiare, leccare, facendolo gemere di piacere. Era sconvolgente, essere inginocchiata davanti a lui che stava in piedi a farselo succhiare, con mio marito disteso sul letto, accanto a noi.
Quello strano gioco mi aveva eccitato in maniera incredibile; mi sentivo bagnare fra le cosce e lui, ad un tratto, mi ha sollevato e, dopo avermi fatto girare, mi ha fatto appoggiare le mani sul letto.
Ero piegata con lui dietro di me; l’ho sentito sollevare la gonna, scostare il perizoma, poi con un affondo secco e deciso, mi è entrato tutto dentro fino in fondo. Ho sentito la mia fica riempita da quel nodoso randello di carne; egli mi stava penetrando fin dentro l’anima.
Ho iniziato a godere, con lui che mi stantuffava con un ritmo forsennato, che mi ha portato, per ben due volte, a provare orgasmi molto intensi e forti, fin quando, d’improvviso, si è sfilato da me, mi ha fatto di nuovo inginocchiare davanti a lui e mi ha presentato la cappella davanti alle labbra.
Ho immediatamente aperto la bocca ed ho ricevuto quattro potenti schizzi di seme che lui mi ha riversato in faccia e in bocca.
Ho ingoiato, leccato, fino all’ultima goccia, quel nettare che sgorgava da quel membro stupendo. Quando anche l’ultima goccia è sparita nella mia bocca, lui mi ha sollevato e, guardandomi negli occhi, mi ha parlato con voce alquanto emozionata.
“Ho sempre desiderato avere il tuo corpo, ma son contento che tu, questa sera, mi abbia lasciato assaporare il piacere della tua libidine. È stato un momento bellissimo, che rimarrà per sempre impresso nella mia mente, ma che, in ogni caso, non avrà mai più un seguito. Io continuerò ad ammirare e rispettare la tua bellezza, la tua intelligenza, senza mai interferire nella tua vita privata e, soprattutto, nel tuo matrimonio”.
Mi ha stretto ancora una volta, con forza, fra le sue braccia, poi è andato via.
Il giorno dopo mentre eravamo in volo, con destinazione Tokio, in un momento in cui Luigi si era assopito, ho ripensato alle sue parole, al piacere che in quel breve momento avevo provato nel sentirmi "puttana", che tradisce il proprio marito proprio la sera delle sue nozze.
Non avvertivo rimorso, ma solo il profondo piacere che avevo provato in quel momento. Abbiamo passato la prima settimana a visitare Tokio e altre città del Giappone, poi un volo ci ha portato fino a Bora Bora.
Appena sbarcati, abbiamo trovato una persona che ci stava aspettando, e ci ha fatto accomodare dentro un minibus, assieme ad altre due coppie; poi si è diretto al porto, dove siamo saliti su una barca con la quale avremmo fatto una mini crociera fra le varie isole dell’arcipelago.
Lo yacht era molto bello, lussuoso ed accogliente e i nostri compagni di viaggio erano due coppie arrivate con noi in aereo.
Una era una coppia francese, in luna di miele come noi. Lui si chiamava Gastone e lei Paulina: una bella coppia, simpatica e divertente, con lui con un bel fisico e ben dotato.
L'altra coppia era inglese, molto più grandi di noi ed erano in viaggio per festeggiare le loro nozze d’argento.
Giorgio, il marito era alto imponente, dal fisico asciutto e ben curato.
Durante il viaggio abbiamo scoperto che era un capitano delle guardie che vigilano sulla sicurezza della regina d’Inghilterra.
Sua moglie Eleonora, apparentemente un po’ più giovane di lui, aveva un fisico veramente invidiabile: alta, snella, un sedere magnificamente perfetto e con un seno di una buona terza misura, tondo da sembrare quasi scolpito da un chirurgo, mentre, in realtà, era completamente naturale.
Dei maschi delle tre coppie, Giorgio, era decisamente il più dotato.
Oltre a noi sei, a bordo, vi erano altre tre persone, che formavano l’equipaggio.
Il capitano si chiamava Tanui, era alto e imponente, direi proprio massiccio, anche più di Giorgio, ma, nonostante la sua mole, non aveva un filo di grasso. Indossava, come gli altri due uomini, un semplice pareo annodato ai fianchi. Gli altri due erano, rispetto a lui, molto più esili, per non dire gracilini.
Uno, il cuoco, dal nome impronunciabile, era completamente calvo, mentre l’altro, che tutti chiamavamo Tom, aveva i capelli corti, ma assolutamente ricci.
Appena usciti dal porto, Paulina, ha chiesto al capitano se poteva prendere il sole in topless. Lui, dopo aver accennato un simpatico sorriso, ha risposto che potevamo anche metterci completamente nude, ma era obbligatorio coprirsi, ogni volta che saremmo entrati in qualche porticciolo.
Immediatamente, sia la ragazza francese, che la signora inglese, si sono completamente denudate, mettendo ben in mostra le loro grazie più intime.
Io ho guardato, solo per un attimo Luigi, che era rimasto folgorato dal fisico di Eleonora e, poi, mi sono denudata a mia volta.
È apparso subito evidente che, nel confronto, se Eleonora aveva il seno più perfetto, quello di Paulina era il più piccolo, mentre il mio, con la mia splendida quarta misura, era decisamente quello che ha suscitato il maggior interesse, soprattutto da parte di Giorgio, che, con il capo, mi ha fatto un cenno d’assenso compiaciuto.
Per i primi tre giorni abbiamo girato isole e isolette, poi la sera del giovedì, siamo entrati in un piccolo atollo, dove ci siamo ancorati in prossimità di una minuscola isola, dalla sabbia bianchissima ed un gruppetto di palme, davvero molto bella. Per scendere a riva, dalla barca era stata collocata una lunga passerella; mentre noi ci sentivamo affascinati dal meraviglioso tramonto, i tre dell’equipaggio hanno organizzato tutto quanto necessario per cenare su quella spiaggia meravigliosa. Abbiamo consumato una cena a base di pesce e dato fondo ad alcune bottiglie di vino.
Appena sopraggiunta la notte, i membri dell’equipaggio hanno tolto i tavoli utilizzati per la cena e, al loro posto, hanno sistemato, per terra, un grosso braciere, all'interno del quale hanno acceso un falò.
Poi hanno preso a diffondere della musica polinesiana.
Tutti quanti ci siamo messi a ballare, anche se nessuno di noi conosceva bene i passi della danza. La cosa era decisamente allegra e divertente, soprattutto per Luigi, che aveva abbondantemente esagerato con il vino.
La cosa divertente è stata quando ha iniziato a percorrere la passerella per voler tornare a bordo, rischiando, più volte, di cadere in acqua.
Mi sono avvicinata a lui, cercando di sorreggerlo, ma non riuscivo a farlo in maniera consistente, per cui mi sono girata quasi a chiedere aiuto, ed ho trovato vicino a me Giorgio, che si è offerto e mi ha aiutato a riportarlo a bordo.
