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Sesso a prima vista: Clarissa e gli amici
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Racconto10 min di lettura

Sesso a prima vista: Clarissa e gli amici

“Stasera cara la mia Beatrice ce ne andiamo in casa di due ragazzi che ti dico subito, non sono due Adoni, ma hanno dei cazzi da far paura.”

miss serena
1 anno fa · 655 letture · 1

In ogni caso iniziai a cavalcare Domenico mentre Giulio si era messo in piedi davanti a me, per permettermi di continuare a succhiargli la nerchia, e ben presto ebbi voglia anche di lui.

“Se vuoi prendere il suo posto sdraiati anche tu.”

Giulio non si fece ripetere l’invito due volte, così una volta che si era steso salii su di lui, ma dandogli le spalle, rimanendo quasi in attesa che Domenico prendesse il suo posto.

I due ragazzi sembravano quasi che si fossero messi d’accordo su cosa fare, ma soprattutto quando e come, e non c’era bisogno che dicessi quasi più nulla perché mi muovevano come fossi una bambola, senza mai smettere di scoparmi o di farsi succhiare la nerchia.

Sia che mi trovassi sdraiata o carponi, per loro non cambiava nulla in quanto uno mi prendeva la passera e l’altro la bocca, scambiandosi il posto dopo essersi dati un’occhiata a vicenda.

Nessuno dei due voleva prevalere sull’altro in quanto a mascolinità, al contrario fra di loro c’era una complicità tale che alla fine non badavo più a chi fa che cosa, tanto erano quasi simili nel dare e prendere piacere.

Quello che fu ancora più sconvolgente è che veniamo tutti e tre quasi contemporaneamente, col risultato che dopo eravamo sdraiati uno vicino all’altro, con me in mezzo e il loro orgasmo sparso sulle tette.

“Se vuoi pulirti ho questi.” mi dice Giulio passandomi un pacchetto di fazzolettini di carta, che non erano certamente il massimo, ma pur sempre meglio di nulla, anche perché non avevo nessuna intenzione d’alzarmi dal letto.

“Spero di non avervi scaricato troppo le batterie.” chiesi loro dopo essermi pulita alla meglio con un tono a dir poco malizioso.

“Che ne dici di questa risposta.” ribatté Domenico che prese a baciarmi con una foga che non aveva avuto prima, infilandomi quasi di forza la sua lingua in bocca, mentre le mani di Giulio s’impossessavano del mio seno.

“Ragazzi calma che non scappo mica via !” esclamai stupita da tanto ardore.

Pensai che però nessuno dei due m’abbia ascoltata, visto che la bocca del biondino scese velocemente dalla mia fino alla mia passera, senza neanche prendere in considerazione il mio seno, mentre l’altro mi piazzò la mazza a pochi centimetri dalla faccia, senza che ci fosse il bisogno di dirmi cosa dovessi farci.

Di solito un uomo si fa dei problemi a mettere la lingua dove c’è stata da poco la nerchia di un altro, ma non era così per Domenico che anzi la usava come una frusta impazzita sbattendola in ogni angolo del mio sesso. Anche il suo succhiarmi le grandi labbra era da primo della classe, perché riusciva a tirarle senza farmi alcun male, per poi leccare quello che aveva in bocca facendomi contorcere dal piacere, tanto che facevo non poca fatica a darne a Giulio che pure non aspettava altro.

Com’era successo prima, i due si muovevano con sincronismi perfetti, così poco dopo mi ritrovai col padrone di casa che aveva la testa fra le mie gambe, e l’altro sopra la mia testa che quasi mi offriva i testicoli da leccare, mentre struscia la mazza in mezzo al mio seno.

L’apoteosi fu quando me li ritrovai inginocchiati uno alla mia destra, e l’altro a sinistra, che più che contendersi la mia bocca con le loro nerchie turgide, facevano questa volta sì quasi a gara a chi mi metteva più dita dentro la passera.

“E pensare che quando Clarissa è dovuta andare via ho pensato che la serata sarebbe stata una merda !” disse Domenico quasi ridendo “E invece ci siamo ritrovati questa gran maiala che non vuole altro che cazzo.”

“Però anche quella in quanto a porcate non è niente male.” gli rispose Giulio “Credo che le piaccia più prenderlo nel culo che farsi scopare nella fica.”

I due continuarono a parlare della mia amica in termini non certo lusinghieri, ma del resto Clarissa non era mai stata un esempio di virtù, tant’è vero che si vantava d’aver perso la verginità durante la festa per i suoi quattordici anni.

Era però chiaro che tutti quei discorsi erano mirati a farmi capire che tutti e due volevano vedere se fossi come la mia amica, e siccome non volevo certo perdere quella sfida, passai io all’azione.

“Perché uno di voi non la finisce di parlare e mi scopa ?” dissi loro sdraiandomi sul letto.

Giulio fu il più veloce a mettersi fra le mie gambe ed infilarmi la sua mazza dentro la passera, mentre Domenico la portò vicino alla mia bocca per non farla afflosciare. Come avevano fatto sino a quel momento, i due ragazzi iniziarono a fottermi senza sosta, ma senza esser mai brutali, girandomi a loro piacimento fino a quando non mi ritrovai carponi con Domenico dietro di me.

“Vediamo se sei davvero come la tua cara amica Clarissa.” mi disse poggiando la cappella contro il mio buchetto.

Non sapendo come mi avrebbe sodomizzata, feci scivolare tutta la nerchia di Giulio dentro la bocca, perché non volevo urlare se mi avesse fatto troppo male. Domenico invece fu sì un po’ violento, ma non troppo anche perché la sua mazza ricoperta com’era dei miei umori, entrò nello sfintere senza troppi problemi.

Quel momento fu però la fine della loro complicità, o almeno del loro esser forse fin troppo delicati nei miei confronti. Fu, infatti, come se fosse partita una gara a chi mi sbatteva di più, e anche quando mi fecero metter sdraiata per potermi scopare insieme, quasi litigarono per chi mi doveva prendere da dietro.

In compenso io iniziai a godere come non avevo ancora fatto quella sera, con quei due ragazzi che mi riempivano entrambe le porte del piacere, sbattendomi senza sosta e facendomi sì urlare, ma non certo per il dolore.

Giulio era certamente il più stallone dei due, e non solo perché venne dopo l’amico, ma per il suo modo di prendermi in qualunque posizione, riuscendo a spingermi dentro la mazza sempre con forza senza mai perdere la presa.

Alla fine mi schizzarono nuovamente il loro orgasmo addosso, ma prendendomi anche la bocca e il collo, mentre mi toccavano il seno e la passera.

“Dov’è il bagno ?” chiesi avendo bisogno di darmi una bella rinfrescata.

“Prima porta a sinistra.” mi rispose Giulio forse coll’ultimo fiato che gli era rimasto nei polmoni.

Dopo essermi ripulita, tornai nella sua camera per rivestirmi, ma mi fecero andare via solo dopo aver avuto il mio numero con la promessa di risentirci a giorni.

“Domani chiamerò Clarissa e le dico cosa s’è persa.” pensai mentre viaggiavo verso il mio appartamento “Di sicuro vorrà i dettagli per poi darmi della troia, come se lei si sarebbe comportata in modo diverso !”

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