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Sesso a prima vista: Clarissa e gli amici
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Racconto10 min di lettura

Sesso a prima vista: Clarissa e gli amici

“Stasera cara la mia Beatrice ce ne andiamo in casa di due ragazzi che ti dico subito, non sono due Adoni, ma hanno dei cazzi da far paura.”

miss serena
1 anno fa · 655 letture · 1

Il programma di Clarissa fu fin troppo chiaro.

“Stasera cara la mia Beatrice ce ne andiamo in casa di due ragazzi che ti dico subito, non sono due Adoni, ma hanno dei cazzi da far paura.”

Il che dopo la mia rottura con quel gran cretino del mio ex, il classico idiota che si fa beccare con una sciacquetta e poi dice d’amarti, era tutto ciò di cui avevo bisogno.

Così dopo una bella doccia, durante la quale la mia unica preoccupazione fu quella di non bagnarmi i capelli che avevo rifatto il giorno prima, mi misi davanti al mio armadio per decidere cosa indossare. Volevo qualcosa che sia sexy ma non troppo, ma che soprattutto si togliesse in fretta visto il programma della serata, e che allo stesso tempo esalti la mia quasi terza che era da sempre uno dei miei punti di forza.

Alla fine decisi per un vestito rosso che arriva appena sopra il ginocchio, e che aveva dietro una lampo che da dietro il collo arrivava quasi all’inizio del solco delle chiappe. Il problema di quell’abito era che mi stava molto stretto, tanto che si vedevano fin troppo sia il reggiseno sia le mutandine, così decisi di togliermi l’intimo e di uscire di casa quasi nuda

Passai a prendere Clarissa che aveva la sua solita accoppiata maglietta e jeans che odio, ma in fondo era la mia miglior amica e le perdonavo sempre tutto.

“Allora dove abitano queste due macchine del sesso, ma soprattutto come sono ?” le chiesi anche per sapere che strada prendere.

“Alla fine di via di Francia, il numero non lo ricordo ma la casa sì. Cosa vuoi che ti dica, si chiamano Giulio e Domenico e li ho conosciuti in un locale vicino all’ospedale dove lavoro, non sono due gran bellezze, ma quanto a cazzo…. Me li sono fatti uno alla volta e poi ho pensato a te per qualcosa di ancor più intrigante, e intanto ti togli dalla testa quel coglione con cui stavi, e credimi a lasciarlo hai fatto un sei al Superenalotto.”

Clarissa continuò a parlare senza che riuscissi mai a fermarla, continuando ad insultare senza sosta il mio ex, che in realtà non aveva mai sopportato, e raccomandandomi fin troppo di prendermi una bella pausa dai rapporti seri per pensare solo a divertirmi.

Dopo una buona mezz’ora arrivammo davanti la casa di Giulio, e con un colpo di fortuna non da poco, trovai un parcheggio proprio vicino al suo portone, per poi citofonare per farci aprire.

Il ragazzo abitava al primo piano e si fece trovare alla porta di casa con un sorriso che sembra non finire mai.

“Benvenute, però Clarissa non vale non mi avevi detto che la tua amica è molto più bella di te.” ci disse prima che la mia amica finga di prenderlo a schiaffi.

In effetti, Giulio era tutto tranne che un bel ragazzo, di quelli che fanno girare la testa, però emanava simpatia da tutti i pori, e poi io non ero certamente lì per assistere alla finale di un concorso di bellezza maschile.

Dentro trovammo Domenico, un biondino abbronzatissimo da far schifo, che era molto simile per certi aspetti al suo amico, soprattutto per quello che riguarda l’estrema cordialità.

Giulio tirò subito fuori dal frigo una bottiglia di spumante per poi riempire quattro calici in modo da poter brindare alla serata, che iniziò con una serie di barzellette sconce da parte di Domenico che me la fecero quasi fare sotto dalle risate. Quando l’atmosfera iniziò però a riscaldarsi e le mani dei ragazzi cominciarono a poggiarsi con più insistenza sulle nostre gambe, suonò il cellulare di Clarissa, che prese a bestemmiare ancor prima di rispondere.

“Sì…. Sì certo…. Hai fatto bene a chiamarmi…. Prendo un taxi e vengo subito intanto chiama Di Lorenzo per un consulto altrimenti poi sai come rompe.”

“Clarissa c’è qualche problema ?” le chiesi, anche se sapevo già qual è la risposta.

“Sì un mio paziente è peggiorato e dobbiamo operarlo d’urgenza, ora mi chiamo un taxi e volo in ospedale, tanto da qui non ci vuole molto.”

La mia amica ci salutò velocemente per poi uscire di tutta fretta mentre chiamava un taxi bestemmiando per la serata andata in fumo.

“Altro spumante ?” mi chiese Giulio anche per rompere un più che imbarazzante silenzio.

“Sì grazie anche perché altrimenti andrebbe sprecato, e non solo quello…”

“Già, in effetti, sarebbe un vero peccato buttare via una serata così solo perché qualcuno sta più male di prima.” mi rispose il padrone di casa “Anzi se vuoi ti mostro la casa, anche se da vedere c’è ben poco.”

In pratica mi portò nella sua camera, dove mi strinse a sé per baciarmi, subito seguito da Domenico che nel frattempo si era messo dietro di me. In un attimo mi ritrovai nuda in mezzo a loro due che si spogliano in tutta fretta, per poi portarmi quasi di peso sul letto dove iniziarono a baciarmi e toccarmi un po’ su tutto il corpo.

Non sapendo stare ferma allungai le dita verso le loro mazze che iniziai a segare molto lentamente, mentre loro sembrano avere non so quante mani visto che le sentivo dappertutto.

I due ragazzi si contendevano anche la mia bocca per infilarci la lingua dentro, ma ben presto ebbi voglia di sentire ben altro fra le labbra, così mi abbassai per succhiare la mazza di Giulio che era quello forse più dotato.

Domenico in attesa che mi occupassi di lui, si era impadronito, di fatto, del mio sedere, che non solo palpava con fin troppo vigore pur non facendomi in alcun modo male, ma solleticando insistentemente il mio buchetto, senza però provare a violarlo. Quando decisi di prendere in bocca la sua mazza, fu Giulio a dedicarsi più o meno nella stessa maniera del mio fondoschiena, anche se lui era un po’ più delicato, ma non per questo meno virile.

“Sdraiato che ho voglia di cazzo.” dissi fin troppo repentinamente al biondo che quasi si tuffa sul letto.

Presi la sua mazza con una mano e senza alcun indugio la puntai verso la mia passera che oramai quasi sgocciola, tanto era bagnata, per impalarmici sopra penetrandomi quasi completamente senza aver spinto in alcun modo.

Pur non essendo affatto una ninfomane, avevo quasi un bisogno fisico di far sesso, quasi la serata con Lorenzo non ci fosse mai stata, e quindi in astinenza da chissà quanto tempo. Il fatto d’esser uscita di casa col pensiero fisso di scopare con Clarissa e questi ragazzi, mi stava facendo fare cose che non erano da me, come l’esser così esplicita e per di più con due amici fra loro, o il voler andare dritta al sodo.

Prima di andare avanti…

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