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Erotika
Drogata e sodomizzata
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Racconto17 min di lettura

Drogata e sodomizzata

Non faccio in tempo a riprendermi che la mano sinistra si infila di nuovo tra il mio culo e poi sento sul buchino la pressione di qualcosa di grosso, molto grosso.

annabelle
9 mesi fa · 1.3k letture · 0

Alla prima contrazione fortissima il mio bacino si solleva con tutto il mio ventre e il torace e avanza violentemente in avanti, il clitoride enorme scivola anche lui sulla testa del vibratore Hitachi che lo sta martoriando e che passa subito dietro sulla vulva che si dilata come se volesse uscire da me e nel movimento il cazzone nel mio culo ne esce quasi mezzo perché la contrazione interessa anche tutto il mio canale rettale che cerca di spararlo fuori. Il seno dolorante nel movimento inconsulto lancia verso l'alto le clip strette sui capezzoli duri come l'acciaio stirando ulteriormente le aureole già molto sporgenti. Uno schizzo fortissimo fuoriesce dal mio uretere ora sollevato e spalancato in avanti a cavallo della testa del vibratore mentre aprendo in modo impossibile la bocca ho adesso la gagball mezza tra i denti e il mio gemito spaventoso somiglia già di più ad un urlo liberatorio. Le gambe e le cosce stirate all'inverosimile tremano e scuotono mentre le stringo più che posso e i polsi legati mi dolgono da morire. Il ritorno è altrettanto devastante: il torace e il bacino schiantano verso il basso cosicché i pesi e le clips con il seno volano e sbattono sulle costole e ho l'impressione che cedano scivolando appena più distanti dalle aureole sui capezzoli stiratissimi. La vulva aperta e subito dopo la testa del clitoride turgida e tutta scoperta fuori dalla cuffia tornano a sfregare sulla sfera del vibratore che continua a martellare. L'ano ripercorre tutta la parte fuoriuscita che affonda di nuovo in me e percepisco tutte le nervature sul membro di gomma e sento scuotere attorno a quello il canale rettale e lo sfintere come se stessero loro scopandosi il dildo, anziché lui stuprando me e con tutto il mio peso torno a sbattere le natiche, il culo e l'ano pulsanti contro le "palle" contro la pertica.

La seconda contrazione è ancora più violenta della prima: il bacino e tutta la parte superiore del mio corpo ripartono verso l’alto e in avanti, le gambe si sollevano sempre tremolanti sulla punta dei piedi e le braccia e le spalle si contorcono per assecondare il movimento. Il mio retto e l’ano si contraggono e scuotono per fottersi il dildo che li possiede e la mia estensione è abbastanza ampia da fare in modo che l’uscita naturale del cazzone dal mio culo e la forza della spinta dall’interno lo sparino fuori completamente torcendolo tra il mio buco liberato (che continua a pulsare dentro e fuori donandomi un godimento pazzesco, ed ecco penso, questo è l’orgasmo anale di cui favoleggiare), e la pertica a cui è fissato, e l’arnese uscito prima rimbalza gommoso tra le natiche verso l’alto e poi alla massima estensione del mio corpo torna a flettersi verso il basso infilandosi tra il vibratore e la mia passera tra le grandi labbra: infatti di nuovo, il clitoride e poi l’apertura della vagina hanno superato la testa del vibratore e dalla mia uretra tutta esposta tra le piccole labbra esce un altro schizzo ancora più poderoso del precedente; gemo urlando con la gagball morsa tra i denti e il capo ancora sollevato e ribaltato tra le scapole. Il seno rilancia clips e pesi verso l’avanti e questa volta il contraccolpo è così potente che le pinze si staccano dai capezzoli scivolando via (la fitta di dolore è ancora più lancinante di quando sono state messe, ma poi subito liberatoria e a suo modo goduriosa diffondendosi a tutto il seno così liberato); gemo senza sosta. Arrivata all’apice rinculo ancora verso la pertica con il bacino che si riabbassa di colpo e lungo il percorso il perineo, la vulva e poi il clitoride tutto si appoggiano cavalcandolo sul cazzo finto che vibra ancora poiché appoggia sulla testa vibrante del Hitachi, finché anche questa volta tutta la mia intimità sbatte contro la pertica e rimbalza.

Seguono una serie di contrazioni minori ma ognuna ancora devastante per il mio essere che sento fluire come un fiume in piena verso la figa e il culo: il retto continua a scuotere dentro di me e l’ano a pulsare sporgendo e rientrando, aprendosi e richiudendosi ritmicamente (sensazione sconvolgente); ogni movimento (e ne ho parecchi) in avanti e indietro del bacino comporta lo sfregamento di tutto il clitoride (dalla testa all’asta) sul cazzone che adesso sto cavalcando, e quando per un attimo si solleva esponendo l’uretra, da questa fuoriesce l’ennesimo poderoso spruzzo (e io che pensavo che lo squirting così abbondante fosse anche lui una leggenda metropolitana). Tremo tutta, il cuore batte a mille ma alla fine mi accascio con tutto il peso su me stessa o meglio su quello che ne resta e le gambe, le cosce soprattutto, il petto e il seno, le braccia continuano a fremere e vibrare inconsulte anche se il vibratore Hitachi si è fermato smettendo di suppliziarmi. Abbandono il capo in avanti e distrutta chiudo gli occhi sotto la benda che li avvolge.

Outro

Quando li riapro sono sdraiata supina sul mio materassino da yoga e l’istruttrice mi tiene le gambe sollevate dritte reggendomi con le mani le caviglie e tutt’intorno a breve distanza in cerchio le altre compagne di corso che mi guardano preoccupate (come se mi avessero trovata priva di sensi e stessero osservando le manovre di rianimazione). Ho indosso un senso di grande spossatezza e appagato rilassamento generale ma laggiù nella mia intimità, negli slip brasiliana neri, nei leggins neri, tra le cosce, tra le labbra dove mi sento tutta umida, il clitoride, il perineo, il periano, lo sfintere e tutto l’orifizio anale che mi dolgono, mi stanno pulsando appena e ho delle piccole contrazioni; sotto il top nero, nel reggiseno a fascia sportivo nero i seni gonfi, le aureole sollevate e i capezzoli appena sporgenti mi provocano piacevoli fitte strofinando contro la stoffa degli indumenti aderenti mentre respiro; la mandibola mi duole come indolenzita, così come i miei polsi e le mie caviglie che guardandole, non presentano alcun segno: forse ho sognato, forse...

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annabelle

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