Drogata e sfondata
Intro
Stasera sono arrivata prima alla lezione di yoga e nello spogliatoio femmine ancora deserto mi sono spogliata restando con indosso solo gli slip brasiliana neri e poi mi sono messa i leggins a vita bassa, aderenti, anche loro neri, il reggiseno sportivo a fascia (nero) con le spalline sottili che contiene senza problemi la mia seconda abbondante e sopra un toppino rosso (ma di solito sono in total black) che mi lascia scoperta la pancia, anche lui con le spalline sottili, e le scarpe Nike bianche da running. Ho preso il mio asciugamano e lo ho attorcigliato intorno al collo, il tappetino verde e sono uscita nel corridoio per dirigermi verso la palestra piccola in fondo a sinistra e in quel momento da quella grande in fondo a destra escono tutti insieme i ragazzi che hanno terminato l’allenamento di basket. Sono tutti alti e vigorosi e devo spostarmi a sinistra contro il muro per farli passare senza essere travolta dal gruppo; parlano tutti tra loro facendo gran casino e osservandomi attentamente mentre li incrocio (e sento benissimo sulle mie tette gli occhi di quelli che incrocio di fronte, così come sento sul mio culo quelli di coloro che ho appena superato). Stranamente tra loro tutti in pantaloncini e canottiera uno ha indosso i pantaloni della tuta e anche una felpa con cappuccio molto abbassato sulla fronte che nella scarsa illuminazione del corridoio impedisce di vederlo in volto (una riserva penso). Ha anche le mani nella tasca dei pantaloni e quando gli passo accanto, lui, come se perdesse un attimo l’equilibrio caracolla contro di me colpendomi con le sue contro spalla, braccio e fianco e in quell’istante sento una fitta pungente subito sopra il gluteo destro, come una piccola scossa elettrica: senza neanche voltarsi mugugna “Scusa” e prosegue la sua strada mentre io (senza voltarmi) penso tra me e me “fanculo” sfregandomi il fianco con la mano destra e la spalla con la sinistra, e pochi passi dopo entro in palestra. Sistemo il materassino nella mia solita postazione e mi ci siedo sopra a gambe incrociate; per un attimo fisso lo sguardo di fronte concentrandomi sulle tre pertiche rosse che piantate nel pavimento risalgono fin quasi al soffitto dove sono trattenute ad una traversa metallica; poso le mani rivolte verso l’alto tra le cosce e chiudo gli occhi per ascoltare il mio respiro.
Risveglio
Non so quanto tempo trascorra, ma quando li riapro non vedo nulla e mi rendo subito conto di avere gli occhi bendati con qualcosa che li oscura completamente; passa qualche attimo prima che mi renda conto di non sentire alcun rumore intorno a me e che nelle mie orecchie pulsa solo il battito del mio cuore in un silenzio ovattato: evidentemente ho anche dei tappi che mi impediscono la percezione di ogni suono.
Non riesco a muovere la mandibola e sento in bocca subito all’interno delle arcate dentarie qualcosa come una grossa sfera gommosa ma dura che mi costringe a tenere la mascella completamente aperta, con una cinghia di pelle o forse elastica che dai lati delle labbra aperte mi percorre le guance, il collo e la nuca e a causa della quale riesco solo ad emettere dei gemiti gutturali anche se vorrei urlare “aiuto”.
Mi concentro sul resto del mio corpo; ho entrambi i piedi sollevati sulle punte nelle scarpe, con le gambe molto aperte e divaricate e le caviglie bloccate saldamente a qualcosa di rigido; riesco a ruotare appena le caviglie perché quello che me le blocca senza stringerle, forse una corda che vi gira più volte intorno, le avvolge sopra i calzini bassi; le mie gambe e le cosce sono dritte e tese e tra loro proprio tra le mie natiche, contro la mia natura e la zona perineale e perianale c’è qualcosa di rotondo e duro che la percorre tutta dal basso verso l’alto.
Siccome quando ho chiuso gli occhi (e poi non ricordo più nulla) ero in palestra, probabilmente sono fermamente bloccata alle pertiche, le due laterali per le caviglie e una centrale contro la quale appoggio il sedere.
Proseguendo la presa di coscienza sulla posizione del mio corpo, dal fondo schiena in su sono molto piegata in avanti ma poi la mia schiena ritorna nuovamente indietro e le braccia sono anche loro stirate e vanno ad unirsi dietro le spalle e i polsi legati saldamente tra loro da una corda morbida (forse setosa) che li stringe senza fare male. La corda doppia che se ne diparte all'interno probabilmente prosegue fino alla pertica centrale che attraversa il culo e tutta la mia intimità dal basso verso l'alto, obbligandomi in questa posizione a pecora inarcata che non mi permette di raddrizzare la schiena, riuscendo solo a ruotare leggermente il busto e il torace verso i lati.
Nuda
Così privata della vista, della possibilità di emettere suoni coerenti e dell’udito mi si acutizzano gli altri sensi, primo tra tutti il tatto per cui ogni centimetro quadrato della mia pelle, ogni mio pelo, riesce a cogliere qualsiasi segnale percepibile su ciò che mi circonda. Il mio olfatto si affina per percepire ogni odore come fossi un animale; la temperatura è piacevole e non colgo la presenza di correnti o movimenti nell’aria e inoltre sono ancora vestita.
In questa atmosfera tutta ovattata all'improvviso sento qualcosa di rotondo e freddo, sicuramente d'acciaio che si infila tra la pelle della mia caviglia e l'elastico dei leggins sulla parte esterna della gamba sinistra; la leggera vibrazione e il rumore seghettato mi fanno capire che si tratta di una forbice che comincia ad aprirmeli risalendo a ogni colpo lungo il polpaccio e sento cedere l'elasticità dei leggins molto aderenti nella zona sottostante il taglio.
A ogni "zzzc" la gamba si scopre sempre di più, prima il ginocchio e poi su lungo la coscia tesa, arriva sul fianco che piega in avanti e scavalcando l'elastico degli slip senza tagliarlo prosegue fino alla cintura elastica in vita che sento opporre più resistenza al taglio ma che infine cede di colpo e il gambale così liberato scivola penzoloni tra le mie gambe aperte scoprendomi mezza davanti, trattenuto invece dietro tra le mie natiche contro la pertica sulla quale si appoggiano.
Un attimo di silenzio e poi "zzzc" alla caviglia destra e poi di nuovo a salire e di nuovo il gambale che cede sotto ogni taglio scendendo tra le gambe, il polpaccio, l'esterno del ginocchio, la coscia, il fianco flesso in avanti, salta gli slip e poi fino all'elastico che resiste e i tagli si fanno più corti e "zac", sento che davanti dalla vita dove erano ancora trattenuti precipitano tutti in avanti penzoloni sotto di me trattenuti ancora solo tra le mie natiche. Poi subito una mano li afferra e tirandoli verso l'alto e l'avanti me li sfila e li sento scorrere in giù dietro tra le natiche strofinando il periano, il perineo e davanti la mia natura ancora negli slip. Gemo forte perché non posso dire niente che abbia un senso.
Quasi subito sul fianco sinistro torna il freddo della forbice che si infila nell'elastico degli slip, lo solleva e "zzzc" cede facendo scendere la metà sinistra lungo l'inguine e ritirarsi indietro sulla natica. Emetto un altro gemito di protesta. Tocca all'elastico sul fianco destro, la forbice lo solleva scorrendo sulla pelle nuda, "zzzc" e di nuovo scende adesso tutto lungo l'inguine scoprendo la mia natura che proprio ieri sono stata a depilare con una ceretta quasi totale avendo questa volta lasciato solo un delizioso triangolino subito intorno e sopra alla attaccatura delle grandi labbra, corto ma non troppo e che avvolge appena l'asta del clitoride nascosto tra quelle. Gemo e la mano afferra quel che resta degli slip penzoloni sotto di me e questa volta molto lentamente e alternando un tira e molla li fa scivolare, tirando appena, tra le labbra che si divaricano leggermente per accoglierli tra loro dato che ho le cosce molto aperte: aderiscono sul clitoride e mentre tutta la parte posteriore tra le natiche e poi sul periano e perineo ci scivola dentro nel lento tira e molla me lo stuzzica e stimola delicatamente, gemo: poi di colpo un grande strappo e come una frustata gli slip scivolando aderenti sul clitoride e tra le piccole e grandi labbra fin sul davanti, mi lasciano di colpo anche loro accompagnati da un lungo e poderoso gemito che mi viene naturale mentre il mio ano e le mie natiche che hanno cercato di seguire in avanti il movimento degli slip, rimbalzano indietro contro la pertica che nuovamente le divarica come erano prima e ora però sento la superficie liscia e fresca proprio a contatto con la pelle molto sensibile del mio buchino e del perineo lisci come uno specchio.
Non faccio in tempo a riprendermi dall'attimo di trasalimento seguito alla stimolazione di tutta la mia intimità più profonda, che sento la lama fredda sulla spalla sinistra che solleva e si infila tra la pelle e la spallina del top e a seguire di fianco in quella del reggiseno; "zzzc" ed entrambe cedono rimbalzando un pezzo in avanti e l'altro indietro... poi tocca a quelle sulla spalla destra che ugualmente vengono sollevate con la parte tonda della forbice dalla pelle; "zzzc" e anche quelle subiscono la stessa sorte e naturalmente però sia il top che il sottostante reggiseno a fascia, elastici, rimangono nella loro posizione trattenuti sul seno.
Vengo afferrata con una mano per la treccia di capelli che mi arriva oltre metà schiena proprio all'attaccatura contro la nuca e così costretta con forza ad abbassare il capo in avanti verso il basso data la mia posizione e subito, di nuovo, il metallo freddo si infila nell'incavo della schiena sulla spina dorsale dal basso tra la pelle e la stoffa del top e subito sotto del reggiseno insieme e "zzzc" a piccoli colpi prende a salire tra le scapole e sento il seno che a ogni taglio si libera un poco finché con l'ultimo taglio cede tutto ed entrambi gli indumenti, insieme, scivolano sulle costole ai fianchi del torace e velocemente piombano sotto il mio petto. Un brivido che non è di freddo percorre lentamente tutto il mio corpo ora completamente nudo, dalle caviglie passando per le gambe, le cosce, le natiche, la schiena, le spalle e le braccia fino alla punta delle dita delle mani, la pelle d'oca ricopre ogni centimetro quadrato del mio corpo nudo e teso. Non potendo urlare emetto un gemito prolungato e disperato.
Anguilla infilata
Di nuovo una mano mi afferra la treccia e mi costringe ad abbassare la testa contro il petto e subito dopo sulla schiena a partire dal collo e dalle scapole sento colare a zigzag un filo di liquido fresco e direi denso ed oleoso e così a scendere fino alla attaccatura delle natiche e della fessura tra loro, e poi di nuovo a risalire verso le spalle bagnandomi abbondantemente. Sento colare lentamente il liquido verso i lati del torace, dei fianchi, dei glutei, e verso il centro invece raccogliersi nell'incavo della spina dorsale e poi giù verso la conca formata a causa della mia posizione inarcata tra schiena e fondo schiena attorno alle fossette di Venere. Mollata la testa, due mani insieme partendo dalle spalle, intorno al collo cominciano a spalmare il liquido oleoso, scendendo sulle scapole, sui lati del torace dove sta gocciolando spingendosi fino all'attaccatura del seno da entrambe le parti; poi giù lungo i fianchi con movimenti alternati dai lati al centro schiena e viceversa, risalendo sui glutei e tra loro nella fessura che li separa fino a contatto con la pertica che mi divarica il sedere; tornano indietro a raccogliere l'olio nell'incavo centrale della schiena e lo fanno scivolare un po' tra le natiche e allora lo sento distintamente scendere abbondante lungo l'incavo, sull'ano appoggiato alla pertica e poi circumnavigandolo, più giù tra le labbra intorno all'ingresso della mia natura e poi tra loro fino sul clitoride da cui sgocciola, lungo i bordi esterni delle grandi labbra e infine passando per l'inguine all'interno delle cosce: mi stupisco della consapevolezza che (così privata della vista e dell'udito), solo tramite la mia pelle, ho di ogni parte del mio corpo e gemo.
Ancora entrambe le mani tornano a bagnarsi di olio nell'incavo della schiena e poi sento la destra che scende ad infilarsi nelle natiche tra la pertica e me mentre la sinistra scende lungo il fianco sinistro e si infila tra le mie cosce, tra le mie labbra, sul mio clitoride: la destra, raggiunto il mio ano comincia a massaggiarmelo spudoratamente (gemo forte) ruotandoci due dita intorno e giù verso il perineo e tornata su, un dito comincia a premere sul mio buchino che per risposta immediata si contrae cercando di opporre resistenza (gemo fortissimo): la sinistra invece raggiuntolo, si ferma a fare la stessa cosa sul clitoride lubrificandolo abbondantemente e cominciando poi a sollevarlo e strizzarlo tra due dita che salgono e scendono ai suoi lati e alternativamente verso i lati con ritmo lento ma deciso (gemo e cerco di stringere più che riesco le cosce ma così bloccata alle caviglie a gambe larghe posso solo ruotarle appena verso l'interno e verso il basso). Il dito dietro insiste roteando sulle labbra del buchino che comincia a rilassarsi e spingendo sempre più verso l'interno, anche a causa della scivolosità dell'olio all'improvviso cede e tutta la prima falange lo apre e lo penetra sprofondando al suo interno (gemo), ne esce però quasi subito ma poi rientra (gemo ancora) e così ancora e ancora entrandomi dentro ogni volta di più e lubrificandomi così tutto il canale rettale fin dove arriva. Continua poi ad entrare ed uscire tutto mentre le dita sul clitoride non mi danno tregua e sono ormai un gemito continuo. Il dito esce ma subito la pressione viene fatta adesso con due dita e poco dopo entrambe riescono a rompere le mie resistenze ed entrambe affondano in me completamente; inarco la testa all'indietro gemendo a più non posso sopraffatta dalla spudorata stimolazione senza tregua di tutta la mia intimità anche perché le altre due dita della destra che non mi stanno possedendo toccano e stimolano la sottostante zona perineale fino all'ingresso della natura facendomi trasalire; e il mio clitoride d'altro canto, si sta gonfiando e inturgidendo esponendosi tutto tra le labbra gonfie e divaricate dalle dita della mano sinistra su di loro. Anche il mio seno comincia a tendersi e i capezzoli solitamente introflessi si stanno inturgidendo e diventando appena sporgenti.
Il supplizio dentro e fuori tra le natiche e intorno al clitoride continua così per un po' tra i miei gemiti ormai incontrollabili, ma poi di colpo le dita escono dal mio buco e entrambe le mani scivolano verso l'alto e si staccano dal mio corpo che rimbalza nuovamente indietro contro la pertica e percepisco distintamente l'ano pulsarle ancora contro per qualche istante: dalla tensione precedente che mi ha tesa tutta come una corda di violino mi accascio sopraffatta dall'inizio del piacere interrotto.
Passa però solo un attimo e poi una mano (la sinistra direi) si infila nuovamente tra le mie natiche e tirandomi il sedere mi costringe ad allontanarlo dalla pertica; così trattenuta, un altro fiotto di olio appena versato scivola ancora tra loro, intorno al buchino dove quasi subito viene raccolto e fermato dalla mano destra che velocemente ripassa a lubrificare tutta la zona perianale, perineale e giù fino al clitoride tra le labbra, risale e ancora la falange di un dito seguita da quella di un secondo, premendo vincono ora senza alcuna fatica le mie resistenze, penetrandomi, affondando ancora in me, ruotando e lubrificandomi nuovamente fino in fondo: ri-escono però subito.
Qualcosa di freddo e rotondo, chiaramente metallico, prende a scivolare e roteare sull'intorno immediato del mio buco con una pressione in costante aumento; penso immediatamente che si tratta di un butt plug in acciaio avendo già provato quella sensazione piacevole alcune altre volte da sola; la pressione aumenta ancora e quello comincia ad aprirsi la strada in me in un lento e ahimé piacevole avanti e indietro, dentro e fuori che divarica a ogni affondo un po' di più nel mio culo (i miei pensieri cominciano a farsi più scurrili); mi aprono e mi chiudono (gemo) e nel continuum sento il mio sfintere tirare un po' deducendone che deve avere un diametro superiore a quello cui sono abituata (uso solitamente una taglia M con diametro di poco superiore ai tre centimetri, ma questo probabilmente è una L). Mi tira tutto e la spinta non diminuisce ma anzi aumenta ed insiste e il mio sfintere cede sempre più, finché di colpo viene raggiunta e superata la parte più larga del giocattolo che scivola tutto dentro di me. Sento l'ano che lo risucchia rapidamente e poi si restringe fino a chiudersi intorno all'astina del butt plug e poi va a sbattere contro il fermacorsa anti risucchio piatto (gemo). Un altro fiotto di olio e poi due dita si infilano ai lati del buco così bagnato tra la coda del butt plug e la mia pelle spingendolo in fuori e così facendo, allargano di nuovo l'ano che adesso tenta naturalmente di ritenerlo al suo interno; le dita afferrano la coda e molto lentamente la tirano verso l'esterno fino a dilatare al massimo l'orifizio (gemo) e poi la lasciano facendomelo risucchiare tutto in un batter d'occhio; e così a ripetersi per svariate volte (gemo per ciascuna). Tutto il mio corpo è di nuovo teso, il seno duro e i capezzoli turgidi.
Un ultimo rilascio dalla dilatazione massima, il mio ultimo risucchio tutto in me, l'orifizio che si chiude un'ultima volta intorno all'astina del giocattolo la cui coda si ferma contro l'ingresso del buchino e a quel punto anche la mano sinistra mi molla e ritorno di colpo verso e contro la pertica ma questa volta facendo un gran "stock" che sento sordamente anche con le orecchie tappate (ma soprattutto con la percezione che ho di tutto il mio corpo) quando il butt plug in acciaio sbatte contro la pertica in legno su cui si appoggia rientrando così molto aderente dentro di me (gemo e mi abbandono ancora e di nuovo esausta più di prima).
Olio che cola dalla coscia e poi giù lungo la mia gamba sinistra fino alla caviglia; due mani insieme mi avvolgono a partire da quella e mi massaggiano a salire spargendo l'olio su tutto il polpaccio, il ginocchio, la coscia, l'interno della coscia. La destra si distacca sotto la natica mentre la sinistra si infila lungo l'inguine e circumnavigandomi tutta si congiungono sulle mie labbra dove riprendono a lavorarsi una il clitoride e l'altra la zona perianale già occupata dal giocattolo e subito sotto l'ingresso della natura (gemo). Discendono lentamente insieme fino alla caviglia dall'interno e poi risalgono nuovamente dove erano prima e le due dita della sinistra giocano ancora per un po' sul mio clitoride tra le labbra stringendolo e percorrendolo tra loro; trasalisco e gemo rumorosamente. Si fermano e si staccano da me; l'olio cola ora lungo la coscia e la gamba destra, e poi di nuovo le due mani dalla caviglia fino su all'esterno e poi ancora giù tra le labbra a masturbarmi senza pietà pizzicandomi il clitoride (gemo, mi inarco e mi tendo tutta stringendo le cosce come posso con la pelle d'oca alta un centimetro), poi di nuovo entrambe fin giù lungo l'interno delle cosce e del polpaccio dove si fermano e si staccano da me.
Tocca alle braccia: olio colante dal polso fino verso la spalla destra e poi due mani che sempre partendo dal polso le avvolgono spargendo l'olio tutto intorno all’avambraccio, il gomito con la fossetta al suo interno sensibilissima che appena sfiorata mi fa trasalire gemendo rumorosamente, poi il braccio fino alla spalla e sotto la ascella che stuzzicata mi fa scuotere tutta e gemere ancora. Subito sul braccio sinistro, di nuovo olio abbondante che cola, le mani dal polso che scendono bagnandomi tutta fino al gomito, la fossetta (ggghhh), il braccio tornito, la spalla e la ascella (nnnhhh) e poi la mano che da lì scivola sotto sul seno penzoloni, lo accarezza tutto, si ferma sulla aureola sporgente e due dita mi prendono il capezzolo (aaahhh), lo stringono, lo fanno girare in senso orario e viceversa varie volte (aahhnn), lo stirano allungandomi tutto il seno e poi lo rilasciano (mmmhhh).
Poi mani bagnate d'olio si posano sul mio basso ventre infradiciando il triangolino della mia peluria; risalgono dal basso ventre lungo la pancia, i fianchi, l'ombelico in cui intrufolano le dita passandoci sopra; la muscolatura della pancia sopra l’ombelico e poi l’attaccatura delle costole, le costole fino sui fianchi e poi rientrano sui seni su cui si soffermano lungamente (gemo) stringendoli e schiacciandoli e rilasciandoli più volte (mi si rizzano i capezzoli e le aureole sporgono appena). Le mani si rovesciano entrambe con il dorso contro il seno e prendono entrambi i capezzoli tra due dita di ognuna, li stringono, li rilasciano, li tirano e li mollano (gemo) facendomeli inturgidire e sporgere ancora di più e infine girate sul palmo salgono ancora finendo di oliarmi décolleté e collo rendendomi così tutta lucida e oliata come una porchetta sul girarrosto, o forse come una anguilla appena pescata. Mi abbandono sulle braccia e le gambe tese bloccate sui legni, sfinita chiedendomi quando terminerà tutto questo mentre ascolto il pulsare del mio ano violato e posseduto, il pulsare del perineo contro la pertica e subito sotto l'apertura del mio sesso fremente (che sembra implorare il suo sfogo), divaricato contro l'asta verticale che trattiene il butt plug bello piantato dentro di me (come fossi una anguilla allo spiedo, ecco). Il profumo forte di incenso dell'olio da massaggi che esala da tutto il mio corpo, insieme al piacere provocatomi dalle stimolazioni sensuali che ho appena subito mi fanno girare la testa che abbandono a se stessa.
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