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La mia vicina Lucia
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Racconto14 min di lettura

La mia vicina Lucia

Una vicina calda e arrapante perseverando può anche dartela... questa ne è la storia.

manu veneto
1 anno fa · 1.8k letture · 1

Anche il mio respiro era esploso in un rantolo liberatorio, i muscoli rigidi e con le mani stringevo il lenzuolo, intanto mi fissava e subito dopo ritrasse la mano piena di sborra e la portò verso la bocca che spalancò tirando fuori la lingua iniziando a leccarle si spostò leggermente di lato e mi invitò a quell'intimo banchetto, due lingue affamate sembravano danzare in quella mano e poi unirsi in un bacio avido di piacere, infine balzò giù dal letto mettendosi in ginocchio sotto di me, prese il cazzo ancora duro con la mano e portandolo al naso lo annusò, poi lo strofinò sulla guancia.

Nel frattempo mi godevo lo spettacolo attraverso lo specchio dove la vedevo di spalle e chinata sotto di me e nel mio cervello quell'immagine veniva amplificato assumendo un senso di dominio che mi eccitava e prolungava l'effetto dell'orgasmo appena avuto, d'istinto le presi la testa e mi trovai i suoi capelli ricci attorcigliati tra le dita, la fissavo mentre le sue labbra continuavano a scivolare lungo l'asta ancora rigida, i suoi occhi chiusi come in un atteggiamento di deferenza verso quel cazzo che sembrava adorare non in quanto mio ma in quanto suo oggetto di piacere, ero certo che stava godendo in ciò che stava facendo.

Ero molto colpito ed estasiato nel vedere con che cura Lucia succhiava ogni gocciolina di sborra rimasta sul mio cazzo che ormai era diventato barzotto per ridarmelo solo una volta pulito e asciutto, poi mi guardò e nel suo volto c'era un'espressione felice, compiaciuta e appagata che ritroverò in futuro nel volto di altre donne che ho incontrato.

Si allontanò andando in ginocchio all'indietro con le braccia allungate che toccavano terra, quell'immagine era sublime, si alzò molto lentamente per andare verso il comodino, aprì un cassetto, tirò fuori un pacchetto di sigarette, ne prese due che portò alla bocca continuando a guardarmi e io incantato a guardare lei, prese una scatola di fiammiferi e le accese entrambe, trovò un posacenere mi passò una sigaretta sbuffando il fumo verso il mio viso, si sedette sul bordo del letto, una volta terminate mi mise la ano nella testa e si alzò facendo un giro largo, io perso ad ammirare il suo culo, finì per sdraiarsi nel letto e con gli occhi mi invitò a cibarmi di lei.

Questa volta non le saltai goffamente addosso, mi avvicinai e iniziai a baciarla nel collo, sfiorandola appena col le dita, lei si girò pancia in giù e slacciai i gancetti del reggiseno massaggiando la sua schiena ampia e abbronzata, la pelle liscia e poi mi chinai per baciarla ovunque, collo l'incavo delle spalle, per poi scendere verso le natiche dove le sfilai gli slip.

Meravigliosa visione guardare il suo bacino alzarsi e poi tirare su il culo mentre accompagnavo l'intimo verso le caviglie per poi gettarlo a terra non prima di averlo annusato, finalmente le mani erano dove avevo sempre sognato e fantasticato, le allargavo le chiappe e con i pollici le labbra della fica che era inzuppata dei suoi umori, anche il suo respiro era mutato, il respiro lento aveva lasciato il posto ad un crescente ansimare ora quell'attesa estenuante del mio agire era divenuta la sua tortura.

Vedevo il suo corpo che non riusciva a restare fermo, si agitava fino a contorcersi e ogni volta che il dito si avvicinava alla sua fica lei spingeva il bacino all'indietro come a volerlo far entrare ma io, stronzo, lo ritraevo facendole uscire dei piccoli lamenti che cercava di soffocare mordendo il cuscino, ammetto che il gioco andò avanti qualche minuto e questo aveva fatto sì che iniziavo a sentire una nuova erezione crescere.

Si lasciò scappare uno stronzo uscito come un fiato, poi si girò di scatto prendendomi la testa e spingendola in mezzo alle sue gambe, la guardavo con aria strafottente l'insieme di quel momento era molto eccitante, mi chinai e assaggiai per la prima volta il suo sapore di femmina, quel suo gusto era inebriante per il cervello, la fica era molto bagnata e mi godevo ogni istante nel mangiarla, nel torturare labbra e clitoridee che tenevo prigioniero in bocca, lo succhiavo e lo tiravo fino a farle uscire dei gridolini di intenso piacere.

Le sue mani che prima tenevano la testa ora le aveva portate lungo la schiena, sentivo le sue unghie graffiarla, altro piacevole dolore che mi faceva sentire maschio forse per la prima volta, e poi il suo corpo divenne teso e rigido, le gambe premevano contro la testa quasi schiacciandola, allora le infilai due dita nella fica che la fecero inarcare dal piacere, dentro e fuori veloce e poi lento e ancora veloce, mentre sentivo il suo respiro farsi rantolo, era come una fiera ferita che si dimenava e dopo alcuni attimi di profondo silenzio e col corpo immobile, mi esplose in bocca riempiendola del suo orgasmo.

Non lasciai la presa e continuai a succhiare e leccare con le dita ancora perse dentro di lei, mi piantò più a fondo le unghie per poi mordere forte il cuscino trattenendo a stento dall'urlare di piacere, ora ero io molto compiaciuto di me stesso, mi spinse quasi via e si girò di fianco raccogliendo le gambe al petto, aveva il respiro molto accelerato e pesante e tremava, io continuavo a guardarla compiaciuto.

Restò un paio di minuti in quella posizione, quando si voltò verso di me aveva gli occhi lucidi che brillavano, il volto rilassato e un sorriso che ricordo ancora molto bene, le baciai un seno torturando qualche istante un capezzolo che era ancora turgido dal piacere, lei lasciò fare e intanto il respiro le era tornato normale.

Mi lasciai andare a peso morto nel letto, fianco a fianco restammo alcuni minuti rilassati e in totale silenzio, poi mi venne sopra bisbigliando alcune cose all'orecchio, cose del tipo che me l'avrebbe fatta pagare e descrivendo come, la cosa sembrava parecchio interessante averne di conti da pagare in quel modo, pensai tra me e me, la guardai e sorridendo gli dissi con calma, non c'è fretta abbiamo tempo, si mise a ridere.

Mentre scendeva mi scostai per guardarle il culo, eh sì era veramente invitante cazzo, si chinò inginocchiata e iniziò a leccarmi nella pancia poi a scendere e risalire, ogni volta sempre più vicino al cazzo che era già duro, sentivo le sue tette strusciare sull'asta e per vedere meglio presi anche l'altro cuscino e lo misi sotto a quello dove stavo, amo vedere mentre mi fanno un pompino.

Lo prese in mano, sbattendolo un paio di volte sulla guancia prima di prenderlo in bocca quasi fino alla fine, come a volerlo testare bene prima di iniziare a farmela pagare, stringendolo stretto col pugno chiuso tirò fuori la lingua e iniziò a dare dei colpetti sulla cappella, poi la prese in bocca chiudendola con le labbra e succhiandola per lasciarla andare subito dopo, sembrava una piccola ventosa, ripeté il gesto alcune volte.

Scese un po' più giù e iniziò a succhiarmi i coglioni, raccogliendoli entrambi in bocca e succhiando mentre mi segava, ora ero io a non riuscire a restare fermo e intanto la mia mano era sulla sua testa riccia che ancora una volta le tiravo i capelli.

Si divertì a giocare con le mie palle e poi tornò a prenderlo in bocca, questa volta in modo molto deciso, quella lingua ora era diventata indiavolata e affamata, con la mano lo stringeva forte e lo menava andando a ritmo con la testa, erano movimenti irregolari, non ripetitivi, mi faceva impazzire quel suo modo di spompinarmi, mano e bocca, labbra e lingua, a tratti gli occhi erano chiusi in altri momenti mi guardava per compiacersi del mio godere, io volevo rimanere a fissarla per gustarmi ogni secondo di quel pompino appassionato le tenevo la testa con le mani come a guidarla anche se sapeva molto bene come fare.

Mi stava facendo nuovamente impazzire, ero totalmente suo, il mio cazzo era totalmente suo e intanto montava un altro orgasmo ma come mi aveva anticipato prima, per almeno un paio di volte proprio quando era prossima a riempirsi la bocca si fermava staccandosi completamente e lasciandomi col colpo in canna, allora ti piace la lentezza, me lo disse guardandomi fissa negli occhi, io restai in un silenzioso compiacimento e non volevo darle soddisfazione ma i coglioni iniziavano quasi a farmi male, non infierì ulteriormente, si chinò e questa volta mi fece esplodere nel giro di pochi secondi.

L'orgasmo fu molto intenso e credo anche la sborrata che le riempì la bocca ma questa volta ne lasciò cadere un po' mescolato alla saliva per poi andarlo a leccare e succhiare e riportarlo in bocca, comunque da abile pompinara non ne lasciò manco una goccia nella mia pelle e se lo gustò tutto inghiottendo passandosi la lingua sulle labbra con una gestualità che mi fece dire, sei una grandissima troia, solo che questa volta non riuscii a tenerlo e mi uscì, lei sorrise e mi rispose si lo so e me ne vanto, poi aggiunse, riprenditi che dopo ci beviamo qualcosa che non ho ancora finito con te ragazzino!

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manu veneto

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