La mano sinistra si appoggia sulla natica destra e poi sento la destra oliata che dal fianco scivola sotto il mio ventre, lungo l'inguine, passa sul pube rasato e due dita affondano tra le labbra ormai spalancate, passano ognuna a fianco del clitoride in erezione stringendolo e strofinandolo per bene, superano la cuffia (gemo ansimo e "stringo" le cosce), e passando sulla testolina sporgente, scendono ancora più giù ed entrambe aprono ed affondano nella vulva rigirandosi subito verso la parete anteriore a mo' di gancio. Sono tutta bagnata e lubrificata anche li e non solo per l'abbondante uso dell'olio per massaggi. La mano e le sue dita cominciano così a masturbarmi con forza, impietose, sia internamente che esternamente: gemo fortissimo e mi tendo di nuovo tutta su gambe e braccia inarcando il capo all'indietro e abbandonandomi non potendolo allontanare da me, al godimento estremo che mi pervade adesso tutta ad ogni sfioramento del mio corpo ipersensibile ad ogni stimolo tattile. Naturalmente l'energico movimento nel mio laggiù si ripercuote anche sul membro fasullo che adeso alla pertica scorre nel mio culo quel poco che basta per stimolarmi terribilmente il buchino spalancato e dintorni (gemo e ansimo). Mordo ferocemente la gagball tra le mascelle e trattenendo il respiro arrivo al top ed esplodo: le contrazioni mi scuotono dal più profondo di me, il bacino scrolla ripetutamente in su e in giù, avanti e indietro mentre la mano sulle e nelle mie intimità non mi da tregua e a causa del movimento inconsulto e incontrollabile il membro di gomma violenta il mio culo e il canale rettale anche loro vibranti. Le gambe e le cosce che "stringo" a più non posso tremano e vibrano come foglie al vento, il seno e i capezzoli stirati dai pesi sembrano esplodermi, il capo e gli occhi ribaltati all'indietro, le labbra e le narici spalancate per iperventilarmi ansimando e gemendo. Non so quante violente contrazioni mi devastino, ma mentre il mio addome e il bacino rallentano le scosse, continuo a lungo a tremare e vibrare dalla punta dei piedi fino alla cima dei capelli, quando finalmente le dita escono da me e la mano scivolando a ritroso sul pube e sul basso ventre abbandona la mia passera infradiciata dai miei umori e io mi accascio letteralmente distrutta affondando di nuovo sul dildo nel culo contro la pertica tra le mie chiappe, sbattendo anche questa volta il clitoride tumefatto contro le "palle".
Passa però troppo poco quando una grossa testa rotondeggiande che sale tra le cosce aperte tra le labbra spalancate, viene appoggiata contro il clitoride e spinta a sufficienza per aderirvi completamente comprimendolo un po' contro il monte di Venere. Raggiunta quella posizione si ferma e forse viene fissata alla pertica che scende a terra sotto il mio sedere. Mi appoggio a quel qualcosa che sembra appena elastico e attendo il mio destino per scoprire di cosa si tratti mentre naturalmente il mio clitoride che ci si adagia sopra non smette di pulsare.
Appena comincia la vibrazione realizzo immediatamente che si tratta della testa di un vibratore Hitachi e trasalisco gemendo; per allontanarmi istintivamente cerco di spingere più che riesco sulle gambe larghe in punta di piedi e tirandomi sulle braccia ma pur diminuendo un po' la pressione mi resta tutto ancora a contatto con il clitoride che comincia a "soffrire" nuovamente subito poiché la mia e la sua eccitazione non sono scemate affatto.
La vibrazione inizia lieve ma poi aumenta gradualmente e così facendo siccome la testa del vibratore oltre che sul mio clitoride appoggia evidentemente anche contro la pertica, anche quella comincia a vibrare e con lei anche il dildo infilato ormai del tutto nel mio culo. Il risultato è devastante per il mio godere: mi tendo immediatamente tutta come un arco gemendo nuovamente in modo incontrollabile e mordendo la museruola che mi impedisce di urlare. Il seno gonfio e i capezzoli duri come l'acciaio penzolano stirati dai pesi attaccati alle clips che roteano in tutte le direzioni a causa del dimenare del mio torace, le caviglie doloranti nel tentativo forsennato di tirare le gambe verso l'interno per stringere le cosce tremanti. Penso di stare per svenire quando il vibratore viene fermato e già sfinita mi adagio sulla sua testa che mi schiaccia e divarica le grandi labbra; ansimo e gemo con la testa che mi crolla. Ma la tregua viene fatta durare appositamente troppo poco e lo strumento di tortura ri-acceso ad un livello più alto o forse con un altro tipo di vibrazione. Di conseguenza risalgo immediatamente su me stessa di nuovo devastata e pervasa dal piacere che non da tregua ormai in nessun punto del mio corpo, fuori e dentro; di nuovo inarcata e tesa che "urlo" e mordo quello che ho in bocca dalla quale escono bollicine a causa della salivazione abbondante e della respirazione compulsiva. Il seno, il clitoride e il culo violato e tutto il resto che vibra fuori e dentro, facendomi arrivare fino ad un attimo dal top e poi stoppando sadicamente tutto proprio in quell'istante facendomi crollare di colpo su me stessa come corpo morto cadrebbe. E il sadico giochetto continua: appena mi sto per calmare un poco e il mio respiro e il mio battito cardiaco rallentano la macchina infernale tra le mie cosce riparte, provoca devastazioni in tutto il mio essere e quando arrivo a quella che sarebbe l'esplosione e lo sfogo necessario e finale che se potessi implorerei mi fosse concesso urlando, tutto si ferma. E ancora, e ancora, sempre più vicina a quell'attimo che mi viene negato di superare con precisione sconcertante (evidentemente il mio corpo indica precisamente al carnefice il momento esatto in cui sospendere il mio piacere per prolungare il supplizio).
Sento ogni centimetro quadrato della mia pelle oltre che oliato, anche bagnato da finissime goccioline che trasudano da ogni poro, collo, spalle, décolleté, tutto il seno e i fianchi, la schiena, il ventre, le natiche e la valle tra loro, le cosce e le gambe fino alle caviglie. Ogni tanto più gocce si uniscono formando dei rivoli che ne raccolgono tante altre lungo il percorso e le sento scorrere tutte insieme verso il basso come piccoli ruscelli e poi staccarsi da me sgocciolando.
L'ultima pausa dura un po’ di più o forse è solo una mia impressione, fattostá che quando viene riacceso la vibrazione mi sembra fortissima e pulsante e il mio corpo nudo, bagnato, trasudante tutti i miei umori più intimi e profondi reagisce immediatamente raggiungendo subito uno stato di tensione indicibile. Mi sollevo in punta di piedi come non mai il che mi consente di sollevarmi appena dalla testa vibrante e di uscire di pochi centimetri dal dildo che mi incula. Inarco il petto tirandomi atrocemente con spalle e braccia e la testa si rivolta completamente all’indietro e spalanco di nuovo bocca e narici a causa della iper ventilazione; il seno tirato dai pesi e i capezzoli strizzati sono gonfi e turgidi da farmi urlare, il clitoride e le grandi labbra ai suoi lati sono frullate e martellate, la pertica vibra e il cazzone dentro di me vibra di conseguenza. Sono un gemito senza sosta e aspetto da un istante all’altro un nuovo fermo e questo mi crea ancora maggiore tensione sensuale. Interminabili istanti di godimento indicibile.
Esplosione
Le sensazioni che provo dal momento in cui viene superato l'attimo fatale del non ritorno le vivo, le provo, le sento come se il tempo fosse rallentato o stesse per fermarsi anche se immagino che tutto si svolga in pochi interminabili secondi.
