Accavallai le gambe in modo piuttosto osceno offrendo le mie cosce al suo sguardo tagliente. Mentre bevevo, accavallai e scavallai le cosce più volte, le aprii un po’ di più quando mi chinai in avanti per prendere una rivista appoggiata sul tavolino, Ormai era mio. Sentivo il suo respiro sempre più forte ed intenso, ed allo stesso tempo lo vedevo fare delle contorsioni innaturali per gli permettessero di spiare meglio il mio interno coscia. Perfidamente iniziai a giocare con lui, aprivo e subito richiudevo le gambe lasciando sempre un po’ di fame all’affamato. Io stessa sentivo salire l’eccitazione.
Non avevo mai fatto niente del genere, ma in quel momento mi piaceva accendere le voglie del mio ometto. Direi una bugia se dicessi che in quel momento non mi piaceva fare la parte della provocatrice esibizionista in calore. Mi chinai in avanti fingendo di sistemarmi le calze, lasciandogli in questo modo ammirare il mio seno reso più voluminoso dal push-up. Finsi di riagganciare la calze al reggicalze alzando la gonna fino quasi all’inguine. Il suo sguardo impazzava tra le mie gambe ed mio il seno. Con la coda dell’occhio vedevo che era al limite dell’infarto. Il suo viso era rosso come un peperone ed il suo respiro sembrava lo sbuffare di una locomotiva. Alla fine si decise a dire qualcosa: “Sei ancora arrabbiata come me nonna?” “No amore, dai vieni a sederti vicino a me.” Mi spostai sul divano facendogli spazio, lui era riluttante, con una mano cercava di nascondere l’erezione che ormai gli procurava un evidente gonfiore nella patta. Dentro di me ero divertita. Mi raggiunse sul divano, mi avvicinai a lui, mi mise un braccio sulle spalle e mi abbracciò.
Apprezzai particolarmente quel momento. I nostri sguardi si incrociarono, lui avvicinò il suo viso al mio ed io avvicinai le mie labbra alle sue, lui rispose al mio bacio. Questo contatto mi fece rabbrividire, mi sentivo in totale fusione con questo ragazzo. Dimenticai la differenze di età e soprattutto la parentela. Eravamo due anime che si incontravano e che si univano. Il nostro bacio fu appassionato come quello di due amanti che non si vedevano da tempo. Da parte mia avevo ormai dimenticato questo piacere da molto tempo. Incoraggiato dal bacio, il porcellino fece scivolare la sua mano sulla camicetta sfiorardomi delicatamente il seno. Ad ogni sua carezza le mie reazioni mettevano in evidenza le zone più sensibili, ed era proprio in quelle zone che lui insisteva. Ero così eccitata dai suoi palpeggiamenti che dovetti riprendere fiato interrompendo il nostro bacio. Nell’attimo di pausa approfittò per slacciarmi i bottoni della camicia in previsione di aprirla, voleva osare di più, ovviamente anche io lo volevo. Dopo altre carezze delicate e dolci, liberò i capezzoli dal reggiseno, prima li leccò e li inumidì con la lingua, poi cominciò a stringermeli con le labbra. Era una sensazione deliziosa che il mio corpo, ovviamente gradiva, infatti i mie seni divennero turgidi e la mia vagina iniziò ad inumidirsi abbondantemente. Iniziò a baciarmi ed ad accarezzarmi il ventre quindi ritornò alla carica con la bocca sui mie capezzoli, ma questa me li succhiò come farebbe un neonato. Sentivo un calore salirmi fino alla testa, tanto che quasi faticavo a respirare.
Nel foga del desiderio appoggiai la mia mano sulla sua patta e constatai quanto era duro il suo cazzo. Ritrassi la mano subito quasi scusandomi, ma avevo voglia di toccarglielo e prenderglielo in mano. Constatati così come il suo “attrezzo” era più grosso e duro di quelle che avevo intravisto nelle notti in cui lo spiavo. Lui fece scivolare una mano tra le mie gambe che io aprii senza difficoltà per favorirlo nel raggiungimento della sua meta. Le sue dita che correvano sulle mie gambe mi fecero venire dei brividi. Presa da questo turbinio di sensazioni quasi mi stavo dimenticando di occuparmi del suo cazzo sempre più duro, allora iniziai ad accarezzarglielo da sopra i pantaloni. Lui mi fermò, facendomi capire che se avessi continuato con le mie carezze non avrebbe potuto trattenersi per molto tempo e che avrebbe goduto. La voglia di spogliarlo si impossessò di me e in un attimo fu nudo come un verme. Rimasi impressionato dalle sue misure, niente a che vedere con quelle del mio defunto marito. Alla vista di quel corpo giovane e muscoloso non potei più resistere, levai il perizoma mostrandogli il mio pube nudo e liscio e mi distesi sul divano a cosce aperte. Ero in fiamme, lo volevo dentro di e subito! Non c’era tempo per leccatine e baci intimi.
Aprii bene le gambe e lui non poté resistere all’invito. Si stese sopra di me e, dopo averglielo guidato verso la mia vagina ormai fradicia dei miei umori, mi penetrò. Con molta delicatezza iniziò a spingere, apprezzai la sua attenzione in quanto ormai erano anni la mia intimità non veniva violata. La sensazione che mi dava il suo sesso mentre riempiva la mia gattina era deliziosa, ormai lo volevo tutto, gli posi le mani sulle natiche e lo tirai verso di me. “Vieni amore, entra in nonna, dammelo tutto, dai..” Ubbidendomi alla lettera, con un colpo affondò la sua verga profondamente, tanto da strapparmi un grido di dolore. Quando cominciò a scoparmi con i classici movimenti del bacino io quasi persi i sensi dal piacere, tutto questo vigore che mi stava portando al settimo cielo. “Si.. dai.. più veloce.. più veloce.”
Lo esortai. Davide metteva tutto il fuoco e la forza della sua giovane età e, malgrado il dolore provocatomi dai suoi colpi sempre più profondi, sentivo il mio orgasmo arrivare. Lo sentivo montare lentamente, non potevo più controllare il respiro che alla fine sfociò in un grido quando finalmente arrivai all’acme del piacere. Lui non resistette al mio piacere, inarcò la schiena e inondò la mia vagina del suo seme bollente. I nostri corpi sudati rimasero incollati l’uno all’altro per molto tempo e provai quasi dispiacere quando usci da dentro di me. Avevo vissuto un intenso piacere come non ricordavo di aver mai provato nella mia vita. Era stata una cosa rapida senza i preliminari che avrei voluto, ma eravamo solo all’inizio, avevo modo di insegnare a Davide come dare piacere all’anziana nonna, e soprattutto avevo voglia di ricominciare
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Ottimo! Ora aspettiamo il coinvolgimento della sorella...
Bel racconto, attendo il seguito 😘🌞