Marco dopo averla slinguata per bene, ma senza averla fatta ancora godere, decide che è arrivato il momento di penetrarla e dopo averla portata verso il bordo del letto sempre nella stessa posizione, si umetta il cazzo con la sua saliva guarda Paolo negli occhi e le dice: “ora cornuto guarda come si fa a far godere una donna!!!”, Cristina guarda Paolo che è sempre li fermo ed impassibile, si rilassa pensando che Paolo abbia accettato l’umiliazione le sorride e continua a farsi scopare da Marco, il piacere comincia a montare, Paolo capisce che lei sta arrivando al suo primo orgasmo e vuole giocarle uno scherzo, quindi si alza va verso Marco e le dice in modo perentorio “ora tu spostati, e tu, troia collezionista dei cazzi, mettiti in ginocchio e succhiamelo” Cristina che ormai sta raggiungendo il suo primo orgasmo e non riesce più a ragionare e risponde: “certo che sono una troia collezionista di cazzi ma in questo momento non è del tuo che ho bisogno, ora tornatene a sedere da bravo cornuto che sei, se vuoi fatti una sega e lascia continuare questo stallone, non vedi che mi sta facendo godere come una troia? E tu porco maiale continua a sfondarmi la figa è cerca di resistere che poi mi devi anche sfondare il culo” i due tornano a concentrarsi sul loro amplesso, Marco le infila tutto il cazzo fino alle palle e ricomincia a pomparla fino a che Cristina esplode nel suo orgasmo, Paolo nel frattempo ha lasciato la stanza, Cristina appena riprende fiato nota che Paolo è uscito, guarda Marco e dice: “peccato avrei voluto che vedesse tutto il repertorio, ora dai continua a scoparmi maledetto porco bastardo”.
Paolo è al bar dell’hotel che sta sorseggiando un drink guardando i messaggi sul suo cellulare, sono passate circa 2 ore e dall’ascensore escono Marco e Cristina, lei si dirige verso il bar mentre Marco la saluta ed esce dall’hotel, lui la guarda con aria indifferente e come se stesse aspettando la moglie che esce dal parrucchiere e le chiede: “Fatto? Possiamo tornare a casa?” Cristina resta in silenzio ed annuisce, sa bene che quando Paolo è apparentemente calmo non è un buon segno e quindi è meglio tacere, il viaggio verso casa è fatto in completo silenzio.
La sera sono seduti di nuovo soli in salotto è Paolo che rompe il silenzio e le dice: “allora Cristina, non sei curiosa di sapere quanto piacere ho provato nel vederti scopare con un altro uomo?”, “amore… scusa… io… credevo…”, “lascia stare le scuse, piuttosto vorrei farti delle domande, ad esempio: quante volte mi hai chiesto se potevi continuare o come mi sentivo? Aspetta questa la so rispondo io per te: neanche una volta, quando mi hai tastato l’uccello ti è sembrato che lo avessi duro dall’eccitazione? Anche questa la so, rispondo ancora io: no. Quando volevo unirmi mi è stato concesso? No. Sono stato umiliato da te o da lui? Qui invece rispondo si! Ora l’ultima domanda: il tuo è stato un grande sacrificio?” Cristina è veramente in difficoltà non sa cosa rispondere, sa che qualsiasi risposta darà Paolo la userà contro di lei, si fa coraggio e risponde: “è stato un piccolo sacrificio amore, io non mi sono divertita, credimi l’ho fatto pensando a te, pensando che ti sarebbe piaciuto”, “a bene e ti sono servite due ore, durante le quali ti sei fatta scopare come una lurida troia in tutti i buchi, per capire che a me non era piaciuto per niente? Ora stammi bene a sentire: ormai è da un sacco di tempo che ti tengo d’occhio, so bene che quel Marco non era la prima volta che te lo scopavi in quell’hotel, ti ho osservato molteplici volte e ti ho seguito personalmente mentre andavi a fare la troia con chiunque avesse avuto un cazzo per farti godere, lo capisco, tu ami il cazzo, anzi ami qualsiasi cazzo, anche se io ti soddisfo a sufficienza, per te è una questione di principio, devi avere qualsiasi cazzo entri nel tuo radar, sia tu che le tue amiche troie con la quale fai comunella, non credere che io sia un cretino cornuto che non si è mai accorto di niente, e vuoi sapere cosa penso di questa tua ultima cazzata? Sono sicuro che nel tuo cervello da troia era vivida l’idea di farmi le corna in diretta, che volevi anche umiliarmi e farmi umiliare dal tuo stallone del momento, ok, ora hai anche questo nella tua collezione quindi credo che siamo a posto, ma la tua collezione di porcate è l’unica cosa che ti lascio dopo che ti avrò sbattuto fuori da casa mia.”, Cristina è devastata, in un minuto le è crollato tutto il mondo addosso, in questo momento si sente davvero una stupida, ripensa vergognandosi a tutte le volte che ha tradito suo marito, non pensa che in questo momento sta perdendo una vita agiata fatta di shopping, aperitivi con le amiche, spa e massaggi rilassanti ed amenità varie, ma pensa soprattutto che sta perdendo un marito che l’ha amata davvero, che ha accolto nella sua casa sia lei che sua figlia senza chiedere niente in cambio se non amore e rispetto, ecco ora tutto questo è svanito per colpa della sua stupidità, della sua arroganza, della sua arrogante certezza di poter fare di suo marito un cornuto contento.
Cristina è disperata, scoppia in lacrime si mette in ginocchio davanti a Paolo “ti prego Paolo, sono stata una stupida, so di averti ferito e ti chiedo perdono, solo ora mi rendo conto che perderti sarà la tragedia più grande della mia vita, non potrò più darmi pace, ti prego perdonami, te lo chiedo in ginocchio, non voglio altro da te, solo che tu possa perdonarmi e ti giuro che non succederà più niente che possa in qualche modo offenderti se così sarà sarò io stessa che me ne andrò dalla tua vita”.
Paolo non risponde, esce e si chiude nel suo studio lasciando sua moglie in lacrime in salotto, per tutta la notte non riesce a dormire, ed arriva alla conclusione di darle una seconda possibilità.
La mattina Cristina è in cucina, sta preparando il caffè, Paolo le si avvicina la guarda negli occhi, vede la profonda tristezza e le dice: “va bene Cristina, avrai una seconda possibilità” lei lo abbraccia e lo bacia su tutto il viso, si chiudono in camera da letto e scopano godendo come non mai.
Cristina è ridimensionata, con le amiche evita i discorsi sul sesso e non vuole ascoltare le scappatelle delle altre che dopo aver saputo da Cristina quanto successo, evitano a loro volta di parlare di certi argomenti con lei.
Una mattina Cristina e sua figlia sono fuori per fare compere, Anna, che ha saputo a sua volta di quanto successo con Paolo, la accompagna volentieri. Durante la pausa dallo shopping per prendersi un caffè, Cristina ricorda dell’appuntamento con lo stallone misterioso, e ricorda anche che Anna lo doveva aver già provato sulla sua pelle “Anna, non mi hai mai raccontato come è stato con il tizio misterioso di cui mi avevi parlato”, “cosa vuoi sapere mamma?”, “bè dai un po’ di particolari piccanti me li puoi pure raccontare no?”, “cosa ti posso dire, certamente è un vero toro da monta, ha un modo tutto suo per far godere le donne, e devo dire che le riesce benissimo, le voci sulle sue performance sono tutte vere se non di più, ha un modo di toccarti che sembra ti conosca nei minimi dettagli, l’ho provato sulla mia pelle, credimi, non so quanti orgasmi ho avuto e ti devo anche dire che dopo 2 ore di sesso sfrenato una piccola pausa le è bastata per riprendere le forze tanto che dopo che l’ho visto di nuovo in erezione ho deciso di darle anche il culo che lui mi ha sverginato in modo divino senza farmi sentire troppo male e mi ha fatto godere anche da li dietro, ti assicuro che è un vero maschio”. Cristina sente le parole di sua figlia ed in automatico la sua passera si bagna, Anna vede che la madre diventa rossa in viso e comincia a sfregare le gambe e le dice: “mamma, ti prego non farlo, hai già rischiato di perdere tutto, Paolo è stato magnanimo una volta non credo che lo sarà una seconda, ti prego desisti”, “certo che lascio perdere, non sono tanto stupida da perdere tutto per una scopata, stai tranquilla, non succederà niente”.
