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Erotika
Una stupida ripicca. Primo capitolo
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Racconto15 min di lettura

Una stupida ripicca. Primo capitolo

Mi chiamo Anna, ho ventisette anni e sono sposta da tre anni con Paolo, che ha la mia stessa età. Sono una bella ragazza, alta un metro e settantacinque, seno di una terza un po’ scarsa, occhi chiari, capelli neri e lunghi. Ho un bel fisico snello e tonico, gambe lunghe e affusolate e, anche se tutt...

pennabianca
3 anni fa · 611 letture · 0

«Mia cara ragazza, capisco che sei arrabbiata per quello che ha fatto quell’imbecille di mio figlio. Sono furiosa come te, ma, credimi, non è questo il modo di fargliela pagare. Tieni conto che tuo suocero e mio figlio sono dei perfetti imbecilli. Per essi, comportarsi come ha fatto tuo marito con te, è normale. Sono talmente pieni di boria ed il loro ego è talmente smisurato, che non concepiscono che una persona possa avere delle esigenze, desideri o voglie diverse dalle loro. Se credi che, tenendo in piedi questa stupida ripicca, possa risolvere qualcosa in tuo favore, ti sbagli. Lasciatelo dire da chi, da più anni di te, ci combatte. Adesso ti vesti, vieni con noi e poi, tra due o tre giorni, ti trovi un bel maschio da cui ti farai scopare a morte, ti farai sborrare in bocca e, venuta a casa, bacerai tuo marito, facendogli avvertire, nella tua bocca, il sapore di un altro maschio. Sono talmente ottusi che non lo riconoscono, ma, dentro di te, ti sarai presa una rivincita, che va ben oltre questa semplice ripicca. Se continui così, non fa altro che aumentare la loro convinzione che hanno ragione, una donna non deve chiedere, ma ubbidire. Questa è nella loro stupidità, la giusta regola che si deve seguire.»

Guardo basita mia suocera! La conosco da quasi cinque anni e non l’ho mai sentita parlare in questo modo. Ma lei prosegue:

«Credi che io, in tutti questi anni, non abbia subito delle carognate, come ha fatto Paolo con te? Suo padre è anche peggio. Mi stupisce che tu ci abbia impiegato così tanto tempo a ribellarti. Ero certa che, prima o poi, questo momento sarebbe arrivato e l'ho aspettavo fin da quando lo hai sposato. Vestiti, mettiti elegante, sei una bella ragazza. Ora devi essere anche una bella donna elegante, per far in modo che loro abbiano un bel trofeo da mostrare ai loro amici, ma è dentro di te che devi sentirti sexy, per dimostrare a te stessa che sei una vera signora, impeccabile in pubblico, ma troia dentro! Io ti insegnerò tutto questo, se me lo permetterai. Un pomeriggio, dei giorni a venire, ci prendiamo un bel caffè a casa mia e ti farò da maestra, così finalmente sarai veramente felice».

Mi ha convinto. Credo che le darò retta, anche se non mi sarei aspettata una simile confessione. Andiamo in camera e mi spoglio nuda davanti a lei, che vedo riflessa nello specchio dell’armadio che mi guarda con occhi pieni di desiderio. Ne resto meravigliata, ma non perdo tempo. Apro un cassetto, prendo le mutandine, ma lei interviene.

«No, queste non ti servono! Metti queste calze e solo questo reggiseno».

La guardo senza capire.

«Ti ho detto che devi essere elegante per loro e "troia" per te. Sapere che non porti l’intimo ti farà sentire troia per te! Ma loro non lo sanno. Questa per te sarà una prima, piccola ripicca».

La guardo con occhi nuovi. Mi piace da morire quello che mi sta proponendo e l’assecondo in tutto. Mi siedo sull’angolo del letto e metto le calze. Lei si inginocchia sul letto, solleva la gonna e mostra le autoreggenti che indossa; da dietro mi aggancia il reggiseno a balconcino che ha scelto per me. Sento le sue mani sui miei seni e la cosa mi provoca un certo languore: lei è così delicata, mi accarezza il seno, fingendo di aggiustare l’indumento. Mi eccita e la guardo perplessa. Le nostre bocche sono così vicine che, per un attimo, ho creduto volesse baciarmi. Mi sceglie una gonna a portafoglio, non troppo lunga, camicetta bianca ed una giacca del colore della gonna. Fruga fra le mie scarpe, e mi porge delle decolleté, con tacco dodici. Mi fa sedere sul letto e si mette davanti a me, piegata sui talloni. La sua gonna sale fino all’inguine, mostrando che anche lei non indossa intimo. Mi prende un piede fasciato dalle calze velate e, prima di indossare la scarpa, lo accarezza; con la scusa di verificare che la calza sia a posto, mi massaggia delicatamente il piede e la coscia, risalendo fin quasi all'inguine. Ripete al stessa cosa con l’altro piede. Poi, mi mostra la sua natura bella e semi depilata. Vedo le grandi labbra sporgere: mi sto eccitando ed avverto forte la sensazione delle farfalle nello stomaco. Sono due settimane che non ho un orgasmo e sono facilmente lusingabile. Lei deve averlo intuito e fremo, dentro di me, per un desiderio assolutamente sconosciuto.

«Queste sono perfette, per farti apparire come una vera signora. Sei giovane e, quindi, devi essere bella: un pizzico di malizia devi esibirla. Con queste scarpe sei perfetta! Un lieve trucco e un filo di rossetto, rigorosamente rosso, e sarai perfetta».

Entro di nuovo in bagno, prendo il necessario per il trucco, ma lei mi fa sedere sullo sgabello e mi trucca in maniera semplice, ma perfetta. Prende il rossetto e mi si avvicina con la sua bocca. Siamo di nuovo tanto vicine; i nostri occhi si guardano, sento forte il desiderio di baciarla e lei fa proprio quello. E' un attimo e le sue labbra sono incollate alle mie. Mi sollevo e la stringo a me. La sua mano destra, scende rapida fra le mie gambe. Solleva la gonna e subito risale, fin quando non incontra la mia lumachina, che sta schiumando da paura: sono un lago! Un lungo gemito liberatorio esce dalla mia bocca. Mi sento le gambe tremare. Passo una mano dietro la sua testa e la stringo di più contro di me. Un bacio carico di passione e desiderio ci travolge. Si stacca, mi dà altri baci sulle labbra e noto che i suoi occhi sono colmi di desiderio, libidine, ed io sono stupita per tutto questo. Non ho mai baciato una donna! Mi è piaciuto tantissimo. La guardo con desiderio, ma lei mi sussurra, con tono complice, che dobbiamo andare, ma che avremo modo di soddisfare le nostre voglie. Quando usciamo dalla camera, mio suocero da un colpetto con il gomito a mio marito, come a dire che, per merito di Flavia, era tutto sistemato. Durante tutto l’evento, lei mi è stata sempre vicina. Ho potuto ammirare la sua classe nel rivolgersi a tutti, sempre con modi gentili, pacati. Era sempre presente, me lo era in maniera discreta, sempre in secondo piano, lasciando al marito tutta la scena che, ovviamente, occupava insieme al figlio. Ho notato che lei, non si è mai trovata al centro dell’attenzione, in nessuna occasione. Ho provato una strana sensazione ad esser nuda sotto. Mi sentivo eccitata al pensiero che nessuno, a parte Flavia, sapeva che ero nuda. Mi sentivo libera e leggera, ma, nel contempo, tanto porca. Spesso ci siamo tenute, mano nella mano. Quando è giunto il momento del taglio della torta nunziale, tutti si sono accalcati vicino agli sposi, che si erano spostati sotto un gazebo, appositamente addobbato. Noi due siamo rimaste un po' in disparte, con in mano i calici per brindare. Eravamo appoggiate ad una colonna, quando lei mi ha fatto un cenno con la testa ad indicarmi la madre della sposa, che veniva verso di noi con la nuora.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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